giovedì 14 ottobre 2010

L'ultima onda

25
1977, Peter Weir.

A Sidney si respira un'aria affatto rassicurante. Eventi meteorologici decisamente inconsueti per il mese di Novembre, piove con grande frequenza ed intensità, addirittura una grandinata con chicchi enormi, tali da spaccare finestre ed uccidere animali da giardino, là dove nemmeno sapevano cose fosse la grandine.

Un aborigeno in città viene trovato morto, apparentemente dopo una colluttazione con altri aborigeni che vengono tutti accusati del fatto, anche se l'autopsia non mostra segni evidenti di violenza. L'avvocato che si ritroverà a ad occuparsi del caso comprenderà di far parte, egli stesso, di una profezia e di riti che hanno radici nelle tradizioni tribali e stregonesche degli aborigeni che difende. Misteri e leggende a dipanatura lenta, nel mentre di piogge di acqua ed anche nere di petrolio, presagi immaginifici e meteorologici, fino ad un finale che confermerà paure e timori dell'avvocato, troppo tardi però per potervi porre rimedio.

Uno strano film, thriller catastrofista senza alcuna catastrofe conclamata. Avrà certamente risparmiato dei gran soldi con gli effetti speciali, nel 1977 c'era poco di che "computergraficare", ma Peter Weir, che è un regista di rara raffinatezza nel creare ambientazioni misteriose, in bilico tra il reale, l'onirico ed il magico, ha realizzato un film che certo non manca di stupire ed affascinare pur non essendo un capolavoro all'altezza di "Picnic ad Hanging Rock".

Io me lo sono goduto e lo consiglio certamente, l'importante è non attendersi adrenalina o spaventi, tanto meno ritmi vertiginosi.

Interessante qualche aspetto della cultura aborigena che emerge e di come sia stata gradualmente, ed alla meno peggio, integrata in quella del colonizzatore anglosassone. Mi ha anche colpito il fatto che le tradizioni tribali costituissero giurisprudenza con valenza riconosciuta nei tribunali ordinari, seppur in determinate condizioni; era una cosa che non sapevo e che in un certo senso trovo ammirevole.

25 commenti:

  1. lo vidi da adolescente e le sequenze oniriche con gli aborigeni mi colpirono veramente tanto...sento poi delle contiguità con il nostrano "il male di san donato" (http://scaglie.blogspot.com/2010/04/il-male-di-san-donato.html)...complimenti per il blog!

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  2. Fim da rivedere. Ecco come si possono fare pellicole che ti lasciano a disagio senza metterci dentro effetti speciali. Un'altro che mi viene in mente e che mi fece lo stesso effetto di questo fu "L'ultima spiaggia" di Stanley Kramer, film struggente e spaventoso nell'attesa della prossima fine dell'umanità sulla terra. Cultone. :o)

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  3. Sono d'accordo con la tua analisi. Film molto suggestivo. Riprende le atmosfere di Pic Nic a Hanging Rock, anche se un filo meno inquietanti, e senza raggiungere quelle vette davvero notevoli. Vale comunque la pena vederlo.

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  4. Quindi da vedere non solo per il grande regista de L'attimo fuggente, ma anche e soprattutto per l'assenza dell'antipatica, odiosa, inflazionata paroletta contro cui ho sfoderato la sciabola giorni fa in un commento fatto altrove: "adrenalina". (Quando compare in un trailer, recitata con foga orgasmica, per me è come un timbro da mettere sulla locandina: Adrenalina del cazzo? Ok, film da NON vedere... :D)
    PER FORTUNA è stato realizzato da Peter Weir, per fortuna è stato girato nel 1977, così al posto degli effettacci speciali abbiamo potuto avere atmosfere e suggestioni, cioè la magia dell'intelligenza.

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  5. @Harmonica: mi hai ricordato un gran film! già messo in ordine...

    @Zonekiller: grazie per i complimenti e per quella chicca a me sconosciuta.

    @marziano: ciao! :)

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  6. Non conoscevo questo titolo, il genere pare promettere bene e poi mi fido del tuo giudizio. Da vedere.

