martedì 1 maggio 2012

Стачка (Stačka) (aka: Strike) - Sciopero!

8
1925, Sergej M. Ejzenštejn.

Film di valore storico, opera prima del grande regista sovietico Ejzenštejn (o Eisenstein) che lo impose all'attenzione del Cinema mondiale, al di là dei contenuti anche per la potente forma espressiva. Opero un copioso "esproprio proletario" alla pagina wiki che ne parla:
L'opera avrebbe dovuto far parte di un ciclo di otto opere intitolato "Verso la dittatura" (sottinteso "del proletariato"), un progetto cinematografico del Proletkult dedicata al movimento rivoluzionario in Russia. I film avrebbero dovuto riguardare i seguenti temi:
  1. importazione dall'estero di letteratura di contrabbando;
  2. stampa clandestina;
  3. lavoro fra le masse;
  4. Primo maggio, dimostrazione;
  5. sciopero;
  6. perquisizioni e arresti;
  7. prigione e deportazione;
  8. evasioni.
L'ambizioso progetto non andò in porto, ma l'opera mise in mostra il regista, che nello stesso anno diresse il suo capolavoro, La corazzata Potemkin. Ejzenštejn scelse questo soggetto perché «più efficace» e più di «massa». Ed infatti l'opera mostra un interesse dichiaratamente didattico e propagandistico, senza togliere l'opportunità di ampi margini di sperimentazioni linguistiche. In Sciopero il regista mette in atto per la prima volta alcuni meccanismi narrativi di avanguardia, come il "montaggio delle attrazioni", una "figura retorica cinematografica" basata sulla similitudine simbolica del fatto narrato (gli operai falcidiati da parte della polizia) e un fatto diverso accostato per analogia (un bue squartato al mattatoio). Si tratta di qualcosa di analogo a una famosa scena di La corazzata Potemkin, quella dei leoni coronati del teatro di Odessa bombardato dagli insorti, che ripresi in rapida sequenza danno l'idea del crollo imminente della monarchia. Già in questa sua prima opera Ejzenštejn mette in diretta comunicazione il piano narrativo/documentario e quello di rielaborazione simbolica della realtà attraverso l'artifizio del montaggio. Il film fu prodotto nel primo stabilimento del Goskino a Mosca e proiettato il 1º febbraio a Leningrado (6 rulli, 1696 metri).

Io avrei scritto banalmente: il film opera per metafore dirette ed esaustive, tanto che mi sarei aspettato di vedere dei maiali subito dopo la riunione dei grassi e cafoni azionisti, che decidono di andare brutalmente contro la protesta degli operai e delle loro famiglie, facendosi grasse pure le risate. Avrei aggiunto: "La fattoria degli animali" di George Orwell arrivò solo qualche anno dopo (1945), altrimenti il regista l'avrebbe sicuramente fatto. Ho quindi imparato qualcosa con quella pagina di wiki, cioè che si dice "montaggio delle attrazioni", definizione splendida a mio parere, e se l'ho capita bene posso confermare che tutto intero questo film è un esempio di questo espediente, efficacissimo.

Imparare, istruirsi, anche per piccoli passi. Seguendo una passione si può fare e viene spontaneo e fin facile. E' qualcosa che dà un piacere intimo ad una persona. Gli operai che in questo film scateneranno una grande protesta a seguito della pesante ingiustizia subita da uno di loro hanno questo in mente già da tempo, che la vita non può essere solo lavoro e soddisfacimento di bisogni primari. Chiedono 8 ore di lavoro (6 ore per i minorenni), amministrazione meno oppressiva, salari più alti: sono le condizioni minime essenziali. Come ebbi a dire in occasione del Primo Maggio dello scorso anno, con uno dei capolavori di Elio Petri: "I giorni contati": La Festa dei Lavoratori nasce dalle lotte, cominciate a fine '800, per ottenere orari di lavoro umani, in particolare per le famose 8 ore giornaliere. Non si trattava solo di rendere il lavoro meno sfiancante ma di guadagnare tempo ad uso privato da dedicare alla famiglia e, oggi lo possiamo dire col senno di poi, a quelle cose della vita che ci rendono esseri umani e non dei "bruti".
Un popolo istruito fa paura solo a coloro che il popolo vogliono dominare. L'Unione Sovietica che viveva ancora il sogno di un proletariato padrone del proprio lavoro e del proprio tempo, prima che arrivasse Stalin, era la sola grande nazione al mondo ad avere istruzione pubblica per tutti, sanità pubblica per tutti, parità tra uomini e donne, e altro ancora ma già questo basta. Tra i tanti difetti e problemi che poi sono tipici di tutti i paesi che escono dalle rivoluzioni, quei pregi già bastavano per parlare di Sole della Libertà. I sovietici furono quindi antesignani di diritti che oggi tutti diamo per ovvii e che invece non lo sono, prova ne è che esistono ancora personaggi luridi che ridono alla prima occasione di arricchirsi sulle spalle dei meno fortunati, persino in occasione di un terremoto. E se quei personaggi continuano ad esistere, sempre desta deve restare l'attenzione di chi, da loro, può venire sfruttato...

Al solito divago, ma cosa posso dire di questo Capolavoro che non sia già stato detto? Film muto che però fa urlare le corde della passione per il Cinema e quelle dell'indignazione per l'ingiustizia, estremamente dinamico e vitale.

Per quanto di espliciti fini propagandistici, ha una modernità senza tempo.
Olimpo ovviamente.

Buon Primo Maggio a tutti.
Robydick























8 commenti:

  1. ho sempre negli occhi le immagini di film di questo genere: mi hanno formata e mi riformano in continuazione! Mi rendo conto che i miei commenti son poco tecnici, ma son quelli nel mio stile. Vedo, mangio e digerisco (a volte) regia, musica, fotografia, colore.. ;) ah! la corazzata Potemkin non è una boiata, ma è pazzesca! :)

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    1. fratella Petrolio, ti stimo immensamente e la penso proprio come te. io non ci sono cresciuto però anche scoprirli da grande questi film non è male

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  2. Lavorare meno, lavorare tutti ... e allora SCIOPERO! Bel modo di festeggiare la festa dei Lavoratori. Auguri a chi lavora e a chi no.

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  3. lo si che sono allergico a ste cose...:)

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  4. errata corrige: lo sai che sono allergico a ste cose....:)
    (maledetta tastiera)

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    1. oggi sei allergico anche alla tastiera, ahah!
      peccato. indipendentemente dalle opinioni ti perdi un pezzo di storia del cinema

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