sabato 29 gennaio 2011

Napoli violenta

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1976, Umberto Lenzi.

Sequel di "Roma violenta", il commissario Betti arriva a Napoli dopo essere stato reintegrato nella polizia. Già conosce la città e a fargli gli onori di casa il Generale con la sua Rolls, invero il boss della camorra più boss di tutti. In questura si presenterà da par suo, con un ladro d'auto in manette come presente.

Appena arrivato inizia ad occuparsi di racket, rapine piccole e grandi. Sempre in mente la sicurezza, la voglia di dare ai cittadini la sensazione che la polizia li può tutelare. I suoi metodi sono sempre quelli, poco ortodossi e ai limiti di legge, che ormai l'han reso famoso in tutte le questure.

Ad di là di tutto, e della consueta attenzione ad ogni pur piccolo reato come alla gente comune, i 2 "pesci grossi" saranno il già citato Generale e Casagrande. Il primo tratta di tutto, dal racket ai grandi riciclaggi di denaro; il secondo è un rapinatore "professionista" spietato che Betti conosce dai tempi della sua precedente permanenza a Napoli. Casagrande, in libertà vigilata, ogni giorno deve andare al commissariato per la firma e nonostante questo Betti lo sospetta di rapine efferate in pieno giorno per le quali la firma stessa è alibi...

I temi base sono i medesimi del precedente, quindi non mi ripeto. Qua non compaiono però vigilantes: contro la camorra, malavita ben più organizzata che quella di cui si parla nel film "romano", sarebbe una follia ancora più grave.

Lenzi ci mette molto Del Suo in questo secondo, fantastico!, film con Maurizio Merli nei panni di Betti. Non se ne voglia l'ottimo Martinelli del precedente film, ma questo ha una marcia in più e connotati fin autoriali, come si dice. A riguardo di alcune grandiose scene ne parlo nei frame sotto.

Merli è un attore dalla fisicità internazionale, sembra un americano anche in mezzo ad altri attori americani, con però una passione ed un sentimento tutti italiani, veramente un grande. Meritava un capoverso solo per lui.

Altro Cult imperdibile secondo me.
e mi raccomando... attenzione ai commenti di Wilson sotto, c'è scritta una tesi a riguardo.

Quel quadretto dietro il commissario Betti è giovanni leone, è giusto non dimenticarlo...

Apprezzati da molti i poliziotteschi (compreso chi scrive) anche perché mostrano l'italia di quegli anni, i mezzi pubblici, le strade, la gente come si vestiva... qua i primi bus arancioni di Napoli e una macchina storica, l'Alfetta. Conoscevo diversi che si compravano quelle che polizia e carabinieri dismettevano, macchine con una carrozzeria indecente ma telaio, meccanica e posizione di guida da paura!

La messa a sacco di una via dove i negozianti rifiutarono di pagare il pizzo. Lo so che è fin cinico dirlo, ma in questa scena ci sono 4 maxy-moto che m'han fatto sballare solo a vederle, in particolare la Laverda che a fatica sono riuscito ad immortalare. erano anni in cui esplose il fenomeno di queste moto, ancora quasi solo italiane le più grosse, ché le giapponesi erano sotto contingentamento. Scena da urlo!

Ci sono 2 incredibili corse per il centro della città in moto, in mezzo al traffico, con la telecamera a bordo, da rivedere più volte, una soggettiva ubriacante e che manico a guidare! Per quanto siano riprese in parte accelerate, fanno delle manovre che io non oserei nemmeno in prima.

Un bel primo piano del grintosissimo Merli. Relegato nei fotoromanzi, la sua scoperta è merito proprio del poliziottesco.

Inseguimento a piedi sui tetti, una inquadratura magnifica della sky-line napoletana che prende tutto il golfo e l'imponente Vesuvio


Inseguimento a piedi in mezzo alla folla, grande scena, si passa in mezzo a mercato, un sacco di gente, persino un funerale fatto con quelle meravigliose carrozze tradizionali

Scena famosissima girata (mi sono informato) sulla funicolare di Montesanto. Merli in persona a girarla, senza controfigure !!! Non so se il frame rende bene con la prospettiva il pericolo. Io poi che soffro di vertigini una roba del genere manco con le cinture di sicurezza l'avrei fatta.

Uno dei momenti splatter, cosa particolare di questo film che ha fatto storcere il naso a qualcuno ai tempi. A me invece sono piaciuti moltissimo, accentuano ulteriormente la violenza di quella malavita crudele.

Terribile, e ancora splatter. Un uomo viene usato come birillo per il bowling, lascio immaginare il resto.

