venerdì 7 settembre 2012

Straw Dogs - Cane di paglia

21
1971, Sam Peckinpah.

"Cercare di sfondare quella porta significava la nascita di un uomo e la morte di altri sette!"

"A volte un uomo è costretto a difendere il suo onore."

"Bandito in Gran Bretagna."

"Agli occhi di ogni codardo brucia un cane di paglia."

"Fino a che punto può arrivare un uomo per proteggere la moglie e la sua casa?"

“Ogni uomo teme il giorno in cui potrebbe essere costretto a difendere la propria moglie e la propria casa.”

“Non va bene, non va male, ma non c'è giustizia.”

“Ogni uomo ha un punto di rottura.”

“Si può spingere un uomo al limite ... Ma si aspetti delle conseguenze.”

Tagline originali del film

“BANDITO per 18 anni ... Ora ritorna più che mai SCATENATO, UNCUT!” (Slogan per l'uscita in dvd U.K.)



"Io non conosco la mia strada di casa", dice in originale un fantastico David Warner/Henry Niles nei panni dello scemo del paese, a uno sconvolto ed esausto David Sumner (Dustin Hoffman), alla fine del GRANDE capolavoro di Sam Peckinpah, “Straw Dogs”, in Italia “Cane di paglia”. David, con una lente degli occhiali rotta e tagli e contusioni al volto, sorride e risponde con calma: «Va bene, non la so neanche io." I due uomini si avviano in auto in una notte nerissima verso il piccolo e vicino villaggio della Cornovaglia, il loro futuro quantomai incerto. E' un climax poetico e memorabile, per la conclusione della storia di David - un uomo che è arrivato nel piccolo e senza pretese villaggio inglese a ritirarsi nei suoi studi di matematico, più preoccupato per il suo lavoro che per la sua irrequieta, lasciva moglie, ma anche per la quale troverà un coraggio, o addirittura una rabbia, che non sapeva di possedere. Ciò che egli fa con essa è ora la sua vera essenza di uomo ma la sua vita potrà subire in un cambiamento epocale, regolando per sé il proprio futuro.

Questo film di Sam Peckinpah è uno dei più grandi mai realizzati - non perché abbia scatenato tali polemiche - perché premia lo spettatore esigente con qualcosa di unico per ogni sua singola sequenza. E' un film stimolante, arrabbiato e provocatorio. E' al contempo freddo e distaccato visualizzando la condizione umana ancora e come previsto denudata da tutto il suo splendore originario, ammantandola se vogliamo di ferina lotta per la sopravvivenza. Non arretra mai di fronte a ciò che vi è di disgustoso, doloroso e sconvolgente eppure a volte divertente, bello e stimolante. Basta vedere la famosa sequenza dello stupro di Amy/Susan George montata con la ripresa di David abbandonato nei suoi goffi tentativi di caccia alle quaglie nella campagna della Cornovaglia. E' allo stesso tempo un susseguirsi di immagini orribile e pittoresche al contempo- Amy e sudata, la faccia spaventata e angosciata messa in sordina dall'accoppiamento con le immagini del beatamente inconsapevole David mentre osserva una mosca e uno strano uccello in un cielo blu sopra queste dolci colline inglesi. Naturalmente, alla base di tutto è la violazione di questa coppia sposata da parte di alcuni apatici e teppistici soggetti del luogo - Peckinpah visualizza la violazione della donna durante questa scena particolare attraverso due percorsi molto diversi. Amy è sessualmente violata, il suo corpo e la persona liquidati come niente di più che un oggetto, mentre l'onore di David è danneggiato. Non è riuscito a prevedere il piano di lasciarlo da solo nella brughiera, non è riuscito a proteggere la moglie, e non è riuscito a proteggere la sua casa. Nello spazio di un minuto o poco più, Peckinpah ha condotto lo spettatore attraverso una serie di emozioni, tutte differenti per la loro intensità a seconda della persona.

