lunedì 27 settembre 2010

Palombella rossa

21
1989, Nanni Moretti.

Michele Apicella perde la memoria a causa di un incidente d'auto e la riacquista lentamente, durante un'interminabile incontro di pallanuoto dove si ritroverà come giocatore senza nemmeno sapere perché.

La memoria tornerà stimolata da avvenimenti e da gente che lo conosce, che incontrerà in piscina dove si svolge quasi interamente il film: amici di gioventù, militanti del partito comunista di cui si scoprirà essere dirigente, una giornalista che lo intervista, la figlia che lo ha seguito alla partita.

Film interamente e squisitamente politico, d'analisi e critica, non che i film precedenti non avessero contenuti del genere, da Moretti è inevitabile, ma qua è proprio il solo fine, e poco spazio è lasciato all'autobiografia che pure Apicella in parte ha rappresentato per il regista, giusto qualche concessione alla sua proverbiale passione per i dolci. Tutto è metafora fin esplicita della situazione della sinistra italiana, in un anno che è passato alla storia per la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989). Il film per ovvie ragioni penso sia stato prodotto prima di prevedere un avvenimento storico del genere, anche se, me lo ricordo bene, il disfacimento del blocco d'influenza sovietico era in corso da tempo e il muro fu solo una conseguenza.

Partito che non ha memoria e perde identità proprio dimenticando gli ideali originali dei giovani che ora ne occupano in parte ruoli attivi. "Siamo uguali agli altri ma anche diversi" lo ripete spesso Apicella, frase ambigua, anticipa la ricerca dei voti di centro da parte di una sinistra confusa. Visto oggi se ne comprende quanto abbia visto avanti Moretti, tante osservazioni ora scontate e comunemente accettate ai tempi non lo erano. Siamo comunisti o cosa? Troppo divertente l'approccio del fervente cattolico che insiste col dire che Apicella è come lui mentre quest'ultimo finirà per cacciarlo malamente. Ricerca di un'ideologia e di un leader di riferimento, ad un certo momento tutti, la sua squadra, quella avversaria, il cattolico, persino l'arbitro presenteranno un proprio personaggio-guru piuttosto improbabile, atto a dare imprimatur alle scelte prese. Da schiantare, e sempre in metafora, la trasmissione in tv del Dottor Zivago al bar della piscina, quando durante diverse scene madre, in particolare sul finale del film, Apicella e pure il pubblico cercano d'influire sulla trama urlando agli attori cosa fare ed ovviamente non accadrà nulla di quanto desiderato, producendo una delusione che era scontata e non per questo meno scottante.
Una vera e propria gag l'intervista con la giornalista sportiva che lo riempie di terminologia e frasi "alla moda", che mandano in bestia Apicella, che non sopporta l'omologazione derivante dal linguaggio, e più avanti insisterà ancora sul fatto che occorre usare le parole giuste, perché da esse derivano giusti pensieri e giuste azioni. Significativo, la penso esattamente così.
Finale amaro, il sorgere di un nuovo sole può essere solo frutto d'immaginazione...

Bellissimo, per contenuti e sostanza più adatto alla mia sezione Cult che a quella dell'Olimpo. Deve aver fatto riflettere, e rosicare, moltissimo i leader della sinistra italiana, ma nemmeno più di tanto visto che sono ancora tutti lì, sempre gli stessi da decenni, tappo eterno di cemento armato per i giovani che potrebbero emergere.

Ancora splendide le musiche di Piovani, sodalizio che prosegue dal precedente "La messa è finita". Primo film con Silvio Orlando ora attore-icona di Moretti. Partecipazione di una giovanissima Asia Argento nei panni della figlia di Apicella. Solita parte, e come sempre ben svolta, per il padre di Nanni, Luigi Moretti.

Un'ultima curiosità: apprezzabili le doti fisico-sportive di Nanni Moretti. Le avevo già notate in Bianca, dove si esibisce in alcuni esercizi ginnici non indifferenti. Qua sono invece quelle natatorie le qualità che stupiscono, ma se poi se ne legge un minimo di biografia tutto si spiega: da giovane è stato un pallanuotista di pregio, giocatore della S.S. Lazio Nuoto è stato campione italiano juniores e ha giocato nella squadra giovanile nazionale.

il cattolico che insiste nell'approcciarlo e lui lo respingerà fino a buttarlo in terra
uno dei momenti più significativi ma anche esilaranti, con la giornalista che lo riempie di parole e frasi fatte, gergali e/o straniere, e lui s'incazza, urla: MA COME PARLA? CHE DICE? LE PAROLE SONO IMPORTANTI!!

