sabato 12 marzo 2011

L'uomo di paglia

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1958, Pietro Germi.

A leggere la trama potrebbe sembrare il più scontato dei film, e invece è un capolavoro! Non solo per le splendide regia ed interpretazioni ma, e soprattutto, per il suo grande significato. Rapportato all'anno d'uscita fu un film estremamente coraggioso e controcorrente.

Sinossi in breve: Andrea è un operaio specializzato. Modesto ma può permettersi un bell'appartamento in quei palazzoni che sorgono vicino alle fabbriche, ed anche di mantenere dignitosamente la sua famiglia, composta dalla bella moglie Luisa e dal figlio Giulio ancora piccolo. Ha persino il telefono in casa, non è cosa da tutti all'epoca.
Una lunga vacanza estiva di moglie e figlio diventerà occasione per un amore intenso anche se nato casualmente con Rita, una giovane donna che abita qualche scala affianco. Non sarà una semplice avventura. Lui quasi non la conosceva, ma Rita lo osserva dal suo terrazzo da quando è bambina, è come se coronasse un sogno anche con la coscienza che quella relazione non potrà avere seguito a lungo. Luisa e Giulio torneranno, com'è nell'ordine delle cose, ed inizieranno i problemi... Qualche altro pezzo di trama nei frame.

Se pensiamo quindi, come dicevo, all'anno e al contesto sociale la trama è per nulla scontata. Un operaio che si permette una scappatella? Inconcepibile, a meno di non pensare agli operai come a qualunque altro "essere umano", come già fece Germi 3 anni prima nel meraviglioso "Il ferroviere". Stavolta però la storia è completamente avulsa dalla professione, fin borghese vien da dire, e infatti a quanto ho letto la critica di stampo comunista all'epoca ebbe molto da dire (quella italiana, in Unione Sovietica fu un successo). Anche Rita, di condizione sociale più modesta, non è forse una ragazza che si permette un lusso? L'amore che non bada alle situazioni, che non si ferma di fronte ad oggettive difficoltà, non era prerogativa di nobili e poeti, gente in breve che "ha tempo da perdere"? Questo film sdogana definitivamente anche al cosiddetto proletariato sentimenti e gesti relegati ad una nicchia, cosa non compresa da tutti ai tempi, ma sicuramente Germi in testa ce l'aveva ben chiara. Gente che vive in palazzoni già anonimi dove puoi non conoscere una bella ragazza della scala affianco, alcuni di loro che faticano a mettere il piatto in tavola; non coltivano solo sogni di ricchezza e non sono imbruttiti nei sentimenti dalla loro situazione economica.

Eccezionale il finale! Evito di spoilerarlo, ma dico solo che è stupendamente drammatico, e Rita compirà un gesto di grande sensazione e nobiltà e quando lo farà mancano ancora 20 minuti alla fine. Allora qual'è il vero finale? Luisa aveva in qualche modo sgamato la debolezza del marito e il gesto di Rita porterà alla luce tutto. Andrea percorrerà la strada della sincerità, la sola che gli è in coscienza possibile, solo che "la vita non è film" e il finale di queste situazioni ha regole umane severe e comprensibili, anche se non le si vorrebbe vedere certe volte.

Grandissimo realismo quello di Pietro Germi, che oltre ad essere eccellente attore e regista, in questo e nell'altro film citato esprime una qualità non comune: conclude le storie. Senza impedire riflessioni o critiche allo spettatore, i suoi film hanno un senso compiuto, vanno fino in fondo e sarà Luisa a farci capire, nitidamente, che Entropia non è una parola che si applica solo in ambito scientifico.

