lunedì 27 giugno 2011

Peur sur la ville (aka: The Night Caller) - Il poliziotto della brigata criminale

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1975, Henri Verneuil.

Fantastico poliziesco d'azione violenta, “Il Poliziotto della brigata criminale” (Peur sur la Ville)('75) di Henri Verneuil si potrebbe altresì definire la versione francese di “Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo” (Dirty Harry)('71) di Don Siegel. Tant'è che la parte più violenta dell'intero film inizia proprio con un massacro avvenuto al seguito di una rapina in banca a Asnierès, un sobborgo popolare alle porte di Parigi.
Il commissario Letellier (Jean Paul Belmondo in uno dei ruoli simbolo della sua intera carriera) afferra questa occasione per vendicarsi definitivamente del bandito Marcucci (Giovanni Cianfriglia!). Ma la sua attenzione viene attirata e richiesta ugualmente dalle scellerate azioni di “Minos”/Pierre Valdeck (Adalberto Maria Merli, eccezionale in un ruolo indimenticabile tra i suoi non moltissimi ruoli al cinema, quello del criminale psicopatico alla “Scorpio”/Andrew Robinson del capolavoro di Siegel con Clint Eastwood sopra citato), come detto folle killer in crociata personale contro la “liberazione sessuale”. Verneuil dirige magistralmente da quel grande regista di film polizieschi e d'azione quale è sempre stato, mentre Belmondo che come tutti negli anni '70 aveva visto e ammirato il primo film di Clint Eastwood nei panni dell'Ispettore Harry “La Carogna” Callaghan, rifa un personaggio di poliziotto apparentemente molto simile, anche se maggiormente ironico come è nella personalità dell'istrionico Belmondo. Questa è certo la ragion d'essere principale di “Peur sur la ville”, ma non solo perché la seconda e non meno importante fu quella di rinnovare fortemente il poliziesco francese o polàr secondo la definizione d'oltralpe, realizzando un grande film d'azione molto prossimo al poliziesco urbano allora in auge in Italia, ma anche vicino al film poliziesco con grandi sequenze dinamiche d'inseguimento che ebbe in “Bullitt”('68) di Peter Yates il suo capostipite, con però un maggior aspetto politico dell'intero contesto della trama. “Il Poliziotto della brigata criminale” è certo uno dei film “manifesto” della carriera di Bebèl/Belmondo negli anni '70 (tant'è che è stato scelto dallo stesso tra la cinquina dei film che il mese scorso il Festival di Cannes ha proiettato nella retrospettiva a celebrazione del premio alla sua carriera); ruolo in questo film, tra i preferiti dunque della propria magnifica, intera filmografia, personaggio duro più di qualunque duro, fortemente individualista, apertamente entusiasta di poter compiere personalmente scene talmente pericolose “che non avrei mai voluto nessun cascatore le potesse compiere al posto mio” da intervista dell'epoca rilasciata da Belmondo stesso, o come il lungo finale d'inseguimento e d'assalto concluso sospeso ad una corda agganciata ad un elicottero sui grattacieli di Parigi, alla mitica caccia a piedi di Letellier a Minos sui tetti del quartiere de l'Opéra e de Les Galleriès Lafayette, e su tutto, il doppio inseguimento a Minos e Marcucci nella metropolitana, magistralmente tirato e ansiogeno.
“Peur sur la ville” è uno dei polizieschi francesi più affascinanti e riusciti degli anni'70 anche per questo, e perché in parte ancora attaccato ad una certa tradizione d'ambiente parigino, e già cosciente di una certa modernità -come restituiscono allo spettatore le numerose scene ambientate all'interno dell'allora da poco ultimato quartiere de La Défense, uno dei più rappresentativi del neo urbanismo parigino degli anni'70- ai bordi della Senna nel XV° arrondisemènt, magnificato dall'eccellente apporto che la nervosa composizione di Ennio Morricone, tutta in musica dissonante, gli conferisce. Il film è quindi per molti aspetti una fotografia degli anni al debutto della Francia giscardiana, i primi anni in cui nelle sale parigine debuttarono i film di classificazione X, presso le quali un grande pubblico ogni mese più grande e persino “di famiglie” si pressava alle porte, per poter entrare a vedere questi film nei cinema che li proiettavano. E