lunedì 7 marzo 2011

Avventura di un dentista

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1965, Elem Klimov.

Farò una specie di fotoracconto di questo film, commedia divertente, carica di messaggi certamente "sovietici" ma anche di tanti altri molto critici verso il regime stesso, prudentemente e intelligentemente velati.

Prima però alcuni brevi cenni storici. Nel 1965 era molto più attiva la Cina in termini di comunismo feroce ed opprimente, dove era in fase di avviamento la famosa Rivoluzione Culturale che trovò attuazione nel 1966. In Unione Sovietica si era in un periodo diciamo transitorio, con Breznev al vertice da un anno (dopo la cospirazione che destituì Krusciov), più preoccupato inizialmente di stabilire le sfere d'influenza dell'URSS nei paesi del Patto di Varsavia che di questioni interne, e vedeva lungo visto quanto accaduto poi nel 1968 e anni seguenti.

E' in questo contesto storico che Elem Klimov fa uscire la storia di un dentista in grado di estrarre i denti malati senza anestesia e senza nemmeno infilare le mani in bocca ai pazienti. Diventa famoso, tutti vogliono essere curati dal miracoloso medico ma questo suo dono esclusivo porterà anche parecchi problemi, coi colleghi che non lavorano più, con le autorità che lo vedono con sospetto, ed altro, non voglio rivelare proprio tutto. Non mancherà un lieto fine, sempre improntato ad una "sana convivenza sociale". Ma vediamolo in frame...

E' subito chiaro a chi dobbiamo la fortuna di averlo potuto vedere. E' sempre lui: Enrico Ghezzi e la sua trasmissione Fuori Orario. Non mi stancherò mai di lodarli. Qua c'è la scoperta del talento magico del dentista, fresco di studi al suo primo incarico. Non ho capito perché, ma i pazienti avevano l'ossessione dell'anestesia, non la volevano fare. Forse la novocaina costava troppo al regime e si voleva proporre un modo eroico di farsi estrarre i denti? E' solo una battuta per una cosa per me inspiegabile.

Lei è una cantante, brava, al quale il dentista, inconsapevolmente, combinerà un guaio. Lui è il padre della ragazza, che fa anche da narratore fisso sulla macchina da presa in alcuni momenti. Quella frase è epicurea e materialista, m'è piaciuto fissarla.

Il primo collega che lo aveva accolto s'è già dimesso. Anche l'attuale collega è lì lì per farlo, e c'è insofferenza. Lei però, che farà forte delazione, non si pone mica il problema di studiare il talento di lui, di emularlo, capirne il segreto. Nulla, si trucca e legge mentre lui lavora come un mulo.

Una commissione al gran completo per valutarne l'operato. Il nostro protagonista non avrà il coraggio di affrontarla, rinuncerà a curare la ragazza-cantante per accomodare, ma poi smetterà anche di operare come dentista, perché... E' il regime che opprime il talento, lui un fuoriclasse scomodo da riportare sui binari. E' comica ma anche molto pesante come situazione, così come è pesante la critica ad una burocrazia che mal digerisce chi sa fare oltre il dovuto, ché non lo vede come un fattore di beneficio e di progresso bensì come potenziale causa di disordine ed ingovernabilità. E' un momento chiave.

Che volete, la festa che più adoro di ogni altra... non potevo omettere questo frame!

Qua ho sgranato gli occhi. Una festa di giovani che ballano danze moderne che definirei, con prudenza, occidentali. Certo non ballavano il ballo della steppa con le balalaika!

L'Unione Sovietica, già ai tempi di Lenin, fu la prima nazione al mondo a riconoscere diritti alle donne pari a quelli degli uomini, oltre ad avere leggi, attuate, per il divorzio, aborto, istruzione e sanità pubblica e per tutti. Parole di Joseph Roth, le cito a memoria da "Viaggio in Russia", libro che però ora non sono in grado di consultare. Nonostante ciò quell'amaro destino che accomuna le donne di tutto il pianeta non è stato del tutto debellato nemmeno lì (d'altronde lo spirito della Rivoluzione d'Ottobre era ben lontano), vista l'affermazione della ragazza, che proseguirà nel concetto. Una stoccata di Klimov al regime, da fiorettista, netta e precisa senza inutili affondi al bersaglio.

Curiosità filmica. I 2 giovani passeggiano ed invece di esserci una voce fuori campo a narrarci i loro pensieri e sentimenti ci sono delle didascalie che scorrono nello sfondo. Non avevo mai visto un espediente simile.

Esiste infatti la scienza ed il talento, niente altro.

