giovedì 3 febbraio 2011

Sport, Sport, Sport!

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1970, Elem Klimov.

Docu-fiction apologetica di una delle attività che già altre volte ho accomunato all'Arte: lo Sport. Arte e Sport, in tutte le loro forme, sono secondo me le attività umane che più di altre innalzano l'Uomo dai bruti; ne costituiscono la Cultura. Ho trovato con questo film la più bella, appassionata e documentata conferma al mio pensiero. Parliamo di un vero capolavoro, nel mio Olimpo personale.

Attraverso i racconti di un massaggiatore sportivo (fiction) che riguardano eventi e personaggi sportivi storici (ed anche piccole leggende) si vive una piccola "storia dello sport", un notevole montaggio d'immagini di repertorio. Insieme a questo c'è una parte documentaristica sullo sport giovanile in Unione Sovietica con soprattutto delle spettacolari scene in piscina e, nel finale, un sogno con immagini surreali ad esaltare il grande ideale pacifista ed apolitico dello Sport.

Non ho trovato molta documentazione a riguardo; posso affermare con una certa sicurezza che si tratta di un film chiaramente di propaganda sovietica, cosa che però non deve affatto spaventare. L'intelligenza e la bravura di Elem Klimov, regista di cui vedrete nel blog tutto quello che riuscirò a trovare, superano abbondantemente i confini che un'opera di propaganda pura e semplice può contenere e tra l'altro le immagini più "sovietiche" oggi risultano essere di notevole interesse storico, mi sono piaciute tantissimo. Consiglio di evitare preclusioni ideologiche, per non dire di quelle anti-ideologiche, non hanno senso nello specifico. L'argomento è lo sport ed il film è interessantissimo sotto tutti gli aspetti. Fortunatamente alle preclusioni citate sono completamente vaccinato, basti l'ammirazione che ho per questo altro Capolavoro Immortale: Apoteosi di Olimpia, film per argomento decisamente affine a questo.

Sport analizzato come fenomeno individuale e sociale, fino al limite dello spirituale. Nulla è trascurato. Tante le biografie di grandi sportivi, come Jean Bouin, Valerij Brumel', Jesse Owens, e altri. Vittoria, sconfitta, successo, dramma, tutti i sentimenti possibili vengono illustrati e valorizzati. Eccezionale e filosofico l'inizio che evidenzia la ricerca del limite fisico del grande sportivo, la determinazione nel perseguire uno scopo (a questo proposito devo consigliare un film fenomenale: "Bruce Lee - La leggenda"). Poi l'analisi del tifo, di quanto procuri emozione al punto da coinvolgere fisicamente persino chi lo sport si limita a guardarlo. Litigi sul campo e sugli spalti, Sport come arena moderna, ritualizzazione di battaglie. Il valore apolitico ma anche l'uso politico dello sport stesso, e questa è clamorosa!, sembra quasi il film che critica sé stesso; lo sport è sempre stato, nelle dittature, una disciplina tenuta in alta considerazione, in particolare nelle manifestazioni collettive, molte persone un corpo solo, tanta simbologia...

Fantastico, la noia è sconosciuta, l'interesso storico massimo, i valori espressi (da me almeno) estremamente condivisibili. Non è stato facile selezionare i frame da includere, ne ho scelti molti.

Gli allenamenti durissimi del corridore francese citato, "doping" a base di ossigeno nei boschi.

Orgoglio italiano, Dorando Pietri, c'è anche uno splendido romanzo storico a lui dedicato, ne parlo QUA.

Che volete, da bravo motociclista appassionato, non potevo omettere un frame con questo branco di pazzi scatenati.

C'è pure Alberto Sordi! Parla in italiano eh. Magari avrebbe voluto dire "Come zompo io..."

Ci sono, come detto, delle riprese in piscina notevolissime anche per tecnica. Adolescenti russi che si divertono e s'impegnano. L'Unione Sovietica era nota per le tantissime ore dedicate allo sport già a partire dalle scuole primarie, e il nuoto era tra le discipline più praticate.

Risse, casini, lo sport è anche questo e se non si sforano certi limiti è semplice manifestazione di passione.

Valerij Brumel', tra i più grandi saltatori in alto di sempre. A causa di un incidente rischiò l'amputazione di una gamba, poi dopo 2 anni e mezzo ennesimo intervento con una protesi tibiale, necessaria per camminare ma lui addirittura ricominciò a saltare! Determinazione fuori dalla norma.

