giovedì 4 novembre 2010

Detenuto in attesa di giudizio

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1971, Nanni Loy.

Finalmente anche l'Albertone Nazionale nel mio blog!
Un'assenza colpevole della quale ero stanco di biasimarmi. Un esordio che ho voluto col botto (miglior attore ai David ed anche a Berlino), un Capolavoro del genio di Nanni Loy che da tempo mi promettevo di rivedere. Film che ho scoperto essere poco noto, non tanto quanto merita, tra i miei interlocutori più giovani in particolare, ma su questo torno dopo, sulle conclusioni.

Sordi interpreta un personaggio dal cognome emblematico: Giuseppe Di Noi, uno che potrebbe essere chiunque. Geometra, vive da quasi sette anni in Svezia dove ha trovato successo professionale, amore e figli. E' il ritratto della felicità quando, concluso un ricco contratto, torna in Italia per una breve vacanza con la famiglia, sul tetto della volvo una barchetta e al traino una roulotte. Alla frontiera italiana lo invitano a scendere dalla macchina ed entrare negli uffici per una "formalità", solo che lo faranno uscire dal retro senza nemmeno avvisare la moglie e trascinato su una gazzella della polizia ammanettato si ritroverà a San Vittore arrestato, perquisito in ogni orifizio corporale e pure sbattuto in isolamento come un pericoloso criminale!

Una situazione spaventosa, l'inizio di un calvario, anche per la povera moglie che con quell'autotreno di veicolo e i 2 bambini seguirà tutta la vicenda, rincorrendo il marito prima a Milano, poi a Roma ed infine nella provincia di Salerno, nei vari carceri dove il povero Giuseppe, impossibilitato a comprendere il perché dell'arresto e del trattamento a lui riservato, sarà trasferito. Poco prima dell'arrivo a Salerno le prime notizie: accusato di omicidio colposo preterintenzionale di un cittadino tedesco, tale Franz Kaltenbrunner. - E chi è? - si chiede - forse quel tedesco (durante la guerra) che mi riempì di botte, sarà morto per la stanchezza? - santidei, quando dice questa battuta che riporto più o meno fedelmente, con quella faccia pesta e tragica, avevo le lacrime agli occhi! Non vi anticipo la vera natura del reato, del quale Di Noi era completamente inconsapevole e fu processato contumace mentre era lontano dall'Italia, e non vi dico nemmeno del finale incredibile e lunghissimo che ha questo film.

Come molto bene vien detto nella pagina wiki dedicata: "Il film-denuncia di Nanni Loy, una sorta di incubo kafkiano calato nella realtà italiana, suscitò enorme scalpore, poiché per la prima volta un'opera cinematografica denunciava senza mezzi termini l'arretratezza e la drammatica inadeguatezza dei sistemi giudiziario e carcerario italiani." .
VISIONE OBBLIGATORIA!

Qualche altro accenno alla storia lo faccio nei frame sottostanti.
Tornando al discorso sulla scarsa notorietà di questo film... Ha sicuramente una programmazione irrisoria nei canali generalisti, e quando viene trasmesso ciò non avviene in prima serata. Perché? Una somma di concause probabilmente. "Sordi facce ride!" è comprensibile come auspicio, ma questo grandissimo attore ha interpretato ruoli drammatici con capacità come pochi altri, questo non è il solo caso ma certo è tra i pochi dove nemmeno uno spiraglio è lasciato alla sua straripante carica di simpatia ed umorismo. Io ho riso su quella battuta citata sopra, ma è di uno humor nerissimo, non so nemmeno dire se c'era volontà di far ridere da parte di Loy e la faccia di Sordi è tragica al massimo.
Altra ragione può essere quella che indubbiamente tutta la macchina della giustizia non ne esce assolta e direi non solo la giustizia, che sembra più rappresentare una condizione diffusa dell'amministrazione statale. Questa possibile ragione però mi lascia un po' così, perché visto che la magistratura da tempo in italia è sotto costante attacco e minaccia dalla politica, e visto che in testa a chi minaccia c'è un essere che possiede ben 3 reti nazionali oltre a controllare capillarmente la rai, io al posto suo questo film lo farei trasmettere almeno una volta alla settimana. Ma anche qua c'è del sotteso e forse dovrei ripetere le considerazioni fatte poco tempo fa per "Cadaveri Eccellenti"

