martedì 30 ottobre 2012

On the road

5
2012, Walter Salles.

Da wiki: "... adattamento del romanzo di Jack Kerouac, Sulla strada (On the Road). Protagonisti del film sono Sam Riley e Garrett Hedlund, che interpretano rispettivamente Sal Paradise e Dean Moriarty. La storia si basa sugli anni che Kerouac trascorse viaggiando attraverso gli Stati Uniti con il suo amico Neal Cassady e altri personaggi che sarebbero diventate figure di spicco della Beat Generation, tra cui William S. Burroughs e Allen Ginsberg. 
Un viaggio nell'America del dopoguerra al ritmo della musica jazz, alla continua ricerca di un nuovo stile di vita, puro e folle. Sal Paradise e Dean Moriarty, fraterni amici, intraprendono un lunghissimo viaggio per gli Stati Uniti da est a ovest. Senza soldi, senza meta, percorrono le strade vivendo di quello che trovano, incontrando le più stravaganti e folli persone. Tra amori, orge, sbronze, amicizie e rancori questa esperienza stupisce ed emoziona, facendo riscoprire la bellezza della semplicità e della spensieratezza. Solo vita selvaggia e pura."

Purtroppo, nel senso dell'obbiettività di giudizio, chi scrive non ama per nulla Jack Kerouac. Provai più volte a leggere il romanzo ma niente da fare, quello stile non mi andava giù e di quelle storie non me fregava niente. Ben altra opinione ho di William S. Burroughs e del suo Naked Lunch dal quale David Cronenberg ha tirato fuori un film anch'esso capolavoro. Diamo atto a Kerouac perlomeno di averci permesso di leggere quel romanzo, ché senza di lui Burroughs probabilmente non l'avrebbe mai pubblicato.

Dobbiamo sempre a Kerouac riconoscere di aver coniato, proprio nel titolo del suo libro, una locuzione che è diventata anche simbolo di una generazione e identificativa spesso di opere sia letterarie che cinematografiche. Allora ci ho provato col film e devo dire che invece, a differenza del romanzo, tutto sommato è andato liscio fino alla fine, senza farmi gridare dalla gioia ma anche senza annoiarmi. Le storie dei protagonisti in sé continuano a dirmi poco, in fondo sono vite inutili buttate nel cesso e tirando forte la catena, ma c'è uno svago, una voglia d'evasione, di rompere gli schemi che può essere positivamente contagiosa.

Bella la qualità di riprese e fotografia, sgranata ad anticare e inseppiata come le foto ricordo dei nonni, ma quello che a me ha dato veramente godimento è stato sentire tanto jazz di quegli anni, quel Be-Bop ad alta frequenza che avrebbe fatto scatenare anche un bradipo con l'encefalite letargica. Ah!, che musica che era quella, che periodo è stato e come contaminava in un solo dharma bianchi e neri indifferentemente! C'era tutto in quella frenesia, protesta e voglia di gioire, si reagiva al dolore con la risata che seppellisce.

No, non è un ritratto dell'America di quegli anni secondo me. E' il ritratto di una gioventù che praticava una sorta di "nichilismo di frontiera", e basta. Non riesco a dargli importanza più di questo. Il film è comunque gradevole, diciamo anche interessante per certi aspetti, e quando i protagonisti entrano in un locale, quando sgranano gli occhi solo a nominare Duke Ellington, be', quello è il momento che li sgranerete anche voi.

Nè Best né Worst, diciamo un "normale" MoviesOnTheatres che si può ben guardare.
Robydick


5 commenti:

  1. bè,anche per me kerouac è più importante socialmente e storicamente,che come scrittore..ben altra pasta ,oltre a burroughs, per i vari ginsberg o ferlinghetti..ilfilm non l'ho visto,ma sono sempre scettico riguardo questo tipo di operazioni..ciaorobi

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  2. ciao Roby! Ferlinghetti non lo conosco proprio...
    resta pure scettico. se ti andrà di vederlo, tieni basse le aspettative ;)

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  3. Io stimo Salles come regista, e come ho già scritto anche nella mia recensione, non credo che in questo caso abbia molte colpe per aver girato un film più inutile che brutto: il problema è a monte, è il libro di Kerouac che, letto oggi, per quanto 'mitico' è irrimediabilmente datato... descrive un mondo e una cultura che non ci sono più, ed il film, essendogli tutto sommato fedele, ne assorbe tutti i difetti. 'On the road' è un libro che è figlio del suo tempo, è una di quelle opere 'più importanti che belle', e lette oggi fuori contesto perdono tutta quella loro forza rivoluzionaria che era alla base del loro successo. Lo stesso dicorso va fatto anche per 'Easy rider': film epico, ma che secondo me è invecchiato malissimo...

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  4. Condivido in pieno l'opinione su Kerouac... ho provato più volte a leggere il romanzo senza mai arrivare alla fine...

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  5. mi pare che su Kerouac siam più o meno tutti d'accordo...
    a me però Easy Rider, e l'ho visto in tarda età, è piaciuto molto ancora oggi, lo trovo invecchiato bene :)

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