E questa è la bellezza del film. Non importa cosa pensi di “Cane di paglia” ma provoca sempre e comunque una reazione. Sia che che la reazione sia buona o cattiva, fa luce sul lato oscuro della natura umana, e che ci piaccia o no, esiste. Il film inizia essenzialmente come la vita nei cortili della scuola. Testimone di ciò la sequenza di apertura con le inquadrature dei bambini che giocano – la cinepresa di Peckinpah suggestivamente guarda i bambini che saltano in giro tra le lapidi di un cimitero. Qui già all'inizio del film, Peckinpah ci vuole chiarire come quando si è giovani, si trovano già i nostri primi casi di gioia e infelicità, al di fuori della casa di famiglia e delle consolidate e illusorie sicurezze domestiche. La gioiosità del giocare con gli amici e conoscere nuove persone, l'infelicità di fronte al severo regime delle scuole inglesi, dei dirigenti scolastici, del sorvegliante e dell'immancabile bullo. Ecco, è per l'appunto sul bullo e il bullismo che si concentrerà Peckinpah

Dustin Hoffman/David, americano, e la moglie Amy (Susan George) ritornano nella piccolissima cittadina del sud-ovest dell'Inghilterra dove ella è cresciuta. David è un matematico e ha una borsa di studio per continuare il suo lavoro. Nella casa di famiglia ora libera di Amy egli sente che otterrà la pace e la tranquillità che gli serve. Mentre lei è contenta di essere tornata nella sua terra di svezzamento amoroso e sessuale, schernendo l'ex-amante Charlie Venner con il suo abbigliamento seducente. Si mostra più o meno involontariamente anche con il suo corpo nudo alla finestra quando lei bene o male sapeva, che egli stava lavorando al di fuori sul tetto della casa, insieme ai suoi compari. Il suo corpo disponibile per Venner e suoi amici è ben mostrato. Subito vediamo che nel rapporto tra David e Amy si è persa se mai c'è stata, sua scintilla sessuale. Egli verso di lei è apatico, mentre i tentativi di seduzione di Amy, giocosi, non riescono a distoglierlo dal suo lavoro o dalla sua routine quotidiana, come impostare la sveglia o togliersi l'orologio prima di dormire. Parte della rabbia finale di David viene dalla sua virilità percepita come sminuita a fronte dei potenti, robusti, maschi-alfa tra cui l'ex boy-friend di Amy. Si ricorre a scherzi infantili come il disegno sulla lavagna di David di lei che flirta con i lavoratori di fronte a suo marito. Lei si presenta come un bambina viziata, irrequieta dal desiderio, e bisognosa di attenzione, ma i suoi lievi fastidi vengono come fugati da David in un distorto rapporto di padre e figlia. "Non giocare con me" dice, "Ho un sacco per la testa". In una scena lei gli si para davanti dopo aver tratto una lunga linea di gesso sui suoi calcoli alla lavagna. Lei lo guarda mentre mastica la gomma come una bambina che osserva i dolci che non dovrebbero essere mangiati prima di fare merenda all'ora del tè. Prendendo poi la gomma e, maliziosamente, appicciacandola sulla lavagna. Peckinpah ci dice tutto in merito a questo rapporto di coppia, ma sottolinea che questa storia inizia con i ragazzini potenzialmente bulli nel cortile della scuola.


