martedì 8 marzo 2011

Day of the Woman (aka: I Spit on Your Grave) - Non violentate Jennifer

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1978, Meir Zarchi.

Oggi è la festa della donna. Un augurio quindi a tutte le "gentil sesso" che allietano il blog!
Questo luogo però ama i contrappassi anche feroci, quindi ho accolto di buon grado la proposta dell'amico e mentore Napoleone Wilson di questo film per celebrare la giornata, la cui vicenda è decisamente a dispetto del primo titolo originale. Si vede che il regista amava, come noi, questo genere di satira.
Passo subito la parola a Napoleone.



“Non violentate Jennifer” (Day of the Woman/aka I Spit On Your Grave) (Usa 1978/Ried.1983) di Meir Zarchi, è diventato oramai improbo, da recensire. Film considerato da molti ancora oggi e nonostante lo status di culto estremo che lo ammanta, nient’altro che “totale spazzatura” (impagabile sarebbe ancora oggi ripubblicare qui la recensione dell’epoca del famoso Roger Ebert sul Chicago Sun-Times, secondo il quale si trattava “del film più disgustoso e moralmente riprovevole a cui si potesse mai aver dovuto avere la disgrazia di assistere, realizzato da persone moralmente ancor più senza principi del film stesso.”, che splendido e imbattibile veicolo di pubblicità!), senza “rivalutazioni” particolari da potervi sopra operare, o qualità di “redenzione” possibile dell’opera e dei suoi intenti puramente “exploitativi”.
Eppure, se allora , “Non violentate Jennifer” è spazzatura, quanto è eccitante rotolarsi nei suoi oleozzanti miasmi. 


Film di certo sgradevolissimo alla visione, “I Spit on your Grave” ("Io Sputerò sulla tua tomba" che è lo stupendo titolo della sua prima edizione, quella senza successo, nel 1978), fu ideato e realizzato per cercare di raggranellare qualche dollaro soprattutto nei circuiti cinematografici legati ai campus universitari, ma appena uscito il movimento femminista lo volle praticamente mandare al rogo e da ciò ne scaturì una polemica infinita tale la quale aiutò e gli fece guadagnare non di poco la pubblicità che cercava. I cinema in cui veniva proiettato erano picchettati, e interi saggi incominciarono ad essere scritti su di esso.
Una volta che il film veniva realmente visto dalla gente poi, tutto ciò che si era sentito di male manteneva intatta la sua importanza, in quanto era davvero un film che da solo ottiene dalle persone tutto il loro disagio e la loro repulsione.
Ed è anche comprensibile in quanto la trama di “I Spit On Your Grave” è la seguente: una giovane e molto attraente donna di città (Camille Keaton, che lavorò anche in alcuni film in Italia come “Cosa avete fatto a Solange?” (’72) di Massimo Dallamano, algidamente bellissima, il suo famoso servizio full nude per Playmen dell’aprile ’74 è strepitosamente da “sturbo”) va in campagna in una casa di legno sperduta nella foresta, in quanto scrittrice è là in cerca soltanto di pace tranquillità e isolamento, per poter scrivere il suo nuovo romanzo. Purtroppo si imbatte letteralmente nella conoscenza di un gruppo di ragazzi “redneck” del posto, che si ritrovano sempre insieme e definire idioti e turpi è solo un mero eufemismo. Il gruppo è composto dal solito viscidissimo, da un’altro “loser”, e da uno proprio mentalmente ritardato di cui gli altri non dimostrano mai pietà, ma che anzi deridono continuamente. In breve, dopo poco dall’inizio del film, la ragazza viene catturata e trascinata nel bosco, dove ha inizio una vera e propria gang-bang di stupro continuato, reiterato, lunghissimo, straziante e violentissimo in tutti i modi in cui vi può venire in mente possa essere commesso. Animalesco, senza alcun rimasuglio di umana pietà, reso lividissimo e alquanto lugubre da un’evidente e nemmeno tanto “coperto” senso di gravido e represso da anni e anni, odio misogino.
Comprese in questi ben quaranta minuti di film, sono ovviamente le più viscide degradazioni e umiliazioni della persona, fisicamente e psicologicamente. Selvagge botte e sevizie a completarne il ludibrio. Secondo voi tutto ciò può essere semplicemente disgustoso? E in effetti lo è.
Ma questa appunto è solo la metà, del film. La donna sopravvive miracolosamente dall’essere anche finita, e abbastanza rapidamente inizia a pianificare una ferocissima, infernale vendetta.
Il resto del film è questo: da spettatori “comodamente seduti” poter assistere e ammirati, guardare, alcuni dei più raccapriccianti modi mai concepiti e visti su uno schermo, per ottenere la meritata punizione dei quattro ceffi, e ovviamente, una morte nella più variegata sofferenza e violenza possibile.
Sembra terribile..? Lo è.