Non sono riuscito a risalire al nome di questo fenomeno della natura, uno degli uomini più alti di tutti i tempi. Grazie al massaggiatore che lo scoprì perché dalla strada gli guardò in casa (sotto si vede l'altezza della finestra, quello coi capelli bianchi è il massaggiatore che gli corre dietro) divenne un importante giocatore di basket, praticamente imbattibile come pivot.

Una delle oceaniche manifestazioni di forza ginnica.

Ci sono una serie di esempi di cosa lo sport non è, questo fa veramente venire i brividi.

Un momento di fiction fantasiosa, sembra un cartone, solo lo sfondo lo è. Un aneddoto ambientato in epoca zarista.

Jessie Owens, intervistato alle Olimpiadi di Messico del 1968. Ho capito che erano quelle perché gli chiederanno anche un parere sul famoso gesto di Tommie Smith e John Carlos (ne parlo QUA). E' la parte del film che tratta il rapporto tra sport e politica, ma niente da fare, Owens non si esprimerà a riguardo.

Qua si parla di un episodio che non conoscevo, veramente sconvolgente, noto come "Partita della morte". Leggete cosa avvenne nel link, nonostante sia stato compiuto dai nazisti stento a crederlo. Ha ispirato un notissimo film che ho in programma di recensire.

La Grecia venne conquistata dai romani nel 146 a.c. però la fine definitiva dei Giochi di Olimpia venne decretata con l'avvento a religione dominante del cristianesimo nel 395 d.c.

 Una serie di frame col sogno del massaggiatore, che condivido in pieno, Arte e Sport fusi in un unico ideale.



Adesso un pezzo di film per fotogrammi, si commentano da sé, un evento che diede il natale persino ad un termine medico. Strano, dopo il sogno pensavo il film finisse, ed invece ci racconta di questa drammatica e disumana gara dove solo un corridore arrivò alla fine col cervello ancora funzionante.












 Alla fine anche il secondo russo, in trance, riuscì a terminare la gare, per ottenere la vittoria

Non ricordo il nome di questo atleta, fu un famoso fondista, a lui è dedicata una splendida poesia narrata da una voce fuori campo nel finale.
edit grazie all'amico web runner, al quale voglio anche dedicare di cuore la recensione: è l'etiope Abebe Bikila, vincitore di due maratone olimpiche: Roma 1960, a piedi nudi, e Tokyo 1964). Fra i più grandi maratoneti di sempre.

38 commenti:

  1. Sigh e io che credevo di aver già visto tutto nel film "Pippo Olimpionico"...
    A proposito di film e propaganda, so di tirarmi addosso delle infamate, ma il film "Olimpia" di Leni Riefenstahl è uno dei capolavori assoluti del cinema e qui ci sarebbe da parlare per ore su come due capolavori del documentario sportivo, siano stati fatti in due regimi totalitari contrapposti.

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  2. Questo non posso perdermelo, ti ringrazio Roby. Dopo apoteosi di Olimpia e Chariots of fire, questo è un altro bel regalo!
    L'ultima foto: è Abebe Bikila, vincitore di due maratone olimpiche (Roma 1960, a piedi nudi, e Tokyo 1964) e fra i più grandi maratoneti di sempre.
    Vedo che si parla anche di uno dei tanti crimini del cristianesimo: la fine delle olimpiadi greche. Non emendabile, veramente.

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  3. harmo, la citazione di Pippo Olimpionico è degna di Mollica, ahahah! conoscendo il livello degli abituali amici ospiti dubito arrivino infamate, certamente non da me che cito Olimpia anche nella rece e come vedi nemmeno da web runner. l'argomento che poni è interessantissimo, è la domanda che mi sono fatto anch'io.

    grazie web runner! ho corretto la rece e guarda, ieri pensavo che un film così bello dovevo dedicarlo a qualcuno ma non mi veniva in mente... ed eccoti qua! questa rece è tutta per te! leggi in calce, proprio vicino ad Abebe che immagino sia uno dei tuoi miti.

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  4. Roby, tu sei un servizio pubblico, dovrebbero pagarti per quello che fai. Grande recensione di un film grandissimo. Ricordo di averne visti dei frammenti a Fuori Orario e lo ricordo con orgasmico piacere.
    Tantissimi complimenti!

