giovedì 31 marzo 2011

The Omega Man - 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra

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1971, Boris Sagal.

Il racconto di Richard Matheson "I am a Legend" deve essere stato proprio un colpo di genio se ci han fatto ben 3 film. Questo è il secondo in ordine di tempo e, per quanto mi riguarda, estremamente più affascinante dell'ultimo, uscito di recente proprio col titolo del libro.

Questa recensione inaugura una nuova rassegna, proposta da Napoleone e da me con piacere accolta, che abbiamo deciso di etichettare come SciFiMust. Conterrà una lunga serie di film di fantascienza più o meno noti, sempre significativi per qualche ragione, prodotti tra gli anni '60 e gli anni '80, secolo scorso ovviamente. Ciancio alle bande, passo subito la parola a Napoleone.

[L’ultimo uomo della terra, Robert Neville, intento a parlare con un busto di Cesare posizionato di fronte a una scacchiera]
Neville/Charlton Heston:-“Ciao…Un altro giorno, un altro dollaro.”
[Scena successiva]
Neville:-“Sta a te, penso sia la tua mossa.”
[versandosi da bere]
Neville:-“Vi unite a me? Hmm? Perdente d’un miserabile!”
[Rivolto alla sua immagine sullo schermo di un grande video]
Neville:-“”Lui non lo è? Non è egli un cupo b…”
[Si ferma quando sente la “Famiglia” che lo sta chiamando da fuori]
Neville;-[Alla “Famiglia”] “STATE ZITTI! Perché diavolo non potete lasciarmi in pace!”
[Più tardi, al busto di Cesare]
Neville:-“Che giorno è, comunque? Lunedì? Eh? E’ l’inferno. E’ Domenica. Domenica ho sempre degli ospiti per cena.”

[Prime battute del film]
[L’Ultimo uomo della terra guarda la sua auto danneggiata dall’incidente]
Robert Neville:- “Non c’è mai un poliziotto in giro quando è necessario.”

[Parlando con la propria immagine su uno schermo TV]
Robert Neville:- “Ciao. Bel ragazzo, come si sente oggi il tuo culo?”

[Sentendo i “Famigli” che a voce alta declamano mentre bruciano dei libri “rivelatori” al rogo]
Robert Neville:-“Cosa vedo, di nuovo?” Stasera cos’è? Il Museo della Scienza? Qualche biblioteca? Poveri miserabili bastardi.”

Bambina :-[a Neville]“Ma tu chi sei, Dio?”
Lisa/Rosalind Cash:-“Prima scopriamo se è almeno un medico, prima di dargli questo titolo onorario, va bene?”

Olandese/Paul Koslo:-“Ero a metà della specializzazione, quando il mondo è saltato. E’un dato di fatto, avevo intenzione di rivolgermi ai laboratori per la guerra batteriologica per il post-diploma, ma, eh-eh, non è mai più venuto il prossimo mandato.”
Robert Neville:-“Beh, ora mi dispiace che tu non ce l’abbia fatta.”
Olandese:-“Mi dispiace che il mondo non ce l’abbia fatta.”

Lisa :- [rivolta a Neville]“C’è qualcosa che puoi fare, DOTTORE, visto che avete già perso più di 200 milioni di pazienti?”

Neville:-[Descrivendo Neville]
Matthìas:- “Una creatura colta. Intrappolata in un luogo dal quale non può muoversi al buio, da solo, in inferiorità numerica di uno contro centinaia di noi, nulla per cui vivere, se non per i suoi ricordi, niente con cui vivere, se non i suoi giocattoli tecnologici, le sue auto, le sue armi, i suoi espedienti…Eppure tutta la famiglia non riesce a stanarlo da lì, da questo suo…”.
Fratello Zachary/Lincoln Kilpatrick:- “Effimero paradiso, fratello?”
Matthìas:-“Dimentica i vecchi modi, fratello, tutti i vecchi odi.”

Lisa/Rosalind Cash:-“Va bene che sei un figlio di puttana, ma basta che ti tieni stretto. Contro il muro.”
Neville:-“Il mio nome è Robert.”
Lisa:-“Il tuo nome è merda.”

Lisa:-“E’o.k., Tommy. Questo è l’uomo…e voglio dire “L’Uomo”, ma lui è o.k.”

Matthìas:-“Definizione di uno scienziato –un uomo che non capisce niente fino a quando non c’era più nulla da capire.”
Neville:-“Allora, c’è un po’ di luce nella foresta, dopo tutto.”

Matthìas:-“Lo portano nel salone un poco…per un interrogatorio.”

[Dopo che la Famiglia ha catturato Neville, e viene cominciato un “breve interrogatorio”]
Neville:-“Dimmi una cosa Matthìas, è vero che lavorate per l’ufficio accertamento dei redditi?”

Matthìas:- “Sei stato scartato. Tu sei un rifiuto del passato.”
Neville:-“E tu sei pieno di merda!”

[Ultima battuta del film]
Olandese/Paul Koslo (magnetico, come al solito):-“Bene, ragazzi muoversi. Abbiamo una lunga strada da percorrere.”

Robert Neville:-[Parlando con un cadavere ammuffito nella concessionaria di auto] “Quanto me la valuti al cambio la mia Ford? Oh, davvero? Grazie mille, ladro bastardo…”

Matthìas:-“Ecco lo strumento di pulizia, i miei fratelli. E niente purifica bene come il fuoco.”

