domenica 2 settembre 2012

Di che segno sei?

8
1975, Sergio Corbucci.

Commedia leggera, di puro svago senza essere scema, quindi cinema utile alla salute. Trama generica dei 4 episodi da wiki:
I quattro episodi non sono collegati fra loro da un'unica trama, bensì dall'intento di mostrare come la varietà umana, dipinta nello spaccato di quattro vite quotidiane, possa essere ricondotta all'unità dall'appartenenza a uno dei quattro gruppi nei quali sono classificati i segni zodiacali: Acqua, Aria, Fuoco e Terra.
Il "destino" supera sempre la forza di volontà dei protagonisti che con tutti i loro sforzi in una direzione, alla fine vengono sempre riportati sulla strada che gli astri hanno disegnato per loro.
Nessuno di loro riuscirà a incarnare l'eroe senza fallo (Paolo Villaggio), senza paura (Adriano Celentano), senza macchia (Renato Pozzetto) o il cow boy alla John Wayne (Alberto Sordi) che pure tanto puntigliosamente cercano di imitare.


In "Acqua" il solito Paolo Villaggio - un po' monocorde nel suo recitare sostanzialmente Fracchia/Fantozzi in quegli anni - per un errore del medico pensa di dover diventare donna, e ci saranno una serie di equivoci e di sogni del protagonista in materia. Non riscontro gag di particolare rilievo, ad eccezione della spassosa scenetta a là "Brutti, Sporchi e Cattivi" dove viene umiliato, mazziato e trombato da un marito terribile. Da strabuzzo una breve apparizione di Carmen Russo, all'epoca appena 16enne e vestita da mignottella stile scopamisubito già faceva una straporca figura.



In "Aria" ci sono una al solito splendida a vedersi Mariangela Melato, ballerina con Adriano Celentano in una di quelle gare di ballo per sfinimento. Qualche retroscena divertente con una donna-gorilla (Maria Antonietta Beluzzi), e anche curioso vedere Lilli Carati in una parte molto vestita. Bella la presenza di Jack La Cayenne, uno che mi fa ridere solo a vederlo e ballerino da paura, fatto veramente di gomma dalla testa ai piedi, bocca compresa nella quale riusciva a inserire intera una tazza da caffé.




Veniamo invece al terzo e quarto episodio, quelli che a mio parere elevano a Cult questo film.

In "Terra" c'è Basilio, un giovane Renato Pozzetto. Fa il pendolare da un paesino verso Milano, dove lavora come muratore. Cura la sua bici maniacalmente, si reca alla stazione ingaggiando gare ciclistiche con un paesano (Massimo Boldi). Quel giorno arrivano in cantiere il conte Leonardo, padrone della villa in costruzione (Luciano Salce, tremendo nel fare un baùscia milanés) e la sua amante Cristina (Giovanna Ralli, hai detto niente!). Vogliono fare delle prove e useranno Basilio letteralmente come un manichino, una cosa molto umiliante. La sera però capiterà che Basilio sbagliando col treno si ritroverà a dormire in una stazione di servizio e in quella stazione arriveranno proprio il conte e Cristina, quest'ultima disponibile a tutto pur di avere una sigaretta da fumare. Offriranno 5 milioni in cambio della moneta da 200 lire che Basilio ha, utile per accedere al distributore automatico. Sono esatti i soldi che gli servirebbero per comprare una tabaccheria, sogno suo e della moglie, ma niente, sarà inflessibile, in uno slancio di dignità. Mentre il conte se ne andrà Cristina si concederà addirittura a lui, pur di fare una fumata. Inutile dire che sì, resterà un poveraccio Basilio, ma togliendosi una gran soddisfazione. Tornerà a casa senza alcun pentimento.
Bello, Pozzetto in questo episodio m'è sempre piaciuto molto, è nel suo personaggio e risulta molto popolare.








L'episodio che s'intitola "Fuoco" è il Cult più Cult per me, con il personaggio ormai Storico di Nando Mericoni, forse il più simbolico del nostro immenso Alberto Sordi (e chi sennò?), che qua ritorna a interpretarlo 20anni dopo "Un americano a Roma", film che presto verrà qui trattato e citazione fatta dallo stesso Nando durante una banchettata.
Nando è l'agente k2 della International Security, scelto da un "cumèndatur" perché del segno del sagittario. E' un periodo di rapimenti e la Paura diventa un grande "bisenesse". Molti ricconi ingaggiano guardie del corpo, diventa quasi una moda. Nando Mericoni, gajardo wuazza a n'american!, non è mica uno qualunque. Si presenterà alla villa del cùmenda (Ugo Bologna) volando con la sua Harley direttamente sul tetto e non sarà che l'inizio di un tormento inimmaginabile per il "povero" imprenditore. Nando manderà tutto a puttane: affari, bisognino mattutino, relazione con l'amante, matrimonio...; nulla si salverà della vita del cùmenda nell'arco di sole 24 ore, gli scoperà pure la cameriera, e quando davvero sarà rapito da dei malviventi per lui sarà una liberazione.
Irresistibile, Albertone riesce ancora dopo 20anni a riportare in vita un personaggio che è tra i simboli del Cinema nostrano, con un fisico sorprendente. Come sempre, nella miglior tradizione, non mancano le stoccate che sottendono alla trama. A parte l'efficace presa per il culo del bullismo/americanismo, la mai abbastanza sputtanata iporisia del potere italico e non - moralista e perbenista di facciata, puttaniere e bastardo dietro le quinte -, è fatta come si deve, senza proclami e senza inutili discorsi. Vicenda e interpretazioni bastano, per chi può e vuole intendere.













Robydick


8 commenti:

  1. Pozzetto e Boldi in volata per le stradine di Gemonio...spettacolo! :)

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  2. Gemonio? ma è a casa tua allora, ahah! e dello Zio... non lo sapevo che l'avevano girato lì

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  3. SuperCULTO, Sordi fantastico. Che TOPA giovanissima e bella fresca Lilli Carati, ancora "Ileana". Da consumarsi l'UCCELLO. E c'è pure Marilda Donà!

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  4. ahah! grande Napoleone, ero sicuro di leggerti tra gli estimatori di questa perla!

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  5. e si...Pozzetto ci mette quasi sempre almeno uno scorcio di questi paraggi (in qualche film c'è pure casa sua)...se parte in treno, la stazione è quasi sempre quella di Laveno.
    mi associo pure io all'apprezzamento per la Lilli Carati (al secolo Ileana Caravati, da Varese!)

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  6. ah per la Carati c'è un plebiscito

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  7. ti segnalo anche una piccola incoerenza geografica: nel viaggio in treno partono da Gemonio e arrivano a P.ta Garibaldi, ma passano per il ponte di Sesto Calende (cioè vanno in piemonte)...va beh, il ponte "fa viaggio". e la battuta del film:
    Salce "io col capo del governo mi do del tu!"
    Pozzetto "sapesse cosa gli dico io tutti i giorni, al capo del governo..." :)

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  8. unwise, prossima rece con Pozzetto mi fai da consulente eh! grazie anche per la citazione, ahah!

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