martedì 23 aprile 2013

Il mondo perduto: I cortometraggi di Vittorio De Seta

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1954-59, Vittorio De Seta.

I documentari sono stati restaurati in una raccolta dalla Cineteca di Bologna nel 2008. (Ndr)

Quando il maestro Vittorio De Seta, nel cuore degli anni cinquanta, gira Il Mondo Perduto, il volto di contadini e pescatori è bruciato dal sole e sferzato dal vento. Il boom economico è ai primi passi, ma la società filmata dal regista siciliano, che successivamente scelse la Calabria come terra elettiva, è distante anni luce dal triangolo industriale e dal progresso che tutto divora e trasforma nel nord del paese.

Tutto ruota attorno alla civiltà contadina con il suo sistema di valori che di lì a qualche decennio, come sosterrà Pasolini, verrà cancellata dal consumismo e dalla televisione.

Il film esce nel 1955 ed è formato da nove corti di nove minuti, girati fra la Sicilia, la Calabria e la Sardegna.
A parlare non sono gli uomini, ma i suoni, i rumori, i canti, i volti dei personaggi che si muovono e si agitano in un forte legame con l’ambiente circostante.

La Cinepresa di De Seta è presente, ma discreta; il suo punto di vista è di parte, come nella lezione neorealista, ma senza marcare l’egemonia culturale dell’intellettuale, un tratto distintivo che segnerà tutta la filmografia del regista.

Nella scelta narrativa legata al tempo, prevale l’unità aristotelica di riprendere tutto nell’arco di una giornata, in genere dall’alba al tramonto, seguendo uomini e donne nel rito quotidiano del lavoro; che siano pescatori, braccianti o minatori delle zolfatare il loro tempo viene scandito dal lavoro, in un ciclo che sembra ripetersi in eterno.

In questo De Seta affida al montaggio e alla sonorizzazione aggiuntiva la funzione di armonizzare il rapporto fra uomo-tempo e lavoro, in un ideale viaggio millenario composto da piccoli poemi staccati e al contempo uniti fra di loro.

Questo tratto è marcato in particolare negli episodi legati al lavoro in mare come “Lu tempu di li pisci spata” o “ I contadini del mare”, dove tecniche e riti millenari della pesca del pesce-spada e del tonno, perdurano fino alla seconda metà del novecento, salvo poi di colpo sparire sotto a causa del progresso economico a tutti i costi.

Gli accenti etnografici, sottolineati nelle tradizioni religiose, evidenziano il debito dovuto alla letteratura di Carlo Levi e ai primi studi di De Martino.

Tuttavia il modo di raccontare quelle storie, in alcuni tratti vera “poesia epica”come ha sostenuto Goffredo Fofi, era fuori moda al tempo ed è fuori moda per certi versi ancora oggi, perché non scade mai nella retorica politica o mitica del mondo dei vinti, ed esclude il commento della voce narrante che era tipico del documentario classico.

Un capolavoro della nostra cinematografia, così lontano dalla smania contemporanea di voler piacere a tutti i costi al pubblico, segno di libertà che da qualche anno è stato riscoperto ed ha fatto sobbalzare sulla sedia anche registi come Scorsese.

Fabio Cuzzola











11 commenti:

  1. Semplicemente MITICO!
    Il Maestro avrà sempre un posto speciale nel mio cuore di cinefilo. Soprattutto in quanto Sardo. I suoi documentari sulla vita agreste nel centro dell'Isola e poi con "Banditi a Orgosolo", il film che ha affascinato Scorsese.

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    1. Sicilia, Sardegna, Calabria....quando gli intellettuali avevano a cuore il Sud.

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    2. E facevano grandi cose con pochi mezzi. Ho sentito la sua intervista, disse che quando vide i suoi filmati al momento del montaggio, gli venne da piangere. Non si rendeva conto nemmeno lui di cosa era riuscito a fare: aveva dato a dei popoli la coscienza di avere una cultura.

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    3. quell'intervista mi ha fatto piangere, non esagero...

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  2. corti meravigliosi. e sono anche contentissimo che Fabio abbia iniziato a scrivere qua.
    giova', ma De Seta non è mica siciliano?

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    1. Nato in Sicilia ha poi vissuto in Calabria, dove si è spento in un posto splendido sullo Jonio.

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    2. Dico "in quanto sardo" riferito a me.

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    3. Ora lo posso dire.....anche se rivelo un pezzo di una mia prossima recensione.....ho lavorato con De Seta per In Calabria, quindi condivido le vostre emozioni!!

      http://terraelibertacirano.blogspot.it/2011_11_01_archive.html

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    4. Non sarebbe male se ci facessi una rece di "In Calabria", nessuno potrebbe farla meglio di te.

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