giovedì 19 luglio 2012

The Tournament

2
2009, Scott Mann.

Scott Adkins... Scott Adkins... Scott Adkins.... Ecco almeno tre buoni motivi per vedere questo The tounament... Peccato che il buon Scott, un attore capace di renderti digeribile anche il peggior pastrocchio a furia di calci volanti, sia in scena più o meno per 5 minuti, con un look che scimmiotta un po' quello del suo ruolo per eccellenza, lo Yuri Boyka di Undisputed.


Meno male che il film di Scott Mann, con o senza il buon Scott, sia molto buono, anche perchè non avremmo perdonato, in un altro frangente, la scelta di far morire in modo tanto cretino, un po' alla Arizona Junior, l'Adkins del nostro cuore. La storia, vista cento volte prima, è la stessa del capolavoro di Albert Pyun Pistole sporche (Mean guns), killers vs killers, ma ampliando il concetto claustrofobico di luogo chiuso pullulante pericoli in un open world dove il pericolo è ovunque.

Per fare un azzardo nel paragone si può dire che, se la concezione del film di Albert Pyun era da ps2, questo film ne è l'aggiornamento ps3 un po' alla GTA 4. Certo Mean guns era un film autoriale, quasi snob, il pulp che diventava iperrealismo fantastico in una messa in scena hi-tech, la storia da sparatutto semplicistico che si arricchiva di un cotè fantastico subliminale, del mambo azzardatamente a fare da commento musicale, del sangue che spruzzava rosso una fotografia flou da Tony Scott anni 80, della storia che capivi una cosa si e cento no, ma era il corrispettivo action di Inferno.

The tournament è più spettacolo da platea, ma è comunque divertentissimo con coreografie da applausi, scene d'azione complesse, personaggi fumettistici che ti rimangono in mente anche quando il film è finito. Da segnalare senza dubbio il bastardissimo Ian Somerhalder (il Boone di Lost), il killer che taglia le dita con un tagliasigari come il Drake di Darkman, che spara ai cani randagi per divertimento, che, nella scena più concitata, imbraccia  il  fucile appoggiandolo alle tette di una spogliarellista intanta a fargli una lap dance. Ma non è l'unico perchè il film usa al meglio i suoi protagonisti, che sia il massiccio Ving Rhames de L'alba dei morti viventi o la deliziosa Kelly Hu de Il re scorpione, tutti impegnati a fronteggiarsi in scene d'azione al fulmicotone, dal ritmo indiavolato in una concezione di spettacolo che, fortunatamente, non  accetta tempi morti. Nel cast poi si segnala la presenza di Sebastien Foucan, uno de fondatori del Parkour, che si lancia in  inseguimenti così incredibili da lasciare a bocca aperta. In mezzo a questo, in un ruolo quasi da suicida Mickey Rourke, uno spento Robert Carlyle che in altre pellicole sarebbe stato il leone, ma qui, tra tanti action man, risulta una pecorella. Un film da non perdere soprattutto in queste notti d'Estate così afose e parche di brividi.



Keoma






















2 commenti:

  1. Seppur in ritardo mi spiace, ci sono. Visto non molti mesi fa, non mi ha entusiasmato ma non mi è neanche dispiaciuto.Come dici anche te. Una cosa sola,non centra niente con Scott Adkins,ma ho sempre trovato Robert Carlyle un attore un pò sopravvalutato e perennemente in "over acting", i suoi risultati migliori e meno sopra le righe che mi ritornino in mente sono due film entrambi realizzati con la brava (almeno un tempo) regista donna britannica, Antonia Bird: "Face"('97) in cui fa il rapinatore di banche politicizzato della working class inglese, e soprattutto, lo splendido e davvero troppo dimenticato e sottovalutato "L'Insaziabile"(Ravenous)('99)con Carlyle e Guy Pearce,Jeffrey Jones al solito grandissimo.

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  2. L'insaziabile è molto molto bello. Carlyle è bravo anche nel terribile 28 settimane dopo, il film che dopo un intro fantastico (si vocifera girato da Danny Boyle) precipita nel plagio incontrollato di Demoni 2.Come noterai qui ho parlato pure di Pistole sporche.

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