lunedì 21 maggio 2012

A Cold Night's Death (aka: The Chill Factor) (aka: Una Fria Noche de Muerte)

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1973, Jerrold Freedman.

Bellissimo Tv Movie trasmesso dalla ABC il 30 gennaio 1973. Questa volta l'entusiasmo è giustificato perchè la caratura dell'opera di Freedman (uno che ha diretto una valanga di film televisivi ma pure "L'Uomo del Confine/Borderline" [1980] con Charles Bronson) è veramente molto alta.

Eli Wallach e Robert Culp, scienziati alle dipendenze della NASA, vengono spediti via elicottero presso la Tower Mountain Research Station, centro di ricerca soffocato dalla neve e dal gelo, per fare luce sui comportamenti a dir poco sospetti del collega ivi preposto allo studio delle reazioni dei primati sottoposti a isolamento in vista di un progetto aerospaziale. C'è poco da indagare perchè lo trovano morto assiderato. Decidono quindi di restare alla stazione per occuparsi delle scimmie, lasciate senza acqua nè cibo, e per continuare le ricerche. Solo che c'è qualche cosa che non va. L'atmosfera è tesa, le scimmie si comportano in modo strano, sembra che i due non siano proprio soli. Robert Jones (un grande Robert Culp, che non ha assolutamente bisogno di presentazioni) è quello che sembra sentire maggiormente l'isolamento e la presenza di una minaccia invisibile ma palpabile, mentre il collega Frank Enari (un Eli Wallach veramente in gran spolvero) più pragmatico e deciso, è convinto che l'uomo si stia facendo suggestionare da quanto successo al precedente ricercatore.

Due attori, due stanze, le scimmie, la neve, poco più di un ora di film e Freedman consegna ai posteri un'opera tanto semplice quanto terrorizzante. Ma terrorizzante nel senso "classico" del termine. Nel senso che siamo dalle parti di un "film del terrore" (lasciamo a casa per una volta l'ormai abusatissimo "perturbante" che mi ha davvero rotto i cojoni) che fa paura. Roba che se lo guardi di notte, ti viene da guardarti dietro le spalle. Esagero, probabilmente. Ma mica tanto, perchè Freedman e lo sceneggiatore Christopher Knopf riescono a toccare corde lovecraftiane che molti altri addetti ai lavori non hanno mai nemmeno sfiorato. Merito in primis dei due magnifici protagonisti e di un'atmosfera paranoica e allucinata (esasperata pure dalla fotografia di Leonard J. South e dalla colonna sonora dissonante di Gil Melle) che non abbandona lo spettatore fino alla fine della vicenda. Che non sveliamo. A chi ha apprezzato le opere di Howard Hawks e John Carpenter credo che il film piacerà. Chi considera i film dei seventies come "roba vecchia" è molto meglio che si astenga.

Consigliatissimo. Girano solo dei bootleg derivanti dai passaggi televisivi. David Berlatsky, responsabile del montaggio di questo e altri millanta titoli, è anche il regista del cultuale "The Farmer".
Buona visione.

Belushi


















2 commenti:

  1. Dio boffice, il filme di cui ti parlavo ieri, uno dei migliori dell'intera stagione in corso, è proprio più che in tema e in ambientazione di questo, e de "La Cosa", basti dare uno sguardo al manifesto spagnolo "Un Fria Noche de Muerte". Adoro Robert Culp", l'ho rivisto di recente in uno dei suoi film forse migliori in assoluto, tra la moltitudine di titoli di ogni genere che ha interpretato nei '70, tra tv e cinema: "Breaking Point"('76)di Bob Clark, con Bo Svenson e John Colicos. Splendido canuexploitation nel filone dei "revenge-movie". Lo vidi al cinema a Roma nel 1977, come "Punto di rottura", rarissimo in Italia, dvd R1 della 20th Century Fox H.E.. Bellissimo anche il noir hammettiano sceneggiato da un giovane Walter Hill, "Hickey and Boggs"(La Morte arriva con la valigia bianca)('72)che Culp anche diresse e nella quale riformò in chiave seria, la celebre coppia televisiva anni '60 di lui con Bill Cosby, ne "Le Spie".
    E come non ricordarlo con immutato e commosso affetto per il suo irresistibile ruolo da co.protagonista in "Ralph SuperMaxiEroe".Jerrold Freedman lo conoscerai di sicuro, diresse anche uno dei titoli più "cultuali" in assoluto della Raquel welch anni '70, "La Bomba di Kansas City"('72), sul mondo delle violente gare di "RollerGirl".

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  2. Si, grande, bello il film con la Welch, da fare il paio con titolo molto più virato verso l'explitation come "Unholy Rollers" (1972) di Vernon Zimmerman con un'altra bellissima dei seventies, Claudia Jennings, playmate of the year 1970. Grandissimo Robert Culp, misurato e sempre credibile, mè cojoni. A proposito di "Ralph SuperMaxiEroe", proprio stanotte ho rivisto per l'ennesima volta "Carrie" di Brian DePalma, ma che te lo dico a ffare, con il biondocrinito e riccioluto Ralph in persona, William Katt, che mi è sempre piaciuto, pure negli anni ottanta.

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