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  7. ahahah! Zio, sei un grande, hai proprio ragione, ti sottoscrivo in toto :D

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  8. grazie della fiducia Tizyana :)
    merita, tenendo presente l'anno d'uscita e la sua tipologia, come ben detto anche nei commenti degli amici.

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  9. Son d'accordo con Il Marziano, mi diede medesime sensazioni, anche se quel film (Picnic a Janging Rock) mi lasciò un segno indelebile, cambiamento e metamorfosi animalesca. :)

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  10. eh be', un paragone con "picnic" è impietoso per molti film. fu il secondo film di Weir (questo è il terzo) e a volte per un regista centrare un Capolavoro ad inizio carriera può essere fin un problema, nel senso che poi le aspettative verso di lui sono sempre altissime. sai, non tutti si chiamano Truffaut, Kubrick o Visconti... ;-)

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  11. ah questo l'ho visto! Weir è come di consueto ipnotico, non riesci a staccarti, nonostante una creta avversione che avevo per Chamberlain (ai tempi in cui vidi questo film, il buon Richard era era noto al mondo come padre Ralph...).
    Hangin' rock anyone? :)

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  12. no infatti. Anzi a dir la verità mi serve come fondo di un mio post! grz!

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  13. @petrolio: prg! :)

    unwise, se Hanging significa quello che c'è scritto su wiki: http://en.wikipedia.org/wiki/Hanging , la tua proposta mi pare poco allettante, ahah!

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  14. mm,sinceramente l'ho sempre trovato decisamente giovanilista e banalotto,e superficialissimo..sbaglierò io...l'unico che mi è piaciuto è stato picnic...

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  15. brazzz, sono gli aggettivi che mi mancavano per L'attimo fuggente, soprattutto Giovanilista, anche se il correttore me lo segna in rosso mi piace e penso lo userò alla prima occasione ;-)

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  16. no no...era una semplice domanda retorica...un po' come dire: a qualcuno piace hangin' rock?

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  17. Che poi con Witness-il testimone si prese due oscar.
    Molti delle tue recensioni sono impeccabili.
    Adesso mi siedo qui e ciak si legge.
    Grazie.

    Alby (̾●̮̮̃̾•̃̾)

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  18. grazie Alby :)
    buona lettura allora...

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  19. Ciao robydick...E'proprio grazie a "The Last Wave", così come a "Mad Max"(1979), "Mad Max 2-The Road Warrior"(1982)di Gerorge Miller, "Detector" (The Chain Reaction)(1980) di Ian Barry-anch'esso con un giovane Mel Gibson, e tanti altri titoli forse non tutti altrettanto straordinari, che mi sono appassionato ad uno dei miei cinema preferiti in assoluto: L'Aussie (australiana) e Kiwi (neozelandese) "prima ondata" della cosìddetta "Ozploitation", il cinema di genere degli antipodi, di cui "The Last Wave fu ed è tutt'ora uno degli esempi più rappresentativi, sia per l'allora (il 1977) innovativa ed originale ambientazione, l'affascinantissima atmosfera, L'anticonformismo così tipicamente australiano con cui venivano restituite certe situazioni e tematiche, la rivelazione, come qui, di grandi interpreti, il più famoso e dalla imperitura carriera, attore aborigeno, David Guilpilil. Al pari di Gary Foley e Zach Martin, altri famosissimi in patria e bravissimi attori aborigeni, di capolavori conosciuti anche internazionalmente come "Backroads" (1977) di Philip Noyce, o il celeberrimo e icona culturale aborigena nazionale , Tommy Lewis del capolavoro "The Chant of Jimmie Blacksmith" (1978) di Fred Schepisi, tutti ovviamente ignorati e misconosciuti qui, all'estrema periferia dell'impero anglofono. "The Last Wave" è il capolavoro della prima fase australiana della straordinaria carriera di Peter Weir, il suo terzo film dopo lo stupefacente esordio con "Le Macchine che distrussero parigi" (The Cars that Ate Paris)(1974)-con tra i protagonisti anche il più famoso attore italo-aussie dei '70, Terry Camilleri-, e il celeberrimo "Picnic at Hanging Rock", il quale però per certi manierismi più risententi della scuola cinematografica inglese, è inferiore per molti aspetti di potenza e personalità espressiva weiriana, rispetto a "The Last Wave" che ne rappresenta proprio la summa, anche per il cinema australiano di quel periodo nel suo complesso. Film veramente unico, irriproducibile nelle sue atmosfere, le sensazioni che suscita, il fascino che lo permea ad ogni singolo fotogramma