[I membri della “Famiglia” stanno frantumando e distruggendo l’appartamento-attico di Neville, rendendolo che fa male solo a vedersi, come una cosa del passato, mentre Matthias (Anthony Zerbe)fa una disquisizione a Lisa (Rosalind Cash), sul fatto che Neville usi ancora così tanti orologi, ormai inutili]
Matthìas: -“Abbiamo aspettato per te, Neville, così potevi vedere questo: la fine. La fine di tutto quel che hai contribuito a costruire. Vedete, niente di tutto ciò era reale. E’stata solamente un’illusione. La vostra arte, la vostra scienza, era tutto un incubo. E adesso è fatta. Tutto finito. Fratelli miei, il nostro compito è quasi completo. Egli fu l’ultimo di coloro che ci portarono alla punizione, per tutti noi. Abbiamo ripulito e purificato il suo mondo. Ora dobbiamo costruire.”
Robert Neville [irrompendo con la mitraglietta]:-“Bare. Questo è tutto ciò di cui avrete bisogno.”
Matthìas:-“Prendetelo!”

[Matthìas scaglia una lancia a Neville, colpendolo e lasciandoli un grande squarcio nel petto]
Matthìas:-“Il brutto sogno è finito, amici di Neville. Ora, possiamo dormire in pace.”
Robert Neville:-[con la voce roca]“Lisa!”

Lisa :-[debole] “Robert, tu sei il male. Adesso sono della Famiglia, Robert. Mi dispiace.
Lisa:- [sonnolenta] “La Famiglia, Robert…Eh…Uh….Tu non capisci..Oh…Robert…”

[Membri della Famiglia entrano nella stanza, come Robert è in procinto di parlare, Matthìas lo interrompe]
Matthìas:- “Ha confessato tutto, fratelli: Assassinio, utilizzo di strumenti proibiti, pratica dei diritti prescritti, pratica di scienza, medicina, utilizzo di armi, macchine, elettricità. Egli non ha condiviso la punizione. Egli non porta i segni.
Robert Neville:-“Segni?”
Matthìas:-“Io ti mostro, i miei figli. Mostrategli i segni, che possa vedere.”
[I membri si tolgono per la prima volta gli occhiali da sole, rivelando il loro stato albino, e gli occhi completamente bianchi]
Matthìas:-“Questi sono i segni, Signor Neville. La pena che te e quelli come voi esercitate su di noi. In principio, abbiamo cercato di aiutarci l’un con l’altro, quelli che sono stati risparmiati dalla morte come noi. Abbiamo cercato di pulire le cose, reimpostare tutte le cose al loro posto. Abbiamo seppellito i morti e bruciato tanti altri corpi, tanti. Poi la cosa è venuta da sé. Siamo stati scelti. Scelti proprio per questo lavoro: seppellire ciò che era morto. Per bruciare ciò che è il male. Per distruggere ciò che era pericoloso.
Robert Neville:-“Siete nient’altro che dei barbari.”
Matthìas:-“Barbari? Ci chiami barbari? Beh…Si tratta di un nome onorevole. Abbiamo intenzione di annullare il mondo che le persone civili come te avevano creato. Noi semplicemente cancelleremo la storia dal momento in cui le macchine e le armi sono diventate più una minaccia di quanto abbiano offerto. E quando tu muori, anche l’ultimo ricordo vivente dell’inferno che avete creato se ne sarà andato. Andiamo! Fratello Zachary?
Zachary:-“Siamo pronti, fratello.”

[In un Dodger Stadium deserto, Neville è legato ad un palo su una pira e come le streghe sta per essere bruciato sul rogo]
Matthìas:-“Qui abbiamo il male.”
Seguaci:-“Il male.Il male”
Matthìas:-“Non è questo il luogo in cui sono state bruciate tutte le salme dei morti?”
Seguaci:-“Sì.”
Matthìas:-[Puntando Neville] “E questo è l’ultimo dei morti! E che cosa dobbiamo fare con lui, miei fratelli?”
Seguaci:-“Bruciarlo. Bruciarlo!”
Matthìas:-“Sì, bruciamolo. Bruciatelo!”

Matthìas:-“E. oh, fratelli e sorelle, vi invito a guardarlo, Lui ha forse i nostri marchi? Li vedete?”
Seguaci:-“No.”
Matthìas:-“Tu lo vedi ciò che siamo rispetto a prima della punizione. Prima di tutti noi abbiamo avuto la grazia. Mentre ora vediamo lì l’ultimo degli scienziati, dei banchieri, degli uomini d’affari. Coloro che facevano girare la ruota.”
Seguaci.-“Sì”
Matthìas:-“Noi usiamo forse gli strumenti che usava lui per far girare questa ruota?”
Seguaci:-“No.”
Matthìas:-“Lui è della famiglia?”
Zachary, poi i Seguaci:-”No.”
Matthìas:-“E il suo modello di società, è forse sacro per noi?”
Seguaci:-“No.”
Matthìas:-“Allora cos’è?”
Seguaci:-“Il Male!”
Matthìas:-[Alzandosi] Fa parte dei morti. Egli non ha posto qui. Egli puzza d’olio, circuiti elettronici lo percorrono. Egli è obsoleto.
[Neville viene portato via a braccia]
Matthìas:-[puntandolo] Tu sei stato scartato. Tu sei un rifiuto del passato!”
Neville:-“E tu sei pieno di merda.”
Matthìas:-“Quanto è difficile ammettere la verità. Portatelo via…, per un piccolo interrogatorio.”


