giovedì 5 luglio 2012

No blade of grass - 2000: la fine dell'uomo

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1970, Cornel Wilde.

Donna grassona/Ruth Kettlewell :- “George, sai cosa penso abbia causato il virus? E' grazie al loro concime di merda umana cinese!”

Clara/Wendy Richard :- “Qui, per quanto tempo staremo prima di arrivare lassù in questa fattoria?” Pirrie/Anthony May :- “Come diavolo faccio a saperlo? Perché?” Clara :- [sarcastica] “Beh, potremmo avere il tempo per scopare di nuovo lassù, non credi?” Pirrie :- “Si dimentica il momento in cui scopare. basta tenere le gambe incrociate.”

John Custance/Nigel Davenport :-” Inoltre, i colpevoli non meritano di morire rapidamente come gli innocenti.”

John Custance :- “Proprio quello a cui volevi arrivare, Pirrie?” Pirrie :- “Voglio dire la legge ... la vecchia legge.” [Ultime battute]

Voce alla radio/Cornel Wilde :- “Questo è un film. Non è un documentario, ma potrebbe diventarlo.”


L'incipit
Quando le colture di grano marciscono a causa di un virus, la società crolla in tutto il mondo: può una “famiglia” di fortuna sopravvivere e arrivare in un posto sicuro ...?

Le informazioni
Per molti anni l'autore John Christopher rimase conosciuto solo come l'uomo dietro questi tre romanzi della seie “Threefoot”(“Le Montagne Bianche”, “La città d'oro e di piombo”, “Stagno di fuoco”), ma il suo romanzo più difficile e incisivo era probabilmente “The Death of Grass”, un dramma apocalittico pubblicato nel lontano 1956.

Adattato sotto il titolo degli Stati Uniti di “No blade of grass” ( “2000: La Fine dell'uomo” nel titolo italiano con cui uscì nei cinema), il film è diverso dal libro, ma altrettanto triste in atmosfera e tenore drammatico, incentrato sulla tragedia che si va compiendo. Si tratta di un attacco ancora attuale alla compiacenza occidentale di sé stessa come società tecnologica, la quale collassa a causa della mancanza di un alimento base: il pane. Il virus che attacca le colture di grano in tutto il mondo si basa su di un vera e propria creazione per la guerra batteriologica, situazione ancora potenzialmente molto pericolosa (nel romanzo, esso proviene non viene specificato da quale direzione, come attacco o forse incidente di una coltura batteriologica).

Questo film è rimasto raro e fuori stampa ovunque per tantissimo tempo. Rintracciabile solamente grazie al benedetto file sharing o all'aquistabile vecchia vhs da nolo MgM/UA H.V., americana, inglese o italiana, è uscito in una edizione rimasterizzata nel gennaio di quest'anno grazie alla Warner Usa e alla sua sconfinata collana di dvd On demand “Warner Archive”.

Diretto nel 1970 in Gran Bretagna dal famoso attore hollywoodiano Cornel Wilde, sempre interessante nelle sue rare regie, è ambientato nel 2000, quando l'isola britannica è in preda a un virus letale che sta distruggendo le colture del mondo. Una famiglia si rifugia nel Lake District, dove si sono cacciati da ''Gli Unni'', una banda di malvagi teppisti motociclisti.

No Blade of Grass” appartiene a quella cerchia di film realizzati tipicamente inglese in cui la leggerezza non è certo la benvenuta.

Tutto è terribilmente serio, il film si apre con Roger Whittaker che predica per mezzo di una stridula canzone popolare su come stiamo distruggendo il mondo. Questo dà appunto il tono generale, un fatto che potrebbe disturbare alcune persone, ma non me - vita e morte (del pianeta, si badi bene) sono oggettivamente un grave dato di partenza. Ci sono molti, molti film comparativamente e successivamnete realizzati, come in anni recenti che si avvicinano ad un soggetto sostanzialmente simile (cioè "28 giorni dopo” [28 Days later] [2003] di Danny Boyle, “28 settimane dopo” [28 Weeks later] [2007] di Juan Carlos Fresnadillo, “I Figli degli uomini” [Children of Men] [2006] di Alfonso Cùaron), molti dei quali hanno goduto -soprattutto l'ultimo, dichiaratamente- dell'influenza e dell'ispirazione di “No Blade of grass”. Il fatto che mi sono goduto di più di molti altri, che vedendo questi ultimi film non potevano cogliere i riferimenti e le citazioni al classico di Wilde, non esclude nella mia mente la possibilità di godere anche di racconti morali totalmente gravi come questo,del quale il bel film di Cùaron riprende lo spirito della storia e l'ambientazione .