13 commenti:

  1. Cultissimo del genere, insieme al meroliano, nel senso di Mario, "Napoli-Serenata calibro 9" regia di Alfonso Brescia, dove il cantante napoletano si meritò l'appello di Jean Gabin di Porta Capuana. Oddio, in quel film siamo con un piede dentro al trash, guarda un po' qua:
    http://www.youtube.com/watch?v=qCsaEU9Jsl0

    Gli inseguimenti in moto mi ricordano le fughe con un mio amico di scuola sul suo Beta 3 marce, quando i vigili del paese volevano multarci perché beccati in due sullo stesso motorino. Bei Tempi.

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  2. cultissimo! grande roby... di più di più!

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  3. altro filmone poliziottesco imperdibile per gli amanti del genere. E come tutti i poliziotteschi, spesso risulta involontariamente comico (la figura del "generale" mi ha fatto scompisciare dal ridere, specie in occasione della "partita" di bowling).
    Il ragazzino, guardacaso, si chiama "gennarino" (che fantasia neh!) e come succede spesso in questo genere di film, lo scippatore e il furfantello sono visti come carnefici senza alcuna attenuante, mentre attraenti donne impellicciate e gioielleri sono le povere vittime :)

    Ma van presi cosi', sono film leggeri nonostante le tematiche, divertenti e nostalgici, nonostante i lampi di pericolosa ideologia.

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  4. maronn harmo, fai pure 1,5 piedi nel trash! uno con merola come attore però ce l'ho in programma ;-)
    che ricordi anche per me, pure sul 125 non si poteva andare in 2...

    ciao Adriano! condivido.

    Frank, ne ho un fottio in lista, ahah! arrivano arrivano :)

    socio, rispetto il tuo parere, non sei il solo a pensarla così, ma non lo condivido affatto. non lo so, forse perché visto a distanza di tempo ma derive ideologiche particolari non ne vedo, come dissi già per "Napoli violenta".

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  5. La mia tesi di laurea in Storia e Criticaz del Cinema, sicuramente una delle prime se non la prima in Italia, ancora ben lontani dagli anni di "rivalutazioni" e "riscoperte", fu su "Il Cinema poliziottesco-sceneggiata:Ciro Ippolito, Alfonso Brescia, elo Strehler di Santa Lucia:Mario Merola", quindi, Roby...
    L'ho intervistati tutti, Merola in particolare in lunghi pomeriggi nella sua incredibile magione romana dei Parioli.
    "Napoli violenta", capolavoro forse assoluto, lenziano. Il momento in cui Betti/Merli guarda negli occhi Casagrande (ElioZamuto, il grande attore e doppiatore siculo di Goldrake, fra i tantissimi altri cartoni storici dei'70, qui grandissimo davvero, ancora più che ne "La Banda del trucido"['77] di Stelvio Massi, con Milian e Luc Merenda)dopo averlo fatto cadere di moto lui e il driver, tagliandogli la strada con l'alfettona bianca...
    Appena un'attimo prima che anche stavolta riuscisse ad arrivare in tempo utile a fare la firma in questura,proprio pochi minuti dopo aver compiuto l'ultima rapina...
    Lo sguardo risoluto e d'acciaio di Betti/Merli in quel momento, e anche quello ferino di Zamuto...E' un grande momento di cinema, fra i più grandiosi dell'intero cinema poliziesco italiano.
    E l'inseguimento, tra i più grandiosi e complessi mai concepiti che subito ne segue...Moto-macchina-a piedi, in ultimo la famosa sequenza sulla teleferica, è al livello di quello epinomico de "Il Braccio violento della legge"(Thr French Connection)('71) di William Friedkin e di Jean-Paul Belmondo con Adalberto Maria Merli sopra i tetti de Le Galleries Lafayette di Parigi ne "Il Poliziotto della brigata criminale"(Peur sur la ville)('75) di Henri Verneuil...Solo un pazzoide ardimentoso e pieno d'energia,spregiante di ogni limite in primis suo, come Umberto Lenzi, poteva concepirlo -perchè così come è stato effettivamente realizzato lo pensò e pianificò lui- e probabilmente solo nel pazzesco e strabiliante, lunghissimo inseguimento in moto con Marc Porel e Ray Lovelock,attraverso il centro di Roma affollato di una mattina invernale, da via del Tritone-Banca Nazionale d'Italia, passando per via Sistina, via del Corso, via Condotti, via Borgognona, p.zza del Popolo, Muro Torto ecc., per finire addirittura fin davanti alla Facoltà di Architettura a Valle Giulia-Villa Borghese, forse dicevo, solo in questo magistrale pezzo di bravura tecnica e padronanza registica di Ruggero Deodato nel suo "Uomini si nasce, poliziotti si muore"('76) si trova una vetta così stratosferica di saggio cinematografico su come si realizza un'inseguimento moto/automobilistico o a piedi che sia, il più grande che sia.