Quest'ultima scena è talmente nota che sono nate delle parodie, come quella qui sotto, dedicata ad una Grande Diva del momento.


21 commenti:

  1. Marca Budavari, marca Budavari, Budavaaariiii.
    Bel post e superbo film di Moretti, qui anche con capacità profetiche.

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  2. direi uno dei migliori moretti..

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  3. Grande Nanni, prendiamola tutti a schiaffoni la stupida fecciolina che oltraggia le Parole!!
    Ma ve lo immaginate un calciatore intelligente (contraddizione in termini, lo so...) che deve rispondere alle idiozie che gli starnazza addosso un'oca d'amico qualsiasi?

    p.s. per colpa tua adesso so "come parla" quella stupida troiella insulsa, fino adesso ero riuscito a salvarmi!! Mamma mia, ma come cazzo parla? Una che parla così riuscirei a incularmela solo se prima si lasciasse imbavagliare, ma il deficiente del consiglio è conciato così male?

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  4. Grande film...è Moretti ai massimi livelli...

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  5. grazie Harmonica, vero, Moretti profetico, e aggiungo "purtroppo", ma qua siamo nel campo dei gusti personali :)

    brazzz, stai scavando troppo a fondo nella musica ultimamente, troppo difficile per me ;-)

    ciao Flavio, anche te ultimamente pubblichi cose d'un livello per me inarrivabile, ma ti seguo eh!

    Zio, sono davvero spiacente, ero in dubbio se ospitare o meno un personaggio di tal schiatta nel blog, ma sai, mi sembrava un eccellente esempio anche se orribile e cattivo, un po' come le scritte sui pacchetti di sigarette.
    il deficiente che citi, da "sconsigliare" appena possibile, dubito puntasse a serate di gran dialogo con quella, ahah!

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  6. Troppo forse italiano per poter essere compreso in maniera completa anche all'estero, ma la Palma d'oro a Cannes la meritava per questo invece che per La stanza del figlio.
    Sarebbe bello poi aprire un dibattito sulle interpretazioni di alcune metafore ma per blog non si può e sarebbe troppo complicato

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  7. non male l'idea del dibattito! :)

    probabilmente con "La stanza del figlio" ha ricevuto una specie di premio alla carriera. anche se a me quel film non è spiaciuto proprio per niente, devo dire che Palombella, Bianca e La messa è finita sono la sua terna d'eccellenza.

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  8. hai ragione Dick! Che strano l'ultimo cinema italiano dei giorni nostri che riceve premi quando… mah! questo per tanti motivi è uno dei miei preferiti! Già è combinata così, un pugno dritto nell'opera maldestra del chirurgo e via… fuori dalle … per sempre! :)

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  9. cara petrolio, ma hai visto anche te come s'è combinata? a 19anni la chirurgia estetica invecchia, per definizione, mi pare talmente ovvio... grande Moretti ad ogni modo, lo dico così, tanto per dire :D

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  10. Parole giuste, pensieri giusti, azioni giuste ... non é sempre facile, ma occorre provarci.

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  11. bravo Adriano, hai sottolineato una frase importante a livello umano, mi fa piacere sottolinearlo.

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  12. è qui che guardano dottor Zivago alla tv? Uno dei miei preferiti di Nanni.

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  13. sì è in questo Glo, ne parlo nella rece, una metafora importante ;-)

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  14. è vero... non l'avevo ancora letta tutta! Ottima recensione davvero.

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  15. cara Glo, ho già detto a Paolo amico comune che prossima serata dalle vostre parti avrei piacere d'incontrarti ancora, così mi consigli un altro po' di film. ti faccio sapere :)

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  16. sìììììììì che bello, supervolentieri!

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  17. sono controcorrente. trovo moretti palloso anche se è ormai uno dei pochi autori di un certo spessore del cinema italiano. salvo il film per e ti vengo a cercare
    stay connected

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  18. non ho capito "salvo il film per..." O_O
    ma non sei l'unico a trovarlo così, unwise la pensa come te se non peggio :)

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  19. moretti è un bravo regista, non lo sopporto come attore almeno fino a palombella incluso. certe sue trovate sono molto buone ma giusto come sketch televisivi.tenere per tutto un film è già più difficile. in palombella ci sono molti ottimi spunti ma io ricordo il film per la canzone di battiato.
    bello l'episodio isole dal diario e bravo anche come attore nella stanza. mi sono piaciuti molto gli ultimi minuti del caimano.
    ma il discorso sarebbe lungo.

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