venerdì 26 ottobre 2012

Fantastic Voyage - Viaggio Allucinante

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1966, Richard Fleischer.

Quasi una spy-story, decisamente un classico del cinema e della letteratura fantascientifica. La sua trama semplice e intrigante. L'agente Grant (Stephen Boyd) lavora per la CIA ed è incaricato per conto di una base militare segreta di sorvegliare una operazione chirurgica nei confronti dello scienziato Jan Benes (Jean Del Val), miracolosamente scampato ad un attentato, ma non ancora salvo del tutto, giace infatti in coma a causa di un embolo cerebrale. Benes è fuggito in Occidente superando la Cortina di Ferro e si sospetta che tra i medici che dovranno operarlo ci sia una spia sovietica incaricata di dargli il colpo di grazia. Quel che Grant scopre – suo malgrado – è che non si tratta di una operazione canonica; infatti dovrà essere rimpicciolito all'interno di un sommergibile a livello di microbo ed iniettato dentro il corpo di Benes per distruggere in loco il suo embolo. 

La squadra di cui fa parte è formata dal Capitano Bill Owens (William Redfield), e dai medici Michaels (Donald Pleasence), Peter Duval (Arthur Kennedy) e la sua bellissima e giovane allieva, Cora Peterson (Raquel Welch). Chi di loro è la spia?

Ma in questo viaggio i nostri eroi incontreranno ben altri problemi, il tempo stringe: la miniaturizzazione dura solo 60 minuti – per questo la CIA vuole salvare Benes, lui ha scoperto il modo di prolungare il fenomeno a tempo indeterminato – inoltre non mancheranno contrattempi e colpi di scena, con tanto di sosta per ricaricare la riserva di ossigeno in un alveolo polmonare o la caduta di un bisturi nella sala operatoria mentre l'equipaggio sorvola l'interno dell'orecchio, il cui rumore causa un terremoto che rischia di ucciderli. Degna di menzione anche l'interpretazione di Edmond O'Brien, (il Generale Carter) che dimostra essere un grande caratterista, attraverso pochi e semplici gesti ci comunica una genuina gamma di emozioni e ansie per la buona riuscita dell'operazione, sempre sul punto di fallire. Stiamo parlando di un film del '66, che non ha niente da invidiare a quelli moderni; i suoi effetti speciali sono all'avanguardia per l'epoca, a parte gli aloni scuri attorno alle silhouette degli attori, che comunque palesano un lavoro ti pazienza e grande abilità (oggi si fa tutto al computer utilizzando maschere cromatiche e teli verdi o blu dietro le scene) da parte di montatori e tecnici degli effetti speciali. 

Gli sviluppi di questa storia sono davvero interessanti. Tutto parte da un racconto a quattro mani di Otto Klement e Jerome Bixby di cui la 20th Century Fox acquista i diritti. Sottoposta la sceneggiatura ad Isaac Asimov questo la passa ai raggi-x lamentando alcuni errori, soprattutto nel finale quando il sommergibile viene fagocitato dai globuli bianchi. «Come mai – si sarebbe chiesto Asimov – dopo 60 minuti i suoi atomi non tornano a grandezza naturale? facendo quindi esplodere il corpo di Benes». Così il grande maestro della fantascienza accetta di scrivere una novelisation, che finisce per essere pubblicata prima del film, così tutt'oggi molti pensano che il lavoro dello sceneggiatore David Duncan sia un adattamento del romanzo di Asimov e non del racconto dei meno noti Klement e Bixby. Intanto il grande maestro della fantascienza ci prese gusto scrivendo un sequel ambientato in Russia, Destinazione Cervello, dove leggiamo una trama ancora più accurata scientificamente. Voto in stelle: 4/5 (per la trama, gli effetti speciali, il cast, e la fotografia). Unico difetto, a nostro avviso, un montaggio frenetico, che doveva stare (?) entro i 100 minuti, che toglie ai personaggi la profondità dovuta. 

