venerdì 21 settembre 2012

L'ultima carrozzella

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1943, Mario Mattoli.

Trama "despoilerata" presa da wiki con nomi degli attori aggiunti da me:
Antonio Urbani (Aldo Fabrizi), detto "Toto", è un vetturino romano che nutre un'antipatia particolare per i tassisti, rei secondo lui di causare la progressiva estinzione delle carrozzelle a cavalli e dei loro conducenti, di cui egli si ritiene uno degli ultimi superstiti. Uno di questi è il suo ex-amico Pasquale (Aristide Garbini) insieme al figlio Roberto (Enzo Fiermonte). Un giorno Toto fa salire sulla sua vettura una canzonettista (Anna Magnani) che ha fretta di arrivare alla stazione per prendere il treno, e nella concitazione dimentica sulla carrozzella una valigetta. Subito dopo Toto, ormai sulla strada di casa, viene investito dall’auto guidata da Roberto. Il giorno dopo Toto legge l’annuncio della valigetta smarrita e si dà da fare per restituirla alla proprietaria, portandola presso la pensione in cui alloggia. Ne riceve una ricompensa che, insieme al comico Valentino (Tino Scotti), coinquilino della canzonettista appena conosciuto, andrà a puntare su una corsa di cavalli, vincendo una cospicua somma. Ma qualche giorno dopo viene accusato dalla canzonettista di aver sostituito un prezioso anello che si trovava nella valigetta con uno falso, e riceve una querela. Si trova quindi in tribunale a doversi difendere dall'accusa...

Ho omesso il finale ma nessuno può dubitare che sarà un lieto fine.
Letto che nomi? Si dovrebbe nominarli tutti. Citiamo perlomeno Anita Durante della quale ho parlato in "Policarpo, ufficiale di scrittura" (1959, Mario Soldati) e la bellezza corvinamente "italica" di Elide Spada, rispettivamente moglie e figlia del vetturino.

Chi scrive adora Aldo Fabrizi, l'ho scritto tante volte. Adoro la sua naturalezza, la spontaneità che emerge al meglio proprio quando indossa una qualsiasi divisa da lavoratore popolare. Vetturino, tramviere, ancora tramviere, ferroviere, portiere, bidello, non importa quale giacchetta o berretto, lui è profondamente legato al "popolino" e fieramente non se ne distacca, risultando credibile come pochi altri in scene che richiedono solo semplicità. Questo film se l'è tagliato su misura: suo il soggetto, sua la sceneggiatura scritta insieme ad un allora giovane (e non ancora regista) Federico Fellini.

Se il plot non riserva sorprese o colpi teatrali, né li cerca, non di meno il film scorre piacevolmente, divertendo con qualche momento di dolce commozione, grazie soprattutto alla perfetta, in ogni momento, Arte di Aldo Fabrizi. Subito la scena iniziale ci fa capire chi è Toto. Saluta il figlio partire pilota di aerei, fiero ed orgoglioso ne parla a chiunque sulla banchina, e che faccia che fa mentre lo saluta col treno che si allontana. L'amore e il rispetto che prova per il suo cavallo, che sente suo compagno di vita e destino, regala immagini meravigliose, come quando tutte le sere all'osteria gli porge un bicchiere del mezzo litro che si beve con altri amici di sempre. L'avesse visto Friedrich Nietzsche questo film l'avrebbe adorato, altro che certe zozzerie recenti spacciate come capolavori. Toto come il filosofo, e lo dice espressamente, non si sogna nemmeno di usare il frustino, lo tiene come addobbo, dà autorità alla sua divisa e basta. Fosse capitato a Torino in quel famoso giorno, il tedesco avrebbe abbracciato Toto, e forse anche il cavallo ma per dirgli quanto era fortunato ad avere un padrone così.

D'umore multi-polare quasi come un bambino, capace di grandi slanci e piccole debolezze con tutte le sfumature in fra mezzo, Toto è l'italiano popolare "medio" che piace, sostanzialmente onesto quanto ingenuo. Finge un infortunio per sottrarre soldi ad assicurazione ed ex amico, truffetta che poi non riuscirà a compiere. Non esita a tirare la giacca e a fulminare con uno sguardo chi può minacciare l'onore della figlia. Si rimette all'autorità con educazione e senza mestizia. Si fa gabbare soldi da un furbacchione alle corse. Festeggia con famiglia ed amici all'osteria senza nascondere un momento di ricca fortuna. Tutto quello che si vuole, fatto sta che il film alla fine, e giustamente, lo propone come un Vincente tutto sommato, e non è una cosa banale, ecco perché questa meraviglia di film merita perlomeno il Partenone! Era il 1943 quando usciva e chi imperversava in quel periodo ben lo sappiamo, in che situazione si trovava l'Italia pure lo sappiamo. Un vincente che non prevarica, quasi un Candido di Voltaire, quanto era politicamente scorretto? Né servi né padroni, vetturino seduto in carrozza invece che in cassetta e il cavallo che conosce la strada di casa e ci si dirige allegramente. Così dovrebbe essere, sempre.

Il film non poteva colpire in quel momento per queste sottigliezze, così come per certe malinconie sui mestieri che già ai tempi andavano scomparendo come appunto quello del vetturino. Nasceva per dare svago e serenità, e ci riuscì benissimo così come ci riesce ancora oggi. Invecchiando, con quei piccoli momenti in esterno, ci regala anche un po' di immagini del tempo che fan solo piacere.

Ogni tanto mi chiedo se sia possibile ancora fare film così. Forse sì, ma dove lo vai a trovare un ATTORE come Aldo Fabrizi, dove? Mai un eccesso, mai un'iperbole o un ammiccamento, non esiste un virtuosismo inutile o un compiacimento. Interpreta senza sforzo apparente. Tra i più grandi di sempre. Si prenda esempio, lo si studi. Credo occorra anche una vita vera alle spalle, parlo di quella fuori dal set e penso di creder bene.

Consigliatissimo, e provate a guardarvi allo specchio al termine della visione. Poi mi dite.
Robydick




























7 commenti:

  1. Offtopic..
    Dove siete spariti tutti? Beh se qualcuno mi legge vorrei dei consigli per film di fantascienza anni '50 '60..
    ho visto When Worlds Collide (bellissimo),Conquest of Space,The Blob, This Island Earth,Terrore nello spazio,Robinson Crusoe on Mars(molto bello) e cittadino dello spazio.. Qualche suggerimento??

    PS: Un film come i 13 assassini di Miike secondo voi di che generi fa parte? esiste un genere per indicare i film con i samurai?

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  2. Io in questo periodo sto cercando film basati sui romanzi di Philip K. Dick. Ce ne sono già una decina.

    Roberto ha problemi di connessione. Per questo il blog non viene ancora aggiornato.

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  3. questi: http://www.imdb.com/name/nm0001140/filmorate

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    1. Grazie! è un elenco molto più dettagliato di quello che avevo preso da wikipedia.

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  4. Bello. Poi l'accoppiata Magnani e Fabrizi mette sempre i brividi!

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