lunedì 5 dicembre 2011

The cars that ate Paris (aka: The Cars that eat people) - Le macchine che distrussero Parigi

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1974, Peter Weir.


Arthur Waldo/Terry Camilleri :- “Io posso guidare!”

Arthur (Terry Camilleri) e suo fratello George stanno guidando attraverso la campagna australiana una notte, quando improvvisamente un potente fascio di luci di un'altra auto li costringe fuori strada. George muore nello schianto, ma Arthur sopravvive e si risveglia in un ospedale della cittadina di Paris/Parigi, una città che, come egli scopre, vive grazie a quello che può essere ricavato da provocati incidenti stradali - comprese le persone ...

Questo famoso film australiano è il primo lungometraggio come regista di Peter Weir scritto con l'aiuto di Keith Gow e Piers Davis, e che, come gli abitanti della città che rappresenta, ha preso elementi da molte fonti come ispirazione e assemblaggio per costruire la sua immagine più grande: insieme horror, fantascienza, commedia e western. L'introduzione presenta, a prima vista, quello che sembra un famoso spot televisivo a cui in effetti si ispirava, con per protagonisti una giovane e attraente coppia alla guida in auto attraverso la campagna, la quale si ferma comprare un quadro in un negozio di antiquariato e a godere in questa pausa di sigarette di marca e di una Coca Cola. Poi subito dopo, ci si sveglia come in un incubo tra incidenti d'auto e persone che muoiono tra i rottami.

I parigini australiani sono sul gradino più basso della scala della società, saccheggiando ciò che possono per mantenere coesa e “prospera” la loro piccola cittadina. Ma non tutto gira così precisamente come veramente vorrebbero, il medico condotto esegue esperimenti sulle vittime dell'incidente, trasformandoli in semi-vegetali, mentre i giovani locali personalizzano le auto distrutte per creare dei veicoli da demolition derby, i quali di notte si aggirano per le strade. Tocchi stravaganti e bizzarri in puro “Ozploitation spirit” ci illustrano l'altra faccia della vita e della natura vera degli abitanti di Paris, e comprendono l'uso di autoradio che invece nascondono enormi stereo e radio CB per mantenersi in contatto tra di loro, e il medico che per un po' di chirurgia fai da te utilizza un trapano elettrico

Il Sindaco, superbamente interpretato da John Meillon, uno degli attori più rappresentativi del cinema australiano, è apparentemente un uomo chiuso, rispettabile, ma i cui sforzi per mantenere unita la sua comunità sono patetici quando non sono addirittura omicida. Egli prende in casa il sopravvissuto Arthur e si assicura dei suoi “coatti” soggiorni a Paris, rendendolo mentalmente incapace di guidare una macchina attraverso della psicologia amatoriale, dandogli un lavoro inutile, chiedendogli di unirsi alla sua famiglia quando sembra che Arthur voglia lasciare la “comunità”. Apprenderemo che le sue figlie non sono neanche la sue, ma solo delle orfane di un altro incidente d'auto.

Nel film ci sono grandi, magnificamente stilizzati e rappresentati momenti di umorismo nero, come le scene del custode dell'obitorio inappropriatamente allegro ("Avete mai visto un tizio con un piede amputato su per il naso?"), ma il tono generale è splendidamente malato e cupamente triste. Il finale, che vede la città autodistruggersi, e in cui i giovani guidano le proprie auto splendidamente trasformate, elaborate, quasi in dei mostri preistorici, attraverso le case e la gente, è sanguinoso, con un indimenticabile Volkswagen Maggiolone coperto di aculei d'acciaio in versione auto-porcospino killer (si è sempre dibattuto su chi abbia copiato chi, per la fantasiosa creazione delle auto, tra questo film e il coevo “Anno 2000: La Corsa della morte” (Death Race 2000) ('75) di Paul Bartel). Mentre il film di Weir, che inizia come una satira sul consumismo finisce con un messaggio volutamente incerto, e la riscoperta del mito del coraggio di Artù che non lascia molto rassicurati, ma il film di Weir, che assomiglia anche un poco, ad una versione australiana della famosa serie TV “The League of Gentlemen”, è senza dubbio memorabile. Musiche al solito splendide di Bruce Smeaton, che firmerà sempre per Weir anche la memorabile colonna sonora de “L'Ultima onda” (The Last Wave) ('77).

