sabato 18 settembre 2010

Continental Divide - Chiamami Aquila

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1981, Michael Apted.

Per una volta il titolo italiano, pur non centrando nulla con quello originale, è bello ed indovinato, ha aiutato certamente alla sua fama in Italia tra i meno giovani, oggi non so quanti lo conoscono. Continental Divide individua un'area geografica degli Stati Uniti senza rendere il motivo principale della visione, trovo sia un titolo meno appassionante.

Per carità, non parliamo di un capolavoro, è una bella commedia di avventura in bassa frequenza, un po' impegnata, un po' ambientalista e molto romantica, film facile per tutti. La storia di un nevrotico giornalista d'inchiesta di Chicago, accanito nel denunciare la corruzione nella sua città, che viene inviato, per evitargli conseguenze, ad intervistare una ricercatrice sulle Montagne Rocciose che si occupa da anni di studiare l'Aquila Calva (è il simbolo degli Stati Uniti, n.b.), che tutti conoscono per quei filmati spettacolari che compaiono anche in tv quando la ritraggono mentre cattura i pesci a pelo d'acqua. Il resto della trama segue di conseguenza: il cittadino che deve adeguarsi alla vita isolata in montagna, lei piuttosto burbera ma poi s'addolcisce, s'innamoreranno, ecc... .

Sulla trama quindi non ci sono particolari invenzioni, però, anche se non è certo da cineteca, questo film ha aspetti che si fanno apprezzare.
Anzitutto il bravissimo John Belushi in un ruolo "normale" (fu il suo penultimo film), sempre brillante e con battute divertenti, per una volta non demenziali o grottesche, che si dimostra attore a tutto tondo e se fosse vissuto più a lungo probabilmente avrebbe spaziato su più generi cinematografici, il talento non gli mancava di certo.
Ci sono poi scene di natura, in particolare quelle che riprendono le aquile ma anche altre, girate con orsi e puma, di non poca difficoltà realizzativa. I paesaggi che si vedono sono straordinari, se mai dovessi visitare quel paese è uno dei luoghi dove non posso non andare, le città m'attirano poco. Si sono spesi molti soldi a quanto ho letto (quelli di Steven Spielberg produttore esecutivo), non completamente ripagati dai botteghini, non fu un grande successo.

Ho rivisto questo film coi miei figli che lo hanno apprezzato e si sono divertiti, qualche sbadiglio comprensibile su bacini e bacetti nel finale non glie lo posso biasimare. Io da ragazzo l'ho amato molto, per me Belushi è "Chiamami Aquila", poi ho un debole fin da bambino per la smisurata bellezza di questo rapace, spesso mi sono sognato nella tenda con il binocolo ad ammirarlo in qualche luogo come fanno i protagonisti.

Insomma il mio rapporto con questo film è affettivo prima che cinefilo, per motivi già detti, e non poteva assolutamente mancare nel mio piccolo blog. In ogni caso lo consiglio tranquillamente per un paio d'ore allegre e disimpegnate, adatte a tutta la famiglia.

8 commenti:

  1. un film che mi ha troppo divertito questo! poi belushi... beh io lo ammiro tantissimo! e dire che sono anche riuscito a recuperare un cartellone originale da cinema dei blues brothers, con macchia di caffè/coca cola connessa :P

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  2. la macchia è garanzia di originalità! :)

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  3. bè,il film era carino..poi joyhn era john..voglio dire,culto puro..dal saturday night live a national lampoon,ai blus bros..l'ho semnpre adorato

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  4. ciao brazzz. non è proprio da minatore questo film, è che ogni tanto scavo nelle memorie...

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  5. Veni, vidi, vici! Ma con tutto il rispetto per il grande Belushi dei "Blues brothers" e di "Animal House", qui la regina é proprio l'aquila americana!

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  6. è un animale meraviglioso, veramente

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  7. ..Molto bello, è il primo film, purtroppo anche l'ultimo, insieme al succedaneo -e bellissimo- "I Vicini di casa"(Neighbours)('81) del bravissimo John G. Avildsen, in cui affiora fortemente la vena malinconica di Belushi in piena sintonia con le note della sua recitazione, in questo film più misurata e sensibile che mai...Che grande attore serio se non drammatico, si sarebbe poi naturalmente potuto "rivelare"...Quali altri ruoli e quali apporti indimenticabili in chissà quali strepitosi film, avrebbe potuto darci."Continental Divide(Chiamami aquila,sì,è molto più bello però il titolo originale)" è un film che ho sempre amato tanto, proprio per la sua malinconia implicita e necessaria, che adorna sempre, le cose veramente belle, come scriveva Balzàc a riguardo dei suoi "Happy Few", un pò come un'altra bellissima commedia degli anni '80, "Un Biglietto in due" (Planes, trains and Automobiles) ('87)con i grandissimi Steve Martin e John Candy,di John Hughes, loro due compianti prematuramente...E com'era bella in questo film, come nel contemporaneo ma diversissimo ruolo in "Stati d'allucinazione" (Altered States) ('81) di Ken Russell, Blair Brown...Meritava ben maggior notorietà e fortuna...,che bella rossa naturale e di una bellezza non banale e stereotipata, ma penetrante, e "intellettuale"..

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  8. bravo Wilson, Blair Brown meritava citazione, sono stato ingeneroso nella rece.
    mi fa piacere che la pensi come me su Belushi, un po' prigioniero nel ruolo di macchietta, gli è mancato solo il tempo per fare altro.
    Vicini di Casa è un altro vecchio amore, l'ho iniziato qualche giorno fa sempre in compagnia dei bambini, solo che me l'han fatto interrompere, a loro non piaceva :) ... appena lo termino recensisco anche quello, altro cult per me.

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