martedì 20 giugno 2006

Il fantasma della libertà

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1974, Luis Buñuel.

Altro film veramente particolare da quel genio di Buñuel.

Una trama non è nemmeno ben definibile. Si vedono una serie di episodi apparentemente scollegati tra loro con una sola caratteristica comune: un'incredibile assurdità e illogicità degli eventi rappresentati.
In realtà si può guardare come un film molto divertente. Io perlomeno ho riso parecchio.

Per fare qualche esempio...
- a un pranzo tra amici in realtà la tavola è come se fosse un bagno, le persone, tutte molto distinte, siedono a brache calate su dei water, intorno al tavolo e si lamentano se sentono degli "odoracci" di roba da mangiare, mentre per mangiare si assentano "con permesso" in bagno, da soli e chiusi a chiave...
- una famiglia molto ricca denuncia la scomparsa della figlia, come se fosse rapita, va a scuola a cercarla, poi da commissario a denunciare l'accaduto, poi... peccato che la bambina invece c'è!, ed è sempre presente nelle scene...

... ed altre vicende ancora, tutte assolutamente assurde ma vissute con tranquillità dai protagonisti.

L'influenza filosofica di De Sade su L. Buñuel è, anche questa volta, evidentissima. Il famoso marchese fu un estremizzatore e un critico degli effetti della "massima libertà razionale", del tipo di comportamenti ed azioni che può portare. Plateale la scena nell'alberghetto.

Altre interessanti riflessioni vengono da una scena in cui un professore racconta proprio l'episodio del pranzo sui water, come esempio di quanto possano essere diversi usi e costumi tra le persone e le culture. Su questo punto, devo dire, si potrebbe ragionare tantissimo, ma proprio tanto!

Adoro questo regista...


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