mercoledì 11 luglio 2012

The Thing - La Cosa

4
2011, Matthijs van Heijningen Jr.

Non è umano. Eppure.
In un luogo dove non c'è nulla, hanno trovato qualcosa.
Frasi di lancio originali del film

Adam Finch/Eric Christian Olsen :- “Nei tre anni che l'ho conosciuto, non l'ho mai visto entusiasta come adesso.”

Adam Finch :- “Allora, dovrò forse morire per aver usato il filo interdentale?”

[Ultime battute] Lars/Jorgen Langhelle :- [A Matias] “Quello non è un cane! Avvia l'elicottero, ora!” [Entrambi entrano nell'elicottero] Lars :- “Parti adesso! Andiamo!”

Lars :- [In Norvegese]“Abbiamo trovato un alieno cazzo! Sorridete!”

Adam Finch :- “Sai, non ho mai creduto a questa merda.” Jonas/Kristofer Hivju :- “Io l'ho sempre fatto.”. Kate Lloyd/Mary Elizabeth Winstead :- [a Lars] “Brucialo!”

Kate Lloyd :- “C'è nessun altro con otturazioni in porcellana? O i denti perfetti?”

[Prime battute] Peder/Stig Henrik Hoff :- [In norvegese] “Okay, ne ho un altra. Una buona. Un uomo e una donna una sera fanno l'amore una sera quando li sorprende il figlio.”

Sam Carter/Joel Edgerton :- “Vorrei sapere, cosa stanno facendo i Cavaliers?” Kate Lloyd :- “Ehmm. Non seguo il football.”Sam Carter :- “E' una squadra di basket. Essi giocano a basket.” Jameson/Adewale Akinnuoye-Agbaje :- “Appunto. A malapena sono i Cavaliers, uomo.”

Sam Carter” :- “E l'ultimo posto in cui si desidera essere rinchiusi è con una dozzina di ragazzi norvegesi.”

Colin/Jonathan Walker [Jonathan Lloyd Walker] :- “Pensi che ti pagheranno un bonus per portarti a casa un alieno al posto di campioni di carote?”

"Chiunque avrebbe potuto esserne compromesso".
Tag line originale americana del film

John W. Campbell Jr. ha scritto una delle storie d'assedio più affascinanti della Sci-Fi dal titolo "Who is Here?" , nel 1938, la quale aprì la strada ad un intero sottogenere della fantascienza. Originariamente, essa è stata adattata al cinema la prima volta nel 1951 con il celebre “La Cosa da un altro mondo”(The Thing From Another World) di Christian Nyby e Howard Hawks. Dal momento che non era possibile realizzare davvero un alieno mutaforma nel 1951, quello che sarebbe dovuto essere il”mostruoso” alieno venuto dallo spazio altro non era che un vegetale carotone dal trucco mai compiutamente disvelato, interpretato da un attore, un sospettabile di suo James Arness, già interprete di un altro ruolo nel film. Per la mancanza nel 1951 di effetti speciali all'altezza (per inciso fu la prima volta che venne mai dato alle fiamme uno stuntman per un film, motivo di sensazione in quel momento. Tom Steele era il nome del coraggioso) è stato un film comunque molto ben realizzato e con un ottimo equilibrio di tutti gli elementi.

Nel 1982 John Carpenter ne ha realizzato un ancor più celebre e pressochè perfetto remake, “La Cosa”(The Thing) utilizzando magistralmente i progressi avvenuti nel campo della tecnologia applicata agli effetti speciali, per creare il terrorizzante alieno mutaforma arrivato dalle stelle. Il capolavoro di Carpenter quando uscì nei cinema americani, nel dicembre del 1982, fu uno spaventoso sì ma insuccesso commerciale, spazzato via dalla proposta di un alieno ben più accettabile e rassicurante per il pubblico, ammannita con “E.T. -L'Extraterrestre”(E.T. -The Extraterrestrial) (1982) del commerciante Spielberg (curiosamente entrambi i film furono prodotti e distribuiti dalla Universal) annientando lo spaventoso alieno del film di Carpenter.
Eppure negli anni successivi “La Cosa” di Carpenter è diventato prontamente un film considerato tra i più importanti e memorabili realizzati non solo per la fantascienza e l'horror, dal cinema americano degli anni '80. definito da moltissimi anche tra i carpenteriani davvero più appassionati e preparati, il miglior film in assoluto della carriera del grande John, e un vero capolavoro, assoluto.
Eppure, nei 29 anni trascorsi tra un film e l'altro, i suoi magistrali effetti speciali opera di un giovane Rob Bottin sono apparsi a qualcuno un po' datati, aprendo la strada ad uno dei fenomeni più temuti della Hollywood contemporanea, il remake


