lunedì 6 settembre 2010

The Legend Is Born: Ip Man (aka Young Ip Man)

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2010, Herman Yau.

Non cercatelo in italia, per ora è uscito solo ad Hong Kong e Singapore secondo imdb, quindi se volete vederlo "andate là" e cercatelo coi sottotitoli almeno in inglese.

Ultimo capitolo della Trilogia di Ip Man. Dopo il primo (indubbiamente il più bello) che narra del periodo che lo ha consacrato eroe in Cina durante la seconda guerra, ed il secondo (molto meno riuscito, ma per certi aspetti apprezzabile) che parla dell'ultima parte della vita di Ip Man dopo la guerra, ad Hong Kong, questo terzo capitolo ci porta alle origini, a partire dal 1906 quando Man adolescente, accompagnato dal padre e dal fratello maggiore Tin-chi, entra nella scuola di Wing Chun (il particolare Kung Fu della regione del Foshan) del maestro Wing Chun, il quale morirà presto ma non prima d'aver lasciato disposizione su Ip Man del quale aveva riconosciuto il gran talento.

In breve le tappe biografiche essenziali scandite dal film:
- 1906 inizio scuola arti marziali dove va a vivere;
- 1915 college ad Hong Kong dove impara l'inglese (siamo in piena fase coloniale) e conosce il grande maestro Leung Bik, un innovatore del Wing Chun, che lo allenerà;
- 1919 torna nel Foshan, si fidanza;
- 1920 rimane coinvolto pur innocente nell'omicidio del presidente della scuola di arti marziali, poi scagionato;
- 1929 sposato, padre del primo figlio, maestro nella scuola dove aveva iniziato
Ho omesso un po' di cose fondamentali, per non rovinare la visione.

Cambia il regista, non c'è più Wilson Yip dei primi 2 episodi, non so perché ma diciamo pure che me ne importa poco. Gli attori sono ancora quelli con ruoli diversi, ora interpretato dal bravissimo Dennis To (molto somigliante al protagonista dei primi 2 film, Donnie Yen) nella parte di Man giovane-adulto. Cambia un po' lo stile dei combattimenti, qualche volta un po' immaginifici a strizzar l'occhio al wuxia, ma molto poco, per buona parte mantengono ancora un forte realismo merito di cast "marziale" di prim'ordine. Cambia anche la tipologia del film, dal primo storico-biografico al secondo con l'eroismo american-style, evidentemente qualche critica del secondo film dev'essere giunta al produttore che per non sbagliare è tornato al film di genere abbastanza "classico", diciamo così. Regia veloce e fotografia d'effetto, molti i combattimenti (e questo a noi che ci piacciono non dispiace affatto!), stile da film d'azione con tanto di salvataggio finale come da rodato copione.

Non so quanto sia reale la storia e la biografia che emergono dal film, certamente le date e le tappe essenziali sono quelle, poi quanto salta fuori in generale, sui giapponesi (era in corso un'invasione economica, come la definiscono nel film) e sul fratello/fratellastro di Man, andrebbe approfondito. Certamente d'invenzione una serie di piccoli episodi meno significativi.

Dal punto di vista biografico non porta nulla, per questo aspetto il primo film resta il must. Niente male, anzi più che godibile, come film d'arti marziali, di azione e spettacolo in genere, e questo lo rende decisamente migliore del secondo.

4 commenti:

  1. ognuno ha i suoi limiti e i suoi pre (o post?) giudizi, e io ammetto i miei: qui basta la locandina per farmi scappare molto lontano... :D

    Però ottimo lavoro, il tuo, come sempre: ti stai mettendo in testa di scalzare qualche Porro o qualche Mereghetti?

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  2. eh Zio, lo so che non è il tuo genere
    grazie per i complimenti, fanno bene alla salute mentale, ma penso sarò un amatoriale ad vitam :)

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  3. ma nei primi due il protagonista non era Donnie Yen? o faccio casino io?
    mi sa che per questo devo passare, almeno fino a quando non escono i sottotitoli in italiano

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  4. puoi evitare di passare, quello che ti serve ora si trova ;-)

    grazie mille per l'osservazione, avevo preso una cantonata! recensione infatti corretta.

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