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  5. grazie flavio, molto gentile. :)
    hai notato che comincio a far tesoro anche dei tuoi consigli grammaticali?
    ieri volevo avvisarti su fb che oggi usciva questa rece, mi avevi parlato di questo film, ma poi ho pensato "vediamo se è attento!", eheh!
    ciao e grazie ancora.

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  6. Gran bella recensione, come sempre!

    Ne approfitto per farti notare che mi hai nuovamente superato nella TOP BLOG CINEMA di wikio:
    sul mio blog l'anteprima:
    http://cinemarecensionilab.blogspot.com/2011/02/top-blog-cinema-febbraio-2011.html

    Fabrizio

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  7. grazie fabrizio, anche per il lavoro che fai su wikio. :)

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  8. @Harmonica & Robydick: credo si possa in parte spiegare questa affezione dei regimi verso lo sport tanto con l'esaltazione della disciplina (che è una caratteristica preponderante - anche dalle nostre parti le dimostrazioni di vigore fisico durante il periodo fascista erano piuttosto diffuse), quanto anche con un certo orgoglio razziale. non erano solo i tedeschi del terzo Reich ad averlo, anche gli slavi di quella parte della diaspora non scherzavano. anche in tempi recenti il sig. milosevic (i serbi sono ritenuti "fratelli" dei russi, credo dai tempi in cui l'impero russo gli fece posto durante le invasioni ottomane), si prodigò in celebrazioni della superiorità della razza serba, e ospiti d'onore erano, manco a dirlo, i giocatori della nazionale di basket, freschi, se ricordo bene, di oro olimpico (questa me la ricordo perchè Nikola Loncar, serbo acquistato quel'anno da Varese, si presentò agli allenamenti in ritardo di un paio di settimane proprio a causa delle suddette celebrazioni). negli USA, invece, l'enfasi è sempre andata più sulla competitività che non sull'aspetto disciplinare (in conformità con la fama di "land of opportunities"). e lì certo il discorso razziale è abbastanza improponibile...

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  9. grande unwise! e guardati anche il film che merita, fidati :)

    a propo' di competitività, m'è giunta voce che ti vanti in giro d'avermi battuto a tennis. guarda che non ti fa tutto questo onore eh! ahahah!

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  10. Non l'ho mai visto! Imperdonabile! E soprattutto 'devo' perché a quanto pare non c'è una immagine del calcio e quindi… fa proprio per me! O mi viene il dubbio che tu ne abbia omesso i frame? vabbè
    p.s. l'appendipallonigonfiati lo userei per qualcuno! lo prenoto! :)))))

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  11. eheh! c'è il calcio, poteva non esserci? ma non temere, non si parla in termini di trombavallette. ho omesso i frame, qualcosa dovevo togliere...
    non so perché, ma immagino chi tu voglia appendere coi ganci! :D

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  12. ;) vabbè pazienza! sarà comunque diverso dall'attuale! :)))) uhhhh! ce ne son tanti! non sarà difficile fabbricarmelo da sola! 666)

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  13. ahahah! mile', mi fai morire ultimamente, hai una grinta da rivoluzionaria! :D

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  14. lo guardo si...sembra piuttosto interessante, e almeno capirò cosa c'entra la scena da uomo chiamato cavallo!
    nessun vanto, ma ho dovuto spiegare perchè la mia gamba destra è conciata come se avessi fatto un turno in trincea...:)

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  15. che bel post!
    mi sono segnato il titolo del libro si Petri
    ciao roby

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  16. Certo che è un bel impegno quello che fai! Ma la tua giornata quante ora ha? :-)) Ciao Cri.

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  17. ciao ernest! hai fatto bene, è un bel libro ;-)

    vivo su un pianeta molto lento (o veloce?!?) cristina, quando da voi passano 24h io ne ho già trascorse 30, ahah!
    grazie e un abbraccio

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  18. lo metto in lista.

    grazie e ciao

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  19. sul mulo francesco, ciao ;-)
    c'è da penare un po' ma prima o poi arriva

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  20. proprio quello francesco. esattamente!