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  6. ...Gennarino è un nome fisso e un personaggio fisso (un pò come il commissario molto umano e riflessivo interpretato dal grande Nunzio Gallo), anche per quando lo interpretavano attori bambini diversi come l'allora piccolo Sal Da Vinci appunto in classici come "Napoli, serenata calibro 9"('78) di Alfonso Brescia, o "Il Mammasantissima"('79)sempre di Brescia, entrambi punti fermi del filone.
    Qualcuno ci "vadi" piano con il personaggio di "O'Generale" (scherzo...?)...,è interpretato dal grande Barry Sullivan in trasferta italiana al tramonto della carriera, al pari di tanti altri grandi attori e caratteristi americani del cinema hollywoodiano, come fra le centinaia che passarono da Roma in quel periodo a girare film e in stato più o meno alcoolico, Arthur Kennedy, Jack Palance, o il già citato altrove qui da me, Richard Conte, e tantissimi altri...Sarà doverso poi parlare almeno un poco di Al Lettieri, e non so se mi spiego..

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  7. ...E nemmeno io vi ravviso queste "pericolose derive ideologiche"...Sono ben più "pericolosi" e "perniciosi", non solo con l'ottica di oggi, o in prospettiva per/da quei tempi, uno dei qualsiasi filmettini della Archibugi o della Comencini di oggi, fintamente di sinistra, veramente borghesi e conformisti -reazionari. Le cui "ariose" e liberal visioni e opinioni del mondo, si "esperienziano" e si eauriscono al massimo poco al di là dei quartieri residenziali altolocati di Roma Nord. Per tacere e per carità di contesto e rispetto, a ben più alti e imparagonabilmente irraggiungibili modelli come quelli di Lenzi sopracitati, del cinema putrido e puzzolente al caramello diabetologico di Tornatore,che è infatti molto ben gradito da Berlusconi che gli produce le sue boiate miliardarie attraverso la Medusa di piumino da cipria Rossella (cit. da Indro Montanelli), per passare una piacevole serata in compagnia dei suoi "amici" ad Arcore alla visione di "Bàaria", come si è potuto apprendere dai giornali in questi ultimi giorni.
    Non ci risulta che a Villa San Martino si sia mai fatto "proiettare" "Il Cittadino si ribella"(cit.attinente a fatti, persone, e non del tutto puramente "casuale")('74) di Enzo G. Castellari, ovviamente prima degli immancabili "eleganti e decorosi,oltre che rispettosi" (cit. dai giornali padronali delle "definizioni" di tali SUE serate e "cene")pompini e dita in culo.

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  8. wilson, ho messo un "link" ai tuoi commenti nella rece, forse era meglio se te la proponevo a te, ma dai, va bene così... 4 righe maccheroniche mie e poi la tua lectio :)

    ho capito. DEVO vedermi napoli serenata e mammasantissima. credimi, se non fosse per te non li avrei mai e poi mai messi in programma! :D
    ma quando il maestro parla...
    ne hai elencati parecchi, il lavoro non mi manca

    sul tuo ultimo commento se ero vicino a te ti avrei abbracciato a soffocarti!

    riguardo a boiatarìa son durato 15', non l'ho manco recensito, disprezzo massimo, avrei finito per scrivere cattiverie come per Novecento, non era il caso, cerco di mettere solo film che meritano la visione ed evitare il più possibile passi falsi

    un abbraccio virtuale te lo mando lo stesso ;-)

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  9. Almeno anche "L'Ultimo guappo"('78), il quale di pochi mesi ma fu il "primo", e "Zappatore", sempre di Brescia, Ippolito, e off-course, il Bertold Brecht camorristico, il sommo Mario Merola.

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  10. ..:Anche "Napoli, la camorra sfida, la città risponde"('79)sempre di Brescia, con Ciro Ippolito anche attore nel ruolo di un giornalista de Il Mattino alla Giancarlo Siani, e immancabilmente Antonio Sabàto ottimo e verace camorrista antagonista,è tra i titoli del "filone" uno dei miei preferiti, se non una spanna sopra a tutti gli altri. Bello e "rozzamente" raffinato e visionario il finale ctarticamente feroce, quasi "gore" nelle grotte di Forcella.

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  11. ...E sempre ricordate...
    -"I Mandolini suonano, e le pistole cantano..."

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  12. faremo una Merola-Rassegna Wilson, la chiamerò proprio così, è una promessa :)

    a proposito di Siani, che citi, c'è un gran bel film che ne parla, a me almeno è piaciuto e ne approfitto per citarlo e consigliarlo a tutti: http://robydickfilms.blogspot.com/2009/10/fortapasc.html

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