La versione americana, dal titolo “The Cars that eat people” (1974) è stata ridotta a 74 minuti da parte del distributore, in questa versione la voce del protagonista Terry Camilleri è doppiata. Il film è stato finalmente ristampato negli USA nella versione completa nel 1984.



Le scene di apertura che si aprono su di una coppia in una macchina a fumare sigarette in bella evidenza sono state una parodia di uno spot in onda sulla televisione australiana, al momento della versione originale del film. Il sito Peterweircave di questo film dice: "L'apertura pubblicitaria, che molti spettatori del film hanno sembrato prendere come un “product placement” plateale per la Coca Cola e le mitiche sigarette Alpine, era in realtà una parodia di se stesso. Al momento che è stato fatto, i film in Australia erano spesso preceduti da pubblicità per le sigarette e così via. Mettendo questo prima dei titoli di apertura, Weir volle ingannare gli spettatori portandoli a pensare che questo fosse ancora un altro annuncio ".

Il primo film australiano girato in widescreen anamorfico.

Questa pellicola è stata una delle cinquanta australiane selezionate per la conservazione come parte del progetto di restauro del National Film and Sound Archive della Kodak Australia / ATLab Cinema Collection

Questo film è stato girato nel mese di ottobre 1973.

Le riprese per la produzione del film sono durate quattro settimane.

Questo film era originariamente destinato ad essere una commedia con protagonista James Bond Grahame.

Primo film che il regista Peter Weir ha realizzato con i produttori Hal McElroy e Jim McElroy. Gli altri furono “Picnic a Hanging Rock”“L'Ultima onda”. Weir ha anche collaborato con Jim su “Un Anno vissuto pericolosamente”, che era anche una produzione McElroy & McElroy pur se Hal non venne accreditato individualmente.

Primo film come produttori sia per Jim McElroy che per Hal McElroy, che sono fratelli gemelli.

Il primo film australiano ad ottenere un riconoscimento internazionale al Festival di Cannes.

Primo lungometraggio del regista teatrale Peter Weir. Sarebbe anche il secondo, se si conta la regia Weir per il mediometraggio “Homesdale”.

Quando questo film australiano venne realizzato, non c'era distributore australiano cinematografico collegato per la distribuzione.

Primo dei due film australiani ad avere la parola "Paris" nel titolo in otto anni. Il secondo è stato “Breakfast in Paris”.

Questo film australiano venne rititolato “The Cars that eat People” (Le Macchine che mangiano le persone) per l'uscita cinematografica negli Stati Uniti.

Venne considerato per il ruolo del Sindaco in questo film australiano anche Donald Pleasence. Pleasence era apparso nell'allora recente film australiano “Wake in Fright (Outback)” ('71) di Ted Kotcheff (uno dei veri caplavori del cinema australiano, sì diretto proprio da lui, il canadese giramondo Kotcheff, poi regista niente di meno che dell'enorme successo “Rambo” (First Blood) ('82) . La parte, alla fine, è andata a attore australiano John Meillon. Secondo il libro "The Last New Wave" di David Stratton , a Pleasence "... piaceva la sceneggiatura e avrebbe voluto farlo, ma anche se il suo cachet era molto ragionevole lì al momento non c'erano abbastanza soldi per pagarlo". Pleasence sarebbe invece presto apparso in un altro film australiano, l'enorme successo in patria ,”Barry McKenzie Holds His Own” ('74) di Bruce Beresford, che venne girato pochi mesi dopo, nel gennaio 1974 dopo che questo film venne girato, nel mese di ottobre 1973. Pleasence sarebbe anche stato successivamente co-protagonista insieme al grande Jack Thompson nel gran bel film australiano "Ground Zero” ('87) di Bruce Myles e Michael Pattinson.

John Meillon venne lanciato nella parte del Sindaco in una fase molto avanzata di pre-produzione.