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  21. ."Due mezzi tempi per l'inferno"(Cecoslovacchia'61)di Zoltan Fabri, che diresse anche il famoso "I Ragazzi della Via Paal", trasse un film "verista" storicamente, da quel vero episodio della partita di calcio tra prigionieri ucraini provenienti dal lavoro nelle fonderie, e prima della guerra giocatori della Dinamo Kiev mitica del Maresciallo Lobanovski, e una rappresentativa della Wermarcht e della Luttwaffe, per cui poi i giocatori sovietici furono in seguito tutti fucilati, essendosi rifiutati di perdere la partita per la propaganda tedesca. Epilogo tragico, mi pare che la partita finì poi 3 a 2, che nel capolavoro spettacolare ed emozionante dell'anziano Huston del 1981, "Fuga per la vittoria"(Escape from Victory), viene rovesciato in una quanto mai liberatoria e catartica vittoria dello spirito prima che di tutto il resto...Da apoteosi del pathos quando Pelè con il braccio rotto al collo convince nell'intervallo della partita, negli spogliatoi dello Stade Colombès prima Michael Caine/Cap.John Colby e per ultimo il più riluttante Stallone/Cap.Robert Hatch, a non evadere dal buco nella vasca degli idromassaggi, ma a ritornare follemente in campo e rinunciare ad una concreta possibilità di libertà...-"Ce la possiamo fare vi dico, io lo so che è così non mi sbaglio l'ho visto non sono imbattibili, e noi siamo più forti, abbiamo l'unica occasione che ci potrà mai capitare per tutta la vita di batterli sul loro stesso campo"...-
    Da urlo.
    Come anche il bellissimo film di Klimov, visto anch'io solo ed esclusivamente da "Fuori orario", il quale l'ha meritoriamente sottotitolato.

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  22. ...Si vedono in "Sport, sport, sport!",anche alcuni estratti delle leggendarie partite di Hockey tra le nazionali Usa e Sovietica, alle Olimpiadi invernali degli anni'70...I maggiori scontri al vertice in campo sportivo,politico-ideologici degli anni della Guerra Fredda, insieme agli scontri fra le rispettive rappresentative olimpiche o ai mondiali, nel basket. Sport in cui entrambi eccellevano ai massimi livelli.
    C'è un film molto bello, sulla giustamente leggendaria -e non solo per gli americani- partita di Hockey fra l'Unione Sovietica e gli Usa, alle Olimpiadi Invernali di Lake Placid 1980,si chiama "Miracle"(Usa 2004)di Gavin O'Connor, con un Kurt Russell grandioso nella parte del vero personaggio del mitico Coach statunitense, Herb Brooks.
    Gli Stati Uniti, che partivano praticamente nemmeno presi in considerazione per quell'edizione, riuscirono a vincere la Medaglia d'Oro battendo persino l'Unione Sovietica, che non perdeva una partita che fosse una, ufficiale o meno, con qualsivogliae avversario, dal 1960, vent'anni, udite udite...
    Erano considerati la squadra più imbattibile del mondo..Gran bel film sportivo, "Miracle", intelligentemente al riparo dalla generica retorica patriottarda americana, e/o propagandistica antisovietico/comunista, in Italia ovviamente, parlando di Hockey, non se lo filò nessuno, e uscì in poche delle maggiori città per qualche giorno, in pieno giugno 2004!

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  23. sei una bibbia vivente Wilson! O_O

    sapevo del film con Pelé, m'era ignoto il film cecoslovacco (ho cercato su google, il tit. italiano preciso sembrerebbe "Due tempi all'inferno"). devo vederlo... anche Miracle, mentre scrivevo è arrivato l'altro tuo commento.

    Ghezzi e quelli che collaborano con lui sono una benedizione per noi cinefili italiani. Tra i quali c'è "un certo" Marco Giusti, un vero mostro di conoscenza di cinema e tv e teatro, tuo amico Wilson come hai detto una volta. sarebbe divertente sentirvi chiacchierare di cinema voi due, magari presente pure ghezzi in asincrono... io verrei con un registratore ovviamente, ad ascoltarvi in religioso silenzio. :)

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  24. Mi sa che trattasi di vera chicca. Grazie, sia a te sia a Napoleone per i suoi approfondimenti (e agli altri amici che hanno aggiunto spunti interessanti coi loro commenti).
    Concordo ovviamente con le tue belle parole iniziali nei confronti dell'Arte e dello Sport, anche se io vorrei estendere l'elogio al Gioco in generale.