1975: Una guerra batteriologica tra Cina e URSS provoca un’epidemia che decima la popolazione mondiale, mentre i sopravvissuti hanno maturato delle mutazioni genetiche che gli fanno apparire degli zombi ma intatti nella loro intelligenza umana, albini dalla pelle cadaverica e piena di ulcerazioni, e dai famosi “occhi bianchi” del titolo. Il Colonnello Robert Neville (Charlton Heston), biologo dell’Esercito Usa è uno dei sopravvissuti,ma anche uno dei pochi a non avere contratto il virus e ad avere sviluppato le mutazioni, perché lui stesso si è inoculato un suo vaccino sperimentale che un incidente in elicottero a cui egli è sopravvissuto ha distrutto l’unica fiala, proprio mentre stava per essere trasportato per la riproduzione, al CDC-Center for Disease Control sulle malattie virali.
I film degli anni ’60 e degli anni’70 anticipatori delle conseguenze della guerra e dell’inquinamento nel futuro, avevano per carismatico interprete principale Charlton Heston.
Dopo “Il Pianeta delle scimmie”(The Planet of the Apes)(’67) di Franklyn J. Schaffner, “L’Altra faccia del pianeta delle scimmie”(Beneath the planet of the apes)(’70)di Ted Post, e prima di “2022:I Sopravvissuti”(Soylent Green)(’73)di Richard Fleischer, esce questo “The Omega Man”.
Ed è Charlton Heston in prima persona che porta il progetto di trarre un film dal romanzo “I am Legend” sui tavoli della Warner. E fu questo che convinse i produttori della Warner a produrre il film. Pertanto, si può avere il piacere di ammirare l’interpretazione briosa e profonda di Charlton Heston del personaggio di Robert Neville, che riesce a far ritrovare il vero spirito del personaggio del libro.
Ammirevoli sono le sue annotazioni nell’interpretazione di ciò che concerne alle difficoltà di sormontare una solitudine così senza speranza (alcolismo, allucinazioni, parlare da solo ad alta voce, non c’è mai nessun altro ma Neville gli parla di fantasia come ad esempio al “concessionario d’auto” all’inizio del film. O il continuo procedere emotivamente di Neville a rimotivarsi con le sue riflessioni, le sue considerazioni sul passato, sempre alla ricerca di una soluzione al virus, ecc…
Certe sequenze –ben distintamente dall’ultima sciagurata trasposizione “Io sono leggenda”(’97)di Francis Lawrence, con Will Smith- sono direttamente tratte dal libro, come il primo incontro tra Lisa (Rosalind Cash, una delle più rappresentative eroine della blaxploitation di quel periodo) e Neville.
Mentre a differenza dell’ultima versione con l’improbabile scienziato Will Smith, è -come verrà maggiormente descritto qui sotto-, un film cupo, com’è nello spirito originario del libro. Spirito quasi totalmente assente nel film del 2007.
Anche il finale del film con Heston è differente da quello del libro, ma è stato ideato e realizzato talmente bene, nel mostrare che “I Famigli” dei sopravvissuti mutanti non riescono nemmeno alla fine a comprendere l’eroicità dell’atto compiuto da Neville ovvero Charlton Heston, che nel cinema di fantascienza adulto di quel periodo, rappresentava bene l’”Eroe d’America.”. Ed è un finale che nel complesso anche se si può dire un po’ “forzato”, obiettivamente è una chiusura magistrale; riuscendo a non disperdere il sentimento d’ineluttabilità, e senza mai falsare il grande fascino presente nel romanzo (l’eroe Neville non potrà personalmente fuggire né sopravvivere a lungo, e l’Umanità stessa non molto più a lungo di lui).
E’per tutto questo che “The Omega Man” è diventato uno dei titoli imprescindibili in qualunque rassegna che si rispetti e non possa far mancare i titoli più rappresentativi della fantascienza apocalittica anni’70,ed il più fedele adattamento nello spirito, del capolavoro di Matheson.
Oltre che, come diffusamente verrà ripreso in seguito, uno dei vertici carismatici delle interpretazioni di Charlton Heston, che qui impone al personaggio di Neville una notevole dose narcisistica, infondendogli accentuatamente una pregnanza umana che ne fa un personaggio di rilevanza mitica veramente importante. Tanto che non è più stato il caso che altri attori si accostassero al personaggio se non fino alla cialtrona “scelta” di Will Smith, con la sua obliabile e inconsistente interpretazione che ci ha restituito un Neville semi comatoso, tutto l’opposto del personaggio straordinario donatoci dall’interpretazione di Heston.
“The Omega Man” non sfigura ma anzi ugualmente interessante, sta appieno in un’ideale triumvirato d’eccellenza dei classici di fantascienza fra gli anni ’60 e i ’70, tra i magnifici “Il Pianeta delle scimmie” e “2022:I Sopravvissuti”. Film che ancora si ricordano e che non cesseranno mai di essere ricordati in rapporto non solo al loro periodo o ad altri, ma certamente come ciò che di meglio si è riusciti a realizzare nell’ambito della migliore e più potente fantascienza filmica.
In conclusione, “1975:Occhi bianchi sul pianeta terra” (The Omega Man)(Usa 1971)di Boris Sagal (regista sfortunato, morì in un incidente durante le riprese dello sceneggiato televisivo “Masada”, nel 1980), è un giustamente famoso e riconosciuto come meraviglioso, secondo adattamento cinematografico del racconto “I am Legend -Io sono leggenda” di Richard Matheson. Il primo fu l’altrettanto famoso e bello “L’Ultimo uomo della terra”(Italia/Usa ’64), coproduzione diretta da Ubaldo Ragona e firmata da Sidney Salkow per il mercato nordamericano, con un grande Vincent Price.