Il film di Zarchi –che in pratica ha fatto solo un altro film oltre questo, con il quale vive di rendita da oltre trent’anni- è interessante e molto, e lo sempre stato, per svariati motivi. Il primo che viene in mente e che va enumerato sono le scene terribili dello stupro –forse ancora oggi il più lungo visto al cinema, come detto è metà film-, violente e malate da aver portato negli anni sempre molti spettatori alla necessità di voltare lo sguardo (quasi più gli uomini che le donne).
Secondo: dopo il film di Zarchi è diventato più difficile, anche per un film più di orrore “puro”, andare a trovare qualcosa di più dettagliatamente terrificante, come è nelle scene di stupro o della morte orribile dei quattro uomini. Essi vengono ripagati con una giustizia fatta di una violenza uguale al loro stesso modo di essere, e di comportamento, nei confronti della vittima ferita e orribilmente seviziata, Jennifer.
E si suppone che quasi tutti si sia contenti che muoiano. Molto bella è però, ad esempio, la scena in cui uno di loro viene da lei castrato con un coltello da cucina nella vasca da bagno, e per coprire le urla mentre sta morendo dissanguato con l’acqua che ribolle di rosso , dopo aver chiuso la porta del bagno la ragazza scende al piano inferiore della casa a mettere su un disco della “Manon Lescaùt” pucciniana a coprirne le urla. Bizzarro e strano tocco di consapevole classe, che ancora di più rende arduo l'inserimento di questo film in una categoria precisa, più o meno necessariamente horror…
Terzo: alla fine è invece addirittura un film “femminista” o no? La trama base del film suona piuttosto così, come la semplice e classica dicotomia del “Rape & Revenge”, la struttura “femminista” stupro-vendetta, ma Zarchi riesce a mantenersi molto più ambiguo e scorretto e a non scadere mai nella prevedibile noiosità di questo. Gli spettatori alla fine assistono ad oltre trenta minuti di laida violenza nei confronti di questa donna, ma la sua vendetta non è altrettanto precisata e dettagliata dalla regia del film. Uno solo degli uomini uccisi, ci viene mostrato in una lunga, straziante morte. Il castrato nel vasca da bagno sappiamo che muore perché lasciato chiuso nella stanza, ascoltiamo le sue grida poi affievolirsi fino a non sentirle più, e sappiamo per questo che è morto, ma non lo abbiamo visto. Mentre si vede tutto e lunghissimamente, nella prima metà del film, ciò che viene fatto alla protagonista, anche e soprattutto come donna. E sarebbe fino alla morte, se come detto, non la scampasse fortunosamente.
Molte donne –praticamente tutte- lo so, direi una bugia se non lo sapessi, le poche che lo conoscano o lo abbiano visto, e tutte quelle che avrebbero il coraggio che non possono avere, di vederlo davvero, direbbero che è un film che fa veramente schifo, e da odio o da terapia per quegli uomini che lo trovano interessante o peggio, molto “divertente” e “meritorio”.
Appunto, già solo per questo, ve lo ribadisco come un film mooolto “interessante”, e comunque e detto per inciso, alcune sequenze su i modi e strumenti di vendetta di Jennifer, sono bellissime, dinamiche, di gran classe, altro che grezze, e girate benissimo.

La cicatrice visualizzata sul lato sinistro del volto di Jennifer/Camille Keaton nelle scene post-traumatiche dello stupro, è reale, e fu il risultato di un incidente automobilistico giovanile dell’attrice. In queste scene, la cicatrice è stata esagerata con il make-up, mentre all’inizio e alla fine del film, si è nascosta sotto un sottile strato di fondotinta.

Spesso nominato dal famoso critico cinematografico Roger Ebert, come addirittura “il peggior film mai realizzato”.

Il film è stato passato uncut in Australia solo fino a dicembre del 1997. E’ stato poi bandito di nuovo dal dicembre 1997 al giugno 2004, prima edizione aussie in dvd.

Meir Zarchi ha dichiarato di preferire il titolo “Day of the Woman”.