Nonostante la scarsa credibilità di un viaggio simile, tanto più che costerebbe decisamente meno usare la microtecnologia o i laser (cosa ch'è, del tutto o in parte, già una realtà) Viaggio Allucinante resta una pietra miliare del cinema fantascientifico di sempre e dato il soggetto possiamo anche considerarlo un pezzo di Cultura, quella con la “C” maiuscola. Da vedere, e rivedere, assolutamente.

Giovanni Pili











14 commenti:

  1. visto la prima volta in tenera età, alla tele, fu una visione sconvolgente. ancora oggi mi affascina ovviamente

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  2. stessa cosa omonimo! Certe chicche che vedi da piccirillo non te le scordi più! Per fortuna!

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  3. caro Roby, che ricordo eh... si parla di remake a breve di questo classico. oddio, se non ho letto male, con Will Smith e qua non so se rallegrarmi...
    a me è piaciuto molto anche "Salto nel buio - Innerspace" (1987), di Joe Dante e prodotto da Spielberg, divertentissimo ed avvincente, che non fu un remake ma chiaramente ispirato al medesimo racconto di Asimov. Giova', dovresti metterlo nella lista della spesa.

    Il libro poi è veramente una favola. Non ho invece letto "Destinazione cervello" ma prima o poi porrò rimedio.

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    1. Pensa che io da pischello rimasi avvinto da Salto nel Buio. :D Vediamo un po' cosa combinerà Smith, che sembra proprio essere abbonato ai reboot ed agli adattamenti fantascientifici.

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  4. Bellissimo, d'altronde Fleischer è stato un autore importante nella fase di crescita davvero "adulta" della fantascienza cinematografica anni '60-'70, basti pensare che dopo di questo sarebbe tornato grandiosamente con il racconto allarmante ed cine-ecologicamente memorabile, estremamente distopico di "2022: I sopravvissuti" (Soylent Green) (1973).
    "Salto nel buio"(Innerspace) remake non dichiarato ma memorabile di Joe Dante e chissèno, in piena padronanza estrema dell'invenzione celebrativa e originale rispetto al classico originale.
    una cosa soltanto però, cos'è un "sequelle"..?

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    1. Effettivamente non saprei dirti se Destinazione Cervello sia davvero un sequelle. Cambiano l'ambientazione e i personaggi ma stiamo assistendo al medesimo universo narrativo. Già Asimov fece quasi controvoglia la novalization... nel linguaggio cinematografico magari uno direbbe "spin-off". Forse va bene anche per la letteratura.

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  5. E' grazie al successo commerciale di "Viaggio allucinante" su cui la Fox non nutriva grandi aspettative iniziali e sul quale poi ci fu l'intenzione di un sequel mai realizzato, che si convinsero sul fatto che la fantascienza "adulta" e "pessimista" potesse andare bene al botteghino. E così Charlton Heston potè convincere i produttori della Fox a realizzare da Pierre Boullè "Il Pianeta delle Scimmie".

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    1. Chissà quante botte di genio giacciono ancora dentro i cassetti allora.

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  6. giova, napoleone intendeva il termine. normalmente scriviamo sequel ;)
    magari tu usi un termine in altra lingua

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  7. anch'io come Roby l'ho visto da piccolo ma non sono riuscito a recuperarlo....peccato.

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  8. Mi sono imbattuto nella tua discussione sul film viaggio allucinante (e vedendo che ne sai un botto un totale)...Sono Francesco classe 1973... e sono alla ricerca disperata (beh per dire) del nome di una serie televisiva dove i protagonisti erano micronizzati e si trovavano in un mondo di persone normali e avevano una navicella rossa (quasi sempre ferma in una sotto vegetazione di felci...) tutto molto stile anni 50 60.
    Ti dice qualcosa?
    archiboy@libero.it Francesco

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