Il film diretto da Sagal aggiunge allo stesso racconto bellissime scene di grande potenza, a cominciare dal tanto celebrato inizio, con Charlton Heston nel ruoli del protagonista, lo scienziato ed ex militare Robert Neville, che guida solitario in giro per le strade desertiche di una Los Angeles abbandonata e spettrale, che ricordano molto gli analoghi vagabondaggi nelle scene d’apertura di Harry Belafonte in “La Fine del mondo” /The World, the Flesh, and the Devil) (Usa’59)di Ranald MacDougall. Ma qui sono scene enormemente più belle perché c’è la musica composta dallo scomparso e leggendario compositore australiano Ron Grainer della famosissima serie tv britannica “Il Prigioniero”, che per questo film compose una delle colonne sonore più famose e ricercate degli anni’70, bellissima e singolare, la quale infonde alle scene tutta la malinconia e la solitudine che consegue a questo terrorizzante pianeta terra post apocalittico, che è quello rappresentato nel film.
Una colonna sonora che assorbe e restituisce superbamente l’impatto devastante che ha avuto questa vita di terrore e solitudine, dopo la fine di quasi tutto il genere umano, anche su chi come Robert Neville, si è preparato per il meglio.
Charlton Heston, in una delle sue più celebri interpretazioni nel ruolo di Neville, è superbo ad evocare la densità, la “qualità”, il livello di questa solitudine, che colpisce e rimane nella memoria dello spettatore, come ad esempio nei lunghi soliloqui con se stesso, o nella sua solitaria guerriglia quotidiana contro i sopravvissuti della guerra batteriologica, i mutanti dal pallore zombesco e “contaminato”e gli “occhi bianchi”, del suggestivo titolo italiano.
Il personaggio di Neville, così come ce lo ha immortalato Heston, per la sua convinzione, tenacia e forza d’animo oltre che personalità, non è troppo dissimile dal suo celeberrimo personaggio di Taylor, ne “Il Pianeta delle scimmie”(Planet of the Apes)(Usa’67)di Franklyn J.Schaffner.
Coraggiosamente, ma questa è sempre stata la principale caratteristica della carriera di Heston, il suo personaggio si incontra con una ragazza nera sopravvissuta simil Angela Davis (Rosalind Cash), la quale finalmente pare restituirgli almeno per un po’ quell’umanità e quella compagnia affettiva la quale è stata interamente persa, insieme alla maggior parte del genere umano. Intrecciando una relazione tra i due, il film di Sagal fu tra i primi e non solo nella fantascienza, a restituire in un’epoca –il 1971- di grandi conflitti e scontri sociali radicali negli Stati Uniti, una nota di possibile armonia razziale.
Come nel libro –e a differenza che nell’orrenda terza trasposizione cinematografica, “Io sono leggenda”(I am Legend)(Usa 2007)di Francis Lawrence, con Will Smith, in cui sono praticamente degli infetti rabbiosi a là “scuola” di“28 Giorni dopo”(28 Days Later)(G.B.2003)di Danny Boyle, ridotti ad uno stato ferinamente zombesco e poco altro, certamente non senzienti e sviluppati- i sopravvissuti alla peste batteriologica sono un gruppo di fanatici religiosi chiamati “La Famiglia”, che guidati dall’ex giornalista televisivo Matthìas (il sempre eccellente Anthony Zerbe), hanno sviluppato una sorta di “religione” anti-sociale, anti-materialista, e anti-umana, a reazione delle responsabilità che egli attribuiscono –e certo non a torto- alla scienza e agli scienziati, alla tecnologia, e ovviamente ai militari, per l’avvenuta distruzione del genere umano. Scienziato immunologo, tecnocrate, e oltretutto, Colonnello dell’esercito americano. Tutto quello che è od è stato Robert Neville, che racchiude agli “occhi bianchi” dei “famigli” tutta la residuale solennità dell’ultimo, “Supremo”, “Nemico”, da annientare e cancellare, con tutto e come tutto, quello che rappresentava il mondo e una società votata inevitabilmente all’autodistruzione, prima dell’Apocalisse.
La sceneggiatura, di John William Joyce e H.Corrington è molto cupa, confacendosi allo spirito del romanzo che non era certamente “consolatorio” –anche qui la differenza con lo stupidissimo “I am Legend” di Francis Lawrence, soprattutto per il suo madornale finale impossibilmente a là “volemmòse bene”, è tanta- e evoca bene e nella maniera inquietante così tipica dello stile di Matheson, lo spiritualismo puro ma anche non semplicistico del romanzo originario, e del suo splendido finale, seppur come già detto, qui cambiato.
Boris Sagal alla regia fu molto bravo a restituire tutta quella sensazione e quella compassione per la coscienza sociale o delle relazioni fra i personaggi che apparirono così intensamente e per la prima volta nel cinema di fantascienza proprio ne “Il Pianeta delle scimmie“(Planet of the Apes)(’67)di Franklyn J. Schaffner, che con questi film divenne definitivamente “adulto”. Come detto Sagal era un regista dall’ottimo senso visivo, e le scene d’apertura del film è doveroso ricordarlo, riescono a evocare una tale paura e solitudine, e paura soprattutto di essa, di una tale qualità come raramente è capitato di assistere al cinema, non solo nel genere della fantascienza.
Una menzione è d’obbligo anche per il grande direttore della fotografia Russell Metty, che aiutò non poco Sagal a raggiungere la qualità visiva del film, potente e in alcuni momenti abbagliante. Sicuramente, se non fosse stato anche per lui, il film non sarebbe riuscito così bello visivamente come sarebbe divenuto, almeno secondo il concetto originale e la sua normale realizzazione. Fughe, inseguimenti, e scene d’azione sono serrate, convincenti, e veramente efficaci. Basti citare la bellissima sequenza della fuga in moto di Neville e la ragazza dall’Olympic Coliseum dei Dodgers, veramente fantastica.
Sagal utilizzò molto bene anche l’interpretazione di Heston e la forza e passione derivante dal personaggio di “Ultimo uomo sulla terra”. Anthony Zerbe resta il grande attore teatrale che è , prepotente come detto la sua interpretazione di Matthìas, il capo dei “famigli”. E’sempre stato un attore meraviglioso, basti vederlo tra i suoi tantissimi film ne “I Cospiratori”(The Molly Maguires)(G.B./Usa’70)di Martin Ritt, con Sean Connery, Samantha Eggar, e Richard Harris.

