sabato 20 aprile 2013

Resistance

8

1992, Paul Elliott.

"Resistance" è un film completamente misconosciuto fuori dall'Australia, eppure è un'Opera visivamente enorme e molto riuscita, quasi un'unificazione e una sorta di "prequel" di "Mad Max 2" e 3, dallo stile e dalle dimensioni le quali possano essere realizzate con un budget abbastanza buono: 7 milioni di dollari australiani (circa 10 milioni di dollari Usa). Possedendo spettacolari sequenze ed inquadrature e un caleidoscopio di tanti personaggi stravaganti ed eccentrici i quali vivono nell'Outback e si trovano a dover difendersi dall'esercito di un governo autoritario dell'Australia, in un prossimo futuro distopico.
Nelle bellissime scene in cui questi cittadini si ribellano agli abusi e alle violenze dei militari impossessandosi delle armi, prorompe una sorta di tutti assieme a tutti e pronti ad andare contro l'autorità che neppure in "Braveheart". Il tema del crollo post-apocalittico della civiltà (vi è una grave crisi energetica ed economica, ma guarda un pò) sembravo tornato interessante (di nuovo) nei primi anni '90, e molti degli attori del filone australiano post atomico che con i film di " Mad Max" erano divenuti famosi in tutto il mondo, si rimisero insieme per prendere parte a questo film, che nelle intenzioni avrebbe dovuto esserne una sorta di celebrazione in grande stile. Purtroppo non venne invece praticamente mai distribuito. Persino in Australia nessun cinema lo ha proiettato in pubblico. Poi per una settimana, la produttrice Pauline Rosenberg affittò un cinema cittadino d'essai e fece proiettare il film un paio di volte per dimostrare la qualità e la riuscita del
film e cancellare ogni diceria a suo riguardo e per mostrarre ai finanziatori ora squattrinati che il loro film (prodotto dalla ArcLight), se avesse potuto trovare una distribuzione, non sarebbe stato un flop. Purtroppo però, nella produzione del film si annidava un tarlo pernicioso.

Il fatto che costò troppo e forse in realtà non venne neppure concepito per essere mostrato. Un sacco di «diritti» inghiottirono i costi di produzione, e cercando di farlo uscire è stato raggiunto un campo minato di drammi, causando il risultato che ogni distributore, si sarebbe sentito a disagio solo pensando ai rapporti finanziari (e ai drammi a venire). Fino al 1994 quando il film ebbe una limitatissima distribuzione negli Stati Uniti, di " Resistance" si diceva persino che non ne esisteva una versione che fosse definitiva. Tuttavia, qualcuno fece comunque un sacco di soldi dalla produzione di "Resistance" ... Una triste storia ma anche comune, della produzione cinematografica in Australia.


Tornando al film, seppur qualcuno non possa saper nulla della situazione politica ed economica in Australia, oggi come vent'anni fa, speriamo che almeno arguisca che "Resistance" sta esagerando le cose. A dire il vero, il film teorizza il crollo della civiltà australe in sette anni da quando il film era stato realizzato, perciò nel 1999, ed almeno fino adesso, questo non è capitato, seppur la situazione economica globale e quanto di più vicina sia mai stata a quel "The time is now", quale recita una scritta all'inizio del film.


L'introduzione immancabile in ogni film post apocalittico che si rispetti ci mette al corrente anche che la campagna australiana è oramai diventata come un luogo in cui orde di lavoratori itineranti e raccoglitori del grano cercano di sbarcare il lunario con lavori e paghe di sussistenza, mentre essi vengono schiacciati dagli interessi del business agrario quanto mai e si può capire perchè, di strategica importanza. La situazione è diventata così grave che il governo ha dichiarato la legge marziale e lo stato d'emergenza per combattere ciò che definisce il terrorismo da parte dei lavoratori, la maggioranza dei quali vediamo che sono donne. Come detto, l'ambientazione e la situazione non sono ancora così degradate quanto nei film di ''Mad Max'', ma è sempre lì che ci stiamo dirigendo.