Ci segua prego, è solo una "formalità"... sarà l'ultimo momento che vedremo il protagonista sorridente, ottimista.

perché le manette? non è dato sapere. dove si va? nemmeno si sa. avvisare la moglie? impossibile, e quella si ritroverà abbandonata alla frontiera, senza conoscere la lingua, senza soldi italiani... pazzesco.

non vi dico la faccia di Giuseppe quando vede il perquisitore indossare quel guanto! al di là delle necessità per la sicurezza, l'ingresso in un carcere pare seguire una sorta di liturgia il cui scopo sembra essere l'impietoso abbattimento di ogni dignità umana, a cominciare da chi lì dentro dovrebbe semplicemente vigilare su di te.

si riconosce Lino Banfi? è il bastardissimo direttore del carcere vicino Salerno, una figura che è la quintessenza del menefreghismo verso i detenuti e del comportamento becero all'insegna del "penso solo ai cazzi miei". durante la messa a suffragio di un detenuto suicidatosi, amico del Di Noi, tutti i presenti pregano rispondendo alle invocazioni del prete come liturgia normale prevede, cosa che a loro però era vietata, una delle tante regole senza un perché sensato. è l'inizio reale di una rivolta che sarà anche il momento, come azione, più spettacolare del film. la permanenza a Salerno sarà descritta bene, il pezzo carcerario più lungo nel film, descrizione minuziosa della detenzione

mi pare chiaro quale sia la destinazione finale di Di Noi, e non c'è finito perché ha fatto il furbo. finito l'isolamento e dopo la rivolta si ritroverà trasferito, non ricordo dove, in una cella con altri detenuti di quelli di lungo corso e presto, scambiati i primi convenevoli, rimpiangerà l'isolamento che non gli verrà concesso... sarà l'atto che porterà al delirio definitivo.

avvocato alla sua destra, pubblica accusa a sinista, un momento d'idillio, chiarimento, anche scuse ma senza esagerare, tanto che Di Noi verrà persino rimproverato perchè "... un po' è anche colpa sua eh!"...

ormai però quell'uomo è arrivato ad una condizione irreversibile, questo primo piano la esemplifica perfettamente.


16 commenti:

  1. gran bel film di un regista molto bravo,con un sordi non nella parte della caricatura di se stesso,come un pò troppe volte nella carriera

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  2. Bellissimo film, Roby! Non potevi che scegliere uno dei migliori insieme a Un borghese piccolo piccolo, Una vita difficile e Tutti a casa. È l'attore che ho amato maggiormente perché ha unito le varie epoche della mia esistenza in maniera egregia con le diverse interpretazioni (comica-drammatica). Un vero talento, un uomo che si è messo in gioco totalmente! Faceva parte di una generazione di attori che sapevano cosa fosse l'arte, il sacrificio, la cultura, la vita! :)

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  3. ti dico solo che questo è il cult di famiglia (e non perchè ci sia dentro un parente). probabilmente nessuno meglio di Sordi poteva incarnare questo italiano tipico (Di Noi non è certo un nome messo a caso...), volonteroso ed apprezzato all'estero dove è dovuto emigrare, e tradito dalle trappole della giustizia paludosa di questo paese, che non è più il suo. come l'altro cult di famiglia (Pane e cioccolata, con un Manfredi strepitoso), emblematico di una situazione, più che mai attuale, che vede gli italiani imbarazzati dal loro stesso suolo natale. ora vado a comprarmi la valigia di cartone... :)

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  4. Mi è venuta voglia di guardarlo :)

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  5. Uno dei film italiani più belli e più angoscianti che abbia mai visto. Lo consiglio caldamente anch'io.

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  6. bellissimo film, peccato che albertone sia stato sfruttato poco in film drammatici.

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  7. @brazzz e harmonica: più che d'accordo con entrambi.

    @petrolio: praticamente hai fatto l'elenco dei Sordi che voglio vedere, ahah! :D

    @unwise: complimenti alla famiglia! guarda, pane e cioccolata è in coda, dopo aver visto Emigrantes di Fabrizi, altro importante film sull'emigrazione.