Il bullismo nel film inizia con battute a scapito de "L'americano". David può sentire i lavoratori sul tetto mentre parlottano di lui e si mettono a ridere. E' questo il senso che si ottiene quando si sente qualcuno ridere e ci si chiede se per caso stia/no ridendo di te. Il bullismo prende una svolta per il peggio quando i lavoratori, tornando a casa, incoraggiano David, che viaggia dietro di loro nella sua auto, a superare il loro camion. Senza saperlo quasi gli provocano un frontale con un camion proveniente in senso opposto. Peckinpah permette al film di diventare gradualmente più nero- ogni scherzo sempre più distruttivo. I bulli del paese decidono di uccidere il gatto di Amy e appenderlo per il collo dentro all'armadio nella camera da letto della coppia. Amy dice a David che l'hanno fatto per dimostrare che potevano entrare nella loro camera da letto - ancora un'altra pugnalata alla sua virilità-. Lei lo implora di fare qualcosa al riguardo (una richiesta beffarda di affetto e un grido rabbioso per ottenere la sua protezione), ma, dopo aver egli inizialmente deciso di confrontarsi con loro, ci ripensa. Ha paura di affrontare i bulli. Anche se sa che cosa hanno fatto, e lui sa che lo scherniscono alle sue spalle, si sente inadeguato. Il gatto morto appeso nell'armadio è un precursore forte e osceno per lo stupro di Amy - l'estrema violazione dell'onore di David.
Tuttavia, non è mai quanto David impari dello stupro, ma quanto noi, come pubblico da ciò che si è verificato. Quando David è finalmente spinto a difendersi con la forza, non è a causa di sua moglie, ma perché sa che la propria vita è adesso in pericolo immediato. Siamo saldamente coinvolti dalla sua reazione, perché sappiamo che sua moglie è stata violentata. Anche se non è chiaro, la difesa di David della propria casa e della sua persona non è un atto egoistico, e respinge la moglie (alla quale dice sempre di andare al piano di sopra, facendola togliere di mezzo). La sua personalità timida ha sempre evitato di confrontarsi con la violenza. Ma finora non è riuscito a resistere al bulli, e adesso sa anche di trovarsi in inferiorità numerica e in una situazione perdente. Per questo, si sente oltretutto meno potente di fronte alla sua bella moglie poichè non ha adempiuto ai suoi doveri come il maschio alfa dovrebbe saper provvedere. La sua violenta offensiva è alimentata dalla necessità primaria di preservare la sua vita e di ri-affermare la sua posizione agli occhi della moglie. Se alla fine l'amore di lei per lui sia completamente distrutto o meno non ci è dato di sapere, -(l'uccisione di Venner quando David ignora il motivo per cui Amy gli risparmi la vita può essere letta come la distruzione gelosa di una rivale in amore, o l' intenzione di David a far del male a sua moglie che conservava ancora dei sentimenti per il suo vecchio amante)-, ma ha stabilito che lui può difendere lei, la sua casa, e soprattutto, il principio più importante di tutto quel che sta accadendo: il netto rifiuto da parte di David a consegnare Henry Niles affinchè venga linciato dagli inferociti bifolchi del paese, compaesani di Venner. Molto semplicemente, egli chiede ai villici di alzare i tacchi e tornarsene da dove sono venuti. Amy intanto, non ha preso in considerazione la rivolta, la reazione di David, e il tale danno che avrebbe causato, come d'altra parte, involontariamente o inevitabilmente, ha contribuito a provocare. E' solo quando il borgomastro viene ucciso a sangue freddo che per David, i suoi calcoli, la mente attenta a dedurre le proprie opzioni si rivelano come molto limitati, dovendo adottare delle adeguate misure per sopprimere i teppisti.

E' interessante il fatto che David non venga personificato come infantile. Gli altri personaggi lo sono tutti. David Warne, al suo secondo film con Peckinpah dopo La Ballata di Cable Hogue” (The Ballad of Cable Hogue)(1970) interpreta splendidamente il sempliciotto del villaggio Henry Niles. Egli è' il manifesto dell'adulto-bambino e ha l'età mentale di un pre-liceale. Si presenta a noi come inaffidabile e pericoloso. Amy è un'altra bambina, governata nella sua dal padre, come dal marito David, che ella infastidisce sempre per attirarne l'attenzione. Gli altri bambini sono i teppisti- uomini che hanno semplicemente trasferito i loro giochi e trucchi dei ragazzini all'inizio del film, alla vita adulta – nascondendo i giocattoli e inseguendo la preda che è diventata un gatto ucciso e chiuso in un armadio o la guida pericolosa sulle strade. Durante il climax del confronto vediamo i teppisti assumere esplicitamente il ruolo dei bambini mentre giocano sui tricicli, due personaggi si rincorrono cos' tra di loro lungo il vialetto. Un altro personaggio indossa una maschera- giocattolo con il naso finto, e stride incessantemente tramite un pulsante il clacson sul triciclo come un ragazzino un po' rintronato, senza una figura autoritaria che possa gridargli “falla finita!”. Questa incontrollabile, imprevedibile cultura giovanile è distruttiva quanto è anti-autoritaria, attraverso lo sguardo cinematografico di Peckinpah ed è assimilabile a quello di Kubrick in “Arancia meccanica”, sulla snaturazione e l'utilizzo governativo della violenza giovanile, o di Cronenberg su alcuni bambini assassini in “Brood -La Covata malefica”(The Brood) - tutti film usciti tra gli inizi e la fine degli anni '70 – simili per alcune nozioni sulla formazione iniziale dell' id. L'ispirazione dietro a questi film è in gran parte dovuta al forte sentimento degli autori di anti-establishment ai tempi prevalente, così come alle libertà permissive date ai registi e a grandi autori come quest'ultimi di fare film con il supporto degli studios, ma senza vincoli creativi. Tuttavia, in ultima analisi, in “Cane di paglia” si vede la reazione esitante di David alla provocazione e il suo capovolgimento. E' come se anche lui fosse tornato al parco giochi dell'infanzia dove probabilmente la sua timida diffidenza era apparsa per prima. Finalmente si vede costretto a liberarsi della sua riservatezza, del auto-contenimento e controllo, e si deve dare una nuova prospettiva di vita. Egli ha assunto su di sé la brutalità sopraffacente dei teppisti, laddove in passato non era stato in grado di farlo, e li ha sconfitti, uccidendoli tutti