Film semplicemente perfetto e da Encomio Solenne. Molto bello anche il tema della o.s.t. composta da Carlo Rustichelli.
Olimpo ovviamente.

questa immagine m'ha fatto pensare... ma guarda che libertà che si prendeva! a letto, giornale e sigaretta, e la moglie zitta e senza che rompe i capannoni. ah! ho avuto un attacco di maschilismo! (si scherza...)

l'officina

Rita è la dolce Franca Bettoja, attrice dalla bellezza acqua e sapone, molto brava.

a dx c'è l'amico Beppe, interpretato da un attore importante anche se quasi mai protagonista di film: Saro Urzì. Non casuale quello sfondo, quartiere a palazzoni costruito proprio in prossimità della fabbrica. 

Quanto è bella una donna che ti ama e che ti dice che desidera un figlio da te? Luisa è interpretata da una splendida donna, per i miei gusti, proprio bella: Luisa Della Noce.

Il ritorno della famiglia di Andrea già incombe, ma si vuole godere ogni attimo, fino all'ultimo.

Una telefonata della quale non si sentirà nulla, solo immagini che parlano...

Roma non è città adatta per chi si trova da solo a Capodanno.


11 commenti:

  1. Grande recensione per uno dei film capolavoro di tutta la cinematografia italiana e non solo. Pietro Germi ha avuto una rivalutazione critica da morto, come altri purtroppo, da critici avveduti quali Canova e Ghezzi, alla pari con quell'altro monumento americano che risponde al nome di Douglas Sirk. Non è semplice melodramma, come avevano chiosato all'epoca, questo è realismo, anzi è verismo, Germi ha fotografato perfettamente quella che era l'elite della classe operaia dell'epoca, analizzandola in ogni suo aspetto, direi quasi con metodo scientifico, cosa che però la critica dell'epoca non capì, o fece finta di non capire.
    Chi oggi, può avere la grandezza di un Germi. Nessuno !

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  2. Grazie Harmo, un commento che non fa una grinza e sottoscrivo. "Verismo" mi piace, termine perfetto per questo film. Ti devo ringraziare anche perché ce l'avevo da tempo ma tardavo la visione, poi qualche gg fa me l'hai citato proprio te.

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  3. Sai lo vidi per errore cercando 'Cane di Paglia' di Peckinpah ma non ne rimasi assolutamente delusa anzi… :)))) Un abbraccio Roby!

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  4. grazie Milena, un abbraccione anche a te! :***

    gran film anche quello, prossimamente ci sarà. l'ho visto troppo tempo fa e una rivisitazione con rece annessa ce vo'!

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  5. OK roby, grande Film ! E grande recensione, com e sempre del resto....
    Stavo lavorando un pò al PC, sai, tra down e post la cosa è complicata, e intanto mi rivedevo un grande Film.... uno di quelli che noi cinefili amiamo !
    GRAN LAVORO il tuo roby, ...magari non tutti te lo diconi, ....
    ...ma...OK grazie !!!
    Ogni tanto fa piacere sentirselo dire!
    Sono un cinefilo di vecchia data, e continuo ad essere entusiasta del cinema, delle storie sempre nuove che ci racconta.
    Per cui, visto che anche io dedico molto tempo al Web e alla sua storia....
    ...so long !
    Ovviamente condivido appieno tutto ciò che dici di Germi e del suo Cinema. Va riscoperto...

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  6. grazie di cuore magar! per le parole spese e per il bel lavoro che fai anche te nel web.

    al web devo tantissimo. quando posso scrivere una rece così su un film così ho la sensazione, in qualche modo, di ripagare quello che ne ricavo.

    i complimenti fan sempre piacere, dici bene. incoraggiano, che è un modo di "prendersi cura di".

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  7. un film magnifico, di un autore magnifico. non saprei che altro aggiungere... come sempre grande roby!

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  8. ah, cavoli non c'è la rece di Cane di Paglia, pensavo di sì. L'ho rivisto qualche sera fa e voglio rivedermi tutti i film di Peckinpah! Attendo fremente allora! Buona domenica ****

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  9. arriverà anche Cane di paglia, cara milena... non chiedermi quando :)
    buona domenica anche a te! :**

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  10. Un film semplicemente perfetto. Vita vera narrata con grande maestria.

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