Anche con chi non ha il coraggio di esprimersi per quel che è capace, opponendosi per farlo ad un apparato statale ottuso ed ignorante preoccupato del potere prima che del benessere delle persone, Klimov non è tenero. Messaggio potente e preciso, altra stoccata, stavolta rivolta ad ogni singolo uomo. Guai a trincerarsi dietro la scusa "è colpa loro"! Se si sa fare qualcosa che è bene per la collettività si ha il dovere di farlo, e basta. Questo ed il prossimo frame sono eloquenti.

Curioso. Solo poco tempo fa ho visto un film di Antonioni, "I vinti", che parla appunto di adolescenti che erano bambini durante l'ultima grande guerra. Qua la famiglia del dentista ipotizza quella come causa della sua attuale depressione.

E becchiamoci pure questo pistolotto! Quanto è vera però questa cosa, sfido chiunque a confutarla. Siamo sempre nel lungo rampognone fatto al dentista che ha ceduto, non ha saputo reagire dopo la visita della commissione. Prosegue nel frame successivo, un discorso a corollario.

Finale divertente e solutivo. E' una foto. Tutto quello che c'è dietro lo lascio scoprire con la visione.

Che posso dire di Klimov se non che l'adoro? Altro Olimpo, non c'è niente da fare, è un genio e se lo merita tutto.

p.s.: un caloroso grazie all'amico Frank che mi ha aiutato a trovare la locandina!

27 commenti:

  1. sembra interessante!!!

    un regalo:
    http://www.movieposterdb.com/posters/09_10/1965/155028/l_155028_3b4ad972.jpg

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  2. uhm… questo di Klimov non l'ho visto! ma figuriamoci se sia possibile recuperarlo. Ho perso una grande occasione… uff

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  3. Ricordo di aver visto un film georgiano ambientato a Tbilisi, sempre su Fuori Orario, anche quello divertente e grottesco, incentrato sulla burocrazia statalista sovietica. Uno spasso, il film è "Le montagne blu" il regista è Eldar Shenghelaia, girato nel 1985. Merita una visione.

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  4. Dopo aver visto "sport,sport,sport" penso che qualsiaisi cosa di Klimov meriti di essere vista. Il terzultimo frame poi è da incorniciare. Davvero non è possibile recuperarlo?

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  5. grazie Frank! messo nella rece anche un post scriptum che ti meriti ampiamente :)

    caro harmo, bella dritta, lo cerco subito! :P
    sono anche alla caccia di film sovietici, anche duri e puri, mi piacciono troppo (chissà perché poi? che strano...). chi ha consigli si faccia avanti.

    petrolio e webrunner, ma dico, se me lo sono procurato io poi non riesco a procurarlo ad altri? mandatemi una mail... ;-)

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  6. film sovietico duro e puro:
    "La caduta di Berlino" Mikhail Chiaureli, film del 1949.

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  7. Questo film è in tema con i miei ultimi due mesi : ))) ahi ahi...chissà se posso mettere le didascalie per esprimere i miei brontoli mentre sono sotto i ferri del mio bravo dentista! : ))

    Ciao Cri : )

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  8. grazie roby... ma non era necessario!

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  9. non dire a me Cris, io un dentista "pubblico" me lo sogno anche di notte! :(

    visto ernest? sempre film d'attualità qua, ahah!

    frank, è proprio il "non necessario" e il "non richiesto" che mi piace fare! :)

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  10. "I Pirati del XX secolo"(Piraty XX veka)(Urss'81)di Boris Durov, bel film d'azione avventurosa, di stile personale e dal gran ritmo e montaggio, e il più famoso, e uscito al cinema anche in Italia,"Atteraggio zero"(Ekipazh/ekipaj, tit.internazionale per il mercato anglofono, "Air Crew")(Urss'80)di Aleksandr Mitta, li trovi anche da scaricare o in dvd Usa R1 o della Rusico R5 pure con i sottotit. in ita.
    Sono due ottimi esempi dei tanti film di "genere" per il "popolo", realizzati in Urss dagli anni'70.
    Il secondo volle ancge essere una specie di "risposta sovietica alla serie americana di Airport", con ovviamente -essendo comunque un fil russo- un ben maggiore approfondimento psicologico ed esistenziale dei suoi personaggi, oltre che uno sguardo già più disincantato e attendibile sulla società sovietica in accellerata(nel 1980) -ma ancora sottotraccia- trasformazione per quanto riguarda la prima penetrazione di alcune mode e beni di consumo tecnologico e musicale, oltre che di vestiario, occidentali.
    Bellissimo il massiccio uso artigianale dei modellini, per grandiose scene tutte realizzate "matericamente" in miniatura, di apocalittiche disavventure aeree e di esplosioni (c'è pure un distruttivo e massiccio terremoto, mi pare in Georgia), a cui i nostri eroi dell'"equipaggio", da cui il titolo originale del film, Aeroflot, vanno a prestare soccorso e medicine, con il loro leggendario Tupolev 154.
    (e per la serie "chissenefrega", su cui mi onoro da pochi occidentali, di aver viaggiato da Mosca fino all'allora Alma Ata(oggi Almaty)-ca.4000 km.- in Kazakhistan, al seguito di mio padre che per lavoro si tratteneva in Urss anche dei mesi, negli anni'70 e '80.)
    Entrambi, come pure il bellissimo film di fantascienza sovietica ambientato addirittura in un'interamente e improbabilmente ricostruito middlewest americano, "Kosmos: Anno 2000"(Urss'73)di Budimir Metalnikov, li programmò sottotit. RaiSatCinema nel 2003 e nel 2005-2006.