Saggiamente, si è resistito alla tentazione di trarne un vero e proprio rifacimento, scegliendo invece di lasciare di far restare il classico dell'82 immutato e immutabile ai suoi tantissimi meriti, invecchiamento degli effetti speciali o meno, con tutto il resto. Invece, questo nuovo film è un prequel. Anch'esso ambientato nell'autunno del '82, in una base antartica norvegese. “Quella” base norvegese, dalla quale si dipartono al storia e gli avvenimenti del primo film. La paleobiologia in una base antartica non è mai stata fino ad ora un campo affollato, e ha avuto ancor meno membri. Questo è il motivo per cui un americana, la dott.ssa Kate Lloyd (Mary Elizabeth Winstead) è invitata ad assistere il Dr. Sander Halvorson (Ulrich Thomsen), per aiutarlo in una sensazionale scoperta.

Sul fondo dei più antichi ghiacciai ai confini del mondo, Kate scopre per che cosa è valsa la pena farsi trascinare a 20'000 km. da casa, per trovarsi di fronte ad un'astronave aliena sepolta sotto il ghiaccio 100.000 anni fa ... e il suo occupante, congelato a poca distanza dalla nave.

L'estrazione degli organismi congelati nel ghiaccio è la specialità della Dr.ssa Lloyd, e gli viene dunque lasciato di occuparsene. Ma il dottor Halvorson si sovrappone ad essa imponendoli un suo personale particolare, vuole un campione di tessuto, e lo ottiene facendo trapanare lo spesso sarcofago di ghiaccio con il quale la misteriosa creatura è stata trasportata alla base, da una punta lunga 30 cm.

Questo risulta essere un errore, come scoprirà Jameson, (Adewale Akinnuoye-Agbaje), quando la creatura che si credeva fossilizzata e assolutamente cadavere sfugge libera distruggendo il tetto, dopo aver fatto esplodere la sua bara di ghiaccio che si stava sciogliendo. Ora, è in mezzo a loro, dopo un sonno di cento secoli. E l'evidenza data al fatto che potrebbe essere “affamata”. Ma anche peggio, infatti l'esame della Dott.ssa Lloyd della sua struttura cellulare indica incredibilmente che la creatura non si limita a macellare le persone, ma che le sue cellule effettivamente le consumano, per poi imitarle. Su scala più grande, significa che il mostro può diventare qualsiasi organismo vivente che riesca ad assimilare.

Così, eccoli tutti qui, nel luogo più isolato della terra, con una tempesta in arrivo, e con un terrificante alieno che può diventare chiunque tra di loro... e se esso riuscisse ad entrare in contatto con la popolazione del pianeta, che cosa ne potrebbe essere in breve tempo, della razza umana..

Quindi, come possiamo confrontare questo ultimo attesissimo e da sempre vociferato “prequel”, con gli altri due film, e ovviamente, soprattutto con l'ultimo? Beh, non è così caratterizzato fortemente dall'atmosfera del suo tempo come l'originale del '51, o così ben coreografato, ma è di gran lunga più spaventoso. Quindi cerchiamo di limitare la nostra analisi rispetto al capolavoro dell '82.

In primo luogo, gli effetti speciali possono ben apparire ben al di sopra di quelli dell'82, ma non lo sono per quanto riguarda gli effetti prostetici e animatronici, quanto, ovviamente per quelli in CGI, comunque adottati con parsimonia e giustificate opportunità. Non c'è quindi né ci sarebbe potuto essere, quell'enorme salto tecnologico che ci fu tra l'opera dell'82 rispetto a quella del '51. La mostruosa Cosa realizzata in morphing ricorda ancora il modello stabilito nel film di John Carpenter, ovviamente con la fluidità che non poteva ancora avere nell'82, ma, e questo è uno degli aspetti maggiormente positivi di questo prequel, che centra sempre un grande risultato artistico nel design delle trasformazioni della Cosa . Il CGI anche è allo stato dell'arte, tanto che allo sguardo umano non è facile individuare e ancora capirne i difetti, addirittura riuscendo ad avvicinarsi un poco all'esperienza dell'82, di assistere ad una mutevole forma che pare viva dinanzi ai nostri occhi. E' quindi dannatamente raccapricciante.