Siamo rapidamente immersi in un mondo dove il cibo è scarso e sta rapidamente esaurendosi, senza apparente speranza di tregua o di una salvezza.

Ci uniamo ai protagonisti e alla storia del film in un punto dove la Gran Bretagna e le grandi città occidentali stanno già precipitando nell'anarchia ed è stata dichiarata la legge marziale. Il nostro gruppo non corrisponde alla perfetta composizione sociale che uno potrebbe prevedere, e sta fuggendo da Londra per cercare rifugio in una fattoria di proprietà di un membro della famiglia. Poco dopo la loro fuga dalla città, come si può vedere in alcune scene drammatiche da scuola di recitazione (alcune meno buone però), si assiste ad una sequenza davvero scioccante di violenza contro una madre e sua figlia. D'ora in poi si può essere sicuri che ci non ci sarà tregua dalla miseria morale e dalla violenza.

Se qualcuno all'epoca in cui il film era uscito aveva mai guardato il famoso dramma della BBC “The War Game” ('65) di Peter Watkins, sapeva già cosa aspettarsi -. Una sorta di viaggio infernale negli effetti dell'apocalisse. Là di un attacco della guerra nucleare, qui del dopo bomba batteriologica. No Blade of Grass” è stato e rimane come uno dei primi esempi di quello che oggi è un rinomato sottogenere. Auto a corto di benzina, la gente che arranca in innumerevoli campi funzionanti in modo simile a quelli per gli sfollati dell'ultima guerra, vari protagonisti tra le persone della classe media inglese – qualcuona buona, ma la maggior parte no.

L'atto finale del film è piuttosto violento e comporta un crudo scontro a fuoco con una gang di motociclisti, i cui membri sembrano essere felici solo a cavallo dei loro equini motorizzati, girando in piccoli cerchi e sparando a chi vi si trova nel mezzo. Penso che probabilmente è giusto dire che questo film è stata fatto relativamente a basso costo e in fretta. Tuttavia, ottenere un film come questo realizzandolo nel 1970 non era assolutamente né del tutto così facile (anche se molti l'avrebbero ripetuto e anche migliorato più tardi e poi in tutto l'arco del decennio '70). Questo probabilmente spiega l'inserimento di alcune goffe scritte sulle tensioni sessuali, che sono incongrue e superflue, sullo sfondo degli elementi più grintosi e realistici del film.

Se il buon livello della recitazione di questo film e lo script impedisce di sospendere la vostra incredulità per un tempo sufficiente ad apprezzarne la desolazione dell 'atmosfera e la storia, c'è sempre da poter provare il successivo “Threads” ('84) di Mick Jackson . Un altro tetro film britannico sugli effetti della guerra nucleare che garantisce di riuscire a rovinare la giornata.
(E come ricordato d'altronde il film è basato su un romanzo del 1955 molto bello e famoso, tra tutti gli appassionati della letteratura fantascientifica distopica degli anni '50, come The Death of Grass” di John Christopher, famoso per la trilogia “Threefoot”)

La risposta iniziale alla crisi nel Regno Unito è infatti come nel libro riposta nel precipuo stoicismo della classe media da WWII, e in una sorta di strano razzismo però del tutto assente altrove ("Sarà peggio qui che in Africa: là sono abituati alla fame"). Spostando rapidamente le cose, però, con i poliziotti armati per le strade, le code e i razionamenti prima di lanciarsi nella aperta follia di un piano del governo con i gas nelle grandi città per ridurre la popolazione del 50 per cento (altra idea presa pari pari in “28 weeks later” di Fresnadillo), a seguito dell'insorgere del cannibalismo.

