mercoledì 4 luglio 2012

Die Welle - L'Onda

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2008, Dennis Gansel.

Può, un professore di mentalità anarchica insegnare, in un liceo tedesco durante la settimana a tema dedicata a studio extra-programma, il significato della parola Autocrazia? E' come chiedere a un vegano crudista la ricetta del bollito misto alla piemontese, ma solo in apparenza...

Reiner Wenger (ottimo Jürgen Vogel) parte con una lezione frontale dialogica: chiede ai ragazzi se conoscono il termine oggetto di studio. Appena glielo spiega immediato il pensiero di tutti va a nazismo e fascismo. - Sono ancora possibili? - chiede loro Reiner, e tutti pensano di no, che regimi simili ormai non potranno più comparire, ma ecco che arriva il colpo di genio, la provocazione, l'idea di fare un Esperimento. Reiner chiede a tutti se vogliono provare a ricreare le condizioni che hanno permesso l'avvento delle autocrazie. Stupore, poi si accetta, si comincia. Prima cosa occorre nominare un capo, condizione essenziale, e sarà Reiner per inevitabile acclamazione. Inizialmente si penderà dal suo ingegno e si comincerà con iniziative volte ad appianare le individualità, a creare spirito di corpo, come disporre i banchi in un certo modo, curare la postura al banco, seguire un preciso protocollo per modalità d'intervento nei dibattiti e nel prendere decisioni. Siamo solo al primo giorno.

Sembra un gioco, ma Reiner è sempre serio e presto lo saranno tutti. Non occorre più guidare, basta indirizzare con delle domande e i ragazzi sono propositivi ed entusiasti. Si sceglie un nome per il gruppo e verrà votato "L'Onda", con una modalità di apparente democrazia. Si decide che la camicia bianca e i jeans saranno la loro divisa, viene ideato un logo, persino un saluto col braccio destro. Entusiasmante per quasi tutti, la voce corre fuori dall'aula, la preside è entusiasta, altri ragazzi chiedono di unirsi alla classe. Un crescendo incontenibile. Talmente incontenibile che uscirà dall'ambito scolastico e L'Onda diventerà un gruppo anche fuori dalla scuola molto coeso e solidale, via via sempre più settario ed estremista: o sei con loro o sei contro. Reiner perderà il controllo della situazione, quando se ne renderà conto sarà troppo tardi ma meglio forse sarebbe dire che diventerà parte de L'Onda.

Come per il magnifico "Das Experiment" (2001, Oliver Hirschbiegel), ancora una volta è un film tedesco, con tutta la sua storia di nazione a fare da presenza ingombrante, a valorizzare al massimo un libro americano che narra fatti realmente accaduti sempre negli Stati Uniti. I fatti sono del 1967, noti come "La Terza Onda": "La Terza Onda (The Third Wave) è stato un esperimento per dimostrare l'attrattiva del fascismo tenuto dal professore di storia Ron Jones agli studenti del secondo anno della Cubberley High School (Palo Alto, California) alla sua classe di Storia Contemporanea come parte dello studio della Germania nazista nella prima settimana di aprile del 1967." Negli U.S.A. uscì solo un film-tv nel 1981, che non conosco. Qua siamo di fronte ad un prodotto di qualità ottima sotto ogni aspetto, questo è certo, talmente ben girato che può essere apprezzato anche come semplice film che parla dei giovani, tra l'altro con un'ottima colonna sonora curata dal dj/arrangiatore Heiko Maile che mette insieme i generi ascoltati da questi ragazzi. Finale di durezza senza compromessi, che va ben oltre i fatti reali senza stonare e lascia un segno indelebile nella memoria (anche se, come sia realmente finita a Palo Alto, non si sa ma si sa che già al quarto giorno l'esperimento fu interrotto...).