“Cane di paglia” è imbastito stilisticamente come un set da western americano nella campagna inglese. Questa scelta inattesa non è però così sorprendente dal momento che film più celebre di Peckinpah è “Il Mucchio selvaggio e che fino al 1971 si era interessato solamente e impegnato con il genere western. “Il Mucchio selvaggio” è infatti una sorta di non-tradizionale interpretazione del western che è stato talvolta indicato come uno degli anti-western più rappresentativi ed efficaci. Qui, Peckinpah trasferisce tutto questo nell'impostazione tradizionale di un pub inglese e del villaggio isolato. Il protagonista David entra nel pub dei villici all'inizio del film e viene immediatamente riconosciuto come un outsider, uno “straniero”. E' l'americano solitario tra questi bruti britannici. Aggiungete una porta da saloon all'ingresso del pub e non si saprebbe se si fosse a Cottonwood o Tombstone. E' qui che David incontra per la prima volta la sua potenziale nemesi Tom McKenna/Venner. McKenna si offre di pagare le sigarette per “L'Americano”, un momento sornione per una esagerazione in divenire. La mite insistenza di David per pagarsi da solo le sue sigarette viene ignorata. Si tratta di una introduzione pulita, chiara ed efficacissima, per la resa dei conti finale tra questi due uomini. Tuttavia, Peckinpah mai sospettosamente, ci rivela pienamente quale di questi due personaggi è l'eroe e quale è il cattivo: il fuorilegge e lo Sceriffo.

Quando la resa dei conti ha luogo e si è dotata del classico intermezzo, trasportata tra le apparentemente placide colline verdi e l'aria della fredda notte nelle isole britanniche. McKenna e la sua banda danno l'ultimatum a David: consegnare Henry Niles a loro altrimenti entreranno con la forza e con ogni mezzo nella casa di David e se lo prenderanno. David si rifiuta, lui sa che uccideràno Henry. Peckinpah curiosamente mette in scena la lotta sulla base del fatto che David sta difendendo la sua casa, la moglie, e se stesso, e McKenna è a difendere l'onore di sua figlia e de villaggio contro la psicosi del pericoloso Niles. Tuttavia, David è spinto e istigato ad una punizione fisica per l'umiliazione che prova per mano dei teppisti che ora stanno dietro McKenna e a sostenerlo nella situazione estrema creatasi. Egli è pieno d'ira e di vergogna, e adesso è pronto a combattere dall'angolo in cui è stato costretto e spinto, per difendere ad ogni costo i suoi metri quadrati di proprietà. Mantiene Niles all'interno della casa appositamente per innescare la violenza? Allo stesso modo, McKenna potrebbe fare ciò che, nella sua mente, è la cosa giusta da fare. Ma, McKenna è lì in qualità di giudice, giuria e carnefice, laddove non ha alcuna autorità per farlo. Al contrario, questi due uomini sono entrambi l'eroe e il cattivo.

