martedì 10 marzo 2009

La classe

5

2008, Laurent Cantet.

Una classe alla fine della scuola secondaria, nella multietnica periferia parigina. Un intero anno scolastico vissuto quasi interamente fra le mura della classe stessa durante le lezioni di lettere.

Molto interessanti le modalità di produzione di questo film.
La storia è interamente tratta dal libro del giovane professore François Bégaudeau "Entre les murs" (che è anche il titolo originale del film, il libro invece nella ed. italiana si intitola appunto "La classe"). Cantet non s'è limitato a "prendere" il libro ma ha voluto lo stesso autore come professore e quindi principale protagonista. Il film, che assomiglia molto ad un reality anche per le modalità di ripresa, è in realtà studiatissimo a tavolino ma si avvale, per i protagonisti principali, di attori non professionisti. Anche gli studenti sono appunto studenti: una 50ina di loro hanno seguito un corso di recitazione e poi 25 sono stati selezionati per comporre la classe. Persino i genitori dei ragazzi selezionati sono poi, a loro volta, attori.

Il risultato di tutto ciò è decisamente stupefacente. L'interpretazione di Bégaudeau è degna di un attore importante, così come quelle di alcuni alunni.

Due ore intense. Ben studiate, nei tempi e nei dialoghi. Materia, l'educazione, davvero difficile ed "entrare" in una classe è affascinante. Il linguaggio dei ragazzi e soprattutto il modo con cui si confrontano con l'adulto professore, in contraddittori da dove sembra impossibile uscire, tiene incollati al video, almeno questo è l'effetto che fa ad un adulto come me che ha figli proprio in quella difficile fase della vita.

Da vedere.

5 commenti:

  1. completamente d'accordo su quello che dici ,ma c'è un unico problema:è una grande rottura di palle,il cinema d'autore non deve essere noioso(per esempio gli anni in tasca,non so per quale motivo ma me lo ha fatto tornare in mente,sarà l'ambiente scolastico).

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  2. a me non è sembrato noioso... condivido quello che dici comunque, in generale.

    gli anni in tasca ce l'ho! :)
    http://robydickfilms.blogspot.com/2007/09/gli-anni-in-tasca.html
    certo, ci sono affinità.
    non capisco se intendi che è noioso anche quello di Truffaut o cosa.

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  3. gli anni in tasca è strepitoso secondo me,invece questo mi ha fatto sbadigliare svariate volte,gestire un film in una sola location già non è cosa facile ,è anche molto realistico però purtroppo pecca di coinvolgimento,solo a parer mio roby,se è stato pure premiato un motivo ci sarà.

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  4. ora è chiaro. :)
    oh ma il parere è più che legittimo, poi di un tritafilm come te è sempre da tenere in considerazione. ai botteghini non ha incassato molto, diciamo anche questo.

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  5. film bello, ottima l'idea dell mdp a stringere sui personaggi, in sintonia col senso claustrofobico del titolo originale. un po' insistito, ha ragione trita, mezz'ora di troppo. di cantet molto bello a tempo pieno

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