mercoledì 10 novembre 2010

Hanno rubato un tram

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1954, Aldo Fabrizi.

Dopo aver visto il bellissimo Emigrantes ho indagato su altri film diretti dal grande Aldo Fabrizi, trovando questo titolo che m'ha incuriosito. Scoperto poi che è ispirato ad un vero fatto di cronaca, guardarlo è diventato inevitabile.

Mancini, interpretato dallo stesso Fabrizi, è un conduttore di tram, romano trapiantato a Bologna con moglie, suocera e figli a carico che parlano un dialetto che dopo 20anni lui ancora non comprende. Fiero del suo lavoro, che vive dentro e fuori dai tram, con amici colleghi, la bocciofila, le iniziative del CRAL. E' malvisto da Bernasconi (altra vecchia gloria, Carlo Campanini), il suo capo, perché Mancini a bocce lo batte sempre e negli ultimi tempi Bernasconi è particolarmente adirato.

Ora tutti parliamo di mobbing, all'epoca bastava davvero un nonnulla per subirlo e non c'era parola per definire il fenomeno o legge che ti tutelasse. Da un banale incidente col tram comincia il massacro ai danni del buon Mancini, prima declassato a controllore, poi per altri fatti banali sospeso per 3 mesi senza stipendio, con effetti che diventeranno devastanti per la sua condizione di vita familiare e sociale oltre che professionale, e il Bernasconi che infieriva ad ogni occasione.

Nella peggior notte possibile della sua vita, ché avrebbe ucciso il suo despota, solo guidato da istinto senza premeditazione, prende un tram dal deposito e parte, un viaggio notturno dall'epilogo scontato ma, finché è durato, spettacolare (scene fantastiche!) e gioioso, pensare che sia veramente successa una cosa simile è incredibile. Il finale ve lo lascio.

Film modernissimo nei contenuti, sorprendente per i tempi, con Fabrizi in grande forma. Lo definirei una commedia drammatica, molto divertente in parecchi momenti, con contenuti forti.
Da non perdere.

Un paio di personaggi da sottolineare che ci hanno lavorato: Mario Bava alla fotografia e Enrico De Seta, un pittore che si occupò di locandina e cartellonistica.

"ma dico io, come se fa'... se uno se vole fa' na pagnottella, col pane così? questo è bono pe' guida' 'na nave..." , tra i tanti i momenti divertenti.

assalto dei tifosi al tram all'uscita dallo stadio, poi quando scopriranno che è romano...

la fotografia di Bava, la Bologna dell'epoca, questa è una cartolina

Mancini sospeso al lavoro, il figlio sospeso dalla scuola. che dirgli? tra i momenti toccanti

ha toccato il fondo il buon Mancini, è notte, un tram incustodito.... si parte.


3 commenti:

  1. accidenti, lo sapevo, è tutto collegato, futuro e passato, bava e fabrizi, stronzi e stronzi di tutte le epoche!
    p.s. XXX:D 'Aldo in grande forma' è stupenda! Se fosse dimagrito anche lui come altri non l'avrei più riconosciuto! ;)

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  2. ..Per combinazione l'ho rivisto l'anno scorso. Bellissimo e toccante. Film paradigmatico di una dignità e una solidarietà, però, in alcuni momenti, che nell'Italia di oggi è completamente inaridita e scomparsa, e questo dai film di quel periodo emerge per contrasto inevitabilmente. La capacità di uno sguardo veramente e riuscitamente "morale", non moralista, che quello è solo dei troppi veri immorali di oggi.

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  3. petrolio, fabrizi è un'icona del panciuto, e come ben dici guai a vederlo dimagrito! :)

    wilson, condivido in toto le tue considerazioni, ancor più vere se pensiamo che non è un film fatto molti anni dopo i fatti ma, come emigrantes, è contemporaneo agli stessi.

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