giovedì 12 agosto 2010

Aruitemo aruitemo - Still Walking

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2008, Hirokazu Koreeda.

Tre generazioni s'incontrano a casa dei nonni in un'occasione. Questi hanno perso il primo figlio, prediletto del padre, anni prima. La figlia femmina con 2 nipotini sposata ad un venditore di auto, gioviale ma un po' sbruffone, vorrebbe andare a vivere nella loro bellissima casa ma loro non ne sono molto convinti. L'altro figlio maschio ha un rapporto storicamente conflittuale col padre, restauratore d'arte con qualche difficoltà al lavoro, s'è sposato con una donna vedova seppur ancora molto giovane che ha già un figlio e questa sua relazione non è particolarmente apprezzata.

Spaccato familiare, con il classico pranzo luculliano preparato con cura. Nonna brillante, nonno arcigno e severo, fin dai preparativi emergeranno tutte le "pendenze" che ci sono nei rapporti parentali. Ogni storia, da quella divertente a quella drammatica, emergerà commentando un cibo, parlando di altri fatti, raramente in modo diretto. La prematura morte del primogenito sarà la costante che pervaderà il tutto. Dopo una giornata tutto sommato allegra e spensierata la figlia se ne andrà mentre il figlio, con moglie e figliastro, resteranno per la notte e la maggiore intimità permetterà il riaffiorare di ricordi più personali, tra i quali una canzone, "Aruitemo aruitemo", che persino il padre finto-duro non potrà ignorare.

Salite e discese, farfalle premonitrici. La vita è spesso fatta di grande impegno che poi cerca in dettagli o banali segnali dei significati, qualcosa che ti dia un senso e che mantenga un legame col passato. Nei particolari si trova il tutto che nella visione d'insieme sfugge, occorre saperci prestare attenzione, come quando ti fanno capire cosa nel successore si ripete del genitore, non solo per la sua generazione organica ma soprattutto nella trasmissione di pensiero, cultura e educazione.

Film dolce, bello, girato con discrezione la camera ritrae parimenti tutti e indugia sui volti solo quando esprimono più delle parole, altre volte invece spia da pertugi o prende una pausa su particolari ambientali. Le "tipiche" storie familiari non paiono conoscere i confini geopolitici, sono sempre quelle, si tratta di essere capaci di illustrarle , e Kore-eda lo è.

Merita decisamente la visione.

3 commenti:

  1. questo entra nella mia lista invisibili di diritto ;)

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  2. ehi francesco, cosa mi vai a pescare! :)
    bello, sono curioso di sapere cosa ne pensi.
    ciao

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  3. sto ordinandolo dal mio Amazon personale ;) ti dirò... :)

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