Ci sono molti accadimenti tristi e scioccanti, infatti, in questo che è un duro dramma survivalistico on the road, alcuni dei quali pure girati in uno stile impressionistico e ansiogeno, il quale verrà apertamente omaggiato sempre da Cùaron in “Children of Men”, in alcune sequenze apertamente citazionistiche. Narrando entrambi i film l'effetto brutalizzante a cui può portare la sopravvivenza, quando si scende a patti con la scelta di uccidere o essere uccisi. C'è molto di psicodrammatico all'interno del gruppo, mentre un altro attacco dall'esterno porta ad una scena di stupro dura da guardare (ancora più brutale ed esplicita nella versione non tagliata).

Nel disperato tentativo di appellarsi al pubblico giovanile della fine degli anni 1960, alla MGM erano apparentemente felici di sostenere questo insolito film alla fin fine molto politico. Il cast non è così appariscente, né lo sono i loro caratteri. Ma “No Blade of Grass” non è mai stato una visione leggera e Wilde fiorisce molte bellurie sperimentali (drammatici flashforwards immagini negativizzate molto anni '70) che non sono d'intralcio, ma anzi veicolano e fanno sopravvivere meglio il messaggio del libro, meritando la nostra attenzione.


Cast Cultuale

Nigel Davenport presente in una moltitudine di film e serie tv inglesi degli anni '60 e '70, tra cui off course “The Avengers”, è anche apparso in film di culto come “The Mind of Mr. Soames” (1970) di Alan Cooke, il Dracula” di Dan Curtis (1973, nel ruolo di Van Helsing) e “il Ritratto di Dorian Gray” (The Picture of Dorian Gray) (1973) sempre di Curtis, “L'isola del dottor Moreau” (1977) di John Frankenheimer e “Greystoke -La Leggenda di Tarzan” (1984) di Hugh Hudson. Ha svolto il ruolo di primo piano (ancora una volta di fronte alla splendida Lynne Frederick) nel bizzarro e cultissimo film di fantascienza animalistica sulle formiche che prendono il controllo del mondo in “Phase IV” (Fase IV: Distruzione Terra) (1974), diretto da Saul Bass, il grande designer dei titoli di testa fra gli altri, di molti e famosissimi film di Hitchcock, che precedentemente recensii anche qui sempre per gli SciFiMust.

Lynne Frederick potrebbe essere meglio conosciuta come la terza e ultima moglie arrampicatrice nota alle cronache di Peter Sellers e poi David Frost, che per nessuno dei suoi ruoli cinematografici, in parte a causa della sua prematura morte all'età di soli 39 nel 1994. Era invece intensa ed è comparsa anche nel classico per ragazzi “Il Fantastico Mr. Blunden” (The Amazing Mr. Blunden) (1972), diretto da Lionel Jeffries. Oltre che ne “il Profondo rosso inglese” “Schizo” (La Terza mano) ('76) di Pete Walker. Il suo ultimo ruolo è stato sempre con Sellers in “Il Prigioniero di Zenda” (The Prisoner of Zenda) (1979) di Richard Quine.

Cornel Wilde ha cominciato come attore, comparendo in molti film d'avventura e noir degli anni '40, film come “I Quattro rivali” (Road House) (1948) di Jean Negulesco, “Fiori nel fango” (Shockproof) (1949) di Douglas Sirk, e “La Polizia bussa alla porta”(The Big Combo) (1955) di Joseph H. Lewis. Ha interpretato un subdolo e ingannevole chirurgo nell'episodio del 1971 della seconda stagione di “Night Gallery” di Rod Serling, dal titolo “Deliveries in the Rear”, ed è apparso nel famoso film tv del 1972 “Gargoyles” di Bill L. Norton. La sua carriera di regista inizia praticamente -aveva diretto alcuni altri film, ma niente che potesse far presagire qualcosa di solo lontanamente vicino a questo che cito in seguito- nel 1966 con “La Preda nuda” (The Naked Prey), per molti aspetti uno dei film americani più interessanti e più cultualizzati degli anni '60, e nel quale interpretava un uomo inseguito da una tribù africana. Poi lo splendido film di guerra nel Pacifico “Spiaggia Rossa” (Beach Red) (1967), poi questo. È morto di leucemia nel 1989, tre giorni dopo il suo 77 compleanno.
Il piano del governo di uccidere fino a metà della popolazione così che gli altri possono sopravvivere, mentre il Gabinetto fugge in Canada, è piuttosto scioccante - tanto più perché ruba spudoratamente l'idea da ciò che sicuramente farebbero veri e propri regimi totalitari ...
L'attacco dei selvaggi motociclisti è un po' strano in quanto continuano a venire avanti quando è chiaro che hanno perso la battaglia - è un po' come gli indiani contro i bianchi coloni in un western classico, con i carri in cerchio. O come gli zombi nel coevo “La Notte dei morti viventi” di Romero, o i silenziosi e spietati membri delle gang del Voodoo in “Distretto 13: Le Brigate della Morte” di Carpenter. La loro spietata violenza sarà ripresa pari pari da Cùaron ne “I Figli degli uomini”.

