martedì 15 febbraio 2011

Control

37
2007, Anton Corbijn.

Partendo dalla sua adolescenza, la breve vita di Ian Curtis (1956-1980), leader del gruppo musicale Joy Division, morto suicida prima ancora di compiere 24 anni. Questa l'estrema sintesi del plot, seguite eventualmente i link per maggiori dettagli biografici.

Film pluripremiato, se vi piacciono anche solo un minimo i Joy Division è di visione obbligatoria. L'ho trovato po' lento in alcuni momenti ma nel complesso è veramente molto buono. E' stato girato in un bianco e nero lucido volutamente retrò e questo a me è piaciuto molto. Eccellente Sam Riley nei panni di Curtis.

La motivazione principale per me è stata proprio il piacere che provo ad ascoltare la musica del gruppo protagonista. Per parlarne al meglio ho chiesto al caro amico Roberto - Brazzz , noto a me come "Il minatore della musica", se gentilmente ci scriveva qualcosa. Disponibile come sempre, ecco il suo commento, al gruppo ed al film:

Control, il film di Anton Corbin dedicato alla parabola di Ian Curtis e dei suoi Joy Division, ovviamente termina laddove inizia il mito, la leggenda.
La storia della musica e delle arti è piena di personaggi la cui dipartita in giovane età, magari in circostanze particolarmente tragiche, ha fatto sì che si generasse una sorta di immortalità, di perenne memoria collettiva.
Questo è anche il caso di Ian Curtis, il leader della band, che sul finire degli anni 70 fu una delle principali bandiere della new wave, fenomeno musicale, ma non solo, che investì la società inglese.
Non solo fenomeno musicale, ma anche di costume... dopo la sbornia iconoclasta del punk, con la distruzione di tutto quel che la musica rock era diventata, c'era bisogno di cominciare a ricostruire, e questo avvenne... decine di gruppi, idee, novità, in un turbine fecondo.
In questa situazione si innestano i Joy Division, definizione presa dal nome delle baracche femminili nei lager, dove stavano le deportate destinate al piacere degli aguzzini nazisti, e soprattutto si mostra quella che è la storia del leader, quello Ian Curtis, malato di epilessia, malato di male di vivere, con la sua angoscia, i suoi tormenti... ”non credo che vivrò molto oltre i 20 anni”, scriveva profeticamente.
Parabola velocissima... 2 anni, in sostanza, 2 album immortali. ”unknown pleasure“ e ”closer, poi la fine, il suicidio, l'impossibilità di reggere oltre, e questo proprio il giorno prima della partenza per il primo tour negli USA, che certamente avrebbe sancito il successo planetario del gruppo.
Che potrei dire? che ho amato e amo pazzamente quei 2 album meravigliosi? che Ian di sicuro è nello stesso girone dei vari Hendryx, o Morrison, o altri? o che cosa?... penso che potrei dire solo cose già dette e scritte, per cui dico solo che questo mio è semplicemente un atto di amore e gratitudine verso una persona che ha mostrato tutto se stesso, senza pudori, debolezze comprese.
Parlando un momento del film... a me non piacciono molto i film costruiti in questo modo, con un attore che impersonifica, ecc... preferisco, piuttosto, scelte alla Julian Temple de “il futuro non è scritto”, il film dedicato a Joe Strummer, più documentario che film... più diretto, meno retorico.
Comunque sia il film, pur con questo, per me, limite, non mi è dispiaciuto... impressionante la somiglianza del protagonista con il vero Ian, fedele la ricostruzione, anche se un po' idealizzata, fedeli i personaggi... e poi c'è la musica dei Joy, sempre sconvolgente nella sua bellezza... e il finale, con Ian che, dopo aver ascoltato, come dice la leggenda, ”the idiot” di Iggy Pop (disco fantastico, vale ricordarlo), decide che non ce la può fare, e mette in pratica una decisione probabilmente presa da sempre, decisa da sempre, quella di togliersi la vita... impiccandosi... il tutto sulle note di “atmosphere”, uno dei pezzi, tra l'altro, che amo di più. Ogni volta che lo vedo, questo finale, confesso che non riesco a non commuovermi... sarò sentimentale, ma così è...
Da aggiungere che, secondo me, si tratta anche di una operazione molto onesta, nel senso che mi pare traspaia, da parte del regista (tra l'altro autore di molti videoclip del gruppo) un reale coinvolgimento, un reale amore verso questa figura tragica.
Buona visione... e buon ascolto.