La società di produzione, ovvero la Warner Bros allora di proprietà della Kinney’s Corporation, la più grande compagnia –almeno all’epoca- di pompe funebri (lo so sembra uno scherzo, ma è così), volevano trovare un luogo che sembrasse una zona metropolitana abbandonata, dato che sarebbe stato troppo costoso costruirla apposta. Il produttore o uno di essi si mise a guidare per il centro di Los Angeles avendo bene modo di rendersi conto quanto nel fine settimane a L.A. ci fossero ben meno persone e macchine a giro, almeno in taluni quartieri. Fu così che la maggior parte degli esterni vennero girati lì, downtown L.A. nei fine settimana.

I celeberrimi studios britannici della Hammer Films avevano già nei loro progetti un adattamento cinematografico da Richard Matheson, e precisamente dal libro “The Night Creature”, adattamento scritto per il film da Matheson stesso. Il progetto venne però alla fine ritenuto troppo “grafico”, dibattuto, e infine appunto, abbandonato.

Charlton Heston aveva letto il romanzo originale su un aereo di ritorno in California, ed era molto interessato a un adattamento moderno del libro, essendo totalmente all’oscuro del fatto che ne era già stato tratto un film non molti anni prima, “L’Ultimo uomo della terra”(Italia/Usa 1964) di Ubaldo Ragona e Sidney Salkow, come detto interpretato da un Vincent Price al solito incisivo e carismatico.

La prima arma di Neville utilizzata nel film è una Semimitraglietta Smith & Wesson M76, avvolte dotata anche di una fascinosissima torcia rossa all’infrarossi per il tiro notturno ai “famigli”, i quali essendo fotosensibili non sopportano la luce ed escono allo scoperto solo la notte o nell’oscurità. Durante il primo attacco notturno che si vede nel film da parte della “Famiglia”, Neville utilizza uno stupendo fucile automatico Browning BAR, con applicato un mirino sempre all’infrarosso.

Il film fu d’ispirazione per due serie di commedie alla radio della CBC (il broadcast nazionale canadese), “Steve the First” e “Steve the Second”, interpretate da Matt Watts e Mark McKinney. Ogni serie era incentrata su di un protagonista (nella seconda sul figlio del primo), chiamato a salvare il mondo.

Fu il film del debutto di Brian Tochi, nel ruolo di Tommy.

All’inizio del film, nella sequenza dal concessionario d’auto in cui Neville cambia l’auto danneggiata dopo un fortuito incidente prendendo una Ford Mustang, si vede un calendario datato marzo 1975, poi nella scena subito dopo (magnificamente triste e amara) in cui Neville vedendo un cinema che ha in cartellone“Woodstock:Three Days of Peace, Love, and Music”(Usa’69)di Michael Wadleigh, entra rimette in funzione la macchina nella cabina di proiezione, si siede nella sala ovviamente deserta e da solo, se lo guarda commentando e accompagnando a memoria, con trasporto e partecipazione amara alcune battute dei ragazzi intervistati nel film,(cosa alquanto strana da un ex-militare, ma evidentemente voluta per far empatizzare da subito lo spettatore verso l’umanità e la presa di coscienza del personaggio di Neville, per come sono poi andate le cose rispetto agli ideali e alle speranze messi in mostra nel famoso film-concerto). Comunque, prestando attenzione alla battuta ironica di Neville quando scorgendo le scritte sui tabelloni esterni del cinema che programmava “Woodstock”, parlando al solito da solo ci profferisce:–“Deve essere un bel film, lo stanno programmando per il terzo anno consecutivo”-. Questo ci indica che “The Omega Man” è ambientato nel 1977, dato che la fine del mondo è avvenuta nel 1975.(D’altronde Heston stesso menziona l’anno 1977 durante le registrazioni audio del suo diario).

