sabato 18 giugno 2011

Roma a mano armata (aka: Brutal Justice) (aka: Brigade spéciale)

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1976, Umberto Lenzi.

Il poliziottesco perfetto, da manuale nel senso buono, con parti noir e d'azione dosate e alternate senza sosta, botte, inseguimenti in diurna, in notturna, a piedi, sui tetti, cattivi che son proprio cattivi e s'attaccano ad ogni cavillo di legge, polizia frenata da scrupoli ma quando gli girano gli girano. Super!

Al massimo splendore i 2 principali antagonisti. Maurizio Merli è il commissario Tanzi, fresco di fama dopo il gagliardo "Roma violenta", primo della trilogia del commissario Betti (il secondo, "Napoli violenta", lo farà proprio con Umberto Lenzi). Tomas Milian è nei panni de Il Gobbo, ancora un ruolo cattivo quasi quanto il mitico e aranciomeccanico Sacchi ne "Milano odia: la polizia non può sparare". Più che una recensione è un'elegia questa, chi conosce i film citati già si lecca i baffi, a me la lingua arrivava alle sopracciglia.

Sulla trama la faccio molto breve: Tanzi è sulle tracce di una banda di marsigliesi che si occupa di traffici vari. Per questi lavora il cognato del Gobbo e quest'ultimo diventerà il soggetto su cui si accanirà Tanzi, con botte e pure vessazioni. Ci saranno rapine e un rapimento, che sarà anche il fatto finale che porterà i 2 a una vera e propria sfida che ormai è diventata anche una questione di principio, vero e proprio duello. Nel mentre Tanzi smaschererà anche un gruppo di "giovani di buona famiglia" (è un modo di dire dal quale deriva anche l'altrettanto noto "figli di buona donna") di un circolo monarchico, reo di aver assalito una coppia appartata ed aver violentato in gruppo la ragazza (chiaro richiamo al "Massacro del Circeo"). Per non farsi mancare nulla, anche la cattura con l'alfetta di 2 scippatori minorenni in vespa e lo speronamento di un altro ladro motociclista, tanto per...

Al solito anche questo film vide il pubblico connotare politicamente situazioni e personaggi. Per Merli non fu una novità beccarsi del fascista, fu addirittura fischiato alla proiezione della prima e certo non per la sua interpretazione ma solo appunto per quello che rappresentava. Non ridiamo, erano altri tempi... Sorprendente leggere di quanto "tifo" riscosse il personaggio del Gobbo, un delinquente veramente terribile del quale ho perso il conto dei morti che ha ucciso, eppure evidentemente quello che rimane di lui, alla fine, è quell'aria da anarchico ribelle che, crepasse il mondo!, i piedi in testa da uno sbirro non se li fa mettere!
Io non ho posizioni da prendere, il film me lo sono gustato alla grande, ho ammirato entrambi gli attori, Merli e Milian, e anche gli altri di un grande cast. Dico solo che il personaggio di Milian, secondo me anche se non l'ho letto dichiarato da nessuna parte, è decisamente ispirato nella gestualità, sguardi e incazzatura compresi, a "Il gobbo" di Carlo Lizzani, film magnifico e storia vera. Chissà, forse nel pubblico anche come reminiscenza inconscia qualche memoria di Giuseppe Albano era presente e da qui le simpatie che ne derivarono.

Il titolo inglese sembra voler enfatizzare il "fascismo" della giustizia, problema evidentemente sentito anche da quelle parti perché, non dimentichiamolo, il titolo in un film è la prima pietra per il suo successo e deve fare presa. Quello francese addirittura mi fa venire in mente le "Tropa de Elite" di recente visione, ed effettivamente si parla nel film di costituire delle squadre speciali con qualche licenza in più d'agire rispetto alla norma.

Per chi ama il genere poliziottesco visione imperativa e categorica!
Per chi non li ama... se non lo ha visto ancora questo film, forse cambierà idea.
Presto su questi schermi il successivo "La banda del gobbo".

























