lunedì 8 maggio 2023

Hostiles - Ostili

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Nei titoli di testa: "L'animo americano è duro, isolato, stoico e assassino. Non si è ancora mai disciolto. (D.H. Lawrence)". David Herbert Lawrence è stato "scrittore, poeta, drammaturgo, saggista e pittore inglese, considerato tra le figure più emblematiche del XX secolo. Insieme a diversi scrittori dell'epoca, fu tra i più grandi innovatori della letteratura anglosassone, soprattutto per le tematiche affrontate.".
L'incipit che lo cita è summa del film, western nel periodo, fine '800, nel quale i confini delle riserve/territori indiani sono in fase di definizione. 

Le grandi e sanguinose battaglie tra esercito e nativi sono trascorse da tempo. Per nulla sopiti sono però i rancori reciproci, anzi, persistono fumanti nelle menti e nelle carni. I nativi sono frammentati in piccole realtà quasi familiari. Alcuni, sorta di bande di briganti, vivono di scorrerie, razzie, durante le quali lo scopo non è solo rubare beni e cavalli, o bestiame, ma anche vendicare quindi uccidere.

Il desiderio di vendetta è reciproco. Nelle battaglie, da una parte e dall'altra, non si sono risparmiate crudeltà inaudite. Come si può arrivare alla concordia? Il passato non si può cancellare, allora qual è la via percorribile?

L'astioso, rude capitano Joe Blocker (Christian Bale, per me il più grande attore in attività) riceve l'ordine, obtorto collo, di accompagnare uno dei suoi avversari di sempre, il capo Cheyenne Falco Giallo (Wes Studi), dal New Mexico dov'è prigioniero con tutta la sua famiglia, al Montana. Devono andare in un luogo chiamato Valle degli Orsi, dove Falco Giallo andrà a morire essendo malato terminale. L'ordine arriva dal Presidente, non si discute, solo che Joe potrebbe esplodere tale la furia che gli cova in corpo.
Oltre ai nativi e ai soldati si unirà al gruppo una donna, sola sopravvissuta di una scorreria di Comanche che gli anno distrutto l'intera famiglia. Altro trauma, altro rancore e odio che si somma.


La disciplina, l'onore militare terrà a bada Joe. Più forte il senso del dovere del suo desiderio di vendetta. Il dolore avverso diventerà dolore condiviso a suggello dell'assurdità di quanto entrambi, Joe e Falco Giallo, hanno dovuto vivere. Ci sarà una presa di consapevolezza nel percorso impervio per raggiungere la valle. La natura difficile e pericolosa ne sarà metafora, regalando immagini di grande bellezza.

I ritmi sono lenti, come in un rito marziale che diventa sacro, e regalano un vibrato persistente allo spettatore. Ogni evento, ogni incontro, sarà un pezzo di liturgia da compiere, la retribuzione del loro passato. Tutti colpevoli o tutti innocenti? Tutti vittime. Alcuni prendono coscienza e reagiscono, compiono la loro rivoluzione interiori, ma sono pochi. La maggior parte cade, è un prezzo che deve essere pagato.

Sembra di assistere a dei guerrieri di Odino che fieramente si recano nel Valhalla. Le stesse musiche hanno un ché di wagneriano, sensazione che è diventata certezza al raggiungimento della meta.
Film imperioso, forte, Solenne. Un monumento al pacifismo.

Imperdibile.

Robydick

Fonti: tutti i corsivi virgolettati, se non diversamente indicato, sono da Wikipedia.it.



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