venerdì 18 febbraio 2011

Italia a mano armata

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1976, Franco Martinelli.

Terzo ed ultimo capitolo della "Trilogia del Commissario Betti", dopo gli ottimi "Roma violenta" e "Napoli violenta". Personaggio che non avrà altri seguiti, anche qua interpretato dall'italiano "all'americana" Maurizio Merli per il quale ho solo una parola: Grande! Torna alla regia Franco Martinelli, nome d'arte di Marino Girolami, che è anche ideatore di questo personaggio.

Stavolta Betti è a Torino. Lo stesso giorno ci saranno una sanguinosa rapina in banca e il rapimento di un gruppo di bambini su uno scuola-bus. Entrambe le indagini porteranno a Milano e dintorni inizialmente, poi si concluderanno (solo per il rapimento) a Genova. Tanta azione! Omicidi, inseguimenti, scazzottate, c'è il repertorio al completo dei primi 2 film. Spettacolo garantito e tra i miei Cult come gli altri 2. Altri pezzi di sinossi nei frame sottostanti.

Prova di maturità, lo dico con affetto e stima, per Martinelli. Il confronto con "il" Lenzi di "Napoli violenta" non dev'essere stato semplice ma non s'è tirato indietro e rispetto a "Roma violenta" m'è sembrato esserci più mestiere. Evitati ulteriormente dialoghi "politicamente compromettenti", che tanto al film ed allo spettatore di questo genere di film davano poco già allora figuriamoci oggi. Si punta dritto sullo spettacolo, e ne sono stato ben felice! Non chiedevo di meglio.

A proposito della "politica", anche in questo blog quando abbiamo parlato di "Roma violenta" inevitabilmente il problema ce lo siamo posto: da che parte stiamo? Qui si taglia via ogni indugio e, a parte la rapina in banca, si punta su un reato che mette tutti d'accordo: rapimento di bambini. Ci saranno delle scene veramente dure. S'è cercato qualcosa che mettesse fuori discussione il "metodo Betti"? Può darsi, chi lo sa. Io personalmente anche nei film precedenti ero troppo preso dalla forza del personaggio più che dal suo valore morale, lo ammetto, però le osservazioni non erano banali, oggi come allora.

io questo posto lo frequentai. da bambino ho vissuto per un breve periodo a Torino e qua ci andavo con mio nonno a fare la spesa ogni tanto. come detto altre volte, tra gli aspetti belli di questi film c'è il vedere luoghi ed abitudini di vita dei tempi, cosa che per chi ha una certa età ha un piacevole sapore nostalgico.

una violenza carnale che costerà molto cara

tipico cascinale lombardo, dove sono arroccati i rapitori

inizio di una scena veramente straziante, per quello che accade ed anche per l'ottima musica che l'accompagna

gettato sull'asfalto dall'Alfetta in piena corsa sull'autostrada

caruccia Mirella D'Angelo, proprio caruccia... bella la sua parte, un po' "forzata" nella trama ma non approfondisco per evitare spoiler

qualche immaginetta dura per horrorofili non manca, questo ha subito un gran bel trattamento

altro luogo storico e tipico della malavita: l'Ortomercato di Milano, dove parte un'inseguimento spettacolare!


wowwww !!! un salto nel bacino dell'Idroscalo a Linate

simpaticissimo Toni Ucci che interpreta Raffaele Cacace, borsaiolo napoletano in trasferta a Milano

Betti in carcere, l'hanno incastrato ben bene... in una gabbia coi leoni intorno.
E gustiamoci in chiusura un pezzo della o.s.t. di Micalizzi! Questa musichetta alla mattina ti predispone proprio bene. Stupendo poi il muso dell'Alfa Romeo Giulia, macchina nei miei sogni da quand'ero in fasce. Prima o poi il peccato mortale di prendermene una lo commetto.


15 commenti:

  1. un saluto veloce, sto uscendo di casa, ciauz !

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  2. grande film questo. l'o.s.t. di Micalizzi mi colpì particolarmente.
    però, di pancia, preferisco Roma violenta :)

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  3. ciao einzige! a mio parere "Roma violenta" ha la novità, "Napoli violenta" ha la qualità superiore di Lenzi, questo assomma le esperienze

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  4. ...Vedo con piacere che c'è chi nota subito la bellezza assolutamente "astonishing" come dicono gli americani, di una giovane Mirella D'Angelo, poi tra le tante donne di Dario Argento, avrà un ruolo in "Tenebre"('82), sempre bellissima.

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  5. e vai Betti che sei tutti noi!
    ...la sigla mi sembra un po' simile a quella di UFO...n'est pas? :)

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  6. Nel frame dei due banditi in fuga, alle prese con il caricamento dello Stein c'è Daniele Dublino, era anche bravo e nei '70 fece parecchi film soprattutto ruoli importanti anche con i Taviani, come in "San Michele aveva un gallo"...Abitava nel palazzo in cui vivevo io ai Parioli, per anni, ed era simpatico.

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  7. oddio unwise, non saprei... dici che c'è del plagio? O_o

    eh wilson, come non notarla la Mirella? :P
    quel palazzo dove abitavi ne aveva di frequentatori però! sia stabili che abituali, ricordo la storia di Salce ;-)

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  8. C'è un maggior scavo psicologico del personaggio Betti in questo film, "Italia a mano armata". Doveroso citare come sempre John Saxon/Albertelli e Raymond Pellegrin/Commissario Arpino, per quel che riuscivano a portare di più in questi film,attori internazionali dalle grandi facce,e bravissimi caratteristi dalle centinaia di film di tutti i generi, e ogni regista.
    Eh, per Salce che vuoi sai com'è, era un palazzo borghese ai Parioli...per qualche tempo, ma venne scoperto dopo, lo frequentava pure Roberto Ognibene, chissà c'era persino un loro "mezzo covo sicuro"..

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  9. Stranamente, dei tre è quello che ricordo più volentieri...
    I '70 sono una miniera eh roby ?

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  10. grazie wilson, sempre a completare le rece...
    c'era pure uno che rapinava banche lì da te no?
    ahah! ;-)

    vero magar, a un film al giorno c'è materiale per una vita sono con quegli anni.

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  11. Sì anche per me,c'è questo non indifferente apetto in più, ed è anche per questo che ho sempre adorato questi film, di vedere e ritrovare/riscoprire luoghi, ricordi e sensazioni di luoghi, avvenimenti e atmosfere che anch'io ho vissuto, e che sono in grado di sentire e di riconoscere, per quanto mi riguarda ovviamente strettamente legato a Roma e ai tantissimi film di quel periodo girati ovunque, nella Capitale.

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  12. Toni Ucci, lunga carriera nel cabaret romano come il Pouff di Lando Fiorini e il Sette x Otto di Funari e Lionello...tra l'altro il primo "Venticello"anche se non si chiamava ancora cosi'ma ovvero Lando Rossi, aka il fantastico "Grottaferrata", prima che facesse suo il personaggio Bombolo, in "Squadra antiscippo"('77)di Bruno corbucci.

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