venerdì 5 ottobre 2012

Iron Sky

17
2012, Timo Vuorensola.

Nel 2018 Sara Palin (Stephanie Paul) è la presidentessa degli Stati Uniti – nel film non viene fatto il suo nome ma le somiglianze sono lapalissiane. In piena campagna elettorale il suo governo finanzia un nuovo viaggio sulla Luna, col primo uomo di colore a camminare sul suolo lunare, James Washington (Christopher Kirby). Il LEM alluna nel lato oscuro del nostro satellite, tutto sembra andare per il meglio, quando gli astronauti si ritrovano davanti ad un cantiere e vengono inseguiti da dei nazisti. Da 70 anni aspettavano nascosti sulla Luna il momento del riscatto, per tornare con le loro astronavi a forma di Zeppelin a dominare la Terra. Prima di storcere il naso sappiate che si tratta di una commedia fantascientifica a tratti demenziale, con chiare sfumature satiriche, specialmente nei confronti dei neocons americani.



Washington, fatto prigioniero afferma per aver salva la vita di conoscere il presidente degli Stati Uniti, così dovrà partecipare ad una spedizione di Klaus Adler (Goetz Otto) sulla Terra per recuperare un i-Phone, indispensabile per poter attivare la loro arma segreta; non prima di essere arianizzato (lo fanno diventare bianco e biondo). Assieme a loro si intrufola anche Renate Richter (Julia Dietze), promessa sposa – per ragioni eugenetiche – di Adler. Queste le premesse di una storia esilarante, dove la presidentessa Palin gioisce all'idea di una guerra coi nazisti che le assicurerebbe la vittoria alle elezioni successive. «Un presidente che dichiara guerra al primo mandato viene rieletto». Durante il film troviamo omaggi a il Grande Dittatore di Charlie Chaplin – che i nazisti montano in modo da sembrare una pellicola di regime – e viene fatta la parodia di una scena de La Caduta, dove la consigliera del presidente Vivian Wagner (Peta Sergente) fa una sfuriata ai suoi collaboratori esattamente come lo Hitler interpretato da Bruno Ganz.


Il cast è formato da attori poco noti, quando non del tutto sconosciuti, tutti molto bravi. La fotografia di Mika Orasmaa con tratti di bianco/nero e sfumature di grigio è davvero eccellente. Ottimi gli effetti speciali, difficile credere che questa coproduzione tra Germania, Finlandia e Australia sia un B-movie. Le astronavi terrestri che vengono mandate contro quelle naziste sono molto credibili, quella americana – a proposito – si chiama USS George W. Bush (Sic!); i russi invece sorprendono tutti con la rediviva stazione Mir, evidentemente avrebbero mentito sostenendo che fosse distrutta. Il soggetto della storia è di Johanna Sinisalo e Jarmo Puskala, sceneggiata da Michael Kalesniko. L'idea è buona, fino a metà film tiene il ritmo, che poi subisce un calo, le gag ad un certo punto sembrano essere più un espediente per tappare i buchi della trama e tirare fuori colpi di scena non sempre esilaranti. Non sappiamo se la colpa sia del regista o degli autori, ma di certo è un peccato.

Non di meno, il film merita tantissimo ed è un vanto soprattutto del cinema finlandese, anche se gran parte delle scene sono ambientate in America; New York fa da location principale, inevitabili quindi gli omaggi alle storie di invasioni aliene, che dal programma radio di Orson Welles a Indipendence Day, hanno fatto sognare e terrorizzare gli amanti del genere. Il film uscirà nelle sale italiane l'11 ottobre, a seguito delle numerose richieste giunte nel sito ufficiale.

Da non perdere.
Giovanni Pili












17 commenti:

  1. bellissimo film! uno spasso. andrà a rivedermelo anche doppiato, poi in sala merita proprio

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  2. anche per me un piccolo cult. Sulla presidentessa: è vero che è una sosia di Sarah Palin ma usa gli slogan di Obama!

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  3. Per curiosità, se mai uscirà dalle mie parti, lo rivedrò, ma purtroppo mi aspettavo mooooolto di più da questo film.

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  4. Sono d'accordo con Babol, dato quanto era stato strombazzato fin dal primo teaser- corto ufficiale per ottenere finanziamenti tramite il sostegno della rete, mi aspettavo molto di piu'. Invece non mi ha entusiasmato. Paradossalmente, non si sarebbe perso quasi interamente nello spunto iniziale, indubbiamente originale, se avesse tenuto un registro narrativo "serio" e teso, e non cosi' demenziale e casinista. L'avesse fatto Carpenter o Joe Dante in pratica, saremmo probabilmente di fronte ad un vero capolavoro.

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  5. O forse nelle corde di un Sam Raimi. Comunque, a quanto mi risulta nel film non c'e' neppure una singola location veramente di N.Y., e' tutto ricostruito in CGI per quanto riguarda sfondi ma anche ambienti chiusi, e questo sinceramente si vede, e a me come so anche ad altri da queste parti, il digitale che visualmente sa troppo di digitale fa persino un poco schifo.

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    1. Buono a sapersi. Bé hanno dovuto muoversi con un budget limitato. Fatto salvo per le carenze della sceneggiatura non mi sentirei di dar meno della sufficienza a questo film. Un 6+ almeno.

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  6. per quanto mi riguarda non vedo l ora di rivederlo in sala. mi ha troppo divertito

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    1. Idem, speriamo che i doppiatori italiani non rechino danno agli attori.

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  7. azz..
    Facciamo un remake tutto italiano...
    Sul lato oscuro della luna ci sono Fede e Berlusconi...

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  8. ahah! bravo Magar, il cinema è anche questo, deve ispirare metafore su altre attualità
    per l'italia il lato oscuro della luna sarebbe troppo affollato secondo me :)

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    1. Non perderebbero tempo a cementificare anche lì.

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  9. è vero! fascisti su marte, ahah! dovremmo farla quella rece

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  10. Non c'è ancora? Mi prenoto subito!

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