domenica 5 settembre 2010

La maschera del demonio

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1960, Mario Bava.

Esordio nell'horror del grande maestro italiano del genere, universalmente riconosciuto tale, negli Stati Uniti ed in Francia già dall'uscita di questo film.
Esordio anche nel mio blog, nel quale ho deciso di dedicare a questo grandissimo regista una rassegna pressoché completa, quasi tutti i suoi film come regista saranno recensiti.

Una strega uccisa per satanismo nel 17° sec. ed il suo compagno, uccisi con la terribile tortura della maschera del demonio, una maschera chiodata che veniva piantata sul viso, risorgono dopo 2 secoli per compiere la loro vendetta, frutto di una maledizione lanciata prima di indossare la maschera.

Non posso non citare cose lette qua e là su un'opera che a suo tempo dettò legge. In Italia e nel resto d'Europa, Inghilterra a parte, fu il primo vero horror Gotico: atmosfere cupe, buie e tenebrose, castelli e sepolcri. Un bianco e nero estremamente funebre che ricorda alcuni film muti ma molto più esasperato. Prime scene esplicite di violenza: il marchio a fuoco sulla strega ad inizio film, la carne che brucia in primo piano.

Tornando al "gusto della visione", che è motivo primo del mio vedere film e di questo blog, devo dire che pure a 50anni di distanza è un opera che non lascia certo indifferenti, ovviamente occorre calarsi nel periodo ed anche nei pochissimi mezzi a disposizione del regista, Bava è passato alla storia anche per essere uno capace con pochissimi soldi di fare cose egregie.

Questo tipo di horror è stato molto beffeggiato, certe volte egregiamente (penso a Frankenstein Jr, ad es.) e nonostante ciò mi ha colpito. I "classici" espedienti fanno sorridere se li si guarda con distacco, ma se ci si fa coinvolgere hanno altro effetto: porte cigolanti o che si bloccano al momento opportuno, ululati o altri suoni infernali, vento, occhi spalancati, tombe che si scoperchiano, il raggio di luce che taglia una scena buia, non manca nulla.

Film straordinario per i tempi, godibilissimo ancora oggi, pezzo di Storia.
Ne consiglio la visione, meglio se in ore notturne, quando il silenzio regna sovrano.

primo piano di Barbara Steele che s'impose, dopo questo film, come grande attrice horror


6 commenti:

  1. Non posso che concordare con quanto hai scritto. E vale per le altre tue "recensioni". I miei apprezzamenti per la fatica che ci sarà dietro a questi tuoi post.

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  2. grazie Adriano, molto gentile.

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  3. Mario Bava, uno dei registi preferiti da Quentin Tarantino! Non credo di riuscire a guardarlo però... sono una super FIFONA!

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  4. ciao Glo! un saluto anzitutto :)
    pensa che fino a poco più di un anno fa era un genere che aborrivo, poi invece... l'horror è Cinema troppo emozionante

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  5. Il cinema d'exploitation è sempre gustosissimo, chi lo apprezza si allontana dal facile snobismo intellettuale per addentrarsi in un Cinema più sentito, più inconsueto e sicuramente più sapido. Ab assuetis no fit passio.
    Ed è sempre un grande piacere vedere la materia prima delle parodie horror (ma parodie di qualità, come Frankestein Jr.) quando era ancora qualcosa da prendere "sul serio"

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  6. grazie del bel commento Rumplestils, che condivido citazione latina compresa, anche a nome di questa Meraviglia di Bava

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