sabato 20 novembre 2010

Lisa e il diavolo

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1972, Mario Bava.

E' il Bava che si cimenta con entrambe le sua passioni, il thriller e l'horror. La storia di una turista americana a Toledo che si verrà a trovare in una villa-castello piena di misteriosi personaggi tra i quali un maggiordomo infernale.

A ritmo lento e costante, quasi senza preamboli, in continua tensione dal primo all'ultimo secondo con un finale da Genio, per oltre 60 dei 95 minuti quasi incomprensibile, poi l'affermazione del diavolo "tutto ha una spiegazione" vedrà conferma. Torna la figura del folle traumatizzato, come in "Il rosso segno della follia", stavolta accudito dalla madre e dal maggiordomo già descritto che è un curioso collezionista di manichini.

L'elenco di curiosità pubblicato nella pagina wiki è interessantissimo, ne riporto qua alcune:
- In origine il titolo avrebbe dovuto essere "Il diavolo e i morti".
sarebbe stato un titolo più adeguato a mio parere, il diavolo e non Lisa è la figura centrale del film.
- Per molti anni la versione italiana fu creduta persa e andò in onda per la prima volta nel 2004 su Sky.
onore a sky, cercatelo però nella versione in dvd poi uscita, è priva di alcuni tagli.
- Per le riprese di questo film Bava ebbe per la prima volta carta bianca dal suo produttore.
prendo atto, ma non ne sono completamente convinto...
- Lo scarso successo iniziale spinse il produttore, Alfred Leone, a ritirare la pellicola e ripresentarla modificata nel 1975 con il nome La casa dell'esorcismo dove, sull'impronta de L'esorcista di Friedkin, furono (malamente) aggiunte scene di più impatto mediatico.
infatto ho visto la versione di Bava, quella di Leone manco se mi pagano, è una questione di fede.
- Il personaggio di Leandro succhia lecca-lecca come deterrente per il fumo, questa particolarità piacque così tanto all'attore Telly Savalas da fargli decidere di adottarla in seguito anche per il personaggio di Kojak.
questa è una vera chicca, Bava che era presente anche in Kojak.
- In questo film si contano più di 100 zoom.
aspetto che insieme ai grandangoli ho sempre sottolineato in Bava.
- I trucchi vennero curati dal grande Francesco Freda

Roba per Bavisti fedelissimi, come me.

Elke Sommer, attrice tedesca d'indubbia qualità
il diavolo rappresentato sulla chiesa, che trasporta i morti. da qui parte il film
ho sempre pensato che Telly Savalas avesse un qualcosa di satanico in quel muso
solita firma di Bava, grandangolo d'interni. in questo film col 28mm (mm più mm meno) si vedono persino zoomate e carrellate, robe da far girare la testa.
che non si dica che Bava non pensasse anche alle spettatrici. questo è un vero cattivone.
il frame rende poca giustizia a questa scena ed alla fotografia
un funerale indoor? qua il mistero s'incupisce, c'è stato il primo omicidio ma per alcuni pare cosa normale
ancora manichini, come nel citato "il rosso segno della follia", qui però simboleggiano ben altro
Sylva Koscina, altra ottima performance di Madre Natura
questa non sta proprio bene direi, e nemmeno chi l'ha ridotta così
SLURP !!!!
non è proprio il massimo della compagnia per banchettare in allegria
Kojak !!!


7 commenti:

  1. Mi inchino riverente al maestro Bava e alle bellezze di Sylva Koscina.
    Un'altro regista che eccelle nell'uso del grandangolo è Werner Herzog, chissà se si è cibato dei film di Mario nostro.

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  2. @harmonica: bava ne ha ispirati tanti di registi, alcuni dichiarati altri no! tipo landis, dante, burton, lynch...

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  3. cari amici, avete ragionissimo entrambi. koscina compresa :P

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  4. ..Ah, ecco ora sì, con in cuffia "Perfect Kiss" da 10 min. dei New Order, si può partire...Allora, "Lisa e il Diavolo"...Bè, ma anche al versione di Leone "La Casa dell'esorcismo", per il mercato Nordamericano la devi vedere, per un "baviano" è comunque un dovere "completista"...Poi il produttore Leone era comunque un personaggio che non ti dico, simpaticissimo...Per un periodo ed era già anziano stava sotto praticamente il mio attico, lui invece viveva al residence Archimede, ai Parioli...Aveva una bellissima Fiat 130 argento e poi una Jaguar Sovereign 3500 amaranto regolarmente sempre più sfasciate nelle manovre di parcheggio,contro le colonne e le altre macchine di un garage sotterraneo all'albergo...Scene che neanche quella famosa di "Driver L'Imprendibile" se ti ricordi, quando Ryan O'Neal fà sfoggio delle sue capacità di guida e manovra al limite con la famosa Mercedes 280 SL rossa...Nel caso di Alfredo Leone, vuoi un pò per le ore antelucane in cui rientrava tutte le notti, la presumibile frequentazione delle famose bische romane di quegli anni, lo stato alcolico, e ultimo ma non trascurabile, la già veneranda età...Figura di produttore come oggi non sono comunque purtroppo nemmeno più concepibili, è stato una leggenda, seppur minore, del cosìddetto nostro cinema bis...

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  5. ...Eppoi comunque ne "La Casa dell'esorcismo" la versione di Leone, c'è Carmen Silva (Anna), che è sempre nudissima in frontale integrale insistito e dettagliato lì quando appare al povero Robert Alda, il prete-esorcista, ed è una mora del tipo sudamericano-caraibico da far resuscitare i morti...Sequenza da "spontaneous pollution"..

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  6. ahah! Wilson, sei un personaggio sempre più misterioso... ma quante ne sai?!? :)
    ammetto che con Carmen Silva e la spontaneous pollution hai attizzato le mie corde più deboli. prima o poi lo guardo :D

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  7. ...Sì, ma come ebbe a dire il buon Battiato prima di rintrombonire del tutto, proprio riferendosi a ciò, non all'inquinamento..."The Pollution, is not the solution"...Su questo, aveva indubitalmente ragione..

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