Un grazie di cuore ancora a Brazzz! Abbiamo già in programma un altro film biografico-musicale.
Aggiungo un'ultima curiosità da wiki, che dà ulteriore valore agli attori soprattutto:
"I "The Killers" hanno prodotto una cover della canzone "Shadowplay" del 1979 dei Joy Division utilizzata nella colonna sonora.
Le altre canzoni dei Joy Division, presenti nel film, sono cantate e suonate dagli attori che interpretano la band, ad eccezione di "Love will tear us apart" e "Atmosphere", presenti nelle versioni originali incise dai Joy Division.".











37 commenti:

  1. beh, anche stavolta niente battute. davanti ad un gruppo che anch'io ho amato e amo, solo inchini e devozione. bel film, grazie al valore aggiunto della musica dei joy division e al carisma di Ian Curtis.

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  2. Quoto in toto. Non so che effetto possa avere su chi già non fosse un fan dei JD, perchè appartengo all'altra categoria ed infatti il film mi è piaciuto.
    Con un attore così bravo e somigliante all'originale del resto il gioco parte bene fin da subito. Però la sceneggiatura la ricordo un po' troppo lineare, piattina, si poteva osare qualcosa in più. Sul genere mi è piaciuto decisamente di più Last days, di un paio di anni più vecchio.

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  3. harmo, sei molto serio ultimamente! :)
    ma hai tutta la mia comprensione nello specifico...

    ciao roberto! oggi c'è la chiamata a raccolta dei fan di Ian, bello. last days è il solo film di van sant che non ho retto, pensa, ma lì ancora il gusto musicale credo ha la sua importanza, perché a me i nirvana francamente, tolti un paio di pezzi... de gustibus :)

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  4. caro minatore.grazie x avermi concesso uno spazio,mi è molto piaciuto scrivere quelle poche frasi..spero di essere stato all'altezza..per il prossimo,quando vuoi,ormai ci ho preso gusto,eh..ciao

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  5. Bravi entrambi! Questo film l'ho visto in condizioni disastrose… avevo appena due rosse grandi e son rimasta attaccata al maxischermo che avevano installato in una piazzetta di un paesone vicino. Pezzi sparati ad altissimo volume. Nella mia mente contorta stavo decidendo se entrare nello schermo ad abbracciare e salvare Ian o andarlo a prelevare e lanciarmi con lui dallo scoglio a picco sul mare! … … 'Control'! 666)

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  6. Gli anni dei Joy Division li ho vissuti e quella musica l'abbiamo suonata (non così bene) e amata alla follia.
    In questo film c'è anche un pezzo di me.

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  7. grande brazzz! mese prossimo ne famo n'artra :P

    milenuccia, io "avevo appena due rosse grandi" mica l'ho capito che vor di' O_o

    lucien, non è che eri nel cast del film e non ce l'hai detto? :)

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  8. Mi hanno provinato quando hanno visto questa foto in bianco e nero...
    tinyurl.com/5s8672w (live del 1981)

    ... ma non ho più le Phisique du role.

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  9. ahah! ciumbia però, lucien, eri fascinoso eh, e non saresti stato male nel film :)

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  10. poetico e allo stesso modo attinente ai fatti, è sicuramente un film che merita la visione.
    devo dire che mi sarebbe piaciuto avere una visione un pelo più complessiva: nel senso più joy division e meno ian curtis, ma questi son dettagli.
    consigliato anche a chi, come me, non impazzisce per quei quattro diavoli.

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  11. per la par condicio, mi tocca far la voce fuori dal coro...a me i joy division non son mai piaciuti (ma la copertina di unknown pleasures l'ho sempre trovata bellissima), e le figure degli artisti tormentati, dei poeti maledetti non hanno mai incontrato il mio gusto. il film però mi è piaciuto, pur senza avere il coinvolgimento emotivo del fan. ha una fotografia spettacolare (un po' si vede che è opera di un fotografo), e mi pare cogliere molto bene l'atmosfera dei tempi. non so quanto i personaggi del film siano simili a quelli reali, ma se così fosse, devo dire che ian curtis mi ispira davvero poca simpatia (una domanda per gli esperti: ma davvero scriveva sempre in stampatello come si vede nel film?), se l'avessi conosciuto probabilmente ci avrei fatto a cazzotti :). al contrario il mio "collega" peter hook, che invece mi sembra avere un approccio più affine al mio modo di sentire.