La stupenda battaglia domestica del climax finale è data da un energia cinetica dettata dalla immediatezza dei tagli veloci del montaggio, e dalla presa volutamente malferma della cinepresa da parte di Peckinpah, potenziandone così l'effetto disorientante e snervante. Il grandioso John Coquillon fotografa l'interno e l'esterno come due entità opposte: il cielo notturno si contrappone ad una retroilluminazione brillante di una nebbia che non perdona, l'interno caldo della casa è ulteriormente rifinito con una forte illuminazione da clinica ottenuta grazie all'utilizzo alcune lampade speciali poste in punti e momenti strategici. La scena è allo stesso tempo misteriosa e surreale, e viceversa familiare e riconoscibile.

“Cane di paglia” è in definitiva una decostruzione potente e brillante di una eccezionale esplorazione della condizione umana di fronte alla provocazione. Si tratta di una delle esperienze cinematografiche ancora oggi più interessanti, coinvolgenti e catartiche che si possano avere, a quarant'anni dalla sua prima uscita cinematografica; e certamente una delle più gratificanti, sotto quasi ogni punto di vista. In una certa maniera, Peckinpah, nel 1971, nonostante l'enorme successo commerciale del precedente “Il Mucchio selvaggio”, era già quasi un esule di Hollywood che era arrivato nel Regno Unito con salda sicurezza in questo suo prossimo progetto. Possiamo solo essergli per sempre grati di questo -pur impostogli dallo studios- mirabile apologo sulla prevaricazione dell'individuo e l'ingiustizia, mentre “Cane di paglia” divenne il suo più grande successo al box-office.




























21 commenti:

  1. "I cani di paglia accettano silenziosamente il proprio destino, supinamente e senza lamentarsi mai. A volte però, i cani di paglia prendono fuoco"
    Bellissimo film

    RispondiElimina
  2. La versione video è stato respinta due volte dal British Board of Film Classification nel 1999 dopo che i distributori rifiutarono di tagliare i frame di Susan George che viene spogliata, e che dopo essere stata forzata sta provando piacere durante lo stupro. Le versioni video erano disponibili in Gran Bretagna prima che la legge del 1984 richiese che tutti le edizioni video vennero classificate C'erano due immissioni, una delle quali è stata tagliata, e uno che ha perso un po' il dialogo a causa della stampa danneggiata. Dal 1 ° luglio 2002, la versione completa del film è stato passata uncut per la diffusione in video e dvd dal BBFC.
    Disponibile in una edizione modificata di 113 min in versione R-rated, oltre alla uncut, min senza rating e della durata di 118'. versione (che è stato rilasciata dalla Anchor Bay Entertainment e dalla MGM.)
    The Criterion Collection, la famosa etichetta di distribuzione dvd e Blu-ray di New York, ha acquisito i diritti dalla MGM per pubblicare una edizione speciale del film a doppio disco nel 2003, che era caratterizzata da un nuovo trasferimento ad alta definizione (eseguito dalla Criterion) della versione uncut, e comprendeva extra unici, come un commento audio scientifico, il documentario “Sam Peckinpah: Man of Iron” (1992) (TV) quindi un intervista appena registrata con Susan George e la corrispondenza di Sam Peckinpah ad alcune delle critiche del film. Questa edizione Criterion era limitata a un anno di tiratura e la confezione portava un adesivo con su scritto "Limited Edition", l'unico dei titoli Criterion ad averlo. Nel 2004, l'edizione Criterion è andata fuori stampa e la MGM ha acquistato il trasferimento Criterion e ripubblicato su dvd senza gli extra.