davanti ad uno dei quali, lo psicopatico Minos getterà tra la folla in coda una bomba a mano, ossessionato dai manifesti raffiguranti la stella del film e del porno Pamela Sweet (grande topa interpretata dalla sorella di Stella, Germana Carnacina, la coproduzione del film fu italiana, da qui la presenza di molti attori del nostro cinema, a partire da Lea Massari e lo splendido Adalberto Maria Merli). Questo in particolare, sarà l'episodio che scatenerà la movimentatissima azione della seconda parte del film, spettacolare e prodigioso action thriller tipico di quel tipo di film che ebbero un altissima popolarità e un elevatissimo impatto popolare anche in Francia alla metà degli anni settanta. “Peur sur la ville” in tal senso epitomizza ed estremizza in maniera e modi straordinari il “crime-thriller” o come detto alla francese, il “polar” di quella decade, in cui duri poliziotti perseguivano criminali ancora più duri, e nella quale era pienamente presente una fortissima empatia verso le scene spettacolari realizzate non come oggi con veri stunts, sempre pienamente presenti oltre il plot e le interpretazioni. “Il Poliziotto della brigata criminale” è un film interamente costruito intorno alla figura di star di Belmondo, uno degli attori più popolari della storia del cinema francese, che solo con questo film in Francia attirò nelle sale l'enorme cifra di quattro milioni di spettatori. Ma di tutti gli altri thriller d'azione interpretati da “Bebèl” e successivi a questo, anche di notevolissimi e tra i primi che possano essere sicuramente citati “Lo Sparviero” (L'Alpaguèur)('76) di Philippe Labro, e “Joss il professionista” (Le Professionèl)('81) di Josè Giovanni, di tutti questi dicevo, “Peur sur la ville”è il più angoscioso e denso di un senso di grave minaccia, calibrati magistralmente dalla regia di Henri Verneuil, come detto uno dei registi francesi più variegati e talentuosi della sua generazione (vedasi ad esempio lo stratosferico “Gli Scassinatori” (La Casse)('71) con l'eccellente coppia composta sempre da Belmondo, e da un versatile Omar Sharif, oltre che in supporto dal nostro Renato Salvatori e dal sempre carismatico Robert Hossein, che è stato e rimane uno dei film dai più grandiosi e inventivi inseguimenti automobilistici della storia del cinema), e anche in questo suo film le interpretazioni sono tutte molto buone, anche perché ispirate da una sceneggiatura anch'essa molto buona e dosante alcuni tocchi da black comedy ben accresciuti dalla inquietante e suggestiva partitura di Morricone, da tutti questi elementi sarà quindi facile dedurre come mai questo grande action thriller francese sia così considerato da praticamente tutti uno dei più notevoli classici francesi del genere, per gli anni '70 e per sempre, uno di quei film di genere che assurge alle vette dei più alti meriti artistici, splendido esempio di film “popolare” al meglio della propria definizione, contenente molte delle più famose e più impressionanti in assoluto, acrobazie compiute in prima persona da Belmondo, compresa la più impressionante e sensazionale di tutte la già sopra citata esagerata, bellissima, sequenza di inseguimento a piedi sopra i vagoni di convoglio della metropolitana lanciato ad alta velocità,oltre a uno dei più entusiasmanti inseguimenti automobilistici realizzati nella storia del cinema francese, oltre ancora alla già citata e impressionante caccia a piedi in cima agli altissimi tetti de Le Galleries Lafayette, straordinariamente girata e dal vero, nel pieno centro di Parigi. Nel film è presente in un ruolo di completamento professionalmente svolto, il bravissimo Jean-Francois Balmer, come “Dallas”. Strepitoso come sempre anche l'apporto di grandissimi attori francesi dalla filmografia e dal curriculum professionale da far anche molti attori americani, come il truffautiano quasi per eccellenza Charles “L'Uomo che amava le donne” Denner /L'Isp. Moissac, e Jean Martin/Sabin, che i più ricorderanno per l'interpretazione del Gen-in pratica Massù- dei parà francesi in “La Battaglia di Algeri”('66) di Gillo Pontecorvo, e del cultissimo sceneggiato tv anni '60 e dell'infanzia di molti, “I Compagni di Baal”...

