lunedì 9 agosto 2010

Vogliamo anche le rose

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2007, Alina Marazzi.

"Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta per metterla in relazione, a partire dal 'caso italiano', con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l'intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o oppure addirittura platealmente rimessi in discussione". Sono parole della stessa, bravissima, Alina Marazzi della quale ho già ammirato altre sue opere. Personalmente la ritengo una dei più grandi talenti cinematografici italiani viventi anche se ai più sconosciuta; poche cose ma sempre molto ben fatte. "Un'ora sola ti vorrei" è un vero capolavoro.

Attraverso i diari di Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carnelutti, che li leggono personalmente durante il film, percorriamo appunto quegli anni durante i quali, grazie allo sforzo di molte donne, molti diritti sono stati loro riconosciuti ed hanno permesso a questo paese di progredire. Il Femminismo avrà avuto anche i suoi eccessi, ogni momento di rivoluzione li ha, ma è stato fondamentale, indispensabile! Le storie delle 3 donne sono emblematiche, contengono tutti i problemi possibili delle donne, giovani o meno, di allora. Andrebbero approfonditi tutti i temi, sottolineo solo, per l'emozione fortissima, il drammatico racconto di un aborto necessariamente clandestino, ripreso e raccontato con grande pathos, toccante.

Sembrano cose di 100anni fa, e invece... Le immagini di repertorio mi hanno commosso, erano gli anni che ero bambino, ho visto donne che somigliavano a mia madre e quest'ultima è stata sempre nei miei pensieri. Ciò che ora, le ragazze d'oggi, danno per scontato ha richiesto molto sforzo, farebbero bene non dico ad informarsi approfonditamente ma almeno a vedersi un film così per capire che le cose eran ben diverse. La scena di repertorio a Campo dei Fiori a Roma, nel 1972, un attacco violento della celere verso donne disarmate, solo quello basterebbe. Farebbero bene, dicevo, anche perché i diritti non sono mai una cosa scontata, eternamente acquisita, richiedono sempre attenzione, vigilanza. Il modo in cui oggi le donne vengono trattate, da politici volgari e triviali che si vantano di andare a puttane, da una televisione che pensa solo a spogliarle, deve suonare come campanello d'allarme.

in fondo a dx allora giovanissima Emma Bonino
Alina e tutto lo staff di ricerca del film hanno fatto un lavoro formidabile, ne andrebbe fiero il Pasolini di Comizi d'amore del quale questo sembra una naturale estensione. Qui però non si tratta di interviste, ma di fiction, persino di pezzi di animazione, e immagini di repertorio sapientemente assemblate. Realismo e raffinatezza stilistica possono convivere, questo film ne è una prova.

Grazie Alina, grazie di cuore, continua così, a fare cose che senti tue, a produrre film che desideri davvero fare. Questa volta hai trovato fondi in Svizzera per produrlo, in italia non è facile, ma vai anche in capo al mondo, non importa, basta che continui a farli così!

Nota: I Diari delle 3 protagoniste sono tra quelli raccolti dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano, la stessa fondazione grazie alla quale Nanni Moretti ha tratto i famosi Diari della Sacher, nel blog ce n'è diversi recensiti, ed. 2001. E' una fondazione che merita tutta la stima ed il rispetto possibili, quello che stanno facendo per conservare la Memoria del nostro paese è encomiabile!

Concludo coi frame che introducono i titoli di coda, da vedere anche per godersi la bella musica dei Ronin.





4 commenti:

  1. Grazie per questo post, non ho visto il film ma rimedierò quanto prima, mi hai incuriosito...
    Se vuoi dai uno sguardo al mio blog, da poco aperto; si intitola "il primo colore della Notte" e tratta di cinema, fotografia, musica e letteratura. Ogni consiglio è ben accetto. Il link è: http://diego2010l.blogspot.com/.

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  2. Interessantissimo documento. Mi ricordi quest'aneddoto curioso: pensa che l'ho visto un pao d'anni fa in un cineforum organizzato da un gruppo di donne molto attive che hanno trovato sopitalità per la proiezione in un cinema d'oratorio: l'uomo del proiettore era un tantino contrariato ed imbarazzato dalla sala riempita al femminile.
    :-)

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  3. Diego, aggiungi il gadget dei "lettori fissi" sul tuo blog, mi ci troverai presente. :)
    bello, tutti argomenti che m'interessano, io l'hobby della scrittura libera lo sfogo in Fanfare, sei invitato anche lì ovviamente: http://robydickwritings.blogspot.com/

    Saamaya, ammetto d'aver riso parecchio a leggere l'aneddoto! l'idea di vedere questo film in un oratorio poi, non dovrebbe eh!, i tempi cambiano forse, ma è già esilarante di per sé. :D

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  4. Grazie per la risposta ed il consiglio. A presto.

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