Dietro le quinte
Wendy Richard (“Are You Being Served?” famosa serie teatrale tv della BBC anni '70-'80, e il film trattone da Bob Kellett nel 1977, e “EastEnders” altra famosa serie tv britannica anni '80) appare nella prima metà del film, come Clara, la moglie sexy dello psicologo Pierre (Anthony May). Ella rifiutò di indossare un abito attraverso il quale si vedeva tutto come voleva il regista, ma accettò di indossare una lunga parrucca nera. Accolse con favore le riprese nel Lake District come una possibilità di uscire da Londra, e divenne una sorta di accompagnatrice alla quindicenne Lynne Frederick, che ha descritto come "una molto giovane ragazza testarda e volitiva".
A quanto pare Cornel Wilde come regista americano non riuscì, proseguendo nel lavoro con la sua troupe britannica, a capire il loro senso dell'umorismo.

Discutendo del film
"Penso che un montaggio [un'edizione] da una scena ad un altra dovrebbe avere un suo impatto, dovrebbe trasportare da un certo grado di coinvolgimento a l'entusiasmo per qualcosa d'altro, senza lasciar calare l'attenzione ... Credo davvero che una buona dose di casualità nel montaggio continui ancora a contare, e parte del mio stile è che mi piace che ci sia una ragione nell'impatto di ogni fotogramma della pellicola. Nulla dovrebbe essere sprecato. "- Cornel Wilde, “Film e filming”, ottobre 1970

Disponibilità
Una versione pubblicata su VHS (con il montaggio della versione uscita negli Stati Uniti) può essere trovata on line on in file sharing. Uscito finalmente nel gennaio 2011 per la Warner Usa, in Remastered e finalmente in edizione assolutamente UNCUT, nella sterminata e stupefacente collana di dvd on -demand, “The Warner Archive”.
Remake
Adattato (come “The Death of Grass”) negli anni 00 come serie in cinque parti per Radio 4, una radio britannica, questa storia è quanto mai attuale. Una sorta di remake realizzato con un budget ben più grande, opportunamente aggiornando il racconto, è stato come detto il film “I Figli degli Uomini”(Children of Men) (2006) di Alfonso Cùaron, il quale grazie anche all'ottimo protagonista Clive Owen è stato un ottimo successo di pubblico e di responso critico.

In definitiva
Abbattimento e cupamente realistico, No Blade of Grass è un racconto ammonitore che tutti noi dovremmo prestare attenzione.

Per ricevere un certificato "AA" del Regno Unito come uscita cinematografica, venne pesantemente tagliato dal BBFC (British Board of Film Classification, l'ente britannico della censura) per eliminare le scene di sesso e violenza, che hanno ridotto il tempo di durata di oltre 15 minuti. Per la videocassetta della MGM furono reinseriti questi 15 minuti, e la maggior parte dei tagli sono stati ripristinati, anche se 1 min e 20 sec rimanevano ancora tagliati dalla scena dello stupro.

Hugo Awards Anno 1971 Nominato all'Hugo come Miglior Opera Drammatica.

Primo film di Christopher Neame

Primo film di Lynne Frederick..

La voce dell'annunciatore alla radio che si sente nel film, in originale è dello stesso Cornel Wilde

Napoleone Wilson


11 commenti:

  1. Strepitoso, bellissimo, senza speranza, Lynne Frederick pre-Fulci di bellezza incommensurabile, i bikers nemesi della middle class. Ahò, imperdibile.