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  20. ...Vincitore del Festival D'Avoriaz con Il Premio Speciale della Giuria nel 1978, del prestigiosissimo Saturn Award per il Cinema Fantastico, d'Orrore,e di Fantascienza 1978, nominato o vincitore di tutti gli AFI (Australian Film Institute), gli Oscar del cinema australiano, più importanti di quell'anno, ovviamente come Film, Regia,colonna sonora di Charles Wain (strepitosa e inconfondibile, intessuta di suoni naturali e strumenti aborigeni dilaganti, avvolti nei sintetizzatori elettronici alla Walter Christian Rothe)e anche, certamente, per l'Interpretazione da Protagonista di Richard Chamberlain, checchè se ne dica la migliore e più, intensa, rappresentativa e sentita di una carriera lunga ed eclettica come quella del celeberrimo Padre Ralph, per sua stessa preferenza.

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  21. ...E ricordatevi solo, visto che mi pare ancora nessuno l'abbia fatto, che dopo "The Last Wave" e il succedaneo thriller psicologico realizzato per la tv australiana "L'Uomo di stagno" (The Plumber) (1978)con Judy Morris e un sempre grandiosamente schizzato Ivar Kants-il Nicholson aussie di quegli anni-, Weir, alla prima collaborazione con una coproduzione americana, quella della Paramount con cui poi successivamente nella sua carriera americana avrebbe realizzato anche il grande successo di "Witness-Il Testimone"(1984),realizza nel 1981 "Gallipoli-Gli Anni Spezzati". E, non sò-dato che alcuni paragonavano poi la sua carriera agli esordi e successivamente, come titoli di film poi effettivamente realizzati, a quella di alcuni grandissimi cineasti della storia del cinema-se mi spiego, "Gallipoli" è un capolavoro assoluto, unanimemente considerato e posto come punto di riferimento tra i più grandi, potenti e lancinanti film di guerra antimilitaristi mai realizzati...(e grazie anche all'esistenza dell'"Adagio" di Albinoni e a Jean-Michel Jarre, mai sia abbastanza lodato)...

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  22. Wilson, ma quante ne sai, sei incredibile. Gallipoli me lo sto già cercando, il resto col tempo... :)
    ennesimo tuo "commento" che mi va a riempire la lista lavori.
    grazie!

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  23. weir era una mia passioncella adolescenziale. in l'ultima onda mi affascinava il fatto che per gli aborigeni la vera vita è quella del sogno, non quella della veglia. senz'altro un buon film picnic e l'draulico. ma molto interessante è un anno vissuto pericolosamente, con le ombre giavanesi. comunque la penso come brazzz. uso un altro aggettivo per l'attimo fuggente: osceno.
    australia: wolf creek, ovviamente

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  24. addirittura osceno l'attimo fuggente? ahah! eustaki, sei incredibile... :)

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  25. ..."Osceno"..,forse è un pò troppo, certo è che state insistendo un pò troppo con "L'Attimo fuggente" che si sà da sempre, è il suo film più sopravvalutato e ruffiano, perfettino per un'enorme successo d'imperante finto anti conformismo, concepito e fatto per piacere a tutti quindi a troppi,e di un periodo già di per sè nella sua carriera, "ruffiano" e "costruito"...Tant'è, di un biennio dopo, persino "Green Card-Matrimonio di convenienza"(!!)...Un pò, come dello stesso periodo, alla fine degli anni '80 e i primi '90, fu per Ridley Scott e l'altrettanto suo sopravvalutatissimo "Thelma & Louise"...Film di moda,"fenomeni di costume" al momento forte della richiesta...Ma non, "film-CINEMA", cioè con una forte idea personale, gusto, e passione dietro...

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