domenica 17 giugno 2012

Invasion of the Love Drones

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1977, Jerome Hamlin.

Un anno dopo che Carter Stevens ebbe creato il primo grande porno ibridato con la fantascienza, ovvero “Rollerbabies”, uno sconosciuto regista dal nome di Jerome Hamlin (reclamizzato come “The Sensorial man”) contribuì con questo fenomenale low-budget, al più bizzarro sottogenere del porno americano settantesco. Sarebbe stato pressochè unico per diversi anni se la maestosa Svetlana e il grande Gerard Damiano non avessero creato la davvero definitiva miscela di fantascienza e sesso leggendario, ovviamente con il capolavoro “Ultra Flesh” (1980 ), (e che già era stato preceduto da quell'altro capolavoro di Damiano, “The Satisfiers of Alpha Blue” , rispettivamente). A differenza di questi classici, “Invasion of the Love Drones” è un prodotto a buon mercato, di cattivo gusto, ma ha in ultima analisi, diversi momenti memorabili per tutti gli appassionati di “cinema per adulti” della Big Apple di quell'irripetibile, formidabile periodo.

George è appunto il nostro tipico newyorkese, che una mattina viene improvvisamente rapito da una navicella spaziale a forma fallica e trasformato in un drone dell'amore attraverso rapporti sessuali con due donne extraterrestri e nudissime. La loro missione: continuare ad avere rapporti sessuali con più uomini possibile per alimentare la razza aliena degli Oragasms, la cui sopravvivenza dipende dalla quantità di energia sessuale che adesso anche attraverso George, egli sarà grado per loro di assorbire. George invia quindi la sua fidanzata a "ronzare" attraverso un modello e a convertire un fotografo ricchione, mentre lui si presterà volontario in una clinica del sesso. I medici della clinica, tuttavia, ostacoleranno il piano, accorgendosi di come George in quanto "drone" alteri i suoi partner sessuali, e sollecitando quindi gli investigatori del governo, ad esaminare la potenziale minaccia di un'invasione aliena. I ricercatori si “attiveranno” e si riuniranno attorno ad una Dott.ssa super diligente nella pratica spompinatoria, interpretata dalla leggendaria Eve Fellatio, e alla sua bionda assistente, per fermare l'invasione.

Ovviamente girato in fretta, senza sceneggiatura e da un regista non professionista, “Invasion of the Love Drones” è un esempio del tipo di film a basso noleggio per i Peep Show newyorkesi dell'epoca, che veniva sfornato mentre i registi più capaci, come Metzger, Weston, e Vincent, stavano facendo di New York la “Home” della pornografia più sofisticata. L'esatto contrario di tutto ciò che può rientrare nel termine di sofisticato, “drones” è un mix di umorismo slapstick e stravagante, pazzesco, da pochi dollari, ma i veri punti il film li fa grazie ai corpi da sborrate a scena aperta delle sue imperfette ma “vere”, e proprio per questo belle tope protagoniste, le quali rendono ogni scena di chiavate entusiasmante, anche se così non è, per il loro di evidente, poco “entusiasmo”. Ognuna sembra essere lì per il fatto di avere un po' di tempo da dedicare al proprio “secondo lavoro”, utile a pagarsi l'affitto; ma il film si snoda comunque bene attraverso le suddette scene (bellissimo il balletto di tutte loro nude e accarezzanti, ballare con il grande Jamie Gillis, su di una strepitosa colonna sonora elettronica, nel finale), creando una certa accattivante confusione in mezzo al divertimento. Il set dell'astronave è un luogo dal design anch'esso accattivante (ancora una volta, probabilmente utilizzando lo stesso magazzino del Fantasex, in cui vennero girato “Passion of Carol”, “Angel on Fire”, e molti altri film “avventurosi” per adulti ), ma che appare solo brevemente inserito tra le diverse scene girate in un certo numero di squallidi -cercati evidentemente apposta- appartamenti di New York. La supertopa che si staglia maggiormente in ogni scena nella quale ci dà dentro è l'agente segreto Sarah Nicholson (ovvero, sotto il suo pseudonimo porno "Jennifer Jordan", con il quale è anche accreditata per il suono!), e soprattutto nella sequenza in cui intavola una partita a scacchi con il posseduto dagli alieni Alex Mann. Quando Mann si trasforma in una “brillante” forma di vita aliena, la Nicholson fugge per salvarsi, soltanto per scoprire che la sua macchina ovviamente non si avvia. Un utile motociclista le offre allora un passaggio ... Solo per montarla in tutti i buchi e farla proseguire dritta tra le braccia di una folla di droni in attesa di tanto amore scopereccio, che le strappa i vestiti e la tiene giù su di un trasparente tavolo di vetro, inculandosela a iosa, lei scalcia e urla, mentre Mann per farla stare muta se la scopa nella bocca. Il muscoloso e non ultra-dotato Mann, noto dai molti film di Joe Sarno, appare qui anche in due altre scene di sesso, ma entrambe sono strettamente softcore, solo quella proriamente citata, è veramente hard. Un'altra sequenza molto bizzarra ci mostra una pelata, nera, figa ricoperta interamente per tutto il corpo di bianca vernice, la quale è la Regina delle Oragasms, che farà sesso -soprattutto spompinatorio- con George, tra le travi a vista della sua stronave, in una visione molto singolare e strana da trovare in un film porno. Tutto sommato, “Love Drones” è un bell'hard settantesco, immaginifico e molto creativo tipico di quel periodo, utile e arrapante per una bella sega o per vederlo sotto un buon bocchino della propria ragazza, e non solamente per i completisti del porno newyorkese della Golden Age di quel periodo, e nel quale risiede comunque e sicuramente, molto del suo fascino.

