lunedì 1 novembre 2010

Morte di un matematico napoletano

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1992, Mario Martone.

E' uno di quei film il cui titolo è già uno spoiler, rimane da scoprire come e perché il matematico è morto. Parliamo di Renato Caccioppoli, famoso matematico e docente universitario a Napoli.

Il film ripercorre i suoi ultimi giorni di vita, a partire dal 1 Maggio 1959, 8 giorni di intellettuale ed etilica agonia prima del triste epilogo. Subito il primo giorno lo vediamo come un barbone nella sala d'attesa di terza classe alla stazione, non si può credere sia lui. E' un incipit che ci piomba immediatamente nella sua condizione, nel suo male di vivere che in quei giorni più che mai affonda nell'alcol.

Caccioppoli, nipote di un "certo" Bakunin, fino a prima dello scoppio della guerra ha essenzialmente un trascorso di scienziato talentuoso. Nel '38 viene arrestato per un discorso contro mussolini ed hitler proprio mentre quest'ultimo visitava l'italia. Trasferito poi in un manicomio criminale per intercessioni varie, dopo la guerra inizia la sua attività politica. Una mente raffinata anche al di fuori della matematica, alla politica ed allo studio sacrificherà molto se non tutto e non porterà avanti nulla come vorrebbe della sua vita privata. Quando lo vediamo, negli ultimi giorni, è in uno stadio di nichilismo irreversibile, anche a causa dell'alcol che ne ha minato volontà e capacità, un uomo totalmente scorato da ideali disillusi, noto per le sue battute pronte e sarcastiche diventa fin feroce quasi a voler disilludere chi gli sta intorno. Matura però dentro di sé la coscienza del suo essere sempre più distruttivo che costruttivo.

Impermeabile e canottiera durante tutto l'anno, Caccioppoli è interpretato magistralmente da Carlo Cecchi. Tutto il cast, rigorosamente attinto dai teatri napoletani, è impeccabile, se ne riconoscono molti, attori di personalità che Martone ha saputo livellare, in senso buono, al fine di creare un clima omogeneo e privo di protagonismi che sarebbero risultati inadeguati.

Bellissima Napoli "vecchia", teatralizzata in piani sequenza mai lunghissimi, color seppia e silenziosa, lontana anni luce dagli stereotipi che la identificano, "goticizzata" ma sempre Lei nei ritratti di umanità. L'ambiente di Caccioppoli è quello dell'alta borghesia, ma è lui stesso ad accompagnarci nei sobborghi più popolari, dove suole rintanarsi. Se ci aggiungiamo i giovani dell'università e della sezione del PCI, tranne il mondo dell'infanzia molto viene ritratto della città.

La storia di una deriva drammatica, di una solitudine forse procurata da eccessiva razionalità e coerenza, mia personale ipotesi. Film decisamente da vedere, politico in modo originale.
Martone per me è un regista tutto da scoprire, opere come questa non sono frutto del caso.

il vero Caccioppoli


5 commenti:

  1. ciao sono appena arrivata nel tuo blog ,davvero interessante la tua recensione penso che sarà uno tra i prossimi film che vedrò ,un saluto Chiara

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  2. ciao chiara!
    ho ricambiato la visita nel tuo bel blog con molto piacere! :)

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  3. Questo é un film che ho visto. L'ho trovato non solo interessante, ma anche, per la sapiente stesura, molto emozionante.

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  4. non l'ho visto, lo farò
    un saluto

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  5. bravo adriano, condivido, un gran bel film.

    ciao ernest, i tuoi saluti mi fan sempre piacere.

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