giovedì 10 maggio 2012

Oktjabr - Ottobre (I dieci giorni che sconvolsero il mondo)

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1927, Sergej M. Ejzenštejn.

Argomento: la storica Rivoluzione d'Ottobre che nel 1917 portò alla nascita dell'Unione Sovietica.

Anzitutto alcune note interessanti da wiki:
Il film fu commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Protagonista assoluta dell'opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri; ma il metraggio originale era di 3800. La critica legata al regime accusò il regista di eccessivo sperimentalismo ed estetismo, inoltre il regista fu costretto ad eliminare dalla versione definitiva dell'opera i protagonisti della cosiddetta opposizione di sinistra, Trotsky e Zinov'ev, in quei mesi caduti in disgrazia per essersi opposti a Stalin.

Non mi metto certo io a fare un resoconto di cosa fu quella rivoluzione, ci sono libri e siti molto più mirati e competenti. Dico solo due cose sul film, che per me è da Olimpo senza indugi.

Le didascalie iniziali sono da me condivise, mi risparmio anche questo e la farò molto breve. Film di rara potenza espressiva, manifesta come il recentemente trattato "Sciopero!" (1925) un uso del "montaggio delle attrazioni", ma meno estremo. Il montaggio è sì frenetico, restando però diretto sugli stessi protagonisti degli eventi. Il finale lungo ed intensissimo dell'attacco al Palazzo d'Inverno, ad esempio, comincia in progressione, dopo l'attesa della risposta del governo provvisorio all'ultimatum dei bolscevichi, alternando in successione immagini di chi attacca e chi si prepara a difendere; forse in questo caso si potrebbe parlare di "attrazione degli opposti". Riguardo alle metafore invece: lungamente s'indugia sul cavallo che cadrà nella Neva da uno dei ponti levatoio, fatto alzare per contrastare i moti, scena storica; un pavone si alterna all'atteggiamento effimeramente spavaldo di Kerenski; la temporanea restaurazione è ritratta con il ricomporsi della statua dei Romanov che ritorna al suo posto. Sempre chiarissimo il messaggio.


Emozionante in ogni suo istante. A spingere ulteriormente sulle emozioni ci sono le musiche di un grandissimo compositore: Dmitri Shostakovich. Inutile dire che siamo nel filone dei film di propaganda all'ennesima potenza. Parliamo dopotutto dell'opera che doveva celebrare il decennale della rivoluzione. Eisenstein si spinse fin oltre e il regime dovette "correggerlo", come abbiamo letto.

Può sorprendere il nome dell'autore del soggetto di base: l'americano John Reed. Militante comunista americano (come altri importanti suoi connazionali dell'epoca, basti citare Jack London), presente a San Pietroburgo proprio in quei giorni di Ottobre che la rinominarono in Leningrado. Scrisse il famosissimo libro-reportage "I dieci giorni che sconvolsero il mondo" (Ten Days that Shook the World), famosissimo anche in Unione Sovietica tanto che lo stesso Lenin ne consigliava la lettura. Il libro di Reed è considerato tra i testi storici più importanti per chi studia la Rivoluzione d'Ottobre. Quei dieci giorni furono il culmine di fatti avvenuti nel corso di molti mesi e di sofferenze di operai e contadini che duravano da secoli. Questo film è sintesi e compendio al libro. Cosa ne pensasse Reed del film è impossibile saperlo, dato che morì (a soli 33 anni) 7 anni prima della sua uscita.

Sbaglia chi pensa sia un film per "cinefili comunisti". Basti pensare che il "National Board of Review of Motion Pictures", organizzazione con sede a New York, nel 1929 lo indicava tra i migliori film stranieri dell'anno.
Robydick



2 commenti:

  1. ONORE, AFFETTO E GLORIA ETERNI AL CARO COMPAGNO STALIN AMICO E STRENUO E INDEFESSO DIFENSORE DELLE CLASSI LAVORATRICI DI TUTTO IL MONDO.

    A proposito di John Reed, l'unico americano sepolto sotto le mura del Cremlino, assieme ai segretari del PARTITO, e alle maggiori guide e personalità della RIVOLUZIONE, hai mai visto il comunque bellissimo "Reds"('81) di Warren Beatty? Perchè mi sembrava che da una riga all'altra venisse prima o poi fuori citatamente, nella rece.

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  2. caro compagno Napoleone, no, "Reds" mi manca, ma se dici che è opera di dottrina fondamentale non mancherò di guardarlo :)

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