mercoledì 14 giugno 2006

L'angelo sterminatore

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1962, Luis Buñuel.

Sicuramente uno dei capolavori del catalano Luis Buñuel e del cinema tutto.
Come in altri suoi film, la simbologia di gesti, scene, personaggi è qui spinta forse all'estremo.

Un gruppo di annoiati ricchi borghesi (forse messicani, sicuramente latini) all'uscita da teatro si recano a casa di uno di questi per una cena solo apparentemente improvvisata.
Gli auspici sono pessimi però. Tutto il personale domestico, tranne il capo maggiordomo, si dimette o si allontana, lasciando la combriccola ad arrangiarsi per la cena. E' uno strano segnale, che unito al fatto che in casa ci sono un orso bruno e un piccolo gregge di 3 pecore che si aggira, comincia a far capire che qualcosa di strano deve succedere.

La cena finisce, le ore passano, con musica, chiacchericcio, ecc..., ma...
NESSUNO ESCE PER TORNARSENE A CASA!
Restano lì la notte e solo durante la colazione del mattino, faticosamente servita dal maggiordomo, realizzano che non riescono più ad uscire da quel salotto in cui si trovano. Dopo la colazione nemmeno il maggiordomo riesce più ad uscire da lì, eppure le porte sono tutte aperte.
Inzia un incubo, che dura giorni e giorni, con questi "chiusi" in quella stanza e fuori il resto della popolazione, militari compresi, che, non se ne capisce la ragione, vorrebbe aiutare gli Isolati ma non riesce ad entrare! I raffinati, educati, perbenisti e benvestiti borghesi iniziano un decadimento totale dei loro modi e costumi, costretti a vivere in una condizione di promiscuità intollerabile, senza mangiare e senza bere... succede di tutto.

E' un film da studiarsi con calma, analizzarne ogni retro-significato e gustarselo con mente aperta. Il finale lascia veramente la bocca asciutta con un inquietante messaggio che...
Interpretatelo come meglio credete. E' un vero capolavoro, secondo me.

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