Meir Zarchi ha sempre detto di essersi ispirato per fare il film dopo aver aiutato una giovane donna che era stata violentata a New York. Egli raccontò di come con un suo amico e sua figlia stavano in un parco quando videro una ragazza strisciare fuori dai cespugli insanguinata e nuda (in seguito avrebbe scoperto che la ragazza stava per prendere una comune scorciatoia per incontrare il suo ragazzo, quando venne attaccata). Presa la ragazza sull’auto, portò sua figlia a casa, e decidendo con l’amico se portarla all’ospedale o alla polizia, la portarono infine alla polizia. Subito dopo scoprirono che fu un errore –in quanto l’ufficiale di polizia, che Zarchi ha descritto come “non adatto a indossare la divisa”, volle farla portare in ritardo in ospedale, insistendo in domande sui suoi assalitori anche se la ragazza aveva la mascella spezzata e non poteva parlare. Infine, Zarchi insistendo con l’ufficiale, fece sì che la ragazza venisse subito portata in ospedale. Zarchi ha anche detto che poco tempo dopo il padre della ragazza gli scrisse una lettera di ringraziamento per l’aiuto dato a sua figlia, e voleva dargli anche una ricompensa, che egli rifiutò.

Nel dvd della Special Edition U.K., vi è un’”easter egg” nascosto nella terza pagina dei contenuti speciali, andare al menu “principale” poi linkare sulla sinistra, e si può evidenziare il coltello che tiene Jennifer nella famosa immagine del manifesto del film. L’”uovo di Pasqua” rivela una selezione di fotografie di scena del film.

Quando questo film ebbe la sua prima uscita nel 1978, il titolo originale era “Day of the Woman” ma fu mal ricevuto al box office. Nel 1981 il distributore Jerry Gross lo ribatezzò “I Spit On Your Grave” –come già un famoso film drammatico francese del 1959- per una re-release.
Sotto questo nuovo titolo il film ricevette maggiore pubblicità e divenne un obiettivo chiave della scellerata campagna dei suddetti famosi critici Roger Ebert e Gene Siskel, contro i film “minacciosi e offensivi per le donne”.

Il film non ha colonna sonora, se non un frammento intradiegetico da un disco della “Manòn Lescaùt” pucciniana per una famosa scena. Il regista Meir Zarchi aveva l’idea di aggiungere qualche brano musicale dalle library per il suo film, ma non ne trovò a detta sua di adatti, quindi l’unica musica che possiamo ascoltare nel film viene oltre che da Puccini, dalla musica di sottofondo in un negozio e pochi riffi in lontananza dall’armonica del personaggio di Johnny.

La tagline di un poster originale americano diceva erroneamente: ”Questa donna ha appena tagliato, mutilato, massacrato e bruciato cinque uomini al di là del riconoscimento.” Gli uomini che lei uccide e solo per vendicarsi sono soltanto quattro, e nessuno di essi viene bruciato. Nel recentissimo e anche bel remake “I Spit On Your Grave: Unrated”(2010) di Steven R. Monroe, è aggiunto agli stupratori un quinto uomo.


Napoleone Wilson

Al solito recensione magistrale.
Aggiungo solo una curiosità. Nel film, come spesso capita quando si parla di violenza carnale, salta fuori il solito ritornello che dice: "è la donna che provoca". E' veramente una vecchia scusa, un pensiero stupido, comprensibile solo dagli autori di simili misfatti come scusa estrema. Eppure gli avvocati di questi personaggi usano spesso il motivetto e trovano altri personaggi che dovrebbero essere autorevoli guide morali a dar man forte a queste tesi, come questo signore (anzi monsignore) qua che, faccio notare, nessuno dei suoi capi s'è premurato di zittire.














27 commenti:

  1. Capperi, io ci metto anche "L'angelo della vendetta" di Abel Ferrara e poi per oggi siamo a posto. ;o)

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  2. Ma te pareva :) allora oggi era il giorno di The Queen, Elizabeth, Becaming Jane...uff e invece no. Peccato che non recensisci musica sennò ti mettevo la Pausini...ecco.Grazie per gli auguri!

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  3. harmo, ottima idea!
    la tengo per il prossimo anno :)

    eh Laura, questo blog è un "postaccio" in tal senso, cioè in senso contrario, ahah!
    pausichi? me per piasééééééè!

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  4. Eh si, infatti anche questo succede e spesso anche tra le mura domestiche, uomini che non sono capaci di essere uomini che picchiano e terrorizzano le loro mogli e da questi, per molte è più difficile fuggire.

