mercoledì 16 febbraio 2011

Il Boss

15
1973, Fernando Di Leo.

Anche se al posto di "Fine" al termine del film si legge "Continua", questo è il terzo ed ultimo film della strepitosa "trilogia del milieu", imperdibile serie di noir firmati da Fernando Di Leo ispirati da racconti e romanzi coevi (questo è tratto dal romanzo "Il mafioso" di Peter McCurtin). Tutti film di grandissima fattura, compreso questo.

Particolare di questa trilogia è la sua eterogeneità. Tutti noir come detto ma con diverse impronte.
"Milano calibro 9" è proprio alla Melville, con un protagonista misterioso, silenzioso, vittima solo del suo amore, unico punto debole.
"La mala ordina", ancora ambientato a Milano, è molto più d'azione e in questo senso anche spettacolare, sempre e comunque incentrato sulla presenza della malavita siciliana nel capoluogo lombardo.

Ne "Il Boss" il palcoscenico si sposta in Sicilia, a Palermo, e si alza molto il tiro, sia nella spietatezza dei killer e quindi nel numero di morti, sia in termini di malavita. Non poche le ammiccate ai poteri politici, al punto che (cito da wiki):
"La prima del film avvenne il 1º febbraio 1973, a Genova. Il 2 novembre dello stesso anno l'allora ministro dei rapporti con il parlamento Giovanni Gioia presentò una querela per diffamazione, in quanto sosteneva che in una scena del film (nella quale si faceva riferimento a una serie di nomi di mafiosi) veniva fatto il suo nome, insieme a quelli di Tommaso Buscetta e Salvo Lima. In seguito alla sua denuncia il film fu sequestrato e il regista, insieme al presidente della società di distribuzione e al legale della casa di produzione Daunia '70 furono convocati per il processo, che però non si fece mai, in quanto Gioia ritirò la denuncia.".
Ma che bravo questo degno rappresentante della sicilia democristiana, che eleganza, che capacità politica! E' giusto che la sua "nobile" memoria rimanga e con questa iniziativa ha proprio colto nel segno: se si fosse stato zitto ne avrei ignorato l'esistenza.

Grande protagonista il duro Henry Silva, doppiato con accento siculo, che interpreta un killer freddissimo: Nick Lanzetta, figlio di enneenne, cresciuto coccolato da alcuni boss di Palermo. E' in corso una lotta per definire chi comanda a Palermo, fin troppo sanguinaria e il sangue ai politici di Roma non piace, accende i riflettori e l'attenzione dell'opinione pubblica su affari che invece si perorano meglio a fari spenti, senza far casino. Tutti sanno tutto di tutti, persino il questore sa che uno dei suoi commissari è uomo d'onore. Il problema è trovare le prove e soprattutto superare un'infinità d'ostacoli politici. E' questo il pezzo forte di questo film duro e netto: la realistica denuncia politica di come funzionano (presente indicativo voluto) le cose e di come il sistema è radicato in tutti i livelli del potere (presente indicativo dovuto). Nulla è fatto o narrato con allusioni, metafore o mezzi termini, è questo che impressiona considerando anche l'anno di uscita del film: è tutto esplicito.

Film soprattutto d'interni, dove si svolgono anche diverse scene d'azione. Violenza ad alto coefficiente e che, nonostante tutto, è lontana da quella realmente praticata da quella "brava" gente. Finale lungo, 20 minuti estremamente palpitanti! Qualche commento a riguardo delle scene nei frame.

Ribadisco: Imperdibile! Tutta la trilogia è da Cult e, tanto per cambiare, possiamo solo rimpiangere questo genere di Cinema Italiano.

prima ancora dei titoli di testa una scena strepitosa, una strage in un cinemino porno privato di questa gang, a colpi di bombe
gran duro Henry Silva, una faccia con espressione fredda e cinica perfetta per la bisogna
a parte Gianni Garko, a dx, che interpreta il corrotto commissario Torri, è il maresciallo suo "compare" a sx che mi ha colpito. si tratta di Empedocle Buzzanca, una di quelle facce che definirei tipiche: imperturbabile, occhiali scuri, normotipo odioso. più avanti, ed è da ridere, il questore gli dirà che se vuole lavorare ancora lì dovrà cambiare faccia perché... è troppo brutto!
Richard Conte, ultimo a dx, altro attore noto, è Don Corrasco, boss dei boss. qua mi piace sottolineare quel crocifisso in bellavista sulla scrivania, e persino una certa sobrietà dell'arredamento, "arte povera" a parte quel divano in pelle, sembra l'ufficio di un vescovo.
Marino Masè a sx, "Il pignataro", per un po' il solo uomo di cui Lanzetta può fidarsi. qualcuno lo ricorderà ottimo protagonista ne "I pugni in tasca"
Antonia Santilli, gran pezzo di femmina, non appariscente, diciamo "la bella topa della porta accanto". non ha girato molti film, ma è stata sempre molto "generosa". qua interpreta la figlia di un boss che si concede più che volentieri ai rapitori, basta che ci sia da bere e qualche canna da fumare. niente sesso esplicito eh, ma... sotto la si apprezza meglio.