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  12. bella l'idea, questa collaborazione mi piace.

    due parole su film e gruppo. il film mi è piaciuto perchè ho amato il gruppo. la scelta del b/n era obbligata. sui joy niente da dire. io giro con la t shirt di unknown, che è bellissima! però, per diversi motivi entrambi i dischi si posizionano subito fuori della mia top ten di sempre. tra le canzoni sono legato a ceremony.

    roberti, state joy

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  13. Anche se sono restio a confessarlo, perché non voglio far preoccupare nessuno, devo dire che le figure degli artisti suicidi non solo mi affascinano, ma in un certo senso "mi chiamano".
    Però vorrei dei lumi su una cosa. Forse ho capito male io, o non era chiaro quel punto della (ottima!) recensione: davvero si sarebbe ucciso perché dopo aver ascoltato The idiot di Iggy Pop non se ne sentiva all'altezza? Perché era sconvolto dalla troppa bravura dell'altro? Spero proprio di no. Perché in questo caso, con tutto il rispetto per questa leggendaria e amatissima figura, e sperando di non offendere la sensibilità di chi lo ama, devo dire che se io mi impiccassi dopo aver letto un meraviglioso romanzo scritto da un altro non mi sentirei affascinante, bensì un perfetto idiot.
    Siamo qui per Esprimerci e per dare il nostro contributo, non per ammazzarci per la disgrazia di essere il numero 2 o il numero 360.
    Però, ripeto, credo e spero di aver capito male.

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  14. scriba
    no certo,hai capito male..l'aver ascoltato the idiot direi che è una parte della storia,tutto qui..ian soffriva di male di vivere da sempre,e in più soffriva tremendamente x la malattia(era epilettico)e diciamo anche che il rapporto con la moglie non fosse esattamente idilliaco..detto questo,li ho amati tanto,ho amato la sua figura..ogni generazione ha un suo personaggio simbolo..per una parte della mia è sicuamente ian..poi la penso come eustaki..i 2 album,2 autentici capolavori,non sono comunuqe nei primi 10 album che preferisco..a ridosso,ma non nei 10..ma questa è un'altra storia..

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  15. bella nick! ragazzi, lo dico agli altri, è un'altro dei miei consulenti musicali, avremo rece anche da lui!

    unwise, ti pago per questo: per fare il solista, ahah! ragazzi, per unwise stesso discorso che per nick, ma lui ha anche la doppia funzione di americanista, quindi solo roba a stars & stripes. quasi pronta una sua rece che passerà alla storia.

    grazie eustaki, a nome di tutti. è vero, queste collaborazioni sono bellissime per tanti aspetti. la t-shirt mi sa che appena ho occasione me l'accatto pur'io.

    tornando ai Joy, sono sicuro che se fossero durati, non dico tanto, ma almeno altri 4-5 annetti ne avremmo viste delle belle. è come se abbiamo goduto solo dell'embrione della creatura.

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  16. zio, sulla vicenda ha risposto brazzz.

    la considerazione generale che fai è invece interessantissima, e non è un caso assurdo quello di artisti o pseudo-tali che si ammazzano rosi dall'invidia. c'è un bellissimo romanzo che ne parla, facile che lo conosci: "Il soccombente" di Thomas Bernhard.

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  17. Così, per la precisione, durante l'attività del gruppo venne pubblicato un solo album: Unknown Pleasures.
    Closer, il secondo, uscì postumo dopo che la band aveva già cambiato nome in New Order, secondo un accordo preso in comune in precedenza.
    Poi. Ian Curtis non era il leader della band. Lui stesso ci teneva a sottolinearlo. Era il paroliere, l'autore dei testi e, di conseguenza, il portavoce di un pensiero rimasto memorabile.
    Il resto della band ha continuato a lavorare per molti anni con risultati sempre eccellenti, a dimostrazione del fatto che la personalità di Curtis era, sì, formidabile ma non "necessaria" alla band (cosa, per esempio che non si può dire delle accoppiate Morrison/Doors, Hendrix/Experience o mercury/Queen).
    Atmosphere, che si ascolta nel film, non è mai stata pubblicata su un album (raccolte escluse), così come Transmission che, nel film di Corbjn, è l'unica ad essere interpretata dal cast, riproducendo l'arrangiamento originale.
    Mi scuso se sembro la maestrina ma... la prima metà del mio nickname deriva proprio dai JD
    :-)
    Joyello

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  18. sempre grande roby! un film eccezionale su un personaggio mitico.