    Tra gli attori inizialmente presi in considerazione per il ruolo di David Sumner vi furono Donald Sutherland, Jack Nicholson, e Sidney Poitier.Attrici originariamente considerate e / o provinate per il ruolo di Amy furono Diana Rigg, Charlotte Rampling e Helen Mirren.
    Academy Awards, USA Anno 1972 Nomination agli Oscar per la Migliore Colonna Sonora Originale di un film drammatico
    Jerry Fielding
    Kansas City Film Critics Circle Awards Anno 1972 Ha Vinto il KCFCA per il Miglior Regista a Sam Peckinpah

    Il titolo deriva dal filosofo cinese Lao-tzu, che ha scritto: "Il cielo e la terra non sono umani, e e persone vanno considerate come cani di paglia." Il Cane di paglia è usato come oggetto cerimoniale per i sacrifici religiosi nella Cina antica.

    Per esprimere un godimento malato nella scena in cui Dustin Hoffman colpisce con l'attizzatoio uno degli sgherri a terra fino alla morte, ha chiesto che vi fossero delle noci di cocco da distruggere con i suoi colpi, fuori dall'inquadratura. In una sola inquadratura si può effettivamente vedere un po' di pezzi di noce di cocco i quali schizzano via, che Sam Peckinpah fa passare per materia cerebrale.

    Nella scena in cui il personaggio di Dustin Hoffman entra per la prima volta nel pub locale, Sam Peckinpah voleva dagli altri attori ottenere una reazione il più spontanea possibile del tipo "reazione a questo straniero che entra nel loro mondo”. Alla fine, ha deciso di fare una ripresa in cui Hoffman entra in scena senza i suoi calzoni. Ha ottenuto la loro reazione, e queste sono le inquadrature mostrate nel film finale.

    A causa della sua rappresentazione grafica della violenza e di due stupri brutali, la British Board of Film Censorship (BBFC) ha vietato che il film fosse pubblicato in VHS / DVD dal 1984 fino al 2002.

    La lavorazione del film è stata messa in pericolo quando il regista Sam Peckinpah si ammalò di polmonite, dopo che per tutta luna notte stette a bere con Ken Hutchison e poi si mise a fare il bagno nelle freddissime acque del mare. Dopo essersi ripreso in una clinica di Londra, Peckinpah è stato rimesso alla regia solo dopo aver promesso che sarebbe rimasto sobrio.

    RispondiElimina
  3. Che Harry Niles fosse uno zoppo non faceva parte del copione. David Warner si era rotto una gamba prima della produzione, ma era in grado di camminare con un bastone adesso all'inizio delle riprese. Poichè si era rotto il piede prima della lavorazione (da qui la zoppicatura), era considerato non assicurabile e quindi non è accreditato.

    T.P. McKenna, che interpreta il maggiore John Scott, ha il braccio al collo. Questo non è stato scritto nella sceneggiatura - McKenna se lo era rotto in un party selvaggio con un paio di prostitute, organizzato dal regista Sam Peckinpah

    RispondiElimina
  4. A Trevor Howard era stato offerto il ruolo del maggiore Scott.

    Jennie Linden rifiutò un ruolo chiave nel film.

    Dustin Hoffman come si saprà solitamente non è mai stato a favore della violenza nei film – e ai tempi aveva ammesso di aver accettato il ruolo in questo film solamente per i soldi.

    Prima di girare, Peckinpah istruì Dustin Hoffman e Susan George a vivere insieme per due settimane, con lo sceneggiatore David Zelag Goodman al seguito. Alcune delle loro interazioni durante questo periodo sono state rielaborate nella sceneggiatura del film.

    Alla famiglia di Tom Hedden furono inizialmente dati dei ruoli nel film, ma vennero tagliati o mai girati. June Brown venne scelta come moglie di Hedden, insieme a Frances Chloe come la loro figlia Emma, e una scena che era stata sceneggiata si svolgeva nella loro casa con Susan George che stava facendo il bucato. Tuttavia, anche se la scena venne inclusa, non fu mai girata. Michael Mundell fu originariamente lanciato nel ruolo di Cawsey il cacciatore di topi ma la parte venne in seguito passata a Bertie Hedden in una scena con i bambini del villaggio. Tuttavia, questo ruolo non è mai stato girato dall'intero script anche perché la scena era stata annullata a causa di vincoli di tempo e di budget.
    A Judy Geeson, venne offerto il ruolo di Amy ma lo rifiutò, e uno dei primi romanzi in rilegatura brossurata pubblicati in Gran Bretagna su di un film, indicava già lei come protagonista.