niente male gli stuntman! voli dal terzo piano di una palazzina in costruzione
'sta gramigna non manca mai! e bravo Di Leo che ce li fa vedere in tutta la loro cristiana e disinteressata bontà
bravissimo! Vittorio Caprioli, col suo accento napoletano, protagonista di alcuni dialoghi... personaggio molto significativo


15 commenti:

  1. henry silva ha la faccia che aveva ieri sera Allegri dopo la partita col Tottenham. :o)
    Ma anche un tipino alla Gattuso ci sarebbe stato bene nel film, u' picciotto il suo ruolo.
    Film superlativo.

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  2. gran film!
    ma sto Gioia, che tarallo! aveva ragione mia nonna...gallina che canta, ha fatto l'uovo! :)

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  3. gran film davvero, ma soprattutto vertiginosamente intelligente, triste e vero quell'INDICATIVO PRESENTE con cui descrivi certe piaghe...

    * harmonica
    per gattuso ci vuole una chiara decisione tecnica: o lo tieni buono dandogli Ciappi, o gli metti la museruola.

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  4. mamma mia questi film mi fanno venire i bollori! non so… mi inquietano assai! ;)

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  5. ennesimo capolavoro del geniale Di Leo, semplicemente un grande!
    questo film poi è veramente rivoluzionario: fotografa momenti veri, traffici, magagne, mafia e politica e poi c'è la Santilli...
    il film finì anche in tribunale perché qualche politica si era immedesimiato un po' troppo in un personaggio, ma, fortunatamente, non subì alcun danno, anzi.
    capolavoro!

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  6. ahahah! ragazzi, m'avete fatto troppo ridere! :)
    povero gattuso dai, non è colpa sua se deve sempre difendersi da solo. ancora non gli hanno messo il microchip al collo... ;-)

    milena, è un periodaccio, occhio a parlare di "bollori", ti ritrovi la Maggioranza del parlamento alle calcagna!

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  7. ciao einzige! confermo tutto, anche la Santilli :P

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  8. ciao roby! degno terzo episodio della trilogia criminale di Di Leo... e non aggiungo altro se non CAPOLAVORO ;)

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  9. dal titolo avevo pensato al 6 aprile...

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  10. Gianni Garko ne "Il Boss" è superlativo, a detta di tutti è stata l'interpretazione più stupefacente della sua intera carriera, nativo dell'Istria,a fare così bene il siciliano e per di più con la sua vera bella voce...Ancora oggi è un settantenne con un aplomb, di una tale distinzione ed eleganza, e fortuna sua lavora ancora molto in tv e a teatro...
    Grande come al solito Pier Paolo Capponi, come per Di Leo ne "I Ragazzi del massacro"('69)e "Diamanti sporchi di sangue"('78)....La scena col coltello a scatto in bocca di quell'altro picciotto, ehh come sarà, vista la prima volta da bimbetto m'ha sempre colpito nella memoria, praticamente nessuno ha mai avuto l'ardire di rifarla...

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  11. ciao Frank! siamo troppo in sintonia io e te :)

    ernest, quanto ti capisco...

    eh wilson, quei film sono in arrivo, obbligatori!

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  12. il mio poliziottesco all'italiana preferito,(((((((((((((((((SPOILER)l'inizio al cinema con il lanciarazzi è da orgasmo(SPOILER)))))))))))))))))))))

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  13. bella trita! va be', qualche spoiler nei commenti è tollerabile, poi la cito anch'io quella scena
    e vieni più spesso, disgrasia'! ;-)

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  14. Non posso che unirmi al coro di elogi che ha detto già praticamente tutto ciò che c'era da dire.
    Certo che ogni giorno...hai un colpo in canna eh roby ?
    Ma adesso, dove lo troviamo un Autore come Di Leo ? Chi potrebbe avere il coraggio di girare Film simili...? E quale produttore ?

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  15. eh lo so, è durissima. vediamo, dobbiamo andare a cercare nel torbido per questi autori, chi lo sa, magari wilson ce ne segnala qualcuno imboscato in qualche festival, o fuggito all'estero... se appena appena ne trovo li recensisco subito!

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