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  25. giusto Nicola, anche il gioco va considerato, lo vedo un tutt'uno con lo Sport anche se è vero che quando pensiamo allo sport pensiamo sempre a qualcosa che implica particolari doti fisico-meccaniche.
    non è un caso se si chiamano "Giochi Olimpici" le Olimpiadi, giusto? ;-)

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  26. Sì, "Due tempi all'inferno", me n'ero già accorto dell'errore appena postato, pardòn.
    "Bruce Lee:La Leggenda" quale intenderesti, quello Warner del biografo autorizzato da Linda Lee e dalla Jeet Kune Do Foundation di San Francisco, che tutta la parte finale è incentrata sul vero scoop di farci vedere l'ancor più lungo combattimento finale nella Pagoda dai tre livelli di "conoscenza", di "The Game of Death"(L'Ultimo Combattimento di Chen)('78) di Robert Clouse, così come era stato inizialmente concepito coreografato e montato da Lee, con le parti di girato mancanti sostituite dagli storyboard originali...?
    Strepitosi e storici, i combattimenti a nunchaku ed escrima con Dan Inosanto, e a Jeet Kune Do con Kareem-Abdul Jabbar...Lee avrebbe voluto la partecipazione anche qui di Pelè e di Mohammed Alì, come i più grandi simboli sportivi dell'epoca nelle loro rispettive discipline, ma per un motivo o l'altro non si misero poi d'accordo in tempo utile per il film, che uscì postumo di cinque anni, per la morte di Lee durante le riprese.

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  27. Un post esauriente al 100 x 100, una recensione completa di foto -sarebbero frame?io non lo so scusa la mia ignoranza - e, come ciliegina sulla torta il maratoneta etiope Abebe Bikila che io ho avuto il piacere di guardarlo arrivare sotto l'Arco di Tito vicino al Colosseo.
    Non si può dimenticare un tale avvenimento.

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  28. ho visto quello di John Little wilson, con grandissima soddisfazione come puoi leggere nella copiosa rece ;-)

    ciao monticiano! bravo sì, frame in gergo è la "foto" di un fermo immagine, esatto. eh, ne hai visti di eventi storici te! :)

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  29. Parlando di hockey come ho fatto prima in un precedente post,oggi, non si può però recedere dal citare almeno "Colpo secco"(Slap Shot)('77)del grande e ormai dimenticato George Roy Hill, con Paul Newman. Già solo per questo film, l'hockey è uno degli sport più cinematografici di tutti, avendo dato uno dei film più elettrizzanti, -fra i dieci migliori film sportivi mai realizzati, secondo un sondaggio ESPN- e "generazionali" degli anni'70, per chiunque abbia almeno più di 35 anni...Enorme successo di pubblico, "sorprendentemente" anche in Italia, ma d'altronde, è troppo divertente e demolitorio. Ed entusiasmante. Te lo ricordi, Roby...?

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  30. vedrò di ricordarmelo wilson, ahah!
    sentito nominare eh. dovresti però dire: per chiunque abbia almeno 50 anni, perché io nel 77 avevo 12 anni e andare al cinema era un lusso raro purtroppo...

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  31. Sì..! John Little, lui, quello...!!Dvd Warner uscito nell'ottobre 2001...!! Già, poi ora che mi ci fai pensare "Colpo secco" almeno in prima visione era V.M.14, e successivamente, non era certo da passaggi nelle mitiche sale parrocchiali...

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  32. caro amico, oltretutto a me le parrocchie, che tutto sommato erano un modo a prezzi popolari per guardare un po' di film, furono precluse presto dal mio caratteraccio. a 10 anni ero una specie di anticristo mangiapreti, cattivo come un lupo della tasmania... oggi diciamo che ho abbandonato la tasmania

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  33. quoto wilson; ho visto "Miracle" per miracolo, una domenica pomeriggio su una rete rai, confermo: gran bel film. e grande Michael Eruzione, che non è un cantante italoamericano con la dermatite, ma fu il capitano della nazionale usa e l'eroe di quella partita.

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  34. ah, è pure cognato di Giorgio Chinaglia, il Mike Eruzione :-O

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  35. capitano con la dermatite... pure chinagliato... harmo, hai un repertorio senza fine! :)

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  36. l'ho visto, ed è bellissimo.
    non hai parlato della musica?
    naturalmente ti ho citato:)

    http://markx.splinder.com/post/24233675/sport-sport-sport-elem-klimov

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  37. grazie francesco!
    hai ragione, è vero, dimentico sempre qualcosa, ma l'attenzione davvero era tutta per le immagini

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