Vi è molta eccitante azione in "Resistance", che è anche triste ma divertente, non deludendo le aspettative di chi si aspetta questo da un film Ozploitation, e certamente i realizzatori sono riusciti a veicolare con successo e forza narrativa il loro messaggio. E' un film efficace, sì, come lo era d'altra parte anche la paranoica fantasia di destra creata da John Milius nel 1984, "Alba rossa" (Red Dawn). Anche in questo film, la "Resistenza'' potrà avere qualsiasi valore di riuscita reale, concreto, o alla fine si risolverà comunque in una bancarotta come il paese alla fame che rappresenta, e il cui reazionario governo contrasta? Qualcuno più vicino alla situazione dovrà rispondere a questa domanda. Tutto quello che posso dire è che come film ho pensato che avesse meriti positivi. Sono altresì rimasto sorpreso di vedere che la Australian Film Commission abbia dato una mano organizzativa e finanziaria al film in quanto le forze armate del governo -seppur ipotetico- sono tratteggiate per maggior parte come composte da uomini che non esitano a combattere e uccidere i loro stessi connazionali (e donne), e in alcuni casi da ufficiali che sono poco più che assassini psicotici.


Come enorme fan dei film di "Mad Max", del filone post atomico e dell'Ozploitation – e si sarà capito – ho cercato di riuscire a vedere " Resistance" per diverso tempo, e finalmente sono riuscito a ottenere il dvd francese, uno dei pochissimi paesi al mondo in cui questo film è stato reso a suo tempo "disponibile". E' valsa la pena di aspettare. "Resistance" è un film molto ben realizzato, il quale si occupa anche di alcuni gradi temi politici, l'abuso di potere, i rapporti impossibili tra l'autorità precostituita e glioppressi, con maturità e spirito. E' anche molto ben girato come ogni film Ozzie che si rispetti, e la vastità del paesaggio outback si prende davvero tutta l'importanza e il rilievo di un altro personaggio principale.


Ci si sente quasi come in un prequel di ''Max'' in quanto vi è una qui una scenografia che precognizza il crollo della ''civiltà'' e un ritorno a una società più feudale. Questo bellissimo "piccolo" film aussie ci mostra così
come in "Sleeping Dogs" ( Unica regola: vincere, Nuova Zelanda, 1977) di Roger Donaldson, qui precedentemente affrontato, uno dei temi cardine della narrativa Ozploitation, ovvero di come un gruppo di persone comuni possa superare lo stato di fatto di uno stato oppressivo e mostrandoci che la resistenza non è – mai – inutile. Contro forze schiaccianti queste persone nascono come consapevolezza, e unione nella lotta per rovesciare un gruppo di sadici militari che vanno al di là del prendere alla lettera le leggi militari, applicando al contempo lo stato di emergenza in questa comunità di lavoratori di una industria agraria situata nell'Outback australiano. Tutti gli attori, Vincent Gil (Bull),Ralph Cotterill (Sgt. Magg. Hopwood), Tim Burns (Kyogle),Stephen Leeder (Col. Webber), Donal Gibson (Eric), Rowan Wood [Woods] (Ian), Gordon Flint (Cap. Stock), Philip Gordon ( Trevor), Iain Gardiner, Jack Thompson in un cameo e tanti altri perchè sono veramente tanti gli attori in questo film, oltre ovviamente a Hugh Keays-Byrne, ci offrono meravigliose caratterizzazioni dei loro singolari personaggi, ognuno di essi. La fotografia è bellissima. La violenza non perdona. La costruzione della speranza che si sostituisce alla disperazione è resa molto bene nella sua progressione e la giustizia finale per tutti coloro che utilizzano unicamente le loro forze per tentare di rovesciare chi sempre ingiustificatamente cerca di schiavizzare gli altri, raggiunge momenti persino poetici. Infatti, vedendo "Resistance" ci si potrà bene rendere conto di come i personaggi veramente "Spostati" (citando i personaggi del celebre film hustoniano dalla comune ambientazione desertica), non siano quelli che apparirebbero a prima vista come tali, ma casomai coloro che vestono un'uniforme e rivestono ed esercitano una brutale autorità.


Come è impossibile non specificare, "Resistance" è purtroppo stato un film davvero molto poco visto, il che rimane un vero peccato. In televisione in Italia non è stato mai trasmesso, manco a parlarne, per l'H.V. è un inedito assoluto, e solamente su Sky in Gran Bretagna ha ottenuto dei rari passaggi settimanali, oltre che una menzione nell'Enciclopedia della Science Fiction pubblicata dal Radio Times. Questo non è comunque un film di fantascienza in quanto tale, ma è però grandioso e sembra strano che abbia ottenuto negli anni così poche recensioni e commenti, persino nei siti specializzati australi.


Ovviamente il fattore principale è stato a causa della sua mancata distribuzione all'epoca. Comunque, esso rimane un film d'impatto sull'ipotesi futuribile ma molto prossima, di misure totalitarie introdotte dal governo australiano per sedare la tensione sociale (rivolte e simili). Queste misure, naturalmente, schiacciano le libertà civili e creano una tensione sempre più ampia in una spirale snervante di problemi di convivenza per tutto il film fino a quando esso diventa fedele al suo titolo. "Resistance" sarebbe potuto essere proprio come una pletora di film incentrati su futuri distopici, ma esso si distingue.