Richard Matheson disse che secondo lui “The Omega Man” era stato tratto nei modi talmente lontanamente dal suo libro, che neanche se ne preoccupava.

La Warner Brothers voleva inizialmente Diahann Carroll, altra famosa attrice afroamericana, per il ruolo di Lisa.

Nel film la piaga epidemiologica che provoca la fine del mondo è stata scatenata dalla guerra batteriologica come risultato di una guerra di confine tra la Cina e l’URSS. In effetti, la Cina e l’URSS avevano avuto schermaglie di confine molto gravi nel 1969, che avevano fatto preoccupare anche molti leader mondiali, circa la possibilità di una guerra totale fra le due superpotenze dell’emisfero comunista.

Le notizie date dalla TV nei flashback di Neville circa la diffusione della malattia, sono lette da un anchorman che altri non è che Matthias interpretato da Anthony Zerbe, prima di essere infettato e diventare il leader della “Famiglia”.

Napoleone Wilson














24 commenti:

  1. bravissimi grande idea una serie di rece sulla fantascienza..genere favoloso..questo film lo ricordo,e mi piacque assai..nonostante la presenza di quell'animale di heston....

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  2. L'ho visto non molto tempo fa e devo dire che mi deluse molto. Forse non ho concesso alla pellicola le doverose licenze dovute al periodo in cui fu realizzata, ma l'ho trovata banale e poco incisiva. A tratti davvero ingenua. Niente a che vedere - insomma - con Il pianeta delle scimmie, tanto per citare un altro film post-apocalittico con Heston. Ammetto tuttavia di non aver mai letto il racconto di Matheson, anche se visti i commenti di Matheson stesso ciò non dovrebbe costituire una mancanza per poter farsi un'idea del film.

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  3. ...Grazie brazzz, per Il grande marziano, è proprio per questo che è così bello, le sue evidenti come dici tu, "ingenuità" anni'70...Ma poi forse l'averlo visto all'epoca in cui uscì, ragazzino al cinema, colma un mare di differenza..."Animale" Heston...??!
    Grande attore invece, l'unico che dette pure la possibilità di dirigere nuovamente un capolavoro a Orson Welles con "L'Infernale Quinlan"(Touch of Evil)nel'58, pagandolo di tasca sua, cosa mai vista credo nè prima nè dopo, perchè la Universal non voleva sperne di rischiarci i soldi con uno notoriamente poco gestibile e controllabile come Welles...
    Fascista forse...? Probabilmente sì, ma a differenza dei fascisti "nostrani" come John Wayne è una cosa che loro proprio non sono mai stati,un fascista simpatico. E, detto per inciso,nella famosa fine a casa di Charlton del comunque notevole "Bowling a Columbine" quello che ci fa una madornale, pessima figura è stato Michael Moore, paradossalmente dalla parte della ragione, non Heston, che pure "rappresentava" il torto.
    P.S.: E, se è per questo, sono anch'io un quietamente -aborrisco la caccia agli animali, qualunque essi siano- modestamente, esperto e detentore appassionato di armi.

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  4. il Charles uno che anche nella realtà non ha mai mollato le armi... purtroppo.
    un saluto Roby

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  5. napoleone
    come attore non lo discuto..grandissimo..anche in film come the big country,film straordinario..
    lo discutevo come uomo..fascista,e pure parecchio,e,soprattutto, rappresentante di una certa america..quella che dopo il masacro a columbine ropose non di eliminare le armi,ma di impedire ai ragazzi di andare in trench a scuola,come fecero quel giorno quei ragazzi,per non far vedere i fucili..domanda..che altri film prevede la rassegna?e ti chiedo..quale,secondo te,il film che ,eglio ha rappresentato la "filosofia dickiana"?a mio avviso Dick è stato massacrato al cinema,e il film che meglio lo rappresenta non è certo blade runner(che più lo vedo più mi pare sopravvalutato)ma piuttosto a scanner darkly..lì ci ho ritrovato tutta la filosofia di Dick..che ne pensi?

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  6. @Napoleone: eppure nella stessa epoca c'erano film di fantascienza che ingenui non lo erano per niente, tipo appunto Planet of the Apes. Senza dimenticare che Kubrick aveva già mostrato al mondo 2001. Quindi non credo sia solo una questione di "tempi". Il punto è che anche cercando di calarmi nella realtà dell'epoca, questo proprio non riesco a vederlo neanche lontanamente come un gran film.

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  7. film che mi andrò a rivedere con piacere, per un sacco di motivi. per qualche strana ragione mi piace molto il genere "pandemico", specialmente se trattato con i modi, e soprattutto i ritmi, degli anni 70 (le accelerazioni proprie degli ultimi anni non fanno per me), a cui fui iniziato in tenera età dalla serie TV britannica "Survivors". Wilson, hai giustamente ricordato anche "The World, the Flesh, and the Devil", film densissimo di significati. anche a me piace molto la figura di Heston, che meglio di ogni altro ha interpretato l'ingenuità eroica americana, con più profondità ed intensità di John Wayne (al quale comunque faccio tanto di...stetson!), una necessità molto sentita, scusate se mi ripeto, negli anni a cavallo del bicentenario. non nego che mi sia peraltro spiaciuto vedere Michael Moore "rovinare" il suo peraltro valido film "Bowling for Columbine", cercando di far fare la figura del deficiente al buon Charlton (una concessione al sensazionalismo che stona con tutto il resto del film).