Jean Paul Belmondo realizzò personalmente tutte le sue scene d'azione comprese le più pericolose che avrebbero dovuto essere realizzate solo dagli stunts, e compresa quella in cui corre sopra i vagoni di un convoglio della metropolitana lanciato in velocità anche sopra un ponte della Senna. Mirabile sequenza d'inseguimento in evidente citazione omaggio di quella analoga e celeberrima di “The French Connection” (Il Braccio violento della legge)('71) di William Friedkin, e certamente non inferiore a quest'ultima. Per gli inseguimenti automobilistici Belmondo venne istruito da Remy Julienne, forse il piu grande stunt driver di sempre del cinema europeo, e non solo, molto attivo anche nei film italiani di genere.

Esistono varie differenti edizioni di diversa durata, di questo film. La versione europea è la più lunga rispetto alla versione U.K./Usa (conosciuta come “The Night Caller”), più corta. Però, la versione così intitolata “The Night Caller” contiene alcune scene non presenti nella più lunga versione europea. La versione Usa dura 91 minuti mentre la versione U.K. dura un minuto in meno (questo per effetto del taglio di alcuni momenti di violenza).
Napoleone Wilson

























Vuoi non mettere Morricone?



15 commenti:

  1. bello. e belli in generale tutti i "polar" francesi, un po' come i nostri poliziotteschi. adalberto maria merli era un mio incubo da bambino, di belmondo ero invidioso perché si inchiavardava la laura antonelli.
    e grazie a napoleone per la solita, esaustiva recensione.
    p.s. bella pamela sweet :oP

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  2. belmondo... una delle "facce" che vorrei aver avuto, ahah! ciao harmo, buona giornata :)

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  3. al solito gran bella recensione..il polar è un genere che ho sempre amato,soprattutto Melville che ha realizzaro alcuni veri capolavori..solito account..sono brazzz..ciao

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  4. brazzz, manda una mail di protesta a google, ahah!
    qualcosa del grande che citi ce l'ho: Jean-Pierre Melville

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  5. ma no robi..con l'altro sistema non ci sono problemi a postare,per cui..certo,tu non mi consideri e usi questo metodo per penalizzarmi.eh eh...bè, Melville lo ha sostanzialmete invemtato,il polar,se non sbagli.alcune opere sono assolutamente strepitose...ci si vede presto,carissimo...

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  6. a presto sì caro minatore! :D

    tra le cose sconvolgenti di questo film il fatto che belmondo abbia girato personalmente tutte le scene ad alto rischio, e sono parecchie! napoleone le cita tutte.
    a me piace sottolineare quel momento dell'inseguimento in auto, quando l'autista viene colpito alla testa e belmondo mette il piede a schiacciare l'acceleratore, determinatissimo a proseguire! mi ha ricordato la determinazione di Maurizio Merli/Commissario Betti in Roma violenta quando sbatte via a pedate il parabrezza distrutto senza interrompere la corsa della macchina.

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  7. su questo sono impreparato...

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  8. siamo qua apposta ernest, per istruirci a vicenda :)

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  9. grandissimo film, un capolavoro sia del genere che non, uno di quelli che non ti lascia tirare il fiato. grande recupero ;)

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  10. pensa che l'ho cercato giusto 2 giorni fa... con scarsi risultati! ora la mia curiosità è aumentata ancora di più. grande roby!

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  11. Napoleone ha colpito ancora.Bellissimo.Film da studiare nelle scuole.Il titolo originale rimanda incredibilmente ad un nostro poliziesco dell'anno dopo "Paura in città" di Giuseppe Rosati con Merli, Raymond Pellegrin e Silvia Dionisio.Godibile ma incomparabile.Un grande saluto a tutti e due!Ciao Robydick!

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  12. einzige, grazie a nome di napoleone.

    ciao frank! grande napoleone eh... ;-)
    guarda che a cavallo del mulo si trova facilmente

    belu', il titolo di rosati è (furbescamente mi vien da dire) identico, ahah! un salutone e... a domani!

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  13. In Italia ci furono forti critiche da sinistra, con la solita solfa del film incensatore di una polizia brutale ...

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  14. eh adriano, era quasi un rito mi sa attaccare questi film, anche senza vederli probabilmente...

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