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  11. eheh, aspettavo le tue dritte Napoleone ;-)
    quello di fantascienza sarà "uno dei tuoi" però, che dici?

    p.s.: confessa, tuo padre era una spia dell'urss, ahah! scherzo, in realtà ho un filo d'invidia che serpeggia...

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  12. ma nel primo frame quello a destra è Bombolo?

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  13. proprio lui unwise! e il dentista è tomas milian, poi se gira e je ammolla na pizza... ahah!

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  14. Ascolta..adesso dopo l'estrazione del giudizio semiincluso...questo film non ci penso lontanamente a vederlo....e poi l'avventura è sempre del paziente...uffi:)))

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  15. ahah! eh Laura, un dentista così, un vero Mago, ce lo sogniamo :)

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  16. Echi delle promesse mitomani di Kruscev?

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  17. La Russia di quel periodo era bella e intrigante solo nei FilmGrande post !!! Complimenti, ne ho sentito parlare ma non l'ho visto. Rimedierò.

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  18. No, lavorava come mercante d'arte nell'import -export di contemporaneo e antiquariato, con l'ambasciata sovietica di via Gaeta, a Roma, adesso ambasciata Russa, al Pincio. Lui gli dava gli artisti italiani che loro richiedevano, per i loro musei o ad esempio le loro ambasciate, nomi grandi eh, come De Chirico, Sironi, Balla, Guttuso, Prampolini, ecc., ecc., tutti di più che può anche solo venire in mente, a loro piacevano -e giustamente- i futuristi, senza "preclusioni" ideologiche, che rimanevano d'"accatto" solo qui, e lui aveva da loro i più grandi pittori sovietici, anche quelli di regime di ritratti ufficiali, certo perchè no, c'erano dei nomi grandissimi anche fra di loro, e bravissimi.

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  19. ah, le musiche di Schnittke:)

    bella la casa e tutto il tono che oscilla fra il realismo (socialista) e un mondo da fiaba, in certi momenti.

    d'accordo per l'Olimpo:)

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  20. Adriano, non saprei dirti... affermazione troppo complessa per me.

    magar, ti piacerà sicuramente!

    francesco, l'hai già visto questo? i miei rispetti! :)

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  21. Napoleone, i miei rispetti a tuo padre. Dalla cultura ed apertura mentale che descrivi di lui hai preso molto, se mi posso permettere.

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  22. sì, davvero una bella sorpresa
    ne avevo scritto in un altro mio blog:
    http://markx.splinder.com/post/23760456/avventura-di-un-dentista-elem-klimov

    ciao, e buone visioni:)

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  23. ah, Roby non avevo capito, pensavo che tu l'avessi visto e registrato direttamente dalla tv, invece te lo sei procurato dalla rete! :) se così è il mio lui è già all'opera! ahahahhahaaha

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  24. Bellissimo, uno dei mitici pattovarsiaviani apparentemente più leggeri, ma carichi di messaggi reconditi e inni più chiari.
    Anch'io stravedo per il cinema sovietico (ma dai?!?!), sia per il suo valore tecnico che per la sua buona fede ideologica spesso presente (al contrario del capitalismo di stato imperante).
    Il film indicato da Harmonica è un duro e puro da antologia: propaganda addirittura grottesca ma stupendo da tanti punti di vista; è un quadro dai colori magnifici, condito da una empatica recitazione teatrale; un mio mito personale!
    Come consiglio cito una mia ultima visione, altrimenti sarebbe difficile ripescare qualcosa dal mare: "Il terzo tempo" di Karelov, che insieme all'ungherese "Due tempi all'inferno" e al più famoso "Fuga per la vittoria" forma una trilogia narrante la "Partita della morte".

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  25. grandi consigli occhio!
    mi fa piacere che condividiamo questa sovietocinefilia :D

    mi piace tantissimo: "buona fede ideologica", frase che riciclerò sicuramente, sono un ecologista della scrittura, ahah!

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