mercoledì 10 ottobre 2012

The Captains

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2011, William Shatner.

In questo documentario di produzione canadese vediamo lo storico interprete del capitano James T. Kirk, della serie classica Star Trek, nelle vesti di regista ed intervistatore. I suoi incontri avvengono quasi esclusivamente coi capitani che lo hanno succeduto in circa 50 anni. Le interviste sono fatte nel modo classico che tanto piacciono agli anglosassoni, cordiali e tendenti a curiosare nella vita familiare. Un vero peccato che sia tutto così. Ci si sarebbe aspettati qualcosa di più: backstage delle varie serie e maggiori aneddoti su come Start trek - a partire da quei due primi pilot del 1966 – sia diventata la più importante serie in franchising di sempre. Laboratorio per molti autori e registi. Pietra miliare della fantascienza, che ha saputo rielaborare i classici della letteratura e anticipare, a volte, molte intuizioni della fisica moderna.


Shatner comincia la sua carriera giovanissimo nella radio e in alcuni film negli anni '50 e '60 a New York, finché un giorno viene contattato da Gene Roddenberry per girare un pilot. Ne era già stato realizzato uno, il cui protagonista era un certo Capitano Pike, ma non venne giudicato convincente. Si trattava di girare il primo vero episodio della serie Star Trek. Il resto è storia. All'inizio del documentario Shatner vola per l'Inghilterra, sarà accolto all'arrivo da un ingegnere aeronautico il quale ci tiene a fargli sapere che lui deve la sua passione e carriera al suo personaggio. Senza il Capitano Kirk, probabilmente avrebbe avuto una vita diversa. Inizialmente Shatner era infastidito da chi lo salutava identificandolo col personaggio. Pian piano ne è diventato orgoglioso, proprio a seguito di queste testimonianze d'affetto. Non mancano del resto le gaffe, come quando qualcuno lo saluta chiamandolo Spock (Sic!). A proposito, è un vero peccato che manchi una intervista al celebre interprete del comandante vulcaniano, Leonard Nimoy.

Il primo incontro è con Sir Patrick Steward, che interpreta il Capitano Jean-Luc Picard nella serie The Next Generation. Grande attore teatrale britannico, di formazione shakespeariana, Sir Steward interpreterà proprio il successore di Kirk. Non a caso si darà largo spazio ad omaggi e citazioni di William Shakespeare, tanto nella TNG, quanto nei film ad essa ispirati – ben quattro. Ricordiamo anche le sue interpretazioni in grandi film come Dune, Ipotesi di Complotto e X-Men. Fortunato nella carriera teatrale, lo sarà meno nella vita matrimoniale e di questo ne soffre molto, come si vede nell'ultima parte dell'intervista. Una breve apparizione nel documentario la farà anche Jonathan Frakes, che interpreta il Comandante William Riker, primo ufficiale di Picard, che interpreterà un cameo anche nell'ultima puntata di Star Trek Enterprise, prequel della serie originale. Peccato che non si veda anche Brent Spiner, il celebre androide Data.

Intervista canora quella con Avery Brooks, il Capitano Benjamin Sisko nella serie Deep Space 9. Si divertiranno assieme ad improvvisare canzoncine davanti al piano. Situazione alquanto melensa, della serie mandate avanti il documentario, se vi pare. Brooks ha avuto una parte eccellente anche nel film American History X.

Kate Mulgrew, che interpreta il Capitano Kathryn Janeway nella serie Voyager, incontrerà Shatner a New York, chiuso dentro uno scatolone, per la gioia e l'incredulità dei passanti. Kate interpreterà il primo capitano donna di Star Trek. Sembra veramente una donna molto forte; attrice fin da quando aveva dodici anni, ha sempre lottato per andare avanti nella sua carriera. Durante le riprese di New York, Shatner viene riconosciuto da una anziana barbona, che per la sua simpatia si guadagna l'accreditamento nel cast del documentario, con tanto di nome sovra impressione.

L'intervista con Scott Bakula avviene tra una cavalcata ed un drink sotto il gazebo. Bakula interpreta il Capitano Jonathan Archer nella serie Enterprise; un artista a 360 gradi, essendo oltre un affermato attore californiano di serie tv, anche un discreto cantautore. Shatner lo saluta dichiarando subito di essere un suo sincero ammiratore. Del resto tra tutti i capitani di Star Trek, il suo personaggio è quello che più si avvicina al Kirk della serie originale. Anche se vi aggiunge elementi nuovi, senza mai scadere nella becera imitazione.

Di fronte alla sede della Paramount, Shatner incontra Chris Pine, il nuovo Capitano Kirk nel reboot di J. J. Abrams. Inevitabilmente i due finiscono per sfidarsi a braccio di ferro. Il primo round lo vince Pine, il secondo Shatner. Al terzo la telecamera si sposta su un gruppetto di persone che si fa loro attorno per assistere alla sfida. Ovviamente questo ci impedisce di sapere chi dei due ha vinto. Pine viene da una famiglia di attori, inizialmente sognava di sfondare nello sport, ma si rende presto conto che non è la sua strada. Il padre, Robert Pine fece parte del cast della serie CHiPs. La nonna, Anne Gwynne è stata una celebre pin-up negli anni '40.