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  8. Letto il libro nel lontano 1996… Matheson è uno scrittore che apprezzo molto, il fatto che prediliga sempre la parola scritta al film mi lascia un po' perplessa, ma appena posso… ;)

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  9. bellissimo il testo di Matheson e il film con Vincent Price ambientato in una Roma desolata.
    questo è un grande film di intrattenimento con tutti quei dettagli che ci fanno amare il cinema 70s!

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  10. il libro di matheson è eccezionale... rimasi un po' deluso da questa trasposizione, gli preferisco molto di più quella "romana" che, secondo me, ne rappresenta meglio lo spirito del romanzo!

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  11. grazie a tutti eh! io da profano leggo e imparo, più di questo...
    ciao :)

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  12. ...Per l'amico brazzz, Dick non ha certo avuto molta fortuna con le sue trasposizioni cinematografiche, basti ricordare "Minority Report" di Spielberg e "Paycheck" di John Woo -che comunque non è proprio brutto, solo abbastanza insignificante, per Woo poi...-"A Scanner Darkly" ('05) di Linklater lo trovato al solito molto bello come resa visiv ed estetica, e questo è ovvio da amante delle vecchie tecniche al rotoscope quale sono sempre stato, per il cinema d'animazione, seppur aggiustate con nuove tecniche digitali, come fu per il film di Linklater. Da qui a definirla la migliore visualizzazione dello stile e delle dinamiche dickiane, al cinema non so...Come ritmo e tenitura dell'interesse non mi ha mai convinto, ma questo è sempre stato un pò il difetto di tutto il cinema di Linklater, e con un racconto come quello di Dick dietro, è grave. A me, non è affatto dispiaciuto "Screamers"(Canada'95) di Christian Duguay, con Peter "Robocop" Weller...Dello stile angoscioso e perennemente di minaccia del racconto dickiano, mantiene bene le premesse oltre che lo svolgimento, con una convincente realizzazione delle "creature" roboticospazial-belliche descritte nel libro. E non era facile.
    "Blade Runner" sopravvalutato...Anche qui, quando uscì soprattutto in Italia, fu immensamente sotto-valutato. Se ci andiamo a rileggere le recensioni dell'autunno '82 sui quotidiani, settimanali ecc., anche quelli cinematografici, reclamano vendetta data la sensazionale stupidità, cecità di certi ottusi critici non in grado -mai- di vedere al di là del sloro corto naso...
    E comunque, la famosa Workprint di "Blade Runner" -adesso vista da tutti perchè riesumata nella "Definitive Collector's Edition" uscita in cofànolo dvd nel dicembre 2007- con tutte le addirittura-ad oggi- cinque versioni del film compresa la (ultima?)"Final Cut", Dick prima della morte la Workprint è acclarato la vide diverse volte, e non disapprovò certo, anzi...Perchè vide che la componente romantica e nostalgicamente, androidamente esistenziale, amara del libro, così importante, era stata preservata, in abile equilibrio sulla "lama" per rimanere in lessico, di un racconto d'impianto hard-boiled. Parlando per me, "Blade Runner" rimane il capolavoro che negli anni successivi al 1982, è stato "scoperto". Se ha dato qualcosa a Dick e alla sua opera in corpus magnum è stato tutto un vieppiù, non certo una detrazione. Un pò, con le dovute differenze nel valore intrinseco del racconto di partenza, quello che è successo nei famosi, travagliati e contrastanti rapporti tra l'originale narrazione di Stephen King e lo "Shining"di Kubrick.
    "Total Recall"('90)di Verhoeven (peccato, perchè avvolte è stato davvero un grande regista), è una baracconata molesta, superfluamente fracassona, orrenda e tediosa, già invecchiata dal punto di vista visivo e realizzativo, nel 1991.

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  13. d'accordo su screamers e su total recall,che tra l'altro è un raccontino di pagine 2..su blade runner..non so,a me piacque da morire appena lo vidi,poi..so che dick lo approvò,ma lo spiito del libro mi pare talmente diverso..specialmente prprio gli androidi,che nel libro sono dei poveri sfigati esattamente come gli umani,che tentan di salvarsi la pelle e nulla più..e non di mentichiamo il titolo originale"do the androids ecc2..tutto il discorso sugli animaletti finti non c'è,nel film.e quel finale buonista..non so,a distanza di anni più ci penso meno mi convince..d'accordo con te che roba tipo minority report sian da codice penale...linklater..mi pare proprio che ci sia la filosifa dickiana in quel film,aldilà di discorsi di ritmo..per inciso,il libro è strepitoso,come quasi tutto quel che Dick ha scritto..