Eric Edwards, insieme a Jamie Gillis il più attivo interprete maschile del porno di New York in quel momento, è uno dei migliori attori e performer dell'hard americano della Golden Age, e in una produzione così povera come questa non era comunque difficile da vedersi, grazie alla sua iper e ben remunereta attività, di quelli anni. Egli si era dimostrato anche come attore commediante, ad esempio in “Private afternoon's of Pamela Mann” del grande Radley Metzger, due anni prima, per non menzionare il suo celebre ruolo malvagio nello splendido “The Taking of Christina” di Armand Weston, nel 1976. Egli sembra anche qui avere un suo grande momento, con una voce robotica finta, per tutto il finale del film. Marito e moglie, Tony Richards e la purtroppo già rasata Bree Anthony (che già aveva preso parte da rasata ad alcune scene complementari di sesso con un burattino di Pinocchio infilato in tutti i buchi più preziosi, nel capolavoro “Alice in wonderland”) fanno qui del sesso spaziale, mentre l'investigatrice del paranormale Levi Richards (anche lei in “Pamela Mann”) fa sesso con un drone nel suo appartamento. Sarah Nicholson ha solo quella scena descritta sopra, ma il suo abbigliare selavaggiamente anni '70 e i giganti occhiali da sole danno vita ad un'immagine da peronaggio alla Janis Joplin però supertopa, quale ha anche emulato nella vita reale. Si possono riconoscere pure gli obesi Kevin Andre come il cliente finocchio della scena di apertura di “Pamela Mann”, che qui abborda in strada la Dott.ssa Fellatio. Lori Blu qui splendidamente rossocrinita (che era prima di questo apparsa come la moglie, in “She's No Angel” di Shaun Costello, e in un Mondo Movies su puttane e donne torturate) ci offre una grandiosa performance da polluzione, come drone strofinantesi con alcuni vibratori giganti, sulla nave spaziale. La sorpresa più grande è però come detto Jamie Gillis in un ruolo senza performance di fava, da “leader” terreno dei droni, “utilizzatore finale” di tutte le fiche del film, nella suddetta scena in prefinale, in un raduno di massa nel suo salotto! David Savage è accreditato come il motociclista che consegna Sarah Nicholson ai droni, ma non è lo stesso David Savage presente in “Pamela Mann”. I veri appassionati di cinema cultuale hard e non solo, lo riconosceranno come il raccapricciante corista di un brano musicale coristico, facente parte della library utilizzata nella sequenza spaziale prima, che del suo uso allo stesso modo inquietante in “Last House on Dead End Street” ('77) di Roger Watkins.

Purtroppo, come la maggior parte dei classici dell'hard di quel periodo, anche il relativamente recente transfer utilizzato per il dvd uscito dalla Alpha Blue, è tratto da un master su nastro molto utilizzato, con un'immagine sfocata e un suono ovattato. Per accordi predefiniti e risalenti agli anni '80, attraverso il possesso della straordinaria library della Adult Video Corporation, la TVX delle vhs anni '80 dovrebbe possedere anche questo, e il dvd della Alpha sembra più o meno come lo si potrebbe ricavare da tale società (vale a dire, da un nastro sbiadito).
Napoleone Wilson


3 commenti:

  1. visione perfetta prima della messa domenicale :)

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  2. Non ci poteva essere risveglio migliore in questa giornata già de mmerda e ora già molto meno de mmerda grazie a 'sto titolone e agli altri titoloni da te citati, ai quali mi permetto di aggiungere il supremo "Mrs. Magnificent/Superwoman/Sesso nello Spazio"(1979) di Joe Sherman con Jesse St.James, Sharon Kane, John Seeman e la Betty Boop del porno Desiree Costeau, mè cojoni, thanks a lot, che te lo dico a ffare...

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  3. ....anche dal ritorno dalla messa. ahahah

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