domenica 13 febbraio 2011

Akai tenshi - Red Angel

8
1966, Yasuzo Masumura.

L'invasione giapponese della Cina, siamo già nel 1939, vista completamente dalla parte dei giapponesi. Si parla pochissimo di guerra, si vedrà una scena di combattimento in tutto. Della guerra si vedranno gli effetti sui militari, sia soldati che sanitari, che la combattono e che ne rimangono uccisi o mutilati, con gli occhi dell'infermiera Nishi.

La storia, narrata come un diario dalla stessa Nishi, si svolge quasi interamente in ospedali militari, o da campo quando si ritroverà al fronte. Il film non ci risparmia nulla e pensando all'anno d'uscita c'è di che restare di sasso. Pronti via, al primo incarico viene violentata da un soldato ricoverato, e questo tema della "fame di sesso" sarà una costante. Costante di Nishi invece, vera Florence Nightingale nipponica, è il desiderio d'amore, che lei dà e vuole ricevere pur in quel contesto dove tutto c'è tranne quel sentimento e nel quale si evita persino, come dice uno dei protagonisti, di legarsi a qualcuno perché molto probabilmente lo si perderà e quindi il risultato finale sarà solo sofferenza. Difficile dare torto a quest'ultima affermazione, Nishi stessa sarà vittima di quella regola ineluttabile, a più riprese. Non aspettatevi lieto fine, la guerra produce solo sconfitti ed il film non mentirà.

Tanti i momenti di dialogo pregno, sempre diretto, ma soprattutto tante le situazioni aberranti o terribili mostrate, non manca nulla. Le già citate violenze sulle donne, sulle stesse infermiere; le donne cinesi prigioniere per lo svago dei soldati giapponesi (una di questa veicolerà un'epidemia di colera), cose abbondantemente viste nel bellissimo e recente "Nanking! Nanking! - City of Life and Death"; bidoni colmi di braccia e gambe amputate, senza o quasi anestesia, solo intervento possibile; ecc... .
A riguardo delle mutilazioni verranno mostrati aspetti ai quali non si pensa. Anzitutto la possibilità di poter avere ancora una vita affettiva e sessuale, non sapevo ad esempio che ci sono casi che pur di non far perdere fertilità agli uomini si rischiava la loro vita (interventi al coccige evitati, ad esempio). Sconcertante che si evitasse di rimpatriare i mutilati, piuttosto si lasciavano negli ospedali o li si trasferivano in istituti; non gli si permetteva di tornare da moglie e figli per evitare di spaventare i civili che avrebbero così scoperto gli orrori della guerra.

Quante cose si possono dire dopo una visione simile. Per quanto mi sia dilungato al solito, ho detto davvero poco. Un film drammaticamente pacifista da non perdere! Nel mio Olimpo.
Qualche frame di assaggio, ha anche una splendida fotografia, il bianco e nero è un mio debole quando fatto bene.

il primo arrivo al fronte
unico e solo medico chirurgo, centinaia di amputazioni al giorno...
amore, storia d'amore...
circondati all'esterno e minati all'interno
più chiaro di così...
bellissima fotografia
ancora amore...
questa non posso descriverla... guardate il film


8 commenti:

  1. Decisamente il film più "contro" che mi sia capitato di vedere. Hai ragione quando dici che, pur senza mostrare nulla sui combattimenti, risulta essere molto persuasivo. Duro, violento come un pugno nei...
    Anno 1966 eh ?
    In America era l'epoca dei "Figli dei Fiori" , e la "Summer of Love" era alle porte ; poi il Vietnam, e tutto il resto riportarono nella realtà la mia generazione.
    Il cinema ha il grande pregio, quando è fatto bene, di essere un linguaggio universale ; la storia, quella drammatica, narrata in questo splendido Film ha lo stesso linguaggio usato da Eisenstein tanti anni prima, e quello di Rossellini in "Roma città aperta". Un linguaggio che racconta di uomini prigionieri di una realtà assurda, tanto più inconcepibile quanto più voluta, una realtà che è di casa in ogni luogo ed in ogni tempo.
    Sottoscrivo roby, Film da Olimpo, assolutamente da vedere...

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  2. caspita magar, sei un cinefilo di prim'ordine altro che storie! questo non è mica un film molto conosciuto... complimenti e grazie d'esser qua!
    sono più che d'accordo ovviamente. questi film andrebbero trasmessi periodicamente, per non perdere il senso vero della guerra, troppo spesso stigmatizzata.

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  3. ma dove li trovi, dico io. un trionfo di frattaglie e ossa per il bollito, oserei dire. sono d'accordo con te, l'orrore, in particolare l'orrore della guerra, va sbattuto in faccia, è l'unico deterrente per far capire quella che realmente è.
    capito ignaaaaziooo (la voce falla tu).

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  4. ahah! impossibile imitare quel raglio, ci riesce solo fiorello. è un film pazzesco harmo. le scene coi bidoni dei resti delle amputazioni sono terribili.

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  5. li conosci ?

    http://www.splattercontainer.com/

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  6. no, ma mi sono iscritto subito al feed. i siti di amatori di genere sono preziosi

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  7. film meraviglio. visto tempo fa

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