sabato 21 luglio 2012

Carnage

7
2011, Roman Polanski.

E’ uno dei film che possiamo considerare cattivo, tratto da "Il Dio della carneficina" di Iazmina Reza, che in apparenza dovrebbe riportare agli antichi fasti il Polanski cattivo degli esordi, non è di certo un capolavoro, rispetto ai suoi precedenti film, certamente non aggiunge nulla di nuovo.

La forza di Carnage sta nel cast, in cui troviamo attori come Jodie Foster, John C Reilly e Kate Winslet e Christoph Waltz, tutto comincia quando il figlio della seconda coppia da una mazzata in bocca al figlio della prima coppia, da qui cominciano i problemi, gli adulti si incontrano per appianare il problema e riuscire a risolvere la cosa in modo civile possibile, ma le cose peggioreranno, quando usciranno fuori i rispettivi problemi e le loro frustrazioni.

Incapaci di tenere il controllo, il film mette in scena con spietata lucidità, quanto siano intelligenti i bambini, e quanto siano superficiali gli adulti, che sbraitano, e urlano peggio dei loro rispettivi figli, tirandosi in faccia i loro veleni, ma è un film che non va fino infondo, Polanski non calca la mano, relegando il film l’aura di commedia sarcastica, negando una specie di dissacrante critica al mondo piccolo borghese, gli attori sono tutti bravissimi in particolar modo Kate Winslet, la migliore del gruppo, che non smette mai di buttare acido al litigio, compresa Jodie Foster, che rispetto alla collega più giovane è più misurata, se le scene verbali, fossero state più violente, il film avrebbe guadagnato il titolo di capolavoro, o piccolo cult, ma Polanski non ha voluto alzare la posta in gioco, limitandosi a fare una commedia incentrata sull’incapacità di dialogo tra gli adulti, è come se abbia gettato la pietra, ma che non ha avuto il coraggio di sporcarsi le mani? Perché? Lo spettatore si aspetta che le due coppie si scannino, si massacrino a colpi di urla, Polanski ha la capacità di fare un film del genere, ma si è limitato a dirigere un film d’attori piuttosto che d’autore, regalando l’attenzione ai suoi protagonisti, eppure bastava tanto così per essere più pungente e più provocatorio, in sostanze è una commedia nera che ha le possibilità di essere un grande film, ma can che abbaia non morde, forse era meglio per Polanski puntare di più sulla provocazione e l’innovazione, che sulla recitazione degli attori, che seppur bravi, non possono reggere un film intero sulle loro spalle, c’è bisogno di qualcuno che sostenga il tutto, ma Polanski, stavolta sembra voler divertirsi a guardare piuttosto che a dirigere, e l’origine letteraria del film non migliora affatto la situazione, oltre al mordente, ci vuole il tocco personale del suo autore, se fosse stato diretto da Bunuel, il film ne avrebbe giovato tanto.

Il film resta comunque uno sguardo dissacrante su come gli adulti non riescono a risolvere nulla senza litigare, e come i ragazzini certe volte riescono a comprendersi e risolvere meglio degli adulti.

ArwenLynch























7 commenti:

  1. Brava Arwen. Un saluto dal mare del Conero :)

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  2. ciao robertino, a giorni ti arriva anche dark shadow ^^

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  3. Il film mi è piaciuto molto.Mi ha ricordato La Cena di Hermann Koch, un romanzo che, se non hai letto,mi sento di consigliarti vivamente.

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  4. caspita Blackswan.. allora devo proprio vederlo! ;) la aspettavo questa recensione, grazie Arwen.

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  5. prego petrolio, allora sono arrivata in tempo hahahaa ^_^

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  6. Perfettamente d'accordo con te. Sembra quasi che Polanski abbia strizzato un po' l'occhietto al botteghino. Evidentemente il film è rimasto bloccato in nel mezzo di una lotta intestina, quella tra il genio del regista e la svolta commerciale tipo "commediola". Non mi ha lasciato molto, peccato.

    Sfregiatina finale
    non date più eccitanti alla Foster, e qualcuno dica a John C. Reilly di tornare a fare i film stupidotti che forse è meglio.

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  7. l'ho visto proprio ieri sera... non so ho avuto come l'impressione che il film mancasse di qualcosa, mi ha lasciato in malo modo. Molto originale e direi messaggio arrivato comunque

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