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  14. Per Unwise ed Einzige, Anch'io adoro i ritmi narrativi del cinema anni'70, sia per l'azione che come in questo film, nella fantascienza.
    I ritmi da "I am Legend" con Will Smith tanto per poter compiere un collegamento diretto, sono soprattutto goffa sciatteria che maschera e nemmeno tanto bene, la mancanza di alcuno stile. E idea. "Survivors" soprattutto la prima serie meglio della seconda "affondata" nella troppa verbosità e staticità, mi ha fatto "crescere" anche a me. Ed è bello anche il remake BBC-ITV di due-tre anni fa.
    Alcune sequenze in "The Omega Man", mi dispiace che non tutti se l'hanno visto non lo abbiano anche notato, ma forse Einzige che dimostra più sensibilità verso il film sì, sono bellissime, anche se per come e quanto gli contribuisca la meravigliosa musica di Ron Grainer, sarebbe forse stato più doveroso e appropriato affrontarlo/e da amanti e cultori delle colonne sonore.
    Ad esempio, è sensazionale quel piano sequenza dal dietro al davanti fino al primo piano, di Lisa incappucciata da "famiglio", a svelarne l'avvenuta mutazione albinica, e i "famigli" che sullo sfondo dell'inquadratura come degli incappucciati medievali in processione con le fiaccole, vengono accompagnati da uno splendido brano della o.s.t. di Grainer, fino a comporre lo spazio alla sinistra del volto di Lisa,anche lei oramai,dagli "occhi bianchi".

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  15. Buona l'idea, da appassionato di sci-fi mi aspetto altre chicche come questa. Ad esempio "L'uomo che fuggì dal futuro" del Lucas pre Star Wars, oppure, perché no, pescando dalla tv, "A come Andromeda" o "Gamma".

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  16. ...Comunque appunto, questo è un "dettaglio" cruciale per quel che dici, il finale con Deckard e Rachel senza "data di scadenza" la quale potrà finalmente anche amare come gli esseri umani, che vanno via con l'auto volante verso l'Europa, assolata e senza le nuvole di smog o la pioggia radioattiva che hanno sovrastato L.A. per tutto il film,con le inquadrature di paesaggi dall'elicottero prese da scarti dello stock footage per i famosissimi titoli di testa di "shining" di Kubrick, furono aggiunti in fretta e furia per le prime "theatrical release" dallo studio, la Ladd Company per la Waener Bros. Il finale non "consolatorio" che si chiude fuori dall'appartamento di Deckard/Ford al ritrovamento dell'origami prova lasciata del "passaggio" di Edward James Olmos/Gaff da Rachel, e stacca sul nero dei titoli di coda, quindi non "consolatorio" ma incerto e precario, è dal 1992 alternativo grazie alla prima "Director's Cut". Bisogna dire che però,stavolta è di gran lunga più bello il finale "consolatorio" della "Studio cut", sarà anche qui, per il meraviglioso "End title theme" di Vangelis.

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  17. azz...il remake di survivors mi manca...sono ufficialmente in caccia! :)

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  18. Harmonica ciao, belli "A come Andromeda" e "Gamma", bravo Vannucchi, eppoi c'era una giovane rossa Paola Tedesco, già per questo se non bastasse...Ma bello e d'atmosfera, tra il nostalgico, l'esistenzialista e il malinconico, il misconosciuto RAI-TV di Biagio Proietti, "Sound", con Peter Fonda.

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  19. Uno dei miei cult da ragazzino. Io e mio cugino recitavamo a memoria quella scena (chi è lui? il male).

    Da allora il genere "pandemico" ha sempre esercitato anche su di me un grande fascino. L'ho rivisto diverse volte e onestamente il tempo lo ha un po' scalfito, ma sempre molto meglio del blockbuster con Will Smith.

    Un film '70 che mi piacerebbe rivedere è Zardoz. All'epoca ero troppo giovane.

    Ottimo lavoro, come sempre.

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  20. bella nuova rassegna.
    anch'io penso che il libro sia eccezionale, non lo si perda.

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  21. La fantascienza dei '70 passa doverosamente da qui !!!
    Il libro è davvero bello, ed il Film una pietra miliare del genere.
    Per quanto riguarda la rassegna....be con me sfondi una porta aperta. Sai come la penso e cosa sto facendo...
    Nei '70 ricordo una rassegna al cinema Arcadia (oggi Teatro Carcano) che proponeva un Film ogni sera. Alla fine visto l'enorme successo durò tre mesi. Li vidi tutti !!! Gli ultimi gratis, ormaici conoscevano...(eravamo in 2).
    Altri tempi....
    Concordo in pieno poi sulla grandezza di Dick, assieme a Simak il mio autore preferito.

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  22. Lucien, molto bello l'aneddoto del dialogo recitato a memoria da te e tuo cugino,sì quello lì fu un dialogo giustamente che colpì molti spettatori, dell'epoca....Ed è proprio -per me almeno-, ancora più bello proprio per queste "scalfiture" lasciate dal tempo, come il finale "segnico" dei'70, e come ben si vede dal frame che ha postato Roby sopra, in cui i colori si invertono alla maniera solarizzata psichedelica tipica dei '70..."Zardoz" avrei ben in mente di affrontarlo sì, è imprescindibile in ogni rassegna che si rispetti, dei classici di fantascienza di quel periodo, e non solo...

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  23. l'ho trovato simpatico, ma non esaltante. Ma si tratta di leggero ostracismo dato che è tratto da quello che è il mio libro preferito XD

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  24. ancora un ringraziamento a tutti!
    e in particolare a Napoleone ovviamente, ideatore e curatore di questa rassegna che mi pare riscuota grande interesse! :)

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