martedì 23 novembre 2010

La Antena

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2007, Esteban Sapir.

Un film muto, didascalie che si muovono nell'etere, musica a tema in ogni scena dove anche i mitra sparano a ritmo, omaggio estetico rimodernizzato con giocosa fantasia al cinema che fu. E' anche il bianco e nero che meglio ritrae l'effetto delle dittature sulle popolazioni, fuori dal tempo anche se i riferimenti al nazismo sono netti, compresi i simboli e le armi. Il nazismo è pretesto però, quello che viene raccontato vale solo per lui? Vediamo...

Siamo in un paese al quale è stata rubata la voce, nessuno più è in grado di parlare, tranne 2 "anomalie": una donna che non ha volto, sempre oscurato nella tenebra di un cappuccio e il di lei figlio, privo però degli occhi. Tutto è dominato dalla TV, canale unico con una spirale come simbolo che produce anche il cibo che si mangia, e dal suo padrone, un personaggio viscidissimo coi capelli pitturati in testa, un dominio che vuole rendere ancora più assoluto rubando alle persone anche le parole. Per far questo userà la donna che parla, ricattandola, ma c'è il figlio che costituisce un pericolo. Grazie a 2 dipendenti licenziati dalla TV verrà riattivata un'antenna nascosta nelle montagne per trasmettere la voce del bambino e cercare di...

La trama stessa, che volutamente non ho dettagliato (aggiungo qualcosa nei frame sotto), è una metafora precisa di cosa contraddistingue una forma dittatoriale. Noi italiani (purtroppo! di questi tempi nanoarcoresi...) troveremo ben più di un esempio Fuor di metafora, praticamente un ritratto. Ci vorrebbe qualche grande intellettuale che coniasse un termine che definisca al meglio le "Democrazie Dittatoriali", con una parola sola che non richieda di volta in volta spiegazioni: classe politica non eletta di fatto dal popolo ma decisa dai partiti; controllo totale dell'informazione dominante (che è la tele, non la carta stampata); sostanziale assenza di pluralismo culturale; assoggettamento di usi e costumi a quelli del potere che invece di fatto è libertino (moralismo falso ed ipocrita); chi più ne ha ne metta. Prendendo Vatikalia ad esempio (termine coniato dal mio amico Pezzoli), si potrebbe scrivere un elenco tale da richiedere una telenovelas per raccontarlo, altro che un film! La Antena, vedrete, si concentra soprattutto sulla libertà d'opinione ed espressione.

E' un'opera bella da vedere, piacere per occhi ed orecchie, ma non sto a ripetere quanto detto all'inizio della recensione. Alla fine, nonostante l'argomento pesante per non dire pesantissimo, il film è divertente, con non poche trovate intelligenti, probabilmente godibile anche dai bambini per il fascino poetico e la fantasia delle scene.
Strano che da noi non s'è visto, molto strano, di solito queste perle ...

Consigliatissimo.

p.s.: film scoperto grazie al bravo Harmonica, che ne ha parlato qua.


lacrime vitree, di ghiaccio, che si possono staccare dai visi

le montagne saranno di cartapesta, carta di giornali, i quotidiani non esistono in quel paese, qualcuno avrà sconsigliato di leggerli? di più, li avrà vietati

un simbolo, quello sulla mano, contraddistingue...

si parte per raggiungere l'antenna sulla montagna

il rumore delle raffiche, con tanto di fumetto e colpi a ritmo della musica

il viscido personaggio, pelato coi capelli dipinti

l'interno dell'antenna, una immensa macchina da scrivere, cosa vorrà dire?

il bambino sul trasmettitore, che forma "casuale"!

il trasmettitore di TV, con la donna, altra forma "casuale"

la città che subisce l'imbonitura finale

la voce del bambino che chiama la mamma, sarà sufficiente a ...


14 commenti:

  1. Ne parlai anch'io qualche post fa, ma onore al merito alla tua recensione. Del resto ad ognuno il suo mestiere.;o)
    Film da far girare e un bel monito (per dirla alla Napolitano) per i cineasti italiani di "mollare le menate e di mettersi a lottare" (e qui citazione di Eugenio Finardi quando era incazzato).

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  2. occristo harmonica, scusami, mi sono accorto grazie al tuo commento che ho scoperto il film grazie a te, è che non ricordo sempre, mannagg... ho fatto una citazione nella rece, atto dovuto :)
    ciao!

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  3. ok segnato!
    dall'argentina di tanto in tanto arrivano filmettini interessanti: il bel Moebius, Nove Regine e Il segreto dei suoi occhi.

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  4. Maledizione! Sembra una meraviglia!
    Yang

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  5. bella frank! mmmm, il segreto dei suoi occhi visto, bello, ma gli altri non li conosco, e segno :)

    sì yang, lo è! :D

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  6. @Robydick
    Figurati, se sapessi com'è messa la mia di memoria... :oD
    Ciao

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  7. curioso..grazie me lo cerco.ciao amico

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  8. un film fantastico, semplicemente: una cosa così non si vedeva da decenni.
    magnifico il modo in cui riesce a rimanere in equilibrio tra poesia (quindi Grande Cinema) e il messaggio politico-sociale. non è da tutti.
    opera stupenda! ciao!

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  9. Non lo conoscevo, lo cerco anch'io :)

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  10. brazzz, caro minatore, mi fa soffrire non poter seguire il tuo blog col "tubo" bloccato in ufficio... cercherò un nuovo lavoro appositamente :)

    ciao einzige, secondo me bisogna davvero cercare nel muto qualcosa di paragonabile, hai ragione.

    ciao sara, benvenuta anche qua, è un piacere :)

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  11. un film unico, siamo in zona capolavoro, per me.

    avevo messo qualcosa qui, con link a recensioni interessanti
    http://markx.splinder.com/tag/esteban+sapir

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  12. accipicchia, questo è proprio da vedere!

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  13. sì Doniel, nel tuo blog starà benissimo ;-)

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