Come per la invincibile tensione derivata dalla situazione nella base, la Cosa non poteva essere uccisa che con il fuoco e i lanciafiamme? La paranoia sinistra dei personaggi impersonati da Kurt Russell e Wilford Brimley ci aveva consegnato questa soluzione dal film originario. Bene, qui, manca rispetto al film del '82, la Russia, la quale era ancora la superpotenza sovietica, così come il muro di Berlino era ancora in piedi, catturando anche quel contorno paranoico, ben presente in una base scientifica americana ma anche con personale militare addetto, isolata nell'Antartide, a centinaia se non migliaia di chilometri dalla a lei più vicina base sovietica.


Molti e soprattutto negli ultimi anni, scrivono di trovare migliore il “nuovo” modello carpenteriano del 1982, rispetto a quello vecchio del 1951. Su questo tema, non c'è gara; punto, anch'io lo dico e dal 1982: John Carpenter.

Disponendo di una creatura mutaforma, la cosa non è mantenuta solo nascosta ... è a caccia. Cercando di infettare il maggior numero possibile di esseri umani, e di uccidere chiunque abbia ad assimilare. Forse gli eventi legati all'insuccesso di questo film avrebbero potuto insegnare che la strategia dell' attesa e del mostrare il meno possibile sarebbe stata possibile, ma fortunatamente così non è stato, perchè una certa ridondanza e barocchismo insiti nella storia e negli shock visivi sono necessari e funzionari ad una simile storia, e gestiti magistralmente da Carpenter nel film originale.

Tuttavia, “La Cosa” è molto più di un film su un mostro in agguato nel buio che vuole farti del male, come per l'alieno di “Alien”, vi è un ulteriore elemento di orrore, perchè mentre la cosa prende il sopravvento, si è ancora coscienti. si è come divorati, macellati per poi essere infine “copiati”, ma sempre da vivi.

Ci sono molti punti di somiglianza voluti nel cast: anche in questo nuovo film il casting è stato brillante. Braxton Carter (Joel Edgerton) il capo pilota degli elicotteri ha lo scopo di ricordare il carismatico R.J. MacReady (Kurt Russell), e stranamente, il dottor Sander Halvorson (ogni personaggio norvegese è interpretato da attori realmente scandinavi) ricorda piuttosto il Dr. Robert Cornthwaite (Arthur Carrington). Le donne nel film di Hawks del 1951 erano persino co-protagoniste, mentre non c'erano donne nella Stazione americana del film dell' 82. Tuttavia, qui che la Winstead è la protagonista, non vi è alcuna sotto trama romantica.

In definitiva: penso che Matthijs van Heijningen Jr. abbia alla fin fine creato un film raffinato. Il che non è poco, con in più l'ulteriore finezza di un atto finale geniale e sorprendente che non vorrei ancora disvelare per chi non ne fosse al corrente, soltanto che ricrea alla perfezione l'inizio del film di Carpenter, questa volta dal punto di vista norvegese. Mi sarebbe soltanto piaciuta ancora un poco più di atmosfera paranoica, e forse come molti hanno detto, la parte sull'astronave aliena è stata un errore.

Pro: Superlativi effetti speciali e un film solido in cui averli inseriti.Contro: Non è abbastanza denso come atmosfera paranoica, e le scene della nave sono state un errore. In definitiva :- Ci si proponeva di compiere un aggiornamento di “The Thing”, e così è stato. Come film spaventoso è decisamente riuscito.


Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror, USA Anno 2012 Nominato al Saturn Award per il Miglior Horror / Thriller Film
Miglior Make-Up Alec Gillis
Tom Woodruff, Jr.
Vision Effects Scociety Awards Anno 2012 Nominato ai VES Award per il migliore personaggio animato in un film in Live Action Lyndon Barrois
Marco Menco
Greg Massie
Fred Chapman

Dennis Storhoi è stato lanciato nel ruolo di Sander, ma si è tirato fuori dalla produzione a causa di motivi personali. Sostituito da Ulrich Thomsen.

I produttori hanno convinto gli Universal Studios a permettere loro di creare un prequel de “La Cosa” di John Carpenter invece di un remake, in quanto sentivano che film di Carpenter era già talmente perfetto, che realizzarne un remake sarebbe stato come "dipingere i baffi alla Gioconda". Tuttavia, il prequel ha ancora il titolo del film originale, perché non si riusciva a pensare a un sottotitolo (ad esempio, "The Thing: Begins") che suonasse bene.

Si tratta del prequel del remake di un adattamento del racconto "Who Goes There?" di John W. Campbell, Jr. , pubblicato nel 1938.

La canzone che Kate sta ascoltando sulle sue cuffie è "Who Can It Be Now?", Una canzone del 1981 della band australiana Men at Work dal loro album di debutto, "Business as Usual". Il testo racconta di un uomo paranoico che si sente bussare alla sua porta di casa e vuole essere lasciato in solitudine. Questo prefigura la paranoia degli scienziati più avanti nel film.