    @sara: benvenuta anche qua, ciao!

    @ernest: prego :)

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  8. ...Ciao..La parte finale prima del suo ricovero in manicomio giudiziario, è anche attinente alla verosimiglianza medicopsichiatrica. Quando la mente di una persona è sottoposta ad un tale stress, e disperanti esasperanti, vessazioni, per un periodo di tempo poi così prolungato,può avvenire per davvero di avere delle convulsioni -che però sono di origine nervosa- senza aver mai sofferto di nessuna forma di epilessia. Effetto limite che Sordi restituisce in maniera di impressionante aderenza, perchè da immenso interprete quale era riusciva a rendere tutte le situazioni del tragico,altro che draammatico, come "Un Borghese piccolo piccolo" confermerà in toni eccezzionali poco più di cinque anni dopo. Di Loy, bravissimo, acuto, lucido e sensibile al contempo, autore politico e impegnato del cinema italiano migliore, oggi già come al solito colpevolmente dimenticato, marxista vero, non "compagniuccio" da sagrestia degli amici come tutti o quasi quelli del cinema italiano d'oggi, dicevo, di Loy, dato che l'ho rivisto di recente e dopo troppi anni, -finalmente-in una splendida copia restaurata, brillante e vivida nei colori e ben definita nei suoi contrasti oltre che nel suo bel corretto formato panoramico da Sky in 16:9,vedi appena puoi "Sistemo l'America e torno"('74) con Paolo Villaggio un anno prima di "Fantozzi", molto bravo anche come attore serio e amaro e non ancora macchietta cartoonistica,per molti, è addirittura il film migliore della carriera di entrambi, Loy e Villaggio,certo è bellissimo e per niente invecchiato e sorpassato, anzi in questi giorni di "ritorni della feccia che risale dal pozzo", come ebbe a dire Montanelli del berlusconismo,con l'imporsi alle elezioni americani del Congresso e Senato degli estremisti rivendicativi e pericolosissimi dei "Tea party" repubblicani, quanto mai attuale, come originale sguardo di un italiano degli anni settanta sull'america delle tensioni razziali, della repressione politica violenta, e delle crude sperequazioni socioeconomiche del capitalismo "reale" statunitense. a

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  9. Wilson, volevo ben dire... eri atteso su questa rece :)
    grande dritta quella del film con Villaggio, non ne sapevo nulla di nulla! non vedo l'ora di vederlo.
    io ammiro Loy dalla sua candid camera, pensa, anche quel programma, fatto da lui, era di tutt'altro spessore. 2 film e tutti nell'Olimpo nel mio blog, l'altro è questo: http://robydickfilms.blogspot.com/2007/08/le-quattro-giornate-di-napoli.html

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  10. ...Fà piacere trovare anche una ragazza carina come Sara in un blog serio di cinema cioè assolutamente niente di maschilista o sessista che una ragazza si interessi di cinema, ma è un bene e una cosa positiva, che a differenza di altri siti e blog di cinema-anche molto famosi o a cui collaboro- non si sia anche qui quasi esclusivamente il solito "universo concentrazionario" maschile di "pazzoidi" aridi e ripiegati su sè stessi fanatici e presuntuosi "sulle loro", "custodi e propugnatori di verità supponenti", come le sette.E vi assicuro, che ce ne sono tanti così.

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  11. Winston, il "carina" a Sara te lo passo, ma il "serio" al blog è quasi intollerabile, ahah!

    è che ti concentri sui film di tuo interesse, giustamente, ma se leggi i commenti su quello di oggi, per fare un esempio recente...

    ci sono molte donne che frequentano il blog, sono molto orgoglione di questo. :)

    @zio: m'ero dimenticato di salutarti prima... ciao :)

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  12. ..Ma no non è che mi concentro solo sui film di mio interesse, ce ne sono a pacchi di altri sul tuo blog che sono di mio interesse, ma purtroppo ancora non ho avuto modo di soffermarmi e dedicarmici in "definitive line", "tempis fugit"...Giusto..?

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  13. fugit anca tropp', disém a Milàn! :)

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  14. la famiglia, compreso il ramo Volontè, sentitamente ringrazia! :)

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