Film da vedere e rivedere, con una forma efficace propone innumerevoli temi che si possono, volendo, affrontare separatamente ma costituiscono un unicuum. Propongo qualche riflessione che m'ha ispirato, considerate comunque l'elenco affatto esaustivo.
Comincerei dal rapporto insegnante-allievo, base fondamentale dell'esperimento. Reiner è stimato dai ragazzi, è moderno e giovanile nei modi, si danno del tu. Facilmente si farà seguire nell'esperimento. Non percepisce subito quanto possa diventare per loro una guida, in un certo senso, morale-spirituale poi lo capisce allora di fronte alla scelta interrompere/andare a fondo sceglie di proseguire, con la scusa di portare a termine il lavoro, con il reale motivo di appagare sé stesso. A parte lui, quanto è corretto che tra insegnante e allievo ci sia un rapporto così, diciamo, amichevole? Tra gli estremi dell'Autoritarismo e della Indisciplina c'è la Autorevolezza che è una caratteristica che si possiede senza enunciarla, se solo pensi di averla allora significa che sei un autoritario, se osanni qualcuno per la sua autorevolezza rischi di trasformarlo in autoritario, proprio il tipo di persona che Reiner diventerà, anzi, dimostrerà di essere una volta venutesi a creare le condizioni perché questa sua caratteristica emerga.
Allora, ripristiniamo o no il grembiule a scuola? - E' un argomento che ogni tanto riemerge. La faccenda della divisa nel film è emblematica e lì ci si scontra anche con sé stessi. La divisa si dice appunto Uniforme, parola non casuale. Appiana differenze sociali (bello!), crea gruppo e rende riconoscibili (be', bello un po' sì e tanto no), elimina espressioni individuali di gusto e personalità già nel come ci si propone (orribile!). La divisa è una livella, fonte di pregiudizio: se la indossi, indipendentemente dalle tue qualità, "ti conosco". Ti conosco anche se non la indossi ovviamente. Bianca, nera, verde, rossa, militare e non, a fini umanitari e non, non parliamo di quelle religiose, è sempre la stessa cosa. Cinico? No, realista, ne ho viste troppe ormai.
In tutta la classe solo due ragazze sapranno, con coraggio, rifiutare L'Onda. La c.d. massa no, e sono tanti, troppi da affrontare. Facile pensare che le menti di adolescenti siano più plagiabili, non lo si nega, ma chi può affermare con certezza che quelle degli adulti non lo siano altrettanto, magari ricorrendo a sistemi più raffinati? La Storia insegna questo. Quando si parla della parola "propaganda" chi non pensa a Joseph Goebbels? Chiudo il punto risparmiando parole consigliando un film a riguardo: "Essi vivono" (1988, John Carpenter).
Il gruppo, chiamiamolo anche branco, aiuta i mediocri. Addirittura sono tra i più adatti ad emergere. Diligenti, obbedienti, inadeguati in altri contesti qua diventano degli ottimi "soldati". I più dotati se ne servono ma ne perdono facilmente il controllo. I mediocri alzano la posta, trasformano le regole in dogmi, instaurano una sorta di ortodossia, dedicano tutto il loro tempo alla causa perché null'altro procura loro ragion d'essere, e non basta più essere dotati per controllarli, occorre esercitare su di loro qualche forma di potere, altrimenti la loro ascesa diventa incontenibile. Più sono mediocri, più s'abbeverano del piacere di aver trovato una strada che possono percorrere con fierezza. I branchi sono serragli dove emergono dotati opportunisti e mediocri arrivisti, ascese possibili per altri tipi di figure non ce n'è.

"La vita è come un gioco", frase fatta d'uso corrente. L'esperimento comincia come un gioco, è divertente, poi cresce, si profilano ruoli e il gioco si fa serio, serissimo. Chi è stato capace di starne fuori ha pagato e paga un caro prezzo, l'isolamento, ma è libero. Libero di fare cosa? Di combattere il gioco. E quando il gioco finisce che fai, ne inventi uno te di nuovo o cerchi all'infinito altri giochi da combattere? Nasciamo liberi, poi cominciamo a giocare, col gioco impariamo, poi si cresce, il gioco si fa serio, comincia a delinearsi un nostro ruolo, si diventa adulti e da qualche parte bisogna giocare. Un po' per volontà e qualità, tanto per fatalità, si assume una posizione nel gioco e il gioco ci coinvolge nostro malgrado. Maggiore è il nostro ruolo, la predominanza nel gioco, più difficile aver coscienza di far parte del Gioco diventandone quindi schiavi, ma questo è un problema individuale, tutto il meccanismo procede e continua a funzionare. Si avverte una sorta di inerzia, il titolo del film e dell'esperimento è appropriato, le grandi onde come gli tsunami sono quanto di più potente e inarrestabile possa capitare di affrontare. L'Onda ti travolge, è questo che procura gioia immensa ai surfisti, cavalcare quelle forze dell'acqua deve procurare un piacere ben al di là del semplice ardimento sportivo. Eppure, anche i surfisti, sono "onda-dipendenti", anche la loro è un'illusione. E' un gioco cavalcare l'onda, è un gioco farsi travolgere da essa, è un gioco combatterla o evitarla, sono tutti giochi, ognuno di essi prevede una divisa, una gestualità, decisioni appropriate. Senza determinismo né fatalismo, penso sia sempre sbagliato pensare di "Essere fuori dai giochi". Non possiamo mai tirarci fuori. Scegliamo se possibile i meno-peggio ché quelli perfetti non esistono, e soprattutto impariamo a conoscerli questi giochi per non esserne completamente succubi ed esercitare al meglio la nostra possibile influenza. Lo studio e la conoscenza aiutano, il bel cinema pure. Facciamo attenzione alla nostra mente: il momento in cui siamo convinti di dominare appieno il gioco corrisponde al momento in cui è il gioco a dominarci e possiamo diventare un problema per non dire un pericolo, per noi e per chi ci circonda.

Olimpo per me, per il coraggio e la capacità di affrontare un tema del genere in un periodo del genere. Già nel 2008, ma ancora più oggi mentre scrivo agevolato dalla crisi, c'è un risorgere di movimenti neo-fascisti e neo-nazisti che nessun paese deve trascurare, Italia e Germania in primis visti i precedenti. Basta leggere i giornali. Sappiamo tutti del movimento greco xenofobo in occasione delle recenti elezioni, delle bandiere che sventolavano domenica scorsa a Roma in occasione della partita Spagna-Italia vista davanti al maxi-schermo, e di tanti altri episodi. Di oggi una notizia particolarmente inquitante: "I servizi segreti tedeschi aiutavano i neonazisti".
Robydick


























6 commenti:

  1. grande film, da proiettare nelle scuole!

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  2. ciao Marco, d'accordo con te. sto cercando di convincere i miei figli a vederlo, solo che loro sono prevenuti, pensano che io guardo solo film pesanti, ahah! ma insisto...

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  3. si condivido e sono d'accordo per l'olimpo, se lo merita tutto, gran bel film :)

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  4. mi riprometto sempre di vederlo e poi mi dimentico ora lo metto in agenda! :)

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  5. Ernest, lo amerai questo film...

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