    Il manifesto originale del film è stato classificato alla posizione 12a de "I 25 migliori manifesti cinematografici di sempre" dalla rivista Premiere.

    RispondiElimina
  5. Nel 2002, la BBFC avrebbe passato il film con tagli alla scena dello stupro (le inquadrature implicano Susan George che pare godere allo stupro), ma la Anchor Bay rifiutò questi tagli in modo che il film venneinfine respinto, anche se passò uncut da una successiva commissione..

    Peckinpah voleva Richard Harris o Peter O'Toole per il ruolo di Charlie Vennor e il DVD contiene un estratto della lettera originale di Harris.

    Anthony Hopkins ebbe offerto un ruolo di primo piano.

    Secondo la biografia di Peckinpah, "Se si muovono ... Uccidili!", Circa un terzo degli spettatori uscì prima della fine del film, alla sua anteprima, presumibilmente troppo disturbati dalla sua violenza.

    Spoiler
    Le voci di trivia seguenti possono rivelare importanti aspetti della trama.
    Quando Peckinpah stava progettando la scena in cui viene violentata Amy due volte, egli non avrebbe detto a Susan George come sarebbe riuscito a girare la scena. Sotto la pressione di lei, alla fine gli ha detto senza mezzi termini che Amy sarebbe prima stata violentata davanti e poi inculata. Allora ella rifiutò di prendere parte al film intero minacciando Peckinpah di dimettersi se la rappresentazione della scena fosse stata così esplicita. Ma alla fine cedette e acconsentì all'intera rappresentazione della violenza così come progettata da Peckinpah.

    Il film è stato originariamente visto sotto forma di una workprint (copia di lavoro non finita) dalla BBFC, che ha suggerito alcune modifiche minori per l'uccisione di Vennor e alla scena del secondo stupro anale, che esplicitava come Amy fosse sodomizzata. Le modifiche sono state effettuate e il film completato passò uncut per il cinema dalla BBFC. Successivi tentativi di rilasciare il film in video, però, non ebbero lo stesso successo, quando il capo censore James Ferman suggerì dei tagli alla scena dello stupro (per più di 3 minuti), ma trovandoli difficili da realizzare. Un altro tentativo di far uscire il film era stato impedito dalle preoccupazioni seguenti al massacro di Hungerford, nel 1987. Dopo 5 tentativi si ebbe successo, e una versione modificata del film (rimuovendo la maggior parte della seconda violenza) è stata ufficialmente presentata nel marzo 1999, ma venne poi di nuovo respinta dalla BBFC poiché si riteneva che troppa enfasi era stato inserita all'iniziale ''stupro con piacere'' di Amy da parte di Vennor. Il film è stato nuovamente respinto 3 mesi più tardi (nella sua forma completa) e presentato da un distributore diverso, in quanto si è ritenuto opportuno passare la recente versione non tagliata, dopo il rifiuto di una modifica della prima. E' stato così finalmente superato il divieto ed è uscito completamente uncut su dvd nel settembre 2002

    RispondiElimina
  6. Bello leggere retroscena di questo tipo su registi come Peckinpah. haha :D
    Ma tutte queste notizie dove le trovi Napoleone? su imdbdPro? e a proposito di imdb, ritieni/ritenete che sia il miglior sito per quanto riguarda il voto dei film? io mi affido molto ai giudizi che trovo li. anche se capita di trovarmi in totale disaccordo(ad esempio il voto di Stoic è 4..)

    RispondiElimina
  7. Grazie Gus42. Ma no comunque, che dici. Me le invento dalla prima all'ultima, non lo sapevi, come fanno tutti. Sono più bravo io però, vero eh...?

    RispondiElimina
  8. Me lo guardo stanotte poi vi dico.

