martedì 15 maggio 2012

Motel Woodstock

16
2009, Ang Lee.

Lo storico Festival di Woodstock, evento irripetibile di un periodo storico irripetibile, raccontato da chi si è trovato, quasi casualmente, ad essere determinante per la realizzazione e al centro della sua organizzazione. Storia vera di Elliot Tiber da lui stesso romanzata, ai tempi giovane proprietario coi genitori del piccolo motel "El Monaco" a Bethel, centro rurale nello stato di New York.
Per la serie: come divento famoso per caso... Poi Tiber ha avuto un futuro come scrittore, ma il La è stato proprio il Festival.

Del Festival non verrà rappresentato nulla, si sentirà qualche brano nella colonna sonora e nulla più. Delle sue motivazioni, di quello che ha significato, non si avrà percezione. Tutto è incentrato a ritrarre quanto avvenuto a contorno, a partire appunto dal motel che diventò centro nevralgico dell'organizzazione del concerto.

Interessante nei termini dei fatti che non conoscevo e certamente con alcuni momenti divertenti, caratteristiche che lo salvano dall'Ade. Il film a me è risultato decisamente banale per non dire insignificante. C'erano i teatranti nudi, gli hippy, la droga, casino... e allora? Non so il libro, ma il film è una fiera del luogo comune adatta a far dire alle bizzoche: son tutti drogati e capelloni. Non è facile confutarle dopo simile visione. A parte la figura di Michael Lang e di parte degli organizzatori (il lavoro immenso dei quali però non godremo particolarmente), il resto sembrano solo e soltanto questo.

Non lo consiglio di certo ma si può anche guardare, per ragioni già dette. Guai però a farsi un'idea del festival da questo film, che non potrebbe che essere sbagliata.
Robydick





















16 commenti:

  1. concordo, un film parecchio inutile e sotto certi aspetti anche fuorviante.

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  2. a me è piaciuto un sacco. :)

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  3. Ang Lee e' un puzzone, in piu' mi sa anche tanto di finocchio cantonese. Sopravvalutato a bestia. L'hanno pure fatto fa' per li sordi l'orrendo "Hulk" ipersintetizzato all'estetica dell'epoca dei videogame. E ha pure accettato. Come dire Nanni Moretti che fa "Terminator 5'', minimo, non ci combina proprio una sega.
    Pure "La Tigre e il Dragone", che tanto era garbato alle signore degli spettacoli pomeridiani e' pallosissimo.e ultra lezioso e programmaticamente poeticista da "esportazione", secondo una certa e già datatissima idea occidentale di un certo cinema asiatico da pubblico piu' boccalone. Per chi non conosce- come noi- il cinema asiatico a menadito. potrà sembrare il miglior film hongkonghese addirittura mai realizzato(!!??) Per tutti gli altri, a un qualsiasi film di Dante Lam o di Johnnie To, anche se girato con il piede sinistro, non gli fa manco una seghina.

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    1. Napoleone, "finocchio cantonese", mi è nuova, ahah!
      le montagne gay però non m'è dispiaciuto devo dire, e poi basta...
      Dante Lam, al contrario di Johnnie To, è una mancanza da rimediare

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  4. Non un gran film e non un film di musica.Però, qualcosa di quei memorabili giorni è riuscito a trasmettermelo.

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  5. Secondo me non è un film su Woodstock ma al massimo sull'indotto generato dal festival. Sarebbe caruccio, un filmetto simpatico se non ci si aspettasse di più da uno che ha il pedigree Ang Lee anche se concordo con Napoleone che come regista non vale l'unghia dell'alluce di To o di Dante Lam( anche se per quanto mi riguarda costui fallisce nelle parentesi melodrammatiche che si ostina a mettere nei suoi film). Però devo dire che quando al cinema vidi Il banchetto di nozze( a proposito di ortaggi cantonesi) mi feci un mucchio di risate....

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  6. sì, banchetto di nozze mi ha divertito anche a me, è vero

    ma anche questo film ha momenti simpatici. bisogna però far finta che sia una caricatura di Woodstock, diciamo così ;-)

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  7. da Ang Lee mi aspettavo di piu'... un film che si puo' saltare tranquillamente

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  8. non l'ho visto ma rimpiango molto quello vero!

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