Il documentario annovera anche un'intervista a Christopher Plummer, altro grande attore shakespeariano, che interpreterà il Generale Chang nel sesto film di Star Trek, Rotta verso l'ignoto. Non a caso in questo film le citazioni del grande drammaturgo inglese non potranno mancare. Il documentario si conclude con l'arrivo di Shatner e degli altri capitani, ad una convention trekista di Las Vegas, con tanto di commovente incontro con un fan affetto verosimilmente da sclerosi laterale amiotrofica, il suo aspetto era molto dignitoso, anche perché somigliava molto a Sir Stephen Hawking nel cameo che interpretò in una puntata di TNG. Potenza di Star Trek. Probabilmente dovremo aspettare l'anno prossima per vedere questa pellicola nelle sale italiane.

L'appuntamento è alla prossima recensione trekista.
Lunga vita e prosperità.
Giovanni Pili






















15 commenti:

  1. Tutti grandissimi personaggi i capitani, a parte uno: Sisko. E a dir la verità l'intera serie deep space nine è peggiore delle altre. Solo ogni tanto c'è qualche buona puntata..

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  2. Praticamente DS9, e per certi versi anche VOY sono state fatte per assecondare una certa diffidenza verso la tecnologia da parte del nuovo pubblico. Solo che non c'è stato verso di eguagliare le precedenti serie.

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  3. Stewart.
    Patrick.
    Comunque dubito che questo documentario possa mai percorrere la via di una distribuzione nelle sale, in Italia. Persino tutti i film di Star Trek -"Rotta verso la Terra"('86)(tra l'altro uno dei migliori in assoluto a parte), come incassi italiani sono sempre andati purtroppo malino, come minimo. Solo il nuovo reebot di JJ Abrams ha rispettato le aspettative pure qui.
    Non sono completamente d'accordo su DS9, tra l'altro c'era René Auberjonois che seppur sotto il pesante make-up del suo personaggio fisso, è un signor attore da sempre.

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    1. Mi sa che dovremo accontentarci di vederlo in lingua originale in qualche DVD preso su Amazon. Comunque non so se il documentario vale la spesa. E' una chicca giusto per noi appassionati.

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  4. l'odiatissimo odo, che personaggio bastardo. A me piaceva molto Quark e Miles di ds9, poi hanno chiamato Worf che è certo un gran personaggio, ma segno che la serie era scadente.

    Diffidenza verso la tecnologia del nuovo pubblico? non ne so nulla. comunque la voyager mi è piaciuta il personaggio del dottore è un grande. Il mio gatto si chiama proprio così in onore del personaggio "dottore".

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    1. Ne ho sentito parlare proprio in un documentario trasmesso da Discovery Channel su Star Trek, presentato da Shatner; con questo rispondo anche a Napoleone: http://www.youtube.com/playlist?list=PL16DC73714CC2661C

      Praticamente il pubblico si sarebbe stancato di una certa visione positivista della serie. Già TNG ci aveva messo una pezza coi Borg, per esempio. Dopo, da DS9 in poi si è registrato un calo.

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  5. non so voi ma io vorrei avere in dotazione il teletrasporto...

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    1. Prima di fare questo passo ti invito a leggere la precedente recensione di Napoleone del film La Mosca...

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  6. Amo molto questi documentari in cui si può intravedere l'uomo (e la donna ) dietro l'attore.
    E' bello vedere sopratutto il lato migliore di William Shatner, che col tempo pare dare un immagine molto più rilassata rispetto a certi atteggiamenti passati,penso in particolare all'odiosa frase "Get's a life" rivolta ad un fan.
    Ciao.

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    1. Mi sembra che quella frase la disse Leonard Nimoy ad un fan che stava filosofeggiando un po' troppo. Shatner del resto ha sostenuto in altre occasioni che considerava i fan di ST dei tipi "strani", effettivamente come i marinai sono "icone gay", i trekisti son diventati "icone nerd". Poi quando cominci a incontrare scienziati e medici di successo che arrivano anche a inventare i telefoni cellulari o dei laser per curare i tumori, proprio perché da piccoli guardavano le gesta del Capitano Kirk, cominci ad avere tutta un'altra prospettiva.

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    2. Ciao.
      A me sembra invece che la frase fu pronunciata da Shatner e non da Nimoy, comunque l'importante è il contesto della frase (effettivamente un pochino fuori luogo).
      E' invece vero che anche Nimoy per lungo tempo non accettò di essere omologato solo come Spock, basta vedere il suo famoso libro "Non sono Spock".
      Poi si è rasserenato anche lui, del resto come hai detto tu quando diventi il modello per scienziati, medici o artisti questo cambia molto la prospettiva delle cose.

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    3. Mi sa che hai ragione tu. Ho visto che esiste un suo libro intitolato proprio "Get a life!".

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    4. Non importa chi ha ragione. ;)
      Complimenti ancora pee l'articolo

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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