Da un lato il film si concentra per lo più sulle donne e su come affrontano la situazione creatasi, allontanandosi dalle "gag" machistiche di Mad Max e del suo genere. Non solo, ma le donne sono tutte personaggi descritti abbastanza bene, simpatiche, ben tratteggiate e generalmente abbastanza credibili. E' altresì bello vedere in un film come questo, una visione più femminile e al suo attivo, seppur anche la maggior parte dei personaggi maschili sono scritti altrettanto bene con solo alcuni fuori dalla grazia delle cose e degli uomini, e altri personaggi esteriormente malvagi per cui il pubblico possa empaticamente parteggiare contro. Anche i personaggi femminili sono molto ben interpretati, con buone prestazioni di attrici del calibro di Lorna Lesley (Jean Skilling), Helen Jones (Natalie) e Robyn Nevin (Wiley).


Il film è mirabilmente solenne e sobrio in tutto il che significa che riesce alla fine a confezionare un vero e proprio pugno emotivo, a volte un po' di suspense in più a ravvivare diversi momenti di stanca non guasterebbe (il film dura quasi due ore), ma essi sono probabilmente dovuti ad alcuni problemi che esso ha avuto al montaggio -alquanto tribolato- e in fase di post produzione.


La fotografia come detto in apertura è spesso superba, i luoghi sono bellissimi e il film si avvale molto di loro. Anche nei suddetti momenti più lenti il film resta una gioia da guardare, ricca di polvere, e di inebrianti atmosfere.


L'azione è ben gestita dal co-regista e famosissimo attore australiano Hugh Keays Byrne (il celeberrimo Toe-cutter di "Mad Max"), con grande uso di stilizzati slow motion per aggiungere interesse visivo e peso. Il suo esordio alla regia è rimasto davvero un peccato che non abbia avuto maledettamente un qualche seguito con altre prove. Pur nella generale buona riuscita dell'intero film, l'unico problema che potrà insorgere con esso per alcuni spettatori, è che avrebbe potuto essere realizzato contenendo sequenze d'azione (gli stunts sono stati comunque diretti dalla vera e propria leggenda del cinema aussie Grant Page, vi è anche un film interamente incentrato su di lui protagonista, "Stunt Rock" [Australia 1980] di Brian Trenchard-Smith) più importanti, mantenendo il suo punto culminante più a lungo, e per questi ultimi potrebbe rivelarsi un film che sicuramente deluderebbe chi appunto cercava un divertimento d'evasione con un sacco di brutali lotte contro un governo spietato. " Resistance" è invece più una sorta di incubo inquietante incentrato su della gente comune che viene spinta alla ribellione da parte delle autorità che abusano del loro potere, e i combattimenti per soverchiarli occupano solamente una piccola parte. Eppure, questo film ripeto mi è piaciuto molto, per la sua presa, potente e dall'aspetto figurativo meraviglioso. Consigliatissimo dunque, se qualcuno vorrà trovarlo.

Ho letto su una rivista di cinema australiana un'intervista a Hugh-Keays Byrne, il quale rivela che come nelle intenzioni, per quanto riguarda la produzione di questo film in particolare è stata impressionante la capacità del team di produzione nel creare un tale magnifico tributo al concetto di "resistenza" (dal titolo). "Nel breve tempo della lavorazione hanno dovuto ottenere tutte le riprese realizzate nell'unica stagione del raccolto e creare il realismo delle interazioni umane. […] "Peter" (interpretato dallo stesso Hugh Keays-Byrne) è uno dei personaggi che sono stati particolarmente ben fatti, l'onestà delle sue reazioni e del suo comportamento bisogna riconoscere che vanno molto bene con quella che può essere stata la propria dottrina psicologica e l'esperienza personale. Tutti i personaggi hanno una loro onestà di relazioni che suona vera e con una tale perfetta precisione, che a volte riesce ad essere sconcertante. Mi congratulo con tutte le persone che hanno
lavorato su questo bel film."

Napoleone Wilson





8 commenti:

  1. Fattelo mandare da Juan, glielo ho mandato io un file, rippato dal mio dvd francese.

    RispondiElimina
  2. simo, vai qua: http://robydickfilms.blogspot.it/p/redazione-e-articolisti.html
    trovi i riferimenti di Giovanni ;)

    RispondiElimina