Al fine di non cercare di competere con la rappresentazione di Kurt Russell del protagonista del film del 1982, RJ MacReady, il personaggio di Kate Lloyd è stato progettato per avere tratti in comune con il personaggio di Ellen Ripley dalla serie dei film di “Alien”.

Quando incontriamo il personaggio di Kate Lloyd per la prima volta, ella sta studiando lo scongelamento di una tigre dai denti a sciabola

L'ascia rossa che ''Joel Edgerton'' usa e conficca nel muro può essere vista ancora conficcata nel muro, quando gli americani visitano il campo norvegese nella versione originale di John Carpenter.

Le canzoni che stanno cantando i norvegesi durante la festa nella sala ricreativa della stazione sono "Sámiid Ædnan", canzone norvegese che partecipò all' Eurovision Song Contest nel 1980, originariamente cantata da Sverre Kjelsberg e Mattis Haelta . E l'altra si chiama "JEG gikk en på tur Stien" (tradotto: ho camminato lungo il sentiero nel bosco), nota canzone per bambini su qualcuno che camminando nei boschi, incontra un cuculo. L' origine di questa canzone è sconosciuta.

Quando Carter e Jameson tornano al campo, inciampano davanti a un divertente cartello pieno di nomi di città e le loro distanze. Una delle città che si possono leggere chiaramente è Amsterdam, che è dove il direttore Matthijs Van Heijngen, Jr. è nato.

John Carpenter, il regista dell'originale”La Cosa”, pare che stavolta fosse addirittura entusiasta di fare un cameo, ma i conflitti con altri impegni gli hanno impedito di farne uno.

Gli effetti della creatura su insistenza del regista sono stati realizzati principalmente con robot animatronici anche azionati tramite cavi, dato che avrebbero migliorato le prestazioni del cast, vedendo ciò a cui dovevano reagire. Immagini generate al computer sono state utilizzate per aggiungere elementi agli animatronics (come i tentacoli), o in alcuni casi, per sostituire l'intero animatronico se non si fossero comportati in maniera convincente.

Una quantità enorme di schermate del primo film sono stati tenute in qualsiasi momento sul set durante le riprese, al fine di garantire che la stazione norvegese sarebbe stata ricostruita nei minimi dettagli.

La scena in cui Sander e Finch reclutano Kate perchè venga alla base antartica è l'unica scena in questo film o ne "La Cosa” di Carpenter che non avviene in Antartide.

Spoilers
Le voci di trivia/curiosità qui seguenti possono svelare importanti punti della trama.

La "cosa" bruciata con le due facce/teste unite che MacReady e gli altri trovano alla base norvegese (nel film del 1982 di Carpenter) è lo stesso organismo creato quando Wolner scende su Finch e lo "incorpora", quest'ultimo unisce le loro facce in questo prequel.

In questo film potrebbe essere volutamente risolto un mistero di lunga data nel film del 1982. Questo film rivela che la cosa non può replicare ciò che è inorganico, come otturazioni, orecchini, vestiti, ecc., e in un momento cruciale verso la fine, Kate si rende conto che l'orecchino di Carter manca dall'orecchio così come il foro per il piercing rivelandogli che anche lui fosse una cosa . Alla fine del film 1982, il personaggio di Childs ha ancora il suo orecchino all'orecchio destro. Si può vedere poco prima che si prenda un sorso dalla bottiglia di J & B. I fan dell'originale hanno a lungo dibattuto se Childs sia stato anch'egli assimilato fuori dallo schermo, perché il suo respiro congelato non è visibile nella scena, mentre quello di MacReady sì.
Napoleone Wilson


4 commenti:

  1. sono curiosa di vederlo, ma prima rispolvero il capolavoro del mio mito John Carpenter ^_^

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  2. per me è un remake travestito da prequel: perchè avvalersi di un surrogato come questo, pur realizzato in maniera decente , quando hai l'originale lì in videoteca sempre pronto per essere rivisto?

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  3. Dovrebbe averne già almeno 22 ma va bene così qui c'e scambio e risposte in merito a ciò che si formula e si propone, per tutto il resto qui anche fortunatamente nn ci sono gli zombi leccaculo.

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  4. Eh si, Napoleone, è quello che succede a non stroncarlo per partito preso come è successo per il 99% dei casi. Non è che dicendo che il film di Van Heijngen è un film perlomeno dignitoso si sputi automaticamente sul capolavoro di Carpenter. Chi cazzo l'ha mai detto.

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