Primo lungometraggio cinematografico del famoso e bravissimo attore -di origini ovviamente italiane-australiano Terry Camilleri.

La parte principale di Arthur Waldo è stato appositamente scritta per l'attore Terry Camilleri.

Questo film è stato adattato in una produzione musical teatrale nel 1992 dalla Chamber made Opera.

La "Parigi" del titolo di questo film non è, ovviamente, la città di Parigi in Francia, ma la città/paese di Parigi/Paris, New South Wales in Australia. Una simile città chiamata Parigi non francese in un luogo lontano sarà più tardi anche nello splendido “Paris, Texas” ('84) di Wim Wenders, che è stato realizzato ed è uscito esattamente un decennio dopo.

Primo lungometraggio cinematografico dell'attore australiano Chris Haywood.

Secondo il libro "Australian Film 1900-1977", "Sono stati fatti vari tentativi per salvare commercialmente il film in Australia, cambiando distributori (dall'MCA al BEF) e cambiando la campagna pubblicitaria da film horror a film arty (a Canberra durante l'Australian Festival os Arts del '75), ma nessuno dei due ci è riuscito."

Nel mese di aprile 1974, la celebre distribuzione australiana Roadshow Pictures ha offerto di distribuire questo film dopo che esso non era riuscito a trovare un distributore. Nel maggio del 1974, dopo una campagna di successo al Festival di Cannes, la Roadshow ha tirato-messo su la distribuzione di questo film.

Anche se questo film è stato prodotto dai fratelli Hal McElroy e Jim McElroy questa pellicola non era in realtà una produzione "McElroy & McElroy". Il primo lungometraggio di tale società fu il prossimo film dei due fratelli “Between Wars” ('74) di Michael Tornhill.

Secondo quanto riferito, questo film è stato tirato verso il basso allo screening in concorso al Festival di Cannes 1974 perché "troppo violento" e "troppo raccapriccianti". L'edizione di Settembre-Ottobre del 1974 della rivista di cinema australiana "News Movie" ha pubblicato un articolo su questo film con il titolo: "Film australiano considerato troppo raccapriccianti per il concorso di Cannes.". Il film però una volta sugli schermi ha concorso ed al marchè è stato venduto ad uno dei principali distributori americani

John Meillon ha avuto il primo nome/superiore nei titoli, Terry Camilleri ricevutte invece il secondo.

Questo film si distingue per un manifesto veramente distintivo, che raffigura in un suggestivo bianco e nero, in stile grafico art-deco il cartoon di una vettura.

Questo film è stato pubblicato in Australia in DVD come un double bill di un altro film di Peter Weir, il successivo thriller “The Plumber”(L'Uomo di stagno) ('78)

Il numero di persone che vivevano nella cittadina australiana di Parigi/Paris, New South Wales era di 148.

La Volkswagen Maggiolino a punte d'argento vista nel film è stata modellata sull'animale australiano, formichiere spinoso, che è anche conosciuto come echidna. L'animale è simile ad un riccio o a un porcospino. Tutti questi animali dispongono di spine sulla schiena.

Secondo lungometraggio cinematografico dell'attore australiano Max Phipps, "You Can't see 'round the Corners” è stato il primo.

Questo film australiano non ebbe successo al box-office quando uscì in Australia nel 1974.

Questo film si distingue per l'aspetto delle vetture con i denti prominenti e gli spuntoni appuntiti.

Quando questo film è stato portato al Festival di Cannes nel maggio 1974, per promuovere la pellicola, la troupe della produzione si vestì da personaggi del film e anche allo stesso modo, ha guidato la Volkswagen Maggiolino coperta con le punte (come nel film) per le strade di Cannes, ottenendo molta attenzione e pubblicità.

Un accordo di distribuzione americana con Roger Corman e la sua New World Pictures è stato messa a punto per far uscire questo film australiano negli Stati Uniti. Tuttavia, l'affare fallì dopo molte discussioni, e a quanto pare era andato avanti per circa un anno.