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  2. Grazie dei commenti ragazzi, Gus42, volevo solo dire che da diverse fonti era un tempo riportato non mi ricordo se dallo stesso John, che Carpenter trasse l'ispirazione per il look "da bucaniere" di Snake Plissken, con il patch nero sull'occhio, avendolo visto all'analogo Nigel Davenport di questo film.

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  3. Non c'entra moltissimo ma volevo dire che fin'ora l'unico film distopico, genere di cui mi sono appassionato, che non mi è piaciuto affatto è Endgame - Bronx lotta finale..

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  4. Noooooooo!!! Perchè!? Aristide nostro! Ma neanche neanche Puccio Ceccarelli uomo-batrace che anticipa "Hell Comes To Frogtown" con Roddy Piper? I monaci zombi cechi? La Gemser telepatica? Al Cliver contro Gigi Montefiori?

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  5. eh :)
    per me è fatto male, stupidotto, noioso.. i telepatici etc sono fastidiosi, anche sull'altra faccia del pianeta delle api ho trovato fastidiosi i telepatici.. forse ho un antipatia di mio :)

    d'amato ha fatto anche Anno 2020 - I gladiatori del futuro, voi lo consigliate?
    Perché d'amato cambiava sempre nome?

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  6. Ci mancherebbe, Gus. Se non ti piace, non ti piace. Sul fatto che sia fatto male non sono d'accordo perchè Massacesi, non lo dico io che non sono nessuno ma tutti gli addetti ai lavori che ci hanno lavorato, era uno bravo tecnicamente, molto bravo. Girava con pochi soldi, ma conta che era pure produttore. Eh, "Texas 2020/Anno 2020 I Gladiatori de Futuro" che dovrebbe aver girato Montefiori, ma che D'Amato dice di aver in parte girato lui perchè stavano sempre a litigà, io lo consiglierei senz'altro, ma se nun t'è piaciuto "Endgame", nun so...

    D'Amato ne aveva una valanga de nomi, era pratica consolidata quella de mettersi un nome anglofono per i registi italiani, pure ai tempi dello spaghetti-western, hai voja, per le vendite all'estero, ma non solo...me pare che pure Romero quando uscì "La Notte dei Morti Viventi" i distributori italiani je cambiarono il nome con Stanley Kramer, mè cojoni.

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  7. "Beneath the Planet of the APES" come SCIMMIE, NO,"API". Romero fu ribattezzato George A. Kramer, la Fidia che distribuì "La Notte..." nell'estate del 1970 temeva evidentemente che il film potesse altrimenti passare per un horror spagnolo. Semi-garanzia, per la mentalità del pubblico di quei tempi, di "semi-inculata".Avevo le fotobuste originali del film, rarissime e costosissime, di quando uscì nelle sale. inculate da un Prof. affarista dell'Università.
    Il miglior post-atomico italiano se vuoi andare sul sicuro, povertà di mezzi e derivatività d'idee imitative o meno, è "1990: I Guerrieri del Bronx" (1982) di Enzo G. Castellari. l'ho rivisto di recente nel bel dvd U.K. della Shameless. Dopo, "2019: Dopo la caduta di New York"('83)di Sergio Martino, e più sul versante horror ma con alcune intuizioni e soprattutto quella finale, geniali, "Rats- Notte di terrore"('839 di Vincent Dawn [Bruno Mattei].. Certo Gus, se ti aspetti sotto ogni aspetto che citi di vedere uno dei modelli originali americani o australiani, bèh è un altro discorso...Questo vale ovviamente anche e di più per i post-atomici del buon Aristide.

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  8. Si lo so che sono scimmie e non api, era una specie di battutina :)

    Su endgame con fatto male non intendevo la regia, intendevo in generale un po' tutto. Principalmente è la storia che non mi è piaciuta e di conseguenza..

    Invece questo No Blade of Grass l'ho visto e mi è piaciuto molto e in effetti è l'opposto di Endgame, almeno per me è intelligente e scorrevole.

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  9. Guarderò presto anche gli altri film citati ;)

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