    Uomini che non sanno trattenere i propri bassi istinti e che pensano solo che la donna sia una preda e un oggetto.


    Grazie degli auguri, anche se un pò violento alla tua maniera, ma c'è anche questo, purtroppo. Ciao Cri : )

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  5. grande Cristina! devo dire, hai colto un senso profondo di questa proposta. proprio ieri sentivo alla radio che oltre la metà degli omicidi e violenze in generale si consumano in casa, maggior parte dei casi vittime le donne.
    che mai riescono a prendersi una bella rivincita come Jennifer... il film tutto sommato è ottimista.

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  6. non lo conoscevo questo film. non ero ancora nata e per fortuna non mi è mai capitato di vederlo ... anche se la trama di questo film troppo spesso si trova nella realtà e sarebbe meglio se rimanesse circoscritta a un film...

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  7. ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! che film non ho visto? per quanto mi riguarda lo vedrei volentieri oggi, 'sta festa mi sta profondamente scomoda! ;)

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  8. ciao pupottina! guarda... la realtà supera sempre quello che i film riescono a riprodurre. è una regola mai confutata.

    petrolio, si trova facilmente! al limite se ci metti un po' a procurartelo programmalo per il 18 marzo, è un film bivalente, ahah!

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  9. inutile dire che per quella data ho già pronta una bella chicca, eheh!

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  10. INUTILE dirlo! :)))) furbacchione

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  11. un cult dell'exploitation volutamente esagerato, ma che ancora oggi colpisce per la crudeltà messa in scena. con questo film si spinse ancora più in avanti la linea di demarcazione tra il filmabile ed il non filmabile... senza però finire nell'esplicito come era accaduto in A Cruel Picture (film di vendetta a tratti simile).
    Il remake non è male e ha aggiustato molti dei difetti della pellicola!

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  12. frank, sentito parlare di A Cruel. prima o poi apparirà da 'ste parti :P

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  13. ..Non c'entra niente, ma "The Suburbs", dei soliti superlativi Arcade Fire, è il miglior album del 2011, e anche del 2010.
    Per il resto, link compreso, lo so avvolte c'è ancora da poter dire qualcosa di "scomodo", e perciò ostracizzato e deprivato dal senso svuotandolo fino al "linciaggio", ma aveva ragione il Vescovo Emerito di Foligno, peccato solo che è anche un berlusconiano di m.
    Lo so, in "linea di massima" però eh, tieni ben presente, che intendo...Poi sai, anche a me anni e anni di astinenza sessuale, qui in questa maledetta cella della massima "umana" repressione e deprivazione,istituita dalla "Società delle Donne", m'ha provocato evidenti e irreparabili danni cerebrali.

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  14. oh Napoleone, ma io ormai un po' "ti conosco" (virgolette enormi!), però non so le signore qui presenti come posso prendere la tua affermazione... lascio a te oneri ed onori a riguardo ;-)
    io di quel che hai detto nel commento non so se piangere o ridere, e nel dubbio opto sempre per la seconda opzione, quindi: ahahah! sei terribile...

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  15. Ridere, e al contempo sentire il sapore salato di calde lacrime, e nessuno lo noterà. Ma a nessuno, nemmeno importerà.
    P.S.:Se leggi sugli stessi post a commento della "notizia" sulle dichiarazioni del Vescovo, si vede comunque che molti, sono d'accordo con me e sostengono e ben argomentatamente gli stessi "antipatici" ma semplici concetti.
    -"Vivremo nella prima, più lunga -e non accennante a flettere, anzi-, e cupa dittatura che sia mai esistita, imposta per la prima volta nella storia da quello che appare soltanto come il soggetto più debole, sul più "forte", l'autoritarismo e l'imposizione assoluta e arbitraria delle loro scelte, da parte della donna, sull'uomo".
    Pierre Dreu De La Rochelle. E aveva pensato e scritto verità incontrovertibili e straordinariamente profetiche come questa, ben prima del 1945, quando morì.
    Non si può dire abbia fallito nel cogliere il segno di ciò che sarebbe divenuto e stato, il mondo del futuro.