Nel 1975, appunto Roger Corman e la New World Pictures fecero uscire il film da me già sopracitato intitolato “Death Race 2000” (Anno 2000: La Corsa della morte). Quel film, come questo, è caratterizzato da auto con punte e denti che vengono utilizzati per attaccare le persone. A quanto pare, Corman è andato dal regista Paul Bartel già con questo concept per le vetture. Corman e la New World Pictures erano in trattative per distribuire questo film per un tempo considerevolmente lungo l'anno precedente. Bartel ha dichiarato di non aver visto questo film quando ha diretto “Death Race 2000”.

Questo film è probabilmente il primo dei film australiani del filone "automobilistico" che si sarebbe rivelato molto importante nella prima ondata del nuovo cinema australiano tra gli anni settanta e ottananta. Vedere anche: “Stone” ('74) di Sandy Harbutt, stupendo, “The F.J. Holden” ('77) di Michael Thornill, molto bello sorta di “American Graffiti” aussie, trae il suo titolo dal primo modello della Holden prodotto dal 1947, la mitica e contemporanea azienda automobilistica interamente australiana, "In Search of Anna” ('78) di Esben Storm, "Summer City, un'estate di fuoco” ('77) di Christopher Fraser, con l'esordiente Mel Gibson, ma anche John Jarratt, Phil Avalon, Steve Bisley, quasi un quadriumviro dei migliori attori australiani della loro generazione, "Backroads” ('77) di Phillip Noyce, con i grandi Bill Hunter e Gary Foley, durata di un mediometraggio, è un capolavoro, “Midnite Spares” ('83) di Quentin Masters, “Running on Empty” (Fast Lane Fever) ('82) di John Clark, “Drive In 2000” (Dead-End drive In” ('86) di Bruce Beresford, tutti bellissimi, tutti massimamente cultuali, e a seguire, non c'è nessun bisogno di presentazione persino in paesi di quarta fila come l'Italia : “Mad Max” (Interceptor) ('79) di George Miller , “Mad Max 2 : The Road Warrior” (Interceptor: Il Guerriero della strada) ('81) di George Miller, e “Mad Max Beyond Thunderdome” (Mad Max oltre la sfera del tuono) ('85) di George Miller e George Ogilvie.
Napoleone Wilson






















5 commenti:

  1. Geniale la storia (come non vederci una metafora del nostro intero sistema?) e grandissimo il regista. E lo humor nero, se di alto livello, mi è sempre piaciuto...
    Grande Napoleone Wilson. Grazie.

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  2. Grazie, sempre presente e attento Zio Scriba. Aggiungerei che questo film non è mai uscito al cinema, in Italia, a differenza invece che ad esempio in Francia, come si evince anche dal bel manifesto cinematografico dell'edizione francese che Roby ha postato nella rece.E ciò nonostante il nome che Weir si fece in Italia in quelli anni grazie all'ottimo successo di "Picnic ad Hanging Rock"('75). E de "L'Ultima onda"('77), oltre ad una vera ondata distributiva di eccellenti film australiani soprattutto distribuiti anche se più a livello regionale, dalla mitica e già da me citata in altre occasioni,Nickelodeon. "The Cars that ate Paris" fu però programmato, a partire dal 1983, soprattutto da Retequattro allora ancora di Rusconi, in una ormai rara edizione doppiata in italiano. E' però, recentemente uscito in dvd itaoliano dalla Ripley's H.E.,come primo titolo della collana filologica che stanno pubblicando su Peter Weir, in linea con le coeve edizoni aussie R4 della Roadshow...Molto belle, e finalmente anche come packaging, booklet incluso e grafiche originali, in particolare la seconda de "L'Ultima onda", con in allegato l'extra del cortometraggio in bianco e nero del '69 girato da Weir per la South Australian Broadcasting, "Michael".

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  3. quoto lo Zio! questo non lo conoscevo...

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  4. merita merita, film veramente particolare, e la rece di Napoleone al solito è esaustiva e lo valorizza tantissimo. alla fine del film ero pieno di dubbi, troppo strano, non riuscivo a cogliere tutto, poi...
    il manifesto francese l'ho preso prima di sapere di Cannes, solo perché mi piaceva :)

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  5. molto interessante, grazie per aver provveduto a segnalarlo, lo cercherò ^^

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