venerdì 15 ottobre 2010

Il rosso segno della follia - Hatchet for the Honeymoon

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1970, Mario Bava.

E' l'omicidio di una coppia di sposini in un treno a costituire l'incipit di questo film, decisamente efferato, a colpi di accetta da macellaio. Subito andiamo a conoscere l'assassino, Harrington, che ci parla a noi spettatori,
ci dice quante donne ha "accettato", come se ne è liberato, di tutto tranne il perché del suo uccidere seriale.

Uccide donne in procinto di sposarsi o appena sposate. Le sue vittime sono a lui ricollegabili facilmente, in qualche modo hanno avuto a che fare con l'atelier di moda per matrimoni che gestisce a Parigi, e un investigatore lo sospetta senza nasconderglielo, mancano solo le prove...

Horror-Thriller, con le maiuscole volute, di taglio psicologico, se fosse il primo film di Bava mi sperticherei nei complimenti per cura delle immagini (fotografia, giochi luci/ombre), ecc..., film che pare non avere gli anni che ha, ma non è il caso, mi sentirei troppo ripetitivo.

Si sente una sorta di continuità di temi nella trama rispetto a "Operazione paura" nel senso che siamo ancora di fronte ad un misto di situazioni realistiche (il trauma che spiega la particolare mania omicida di Harrington) ed altre paranormali (la presenza asfissiante di un fantasma, una delle vittime) che però poggiano su credenze antiche e moralità "etiche", il famoso Senso di Colpa, ancora molto diffuse a mio parere.

Per un "bavista" come me un vero piacere vederlo. Forse per appassionati, lo consiglio a chiunque abbia interesse anche storico per il Cinema. Anche questo film ha molti espedienti, sia di trama che di ripresa, che han fatto scuola. Lode anche alla colonna sonora originale, musica neutra che non appare come dedicata ad un film di genere e che l'accompagna benissimo, composta da Sante Maria Romitelli.

Aggiungo qualche commento alle immagini per arricchire la recensione di informazioni. Sono dei frame che danno poi un'idea di cosa questo regista sapeva fare con luci ed obiettivi.
su un'immagine come questa mi viene da scriverci una poesia



grandangolo sullo studio privato del killer

e buttala via! un poster...

questa è un capolavoro, di Bava che l'ha fatta e del sottoscritto che è riuscito a beccarla, con rara ed irripetibile abilità, al primo click. frame visibile per un nanosecondo...

una bella ambientazione di dancing, che ora diremmo "glamour", dei tempi

lei è un essere vivente o un manichino? Bava, sei un mito!

Il tema principale dell'ottima colonna sonora:


6 commenti:

  1. Roby, è la prima volta che mi avventuro nel tuo blog. E' magnifico! Tarantino leccherebbe il monitor su una recensione del genere. Ma "lui" era il Delon de noantri? Riguardo al fatto che il senso di colpa sia un sentimento ancora in voga: come ben sai pure l'Ikea ne ha fatto un gadget per la zona notte. :-)
    Yang

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  2. se il film è come la colonna sonora, chapeau! Prima o poi dovremo parlare dei compositori di musica da film italiani, tanto misconosciuti da noi, quanto idolatrati all'estero.

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  3. Yang ciao! sì sì, quell'immagine dell'ikea... :D
    sai, di Tarantino stimo molte cose, tranne l'ultimo e temo che se viene a trovarmi sul blog, dopo la leccata che dici, mi sa che si altererebbe un po', ahah!

    Ernest, sei stato più sintetico del solito

    Harmonica, perché non fai un bell'articolo a riguardo. Pensa che il prossimo di Bava che arriverà nel blog è stato musicato da Cipriani ;-)

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  4. ...Màh.., Steve Forsyth più che un Alain Delon ddè'noartri, era un pò una copia carbone di Jean Sobieski, attore francoamericano molto somiglianteli e attivo nel western nostrano,(tra l'altro il padre della abbastanza lanciata e molto bella Lelee Sobieski, utilizzata persino da Kubrick in "Eyes Wide Shut"...Piuttosto, segno di quei tempi irripetibili e straordinari, è, non sò se l'avete notato tutti,la distribuzione per il mercato Usa e Internazionale, da parte della Metro Goldwyn Mayer, così come per altri film del Maestro...E quasi tutti i film di Bava andavano bene o comunque discretamente sul mercato nordamericano, come in Francia e in Germania,molto più di qui, solito paese della critica più parruccona e decrepita che l'hanno considerato per oltre un decennio quasi fosse solo un mentecatto imitatore degli horror gotici inglesi, andate a rileggervi le recensioni di questo film, uno dei migliori di Bava degli anni '70, appena sotto "Reazione a catena-Ecologia del delitto", sui quotidiani dell'epoca, la maggior parte nemmeno firmate dai quotidiniasti principali, ma relegate ai/dai recensori "vice" che manco se li vedevano davvero...Io per motivi di ricerca e studio l'ho lette, c'è molto da irritarsi e frustrarsi, enormemente...

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  5. grande Wilson! come sono contento che chiami Maestro il "nostro" Bava.
    sono d'accordo col giudizio, e scalda pure la tastiera per "Reazione a catena", già visto, la rece uscirà sabato p.v. ... ;-)

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