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  16. Quanto sono inutili gli innamorati...! Il mondo gira e loro neanche se ne accorgono. Non si curano di nascondere le loro patetiche effusioni, nè la loro ridicola felicità, quasi fossero padroni dell'universo! Per fortuna sono rari: se per riprodursi l'umanità avesse bisogno dell'amore felice, non ci sarebbero più bambini... e i poeti, le religioni, avrebbero ben pochi argomenti da sostenere. Questo è ciò che si dice.
    Si dica pure: a qualcuno conviene pensare che sia davvero così.
    Un amore felice. E' normale?
    è serio? è utile?
    Che se ne fa il mondo di due esseri
    che non vedono il mondo?

    da donna, presente a se stessa, ti rispondo così… e me la rido anch'io!

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  17. ah, la normale è Wislawa Szymborska premio nobel nel 1996 :)

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  18. Grandiosoooo "Thriller-A Cruel Picture"(Svezia'73)di Bo Arne Vibenius, con Christina Lindbergh.

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  19. porc... i commenti hanno preso una piega impegnativa! :D
    petrolio e napoleone, sono dietro alle tristi incombenze del lavoro, poi leggo e assaporo con più calma.

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  20. E strepitoso anche "L'Angelo della Vendetta"(Mrs.45 aka Angel[Act] of Vengeance)('81)di Abel Ferrara, probabilmente ancora oggi il suo film migliore, con la grande o.s.t. di Joe Delia,e Zoe Tamerlis bravissima, intensissima e muta, omaggio citazione non dichiarata proprio all Lindberg del geniale film di Vibenius sopra citato. E che finale superlativamente catartico, e "giusto", nel suo esaltato simbolismo .
    Quando c'era con Ferrara uno sceneggiatore come Nicholas St.John, i suoi film erano ben deversamente, "al meglio".

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  21. vabbé, ragazzi, l'avete sviscerato fino all'osso e- mi complimento- ne avete catturato l'essenza; volevo avventurarmi anch'io in un commento esaustivo sul film, ma sarà molto molto difficile dire qualcosa di più :)
    al solito, bravi!

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  22. effettivamente difficile aggiungere qualcosa!
    :)

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  23. einzige ed ernest
    almeno un saluto ve lo ricambio :)

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  24. Wow ! Che post Roby.
    Coraggioso e meritevole. Di meglio non si poteva fare per questa ricorrenza (meglio che chiamarla festa, visto che venne istituita per ricordare un lutto terribile, inutile e assurdo) che ricorda la condizione delle donne in tempi decisamente più bui.
    Per il resto che dire ? Film decisamente disturbante che merita comunque una visione....
    P.S. "The Suburbs" è un grande Album, ma personalmente non credo possa essere considerato il meglio del 2010, anche perchè gli Arcade Fire avevano già pubblicato cose strepitose (Funeral e Neon Bible), comunque...possiamo discuterne.

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  25. grazie magar! giro tutto il merito a Napoleone eh!

    sulla musica no comment, ahah!

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  26. .."Neon Bible" e "Funeral" capolavori Magar, concordo.
    "Neighborhood#1, 2, 3,4, (Tunnels, Laika, Power Out, Kettles)", "Wake Up", "Haiti","Rebellion(Lies)", "In the Back Seat","Keep the Car Running", "Neon Bible", "Intervention", ecc., ecc., ecc.,per me gli Arcade Fire sono divenuti ormai una vera e propria droga già dai demo nel lontanissimo 2002, li devo ascoltare quotidianamente e ripetutamente, sono "inclassificabili" nel senso più alto e migliore del termine, indie, pop-rock, avvolte persino "jazz" alla Steps Ahead, evidente ascendenze folk e celtiche che avvolte pare persino di sentire suoni che mi ricordano i Pogues, assonanze pienamente new wave anni'80, ma anche post-industrialie "minimaliste"(per certe cose tipo il sublime "Half Light I" contenuto in "The Suburbs", mi sono riaffiorate le stesse emozioni irripetibili di quando ascoltavo nell'ormai lontano'96 cose clamorose come "God Moving Over the Face of the Waters" di Moby, poi resa talmente famosa dal finale maestoso di "Heat-La sfida" di Michael Mann)e propriamente elettroniche come adoro io, di "Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)", in pratica il brano finale strepitoso del capolavoro ripeto, "The Suburbs", per non parlare di tutti gli altri a partire dal capolavoro "Modern Man"...
    Insomma, per molti aspetti sono di una tale varietà di stili, generi e sonorità, approccio,capacità, potenza polistrumentale, di una ricchezza sonora, di una proprietà ritmica così intensa ed esaltante, così scioccante ancora oggi nel 2011 per tale compiuta, completa bellezza, che mi fanno l'effetto che mi fecero i Joy Division, quando li ascoltavo trent'anni fa.

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