13 commenti:

  1. Biagio Pelligra di cui s'era parlato e diffusamente in precedenti post di altre occasioni, Giampiero Albertini, Maria Rosaria Omaggio, Arhur Kennedy, Luciano Catenacci di cui s'era ugualmente parlato in altri post su altri film, Ivan Rassimov,la locandina de "L'Anatra all'arancia"in quel momento al cinema mentre si stava girando il film,le composizioni tipicamente alla Lenzi, delle inquadrature grandangolari, bellissime, guarda quella che hai inserito con i poliziotti cecchini in borghese sul tetto...Bellissimi frame che hai scelto Roby, per un grande film, uno dei nostri più grandi polizieschi mai realizzati, qui in Italia.
    Mando subito un messaggio a Lenzi perchè possa passare a dare un'occhiata da queste parti, e che gli venga finalmente di postare qualcosa, lo merita.

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  2. bravissimo napoleone a citare il resto del cast, forse oggi sappiamo meglio di allora cosa valeva.
    sarebbe veramente un grande onore vedere anche solo un saluto di lenzi! in ogni caso, come ti ho chiesto anche altre volte, portagli i miei più proni rispetti. dovrebbe fondare una scuola di cinema porcaccia la miseria, insegnare a un po' di giovani tutta la sua sapienza!

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  3. Già fatto Roby per quanto riguarda i tuoi rispetti, già fatto...E anche di darci perlomeno un cenno, spero proprio che...

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  4. ...Stefano Patrizi, l'orribile capetto dell'orribile banda di fascistelli monarchici "sfascisti" di ragazze, era aduso a interpretare sempre ruoli di questo tipo anche da protagonista, come in "Liberi, armati, pericolosi"('76)di Romolo Guerrieri da Giorgio Scerbanenco, anche lì con Tomas Milian seppur in ruolo di commissario molto più defilato e di supporto più per contratto e "pubblicistico" che altro. Oggi Patrizi -che non è molto cambiato da trentacinque anni a questa parte-fa il regista tv ai programmi delle produzionin di Minoli. La sequenza -bellissima- di Merli che va al circolo monarchico vendicare i due ragazzi in macchina brutalmente aggrediti e seviziati,possiede una carica catartica e di giustizia vera suscitata magistralmente da Lenzi nello spettatore, che come si fà come si fà, a dire soltanto che un film come questo è fascista...Il commissario Tanzi gli "sfascia", i neofascisti. E anche se hanno vent'anni meno di lui e sono rappresentati per quello che erano in gran parte davvero in quegli anni.Come avrebbe a dire Malaparte, solo delle pecore con la ferocia di un lupo. O dei lupi travestiti da pecora.

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  5. "liberi ecc..." è già in approvvigionamento, grazie della dritta!
    sono d'accordissimo su tutto, ma infatti, proprio per quella scena, non so davvero come si potesse pensare... ho letto su wiki che alla prima, per i fischi solo a lui rivolti, merli uscì dal cinema molto incupito poveraccio... mha?!? come detto, erano altri tempi

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  6. Ciao Roby e buon sabato...anche con le sparatorie! : ))) ciao Cri : )

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  7. grazie cristina e... le sparatorie mi piacciono, ma solo nei film :D
    ciao

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  8. Che goduria, a' Gajardo.Che goduria.Film straordinario. Recensione "valorosa", un plauso al padrone di casa e al sempre grande Napoleone,professionista impareggiabile.Me fate morì.Gajardi.Un grande saluto! Per sempre grazie al Maestro Lenzi.

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  9. grazie belu', e che aggiungere? un salutone gajardo anche a te! :)

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  10. Alla prima a Roma ci volle la polizia da quanta gente c'era e premeva sulle entrate a vetri, cose impensabili oggi...E questi film uscivano sovente a far partire da traino la stagione, visto il loro enorme successo. Quindi agli inizi di agosto o giù di lì.

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  11. davvero? ma che roba, vero, impensabile oggi.

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  12. 'a Tarantino, facce ride, guarda e impara !
    Visione i-m-p-r-e-s-c-i-n-d-i-b-i-l-e !

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  13. ciao harmo!
    diamo atto a tarantino che sì, lui fa quello che dici. sono gli italiani che non lo fanno ;-)

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