venerdì 10 settembre 2010

Du Saram-yida - Voices

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2007, Oh Ki-hwan.

A scuola è arrivato un ragazzo nuovo e una voce che circola dice che ha ucciso il padre ma la nostra protagonista è la sola a non voler dar retta alla diceria. Lo vedrà però proprio vicino al cornicione dal quale una sua zia, proprio il giorno delle nozze, è stata lanciata per essere uccisa. La zia sopravviverà alla caduta ma non al ricovero in ospedale dove sarà massacrata di coltellate da un'altra parente, una donna come colta da trance, proprio davanti agli occhi della ragazza impotente ad intervenire.

La ragazza, chiamiamola Vittima, verrà messa a conoscenza che sulla sua famiglia pende una specie di maledizione e basta poco a capire che lei è la prossima predestinata. Il ragazzo misterioso, chiamiamolo Demone, la informa che deve diffidare di chiunque, persino di sé stessa.

Originale horror-thriller dove la sola costante è Vittima (e pure Demone in verità). Le persone dinanzi a lei, parenti, genitori, amici, chiunque, senza preavviso, si trasformano in killer terribili e, cosa che stupisce, vendicativi nel senso che ognuno di loro ha un movente tangibile e riscontrabile durante il decorso degli eventi per ucciderla. Dura in totale circa 85min dei quali almeno 45 è come se fossero un finale continuo, non finisci mai di chiederti cosa potrà accadere. Anche se il Demone ha parlato chiaro, il finale sarà stupefacente.

Film imperdibile, girato poi a gran ritmo, movimenti macchina dei più vari, da carrellate stile "montagne russe" a steadycam frenetiche, nella miglior tradizione dei più bei coreani di categoria. Gustosissime, per chi le apprezza, le scene di violenza e splatter, molto ben fatte per quanto l'attenzione rimanga focalizzata sul terrore e l'angoscia di Vittima.

Nonostante la storia drammatica e pure sanguinaria (molto sanguinaria!), m'ha fatto sorridere non poco l'espediente Vittima, nel senso che capita a persone che in realtà sono appunto vittime di qualcosa di venire additate poi da altre come causa dei loro mali o sfortune, applicando relazioni di causa-effetto che definire azzardate è un eufemismo. Non è poi così raro come fenomeno e non è semplicemente il concetto del "capro espiatorio", qua siamo di fronte ad un meccanismo ancora più perverso, si focalizza su una persona la causa dei problemi e delle disgrazie, si viaggia su binari le cui rotaie sono la stupidità e la superstizione.
Inventarci su un film del genere l'ho trovato geniale.


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