    RispondiElimina
  9. Giovanni, visto che il nuovo thriller politico in style 70's ("I Tre Giorni del Condor", "Perchè un assassinio?", "Tutti gli uomini del presidente", "Azione esecutiva", ecc.,), girato da Redford e presentato ieri alla Mostra del Cinema di Venezia -ma non pare un granchè; comunque riesuma i celebri "Weathermen" americani, e i gruppi come i "May19th Communist Organization di cui fece parte anche la Baraldini, come si riparla pure del BLA-Black Liberation Army; che ne dici di fare uno studio sulla cosa, c'è un bel documentario del 2002 sui "Weathermen", tratto da molti brani proprio di "Pareterie in fiamme". So molte cose sull'argomento, potrei essere/rvi utile.

    RispondiElimina
  10. Come si intitola il documentario?

    Comunque il film che hai recensito mi è piaciuto molto. Inizialmente un po' lento magari. La scena dello stupro è fatta benissimo, lei poi alla fine - solo alla fine - si capisce che probabilmente fingeva di provare piacere per paura, per ridurre al minimo la sofferenza, come successe davvero alle ragazze seviziate dai mostri del Circeo, per esempio. Dustin Offman inutile a dirlo, è bravissimo. A proposito, ho notato - sapendolo - le tracce di noci di cocco sul pavimento.

    RispondiElimina
  11. Si anch'io la penso così per quanto riguarda la sequenza dello stupro. Devi considerare che pero' forse davvero Peckinpah voleva suggerire quell'altro aspetto in quanto era mooolto misogino. Mi citi il massacro del Circeo. Conoscevo di vista Izzo, perche' in P.zza Euclide, sotto ai Parioli dove abitavo c'era il famoso bar pasticceria rosticceria, rinomatissimo ma anche il ritrovo di tutti i giovani fascistelli del quartiere, notoriamente nerissimo, ai tempi. Pero' vedi c'erano anche sparuti marxisti come me. Era completamente pazzo e pericoloso, bastava vederlo un attimo non un'ora, e carpire certi deliri fra i suoi amichetti picchiatori. Non c'era bisogno di perizie e controperizie psichiatriche, per farlo uscire poi e permettergli di rifare quel che ha fatto. Dovrebbero
    andare in galera anche quegli psi.
    Il doc. si chiama "The Weather Underground". Lo trovi sul muletto anche in ita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me lo procuro in questi giorni.

      Elimina
    2. P.s
      Scopro che hanno fatto un remake l'anno scorso. Lo avevi visto? http://www.sonypictures.com/homevideo/strawdogs/

      Elimina
  12. Forse il miglior Peckinpah.
    L'ho rivisto da poco(ho postato la versione integrale) e , oggi come allora, l'ho trovato strepitoso. Una grande lezione di Cinema, con la quale il regista porta la violenza dentro le case degli Americani. Lucido ed espressivo come sempre, Peckinpah dimostra ancora una volta di essere un cineasta di caratura superiore, capace di tratteggiare personaggi unici ed irripetibili, mediante i quali offre una visione davvero unica della realtè che ci circonda. Tutto il suo Cinema è splendido, reale e visionario allo stesso tempo, e andrebbe divulgato al pubblico di oggi.
    Splendido articolo. Ciao

    RispondiElimina
  13. Sì Giovanni, lo sapevo. Semplicemente insultante per il suo essere così "politically correct"quando non potrebbe nè dovrebbe, e assolutamente inutile esempio perfetto della belluinità di certi remake, della Hollywood in crisi di tutto, finanziaria e di idee, di questo periodo.Oltre che stupido in tutti i comparti. Se difatti non è ho accennato minimamente nell'articolo è per questo, credici. Ma basta poi che ti leggi la quasi la totalità delle recensioni che lo riguardano.
    Grazie Magar, passa allora a visitarmi/ci più spesso. ci saranno tutti, i titoli della filmografia peckinphiana.

    RispondiElimina
  14. "Non ne ho", ovviamente, maledette tastiere e fretta del c.!

    RispondiElimina
  15. Porca miseria, che film! Visto stasera.Il remake faccio finta di non avere neanche letto che esiste. :-)

    RispondiElimina
  16. la sua forza sta nel fatto che sia un film disturbante ed ambiguo,ponendo al centro del racconto l'essere umano e non dei semplici personaggi da film
    Leggendario e inimitabile

    RispondiElimina