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  19. altro che scusarti Joyello! grazie per il prezioso contributo :)

    ciao frank, grazie!

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  20. Grazie brazzz... pensavo anch'io fosse un male di vivere più profondo e generalizzato, davanti al quale posso provare solo pietas, empatia e rispetto, e l'altra cosa mi suonava troppo strana (anche se ci potrebbe stare come concausa scatenante)
    Grazie ancora, sia per la rece che per la spiegazione.

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  21. ma no Roby, non è una questione di America...fosse stato il film sui nirvana, tanto per stare su corbjn, non credo che avrei detto cose molto differenti...:)

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  22. ah su quel film avrei detto anche di peggio.
    c'è un piccolo quiproquacchio: ho citato Americanista non perché la cosa avesse a che fare col tuo giudizio, era solo per completezza del tuo curriculum, eheh!

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  23. fardrock
    tutto vero,tranne che dissento su un punto..le cose eccellenti dei new order..a parte il rpimo album,che è chiaramente un altro lavoro dei joy,la svolta seguente mi ha sempre lasciato freddino,per non dir peggio..poi vero che ian fosse solo uno del gruppo e non il leader,ma solo a parole,diciamo la verità,nel senso che era lui che incarnava un certo spirito....almeno,secondo me..

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  24. ....Io ho sempre adorato anche i New Order e persino poi, i Revenge, quindi alla "svolta successiva" non posso proprio essere freddino anzi capolavori assoluti come "Blue Monday"('83) e "Bizarre love triangle"('86),"True Faith" sono venuti dopo, tanto per citare solo tre singoli dall'enorme successo, ho tutti gli album le raccolte, i video e i live, più bootleg ecc., ecc., risulterei monotematico, e d'accordo con fardrock hanno dimostrato tutta la loro grandezza persino senza il loro paroliere carismatico e animellare che era appunto Ian Curtis, parlando del film, il fil è veramente molto bello,ed è incredibile che uno come Corbjin dopo un'esordio di tale personalità si sia prestato ad un film immedicabilmente di m.(come direbbe il nostro ormai beniamino Uwe Boll, a proposito Roby, come già ti dicemmo io e Frank Manila, cerca di vedere "Darfur"('09),dopo "Rampage"il suo migliore, anche meglio di "Stoic".) e per di più con quel bietolone di "Giorgione Chinaglia".
    "Control", tra tutte le cosìddette "biopìc" musicali che tanto sono state realizzate negli ultimi anni, si discosta nettamente riuscendo a restituire l'aura di culto vero di Curtis e dei Joy Division senza mai cadere nel didascalismo prevedibilissimo, o nel preconfezionato atto a restituire solo concetti e significati che anche allorquando dovessero essere potenti e drammatici risultano già pienamente "rimasticati" e addomesticati per un pubblico di "neofiti", come nel caso della fallimentare -per me sotto quasi ogni punto di vista- biopic di enorme successo "I Walk the Line"('05)di Taylor Hackford, che per molti altri film musicali è stato anche molto bravo.
    Certo, diranno in molti, troppo diverso il contesto produttivo dei due film (una piccola produzione britannica indipendente per "Control", la 20th Century Fox direttamente impegnata e con grande dispendio di forze, per "I Walk the Line"), ma non sottovaluterei anche se poco apparenti, i punti di contatto che ci sono, tra i due diversamente e quantitativamente grandi,musicalmente diversissimianche ma ugualmente sofferenti di ciclotimica depressione, Johnny Cash, e Ian Curtis...Solo che il primo ebbe la fortuna di conoscere nella sua vita una June Carter, il secondo nostro Ian, ha conosciuto solo come tanti di noi, una donna che ha contribuito con grande volontà e capacità alla sua/nostra auto/distruzione...

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  25. Gli Ottavo Padiglione prima formazione, di Bobo Rondelli, che oggi ha pienamente dimostrato il suo talento da solista, nella prima metà degli anni'80, a Livorno ma anche non solo visto il successo che riscuotevano a Roma, erano nell'ambito della "New Wave" anche toscana di quegli anni tipo Diaframma, Neon, Gaz Nevada ecc.,degli ottimi "coveristi", al tempo stesso "fedeli" e rispettosi ma anche personali e "reinventivi", dei Joy Division...

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  26. oh, non m'intrometto nella "disputa" musicale, ghe capìs 'na gòt!

    sì Wilson, Darfur è in programmazione a brevissimo ;-)

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  27. Caro Zio Scriba, se così tanto ti "attirano" più ancora che affascinano gli "artisti suicidi", ho da poco rivisto nell'ultima nuova edizione, splendida, francese,della Wild Sìde, due dvd con due ore e più di extra più quelli della precedente edizione Criterion Usa R1 "Spècial Editìon Collèctor"più il cd della o.s.t. immensa di Philip Glass, che ovviamente comunque avevo,"Mishima:A Life in Four Chapters"(Usa/Giappone'85) del grande Paul Schrader, solo lui poteva realizzarlo, da profondo conoscitore e saggista di Mizoguchi e Ozu quale è sempre stato, oltre che tesista di Taniguchi...Mishima,tra i miei scrittori preferiti da sempre, e certo non solo tra i nipponici...
    "Sole e acciaio", che C-A-P-O-L-A-V-O-R-O...Ma anche "Runaway Horses"quasi postumo e "Il Mare della fertilità", postumo...,come lui, forse solo in Camùs e nella Yourcenàir vi ho ravvisato una tale capacità e densità di scrittura, difatti come Moravia, era sua amica e frequentatrice, e ne scrisse un portentoso "necrologio"...

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  28. napoleone
    molto bello il tuo parallelismo fra cash ecurtis..hai scritto un bellissimo post..poi che musicalmente sui new order non siam d'accordo più di tanto importa davvero poco..e molto bella la cosa su mishima..sei una fonte preziosa..ciao

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  29. Grazie a te brazzz, m'è piaciuta anche molto la scelta di "Control", film che ho veramente molto amato, molto affine a me come tematiche e sensazioni, carattere.
    Grazie a te, e a Roby, off-course.
    P.S.:Il titolo del secondo, sciagurato, impensabile e disgraziato secondo film "italiano" di anton Corbjin, è l'inspiegabile "The American", m'ero dimenticato prima di citare il titolo di questa recentissima, incredibile ciòfecona, come si dice a Roma, con l'immancabile -in questo tipo di operazioni-appunto, Giorgione Chinaglia...
    Almeno, c'è una Violante Placido di disturbante e annichilente bellezza che crea seri e ulteriori problemi al già bassissimo e depresso morale, sempre nuda, ma soltanto questo e niente più.

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  30. bè..facesse il fotografo,corbjin,forse sarebbe meglio..eh..

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  31. Corbijn, e "The Americain"...Oopss..., la solita maledetta fretta...

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  32. Due Album memorabili e un personaggio fuori da ogni schema. Grande Band...e grande Ian.
    Uccidersi a 23 anni...
    Con questa morte il limite di età per la morte delle Rock Stars si sposta clamorosamente verso il basso !
    Un Film ben fatto...
    ...adesso bisogna vedere "La Ballata di Stroszek"...ono ?

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  33. già visto magar! :D
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/02/la-ballata-di-stroszek.html

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  34. "La Ballata di Stroszek", forse il più bel film in assoluto di Herzog, e ne ha fatti tanti, di grandi...Assolutamente un film straziante e drammaticamente quasi insostenibile come "L'Enigma di Kaspar Hauser" sempre con il toccante Bruno s., in certi passaggi sulla disumanità della società americana a capitalismo e privatizzazione avanzata, è proprio un capolavoro dell'indignazione, e della denuncia...(nel '77..)...

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  35. uuuhh... CE L'HO !
    http://robydickfilms.blogspot.com/2006/07/lenigma-di-kaspar-hauser.html
    ehi, Herzog è uno dei miei miti, mi piacciono tutti quelli che ho visto, e che vedrò
    dove però ho sballato, anche per musiche, è nell'incipit di Aguirre, e poi in quest'altro mostruoso film: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/01/nosferatu-il-principe-della-notte.html

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  36. Film coinvolgente per chiunque apprezzi la musica dei Joy